Professione Operaio Agricolo

La chiusura delle frontiere avvenuta in concomitanza con la pandemia di Covid-19 ha messo in luce la fragilità del sistema agricolo italiano e quanto faccia affidamento sui lavoratori stagionali stranieri che periodicamente arrivano nel nostro paese per lavorare nei campi e nelle aziende agricole, in qualità di braccianti agricoli. 

Il lavoro dell’operaio agricolo è spesso legato a situazioni di sfruttamento e caporalato, per cui è molto importante conoscere i diritti dei lavoratori e le norme che regolamentano questa professione, in maniera da poter riconoscere le situazioni in cui il lavoro viene svolto secondo le regole e poter denunciare i casi in cui si opera al di fuori della legge. 

La professione dell’operaio agricolo è indicata per chi desidera affrontare un’occupazione pratica, da svolgere a contatto con la natura, e che non voglia intraprendere studi approfonditi, ma preferisca imparare dall’esperienza. 

Spesso si considera il mondo agricolo un ambiente tradizionale e conservativo, ma in realtà si tratta di un settore in grande evoluzione, in cui sono sempre di più le tecnologie introdotte a supporto del lavoro manuale, al fine di migliorare la produzione agricola e rendere meno pesante il lavoro. Ciò comporta anche un aumento della richiesta di personale in grado di manovrare i diversi macchinari agricoli in uso nelle coltivazioni, fattorie e allevamenti moderni. 

Chi è l’operaio agricolo 

L’operaio agricolo è colui che svolge tutte quelle mansioni necessarie all’attività di un’azienda agricola, sia che si tratti di un’azienda dedita alla coltivazione di cereali e prodotti ortofrutticoli nei campi o nelle serre, sia che si tratti di una fattoria in cui si pratica l’allevamento del bestiame, così come, ovviamente, nel caso lavori in una realtà in cui si svolgano entrambe le attività. 

Definito anche bracciante agricolo, è un professionista che utilizza attrezzi manuali come vanghe, forconi e rastrelli, oltre che macchinari agricoli come trattori o trebbiatrici per svolgere il proprio lavoro.  

Il termine bracciante nasce dalla definizione di colui che presta le proprie braccia come forza lavoro in agricoltura, a differenza di chi lavora la terra o alleva gli animali di sua proprietà. Il lavoro dell’operaio agricolo è quindi caratterizzato spesso dalla stagionalità, dal momento che viene impiegato maggiormente nei periodi di raccolto o comunque di quelle lavorazioni che devono essere effettuate in tempi ristretti.  

Il lavoro stagionale dei braccianti agricoli è disciplinato dalla legge 6 marzo 1998, n. 40 e dalla legge 24 dicembre 2007, n. 247, ma spesso in questo ambito si verificano fenomeni di evasione fiscale da parte dei dai datori di lavoro che in questo modo non possono fornire garanzie concrete a tutela dei diritti dei lavoratori. Inoltre allo stesso tempo questo genere di rapporto lavorativo favorisce sia una continua e feconda mobilità dei lavoratori che un’impossibilità di attribuire agli stessi lavoratori le responsabilità, anche penali, che riguardano la professionalità espressa durante lo svolgimento delle loro attività lavorative. 

Cosa fa l’operaio agricolo 

Il lavoro dell’operaio agricolo consiste in compiti molto diversi, a seconda che lavori con le piante o con gli animali. 

Nel primo caso il bracciante deve svolgere un gran numero di mansioni legate alla coltivazione di ortaggi, frutti o cereali. Per prima cosa deve preparare il terreno dove piante ed alberi devono crescere, che può essere in pieno campo, in serre o in vasi. L’operaio agricolo procede quindi con la semina e il trapianto di semenze, bulbi e piantine. 

Deve prestare attenzione alla crescita delle piante, in maniera che si sviluppino in maniera corretta e che siano sane, rigogliose e forti. A questo scopo deve curare l’irrigazione e la fertilizzazione del terreno, andando ad effettuare tutte le operazioni di potatura, disinfestazione e diserbo al fine di rimuovere parassiti e piante infestanti. 

Il lavoro del bracciante è finalizzato alla produzione agricola di cereali, ortaggi e frutta per l’alimentazione umana o animale, ma anche di semi e semenze per nuove colture, prodotti vegetali per altri usi non alimentari come ad esempio la produzione di materie prime per usi industriali. 

