Professione Operatore Ecologico

28 Ottobre 2019 0 Comments

Siamo abituati a pensare allo spazzino come ad un lavoro umile, che costringe a grandi fatiche e a vivere a contatto con la sporcizia. In realtà al giorno d’oggi la raccolta dei rifiuti si è automatizzata al punto che il contatto con i rifiuti è minimo e il lavoro è ottimamente retribuito, al punto che la percezione nel sentire comune sta nettamente cambiando, ed è diventata una professione che attrae moltissimo i giovani che stentano a trovare altri lavori: ben 2 su 3 affermano di aspirare ad un posto come operatore ecologico e recentemente ad un concorso a Venezia si sono presentati più di 3.500 candidati. Molte città affrontano problematiche legate alla raccolta dei rifiuti, e pur con tutti i ritardi e i problemi che si affrontano quando si stanziano soldi pubblici, la richiesta di personale che lavori in questo campo è in continua crescita, e bandi e concorsi per posti di operatori ecologici continuano ad essere pubblicati. Non è infrequente trovare molte persone che fanno questo lavoro nonostante siano qualificate per lavori di ben altro spessore, dal momento che la stabilità e le condizioni del lavoro di netturbino non sono così facile da trovare in altri mestieri. 

Chi è l’operatore ecologico 

Operatore ecologico è il termine con cui oggigiorno ci si riferisce a coloro che un tempo si definivano netturbini o, in gergo, spazzini. Il suo compito è quello di pulire le strade, raccogliere i rifiuti e mantenere il decoro urbano della zona di competenza a cui è assegnato, che possono comprendere strade, edifici, parchi, giardini e altri luoghi pubblici affidati alla manutenzione dell’ente responsabile della nettezza urbana (che può essere un’impresa pubblica, privata a partecipazione pubblica o completamente privata). Utilizza strumenti come scope, palette, spazzatrici e altro, oppure guida veicoli con sistemi automatizzati di raccolta. Si occupa anche della pulizia accessoria nelle aree pubblica, come disinfestazione, disinfezione, derattizzazione, diserbamento e demuscamento, e della raccolta di rifiuti pericolosi, tossici o nocivi, presenti in aree pubbliche, in rispetto delle misure di sicurezza. 

Le attività che svolge possono variare in base all’attrezzatura a disposizione e alle metodologie adottate. Ad esempio può occuparsi della pulizia delle strade utilizzando semplicemente scopa e rastrello, oppure potrebbe guidare un mezzo che spazza e pulisce le strade automaticamente. Se in possesso di una patente valida per la guida dei mezzi speciali o pesanti, può guidare i camion di trasporto e raccolta. Può specializzarsi in determinati ambiti all’interno dell’azienda, diventando la figura di riferimento per determinate operazioni (come ad esempio la raccolta e lo smaltimento dell’amianto), e con l’introduzione della raccolta differenziata in ormai tutte le città italiane, il suo compito prevede il recupero dei rifiuti solidi urbani, secondo le modalità previste dal Comune che possono essere la raccolta porta a porta oppure il conferimento nei contenitori speciali. L’operatore ecologico può occuparsi anche del frazionamento dei rifiuti destinati al riciclo e degli scarti dell’indifferenziata.  

Il lavoro dell’operatore ecologico si svolge in buona parte nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino, quando i bidoni sono stati riempiti e si devono svuotare per essere riutilizzati nell’arco della giornata, riducendo al minimo l’impatto sul traffico cittadino, ed in maniera che i centri di smaltimento e riciclo ricevano le spazzature da processare in tempo. Nello specifico, la giornata di un operatore ecologico inizia con il giro della zona di competenza, a bordo del camion dei rifiuti (si può essere da soli o in coppia), per raccogliere i sacchi di rifiuti e svuotare i cassonetti ed i bidoni dell’immondizia. L’operatore ecologico raccoglie i rifiuti solidi indifferenziati così come i rifiuti differenziati destinati al riciclo: umido, vetro, plastica, carta, alluminio e via dicendo. Può anche occuparsi del ritiro dei rifiuti ingombranti, in genere previo appuntamento, come elettrodomestici o mobili dismessi, dei rifiuti speciali come pile, medicinali, olii esausti o lampadine, e dei rifiuti industriali, anche pericolosi. Questi rifiuti possono anche essere portati dai cittadini nei cosiddetti ecocentri, dove l’operatore ecologico ha il compito di assistere alle operazioni di scarico e controllare il corretto conferimento dei rifiuti negli appositi contenitori. 

L’operatore può guidare i mezzi per la nettezza urbana, come i camion dei rifiuti o gli autocompattatori. Deve seguire un itinerario prestabilito, mantenendo sempre una guida controllata e sicura, prestando molta attenzione alla strada, e deve saper azionare i vari comandi del mezzo, per eseguire azioni meccanizzate come il sollevamento dei cassonetti e il compattamento dei rifiuti. Una volta concluso il giro dei rifiuti, si dirige verso gli impianti di trattamento dei rifiuti, che possono essere discariche, termovalorizzatori, centri di smaltimento, di riciclo o di compostaggio, dove scarica il contenuto del suo mezzo, che viene destinato al corretto trattamento oppure viene caricato su un mezzo più grande per essere poi destinato ad un altro stabilimento specializzato. 

Oltre che della raccolta dei rifiuti, l’operatore ecologico si deve occupare anche della pulizia e del mantenimento di strade, marciapiedi, giardini e aree verdi pubbliche, raccogliendo foglie e rifiuti utilizzando scopa e paletta oppure delle pinze, stivandoli in un bidone che si porta appresso grazie ad un carrello. Si occupa anche di svuotare i cestini e di spazzare le strade, o manualmente oppure grazie agli automezzi appositi per il lavaggio e la pulizia stradale. Si può anche occupare di servizi di sgombero della neve, attraverso l’uso di appositi automezzi spazzaneve, per ripristinare la viabilità cittadine in caso di abbondanti nevicate, oltre che doversi incaricare di interventi di igiene urbana e di manutenzione del verde pubblico. È responsabile anche della pulizia e della manutenzione degli automezzi che utilizza. 

Possiamo così riassumere per punti i compiti dell’operatore ecologico: 

  • Guida camion o mezzi più piccoli per la raccolta dei rifiuti;
  • Carica container, cassonetti e bidoni sull’autocompattatore ;
  • Raccoglie cicche, carta e altri rifiuti di piccole dimensioni dalle strade e da altre aree pubbliche, utilizzando sistemi manuali o meccanizzati;
  • Effettua la preselezione manuale di rifiuti tossici e pericolosi applicando le procedure previste;
  • Effettua azioni di derattizzazione, disinfestazione, demuscazione e diserbamento;
  • Individua e segnala situazioni di rischio;
  • Pulisce i mezzi utilizzati.

Il netturbino possiede una serie di competenze nel suo lavoro, che riguardano: 

  • Conoscenza dei principi di igiene ambientale e disinfezione;
  • Conoscenza dei sistemi di raccolta, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti;
  • Conoscenza della composizione e classificazione dei rifiuti;
  • Capacità di utilizzare i macchinari di raccolta dei rifiuti;
  • Capacità di utilizzare gli strumenti per la derattizzazione, disinfestazione, demuscazione e diserbamento;
  • Cooperazione e lavoro di gruppo.

L’operatore ecologico indossa un abbigliamento adeguato alle condizioni atmosferiche in cui opera e dotato delle obbligatorie dotazioni protettive e di sicurezza: le divise prevedono sempre tute e giacche impermeabili ad alta visibilità, dotate di inserti catarifrangenti, scarpe antifortunistiche e guanti atti ad evitare il contatto diretto con la spazzatura. La crescente automatizzazione del lavoro ha notevolmente diminuito il rischio di infortuni sul lavoro, ma il corretto utilizzo delle dotazioni di sicurezza è essenziale per prevenire quegli incidenti che sono comunque sempre connaturati al tipo di lavoro che si svolge. Il lavoro del netturbino si svolge prevalentemente all’aperto, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche che si possono verificare, quindi con pioggia, vento, caldo o neve. Normalmente il lavoro viene organizzato su turni, diurni, notturni o festivi.  