Quando arriva il momento l’operaio agricolo si deve poi dedicare alla fase della raccolta, che avviene sempre più spesso tramite macchinari automatici ma, nel caso di particolari colture come l’olivicoltura, la floricoltura e altre ancora, è necessario operare manualmente

Possiamo quindi riassumere i compiti dell’operaio agricolo addetto alla coltivazione di piante da frutto e da semina come segue: 

  • Preparare il terreno per la coltivazione in campo e in ambiente protetto  
  • Seminare e mettere a dimora semenze, bulbi, piantine  
  • Irrigare e potare  
  • Spargere concimi, fertilizzanti e antiparassitari  
  • Eliminare piante infestanti  
  • Effettuare la raccolta dei prodotti 

Nel caso in cui sia impiegato nell’allevamento di animali in cattività, l’operaio agricolo deve svolgere tutti quei lavori funzionali alla crescita, ed eventualmente anche alla riproduzione, del bestiame. Gli animali da reddito che vengono allevati per la produzione di carne, latte, uova e pelli sono innumerevoli, suddivisi normalmente tra bovini, ovini, suini e pollame. Può anche essere impiegato in allevamenti che selezionano e allevano cani, gatti o altri animali da compagnia. 

I compiti principali di un operaio agricolo impiegato in allevamento sono quelli di nutrire e prendersi cura degli animali e della loro alimentazione, preparando e distribuendo il mangime, oltre che somministrando farmaci e vaccini. È suo compito anche marchiare i vari capi di bestiame, al fine di riconoscerli, ed esaminarli periodicamente per rilevare malattie o lesioni che necessitano dell’intervento del veterinario. 

Negli allevamenti che lo prevedono, poi, può anche essere incaricato della raccolta dei prodotti di derivazione animale, quali possono essere le uova, il latte o la lana. A questo scopo può utilizzare attrezzature che automatizzano il lavoro, ma sono numerose le realtà in cui le operazioni vengono compiute manualmente. 

Possiamo quindi riassumere così i compiti dell’operaio agricolo che lavora nell’allevamento di animali: 

  • Curare la crescita degli animali 
  • Controllare l’igiene e l’alimentazione dei capi di bestiame 
  • Pulire gli spazi dell’allevamento (spazi chiusi o all’aperto) 
  • Raccogliere i prodotti di derivazione animale 

Nello svolgimento del suo lavoro, l’operaio agricolo si ritrova a dover utilizzare una grande varietà di attrezzature e macchine agricole, che spaziano da trattori, rimorchi a macchine operatrici specializzate in determinate operazioni, come aratri e vangatrici la lavorazione del terreno, seminatrici per la semina, e altre per la preparazione e la distribuzione di concimi, antiparassitari, mangimi e alimenti per il bestiame. 

Nella fase di raccolta può utilizzare macchinari adatti come le mietitrebbiatrici, vari tipi di macchine raccoglitrici, mungitrici, nastri automatizzati per la raccolta delle uova, macchine tosatrici e altro ancora. 

Normalmente un operaio agricolo trova lavoro presso aziende agricole, coltivatori diretti, imprese, cooperative e consorzi, sia nel settore dell’agricoltura che nell’allevamento. Lavora in campi aperti, fattorie, stalle, serre e vivai. 

Come diventare operaio agricolo 

Per lavorare come operaio agricolo non viene richiesto alcun titolo di studio. Quello che conta di più è l’esperienza nel lavoro agricolo, anche se il possesso del diploma di Perito Agrario o di altri diplomi di istruzione nelle discipline agrarie, forestali, ambientali possono aiutare ad ottenere ruoli di maggiore responsabilità e retribuzione. 

È possibile frequentare corsi di formazione professionale organizzati da scuole, enti e organizzazioni di categoria, come i corsi per operatore agricolo o per operatore zootecnico, in cui viene fornita una preparazione di base riguardo agronomia e zootecnia, filiera agroalimentare, sistemi di produzione agricola, tecniche di coltivazione e di allevamento, organizzazione dell’azienda agricola, uso e funzionamento delle principali macchine e attrezzature per la produzione agricola e l’allevamento degli animali. 