Come diventare operatore ecologico 

L’operatore ecologico è impiegato presso imprese che operano nel settore della nettezza urbana e si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Queste imprese spesso sono pubbliche, private a partecipazione pubblica oppure completamente private. In genere la pubblica amministrazione selezione i candidati attraverso un concorso pubblico. Che sia nel campo pubblico o in quello privato, al netturbino vengono richiesti determinati requisiti. Nel campo privato le procedure di assunzione sono molto più semplici che nel privato: di solito viene pubblicato un annuncio di lavoro in cui si indicato tutti i requisiti richiesti e le modalità di selezione.  

Per lavorare nelle aziende pubbliche invece bisogna partecipare ai concorsi pubblici, indetti solitamente dall’ente comunale attraverso un bando che annuncia nuove assunzioni. Anche Regioni o altri enti pubblici possono impiegare operatori ecologici.  Nell’avviso pubblico vengono elencati e specificati tutti i requisiti richiesti per il ruolo di operatore ecologico così come le modalità di ammissione al concorso. I candidati in possesso dei titoli e delle caratteristiche richieste devono seguire la procedura indicata e attenersi a tutte le indicazioni per accedere alle prove di selezione, per poi attendere di sapere se hanno ottenuto il posto o meno. Spesso le graduatorie dei concorsi sono tenute in considerazione anche per eventuali chiamate negli anni successivi. 

In genere non vengono richiesti titoli specifici, basta il diploma di licenza media e la patente di guida (patente di tipo “B”, per gli automezzi normali), a meno che non venga richiesta la guida dei camion per la raccolta rifiuti oppure l’utilizzo di macchinari particolari che necessitino di operatori in possesso di particolari attestati. Per condurre l’autocompattatore è infatti necessaria la patente di tipo “C” e la Carta Qualificazione del Conducente (CQC), oltre ad una formazione adeguata e incentrata sul manovrare i comandi e gli apparati in dotazione per le attività di carico/scarico. 

Nella fase di selezione dei candidati, una precedente esperienza in imprese di nettezza urbana o in impianti di trattamento dei rifiuti, così come attività di volontariato ambientale possono aiutare ad ottenere una valutazione positiva. Agli operatori ecologici viene richiesta anche una buona forma fisica: il lavoro comporta dover stare in piedi per molte ore, sollevare pesi, abbassarsi e piegarsi molte volte nell’arco del turno e lavorare in orari impegnativi, di notte o nelle primissime ore del mattino. 

Dopo essere stati assunto l’operatore ecologico affronta la vera e propria fase di formazione, generalmente venendo affiancato ai colleghi più esperti e affrontando gradualmente mansioni sempre più complicate e di responsabilità. Esistono anche corsi di formazione per operatori ecologici, in cui vengono fornite le competenze necessarie per affrontare i vari aspetti del lavoro, come le conoscenze sulle diverse tipologie di rifiuti, sulla loro composizione e la loro classificazione, sui vari sistemi di raccolta, stoccaggio e smaltimento e sulla normativa in materia di rifiuti e raccolta differenziata. Viene insegnato ad utilizzare i principali strumenti di spazzamento e di raccolta, manuali o meccanizzati, le tecniche di diserbo, derattizzazione e diserbo, e i metodi di gestione delle isole ecologiche e delle piattaforme di raccolta differenziata. Inoltre viene insegnato a rispettare tutte le norme di sicurezza sul luogo del lavoro per il settore ambiente. 

A livello di attitudine, chi affronta questo lavoro deve essere responsabile, attento e organizzato, capace di lavorare in squadra e di reggere i ritmi del lavoro notturno. Queste caratteristiche possono aiutare moltissimo nel ridurre i tempi di lavoro e la fatica, aumentando la produttività e aiutando così a intraprendere una carriera soddisfacente nell’ambito della raccolta dei rifiuti. Inoltre chi decide di intraprendere il lavoro di netturbino deve avere a cuore l’ambiente e la cura della città: il suo lavoro infatti va a impattare sulla vivibilità di strade, piazze e parche, sia per i residenti che per i turisti. Le sue mansioni sono semplici, ma molto importanti: per una città più pulita, bella e sicura è indispensabile la presenza di operatori ecologici competenti addetti alla raccolta differenziata e al trasporto di rifiuti. 

Sviluppo professionale 

Un operatore ecologico può fare carriera all’interno della società che gestisce la raccolta dei rifiuti. Con anni di esperienza nella raccolta rifiuti e nella pulizia stradale, un netturbino qualificato può aspirare a diventare caposquadra o capo turno, andando quindi a ricoprire un ruolo organizzativo in cui coordina una o più squadre di operatori ecologici, occupandosi dell’assegnazione delle zone e dei turni e assicurandosi che il lavoro venga svolto nei modi e nei tempi previsti. Può anche passare ad altre mansioni, come ad esempio, entrando in possesso della patente di guida per i mezzi pesanti, diventare autista per la raccolta rifiuti, oppure specializzandosi nell’uso di mezzi e attrezzature speciali, come possono essere le spazzatrici stradale o i mezzi spazzaneve, così come gli strumenti per la derattizzazione, la disinfestazione e il diserbo. 

Un operatore ecologico può anche abbandonare il lavoro manuale in favore di una carriera nell’area amministrativa e tecnica. Con un adeguata formazione un netturbino può passare ad un lavoro impiegatizio all’interno degli uffici della società di raccolta e recupero dei rifiuti. Al di fuori dell’azienda, le conoscenze e competenze dell’operatore ecologico possono essere utili per trovare lavoro anche come addetto alle pulizie o operatore del verde. 

Il contratto nazionale di categoria, sia in ambito privato (dove ci si riferisce al CCNL Nettezza Urbana Aziende Private) che in ambito pubblico (dove fanno fede gi Accordi Igiene Ambientale per le Aziende Municipalizzate) prevede che lo stipendio medio di un operatore ecologico può variare dai 1.426 a 3.600 euro lordi mensili circa. Sia nel settore privato che in quello pubblico, il tipo di inquadramento con cui viene assunto fa la differenza, insieme a tutte quelle variabili come il livello, l’anzianità di servizio, gli orari di lavoro e le varie indennità riconosciute al lavoratore, che vanno a variare in maniera considerevole la retribuzione dell’operatore ecologico. La guida dell’autocompattatore, ad esempio, può garantire un aumento della retribuzione netta di circa l’8%. 

Lo stipendio mensile medio è di circa 1.300 euro netti al mese, ma si può partire da uno stipendio minimo di 750 euro mensili netti fino ad arrivare ad uno stipendio base di 1.900 euro netti al mese, a cui poi sommare le varie eventualità derivanti dalle mansioni svolte che possono fare lievitare lo stipendio netto a quasi 2.800 euro al mese. 

L’attestato di qualifica di operatore ecologico professionale è riconosciuto al livello 3 del quadro europeo delle qualifiche (EQF), ed essendo un lavoro che si svolge con le stesse modalità in tutto il mondo può essere anche un buon lavoro da intraprendere all’estero, dove le retribuzioni sono molto diverse: in Germania un operatore ecologico guadagna mediamente 1.750 euro netti al mese, ma con gli anni e le indennità extra si può arrivare facilmente a 2.500 euro; nel Regno Unito è di circa 1.500 sterline al mese, pari a circa 1.750 euro, che è un buonissimo stipendio, a patto di non vivere a Londra o altre zone molto più care del resto del paese come Oxford o Brighton; in Svizzera si guadagnano circa 3.600 euro netti al mese ma come sempre la Svizzera comporta tutta una serie di spese previdenziali che devono venire conteggiate dopo, come ad esempio la copertura sanitaria che impegna più di 300 euro al mese, e le spese correnti che sono estremamente più alte che in Italia (i supermercati svizzeri hanno prezzi mediamente raddoppiati rispetto all’Italia).  

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