Possono essere molto utili anche la patente di guida per trattori e macchine agricole e l’abilitazione all’utilizzo di prodotti fitosanitari professionali, che possono presentare diversi gradi di tossicità, il cosiddetto patentino fitosanitario

Per poter svolgere questo lavoro bisogna possedere: 

  • Abilità nella lavorazione manuale e meccanica del terreno per la messa a coltura 
  • Competenza nella cura e nel trattamento delle piante 
  • Capacità di valutazione dello stato fitosanitario delle colture 
  • Competenza nelle tecniche di raccolta dei prodotti agricoli 
  • Capacità di provvedere alla cura e al benessere degli animali 
  • Capacità di valutazione dello stato di salute degli animali 
  • Conoscenza delle tecniche di allevamento animale 
  • Conoscenza delle caratteristiche produttive e riproduttive degli animali 
  • Resistenza e forza fisica 
  • Destrezza manuale 
  • Rapidità di esecuzione 
  • Flessibilità 

Lo stipendio ed il contratto dell’operaio agricolo 

La stagionalità dei prodotti e l’influenza del clima e degli agenti atmosferici fanno in modo che molti contratti di lavoro nel mondo agricolo siano a tempo determinato e legati ad una specifica fase del lavoro, ad esempio la vendemmia o la raccolta di frutta e verdura. Le norme contrattuali che regolano questi rapporti di lavoro sono molto specifiche. Gli operai agricoli si dividono in:  

  • Operai a tempo determinato (OTD, detti anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna), assunti per l’esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario per compiere una fase lavorativa o in sostituzione di operai per i quali esiste il diritto di conservazione del posto. 
  • Operai a tempo indeterminato (OTI, detti anche salariati fissi), assunti con contratti di lavoro senza scadenza. 

Il rapporto di lavoro degli operai agricoli è regolato dal contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, che dal 2015 si applica anche ai dipendenti con qualifica operaia delle imprese di manutenzione del verde. 

Il contratto distingue tra operai agricoli e operai florovivaisti, e tra contratti a tempo indeterminato e contratti a tempo determinato. 

L’operaio agricolo a tempo determinato può essere assunto con tre tipologie di contratto: 

  • assunzione per l’esecuzione di lavori di breve durata, stagionali o a carattere saltuario, per fase lavorativa (individuata dalla contrattazione collettiva provinciale) o per la sostituzione di operai assenti con diritto alla conservazione del posto; 
  • assunzione per l’esecuzione di più lavori stagionali o per più fasi lavorative nell’anno; in questo caso (cd. garanzia di 100 giornate): 
    • l’azienda è tenuta a garantire almeno cento giornate di occupazione nell’anno; 
    • nel contratto individuale devono essere indicati i periodi presumibili di impiego, per i quali l’operaio garantisce la sua disponibilità, pena la perdita del posto di lavoro e della garanzia occupazionale, salvo comprovati casi di impedimento; 
  • garanzia di 180 giornate: assunzione con contratto di lavoro a termine di durata superiore a 180 giornate di effettivo lavoro, da svolgersi nell’ambito di un unico rapporto continuativo

Retribuzione bracciante agricolo 

Lo stipendio di un operaio agricolo varia moltissimo a seconda dei fattori che abbiamo elencato. Mediamente la retribuzione è di circa 10,50 euro lordi all’ora, che si possono tradurre in uno stipendio mensile di circa 1.250 euro netti

La retribuzione mensile può oscillare da uno stipendio minimo di 850 euro netti al mese fino ad un massimo può superare i 1.800 € netti al mese.  

Gli elementi principali della retribuzione lorda degli operai agricoli sono definiti dal contratto collettivo nazionale e dai contratti provinciali

  • salario contrattuale, definito dai contratti provinciali; 
  • generi in natura corrisposti per contratto o consuetudine; 
  • terzo elemento, valido per gli operai a tempo determinato. 

La retribuzione è oraria per i florovivaisti e per gli operai agricoli a tempo determinato, mentre è mensile per gli operai a tempo indeterminato. 

La paga giornaliera, per gli OTD, si ottiene dividendo il salario mensile per il divisore orario, 169

Le tabelle retributive fissate dal contratto collettivo nazionale di lavoro rappresentano un minimo inderogabile, in quanto nella generalità dei casi i minimi retributivi sono definiti dalla contrattazione provinciale. Il secondo livello di contrattazione definisce altri elementi, come l’orario di lavoro ed il trattamento della malattia e dell’infortunio 

Per gli operai agricoli a tempo determinato, al salario contrattuale si aggiunge poi il cosiddetto terzo elemento. Si tratta di una maggiorazione nella quale sono comprese le voci di retribuzione indirette e differite, che a causa della discontinuità della prestazione non possono essere corrisposte regolarmente. 

Questa maggiorazione si applica al salario contrattuale definito a livello provinciale, ed è calcolata sulla base di 312 giorni lavorativi. Il totale è pari al 30,44%, dato da: 

  • per le ferie è riconosciuta una percentuale dell’8,33%; 
  • per la tredicesima è riconosciuta una percentuale dell’8,33%; 
  • per la quattordicesima è riconosciuta una percentuale dell’8,33%; 
  • per le festività nazionali e infrasettimanali la maggiorazione è del 5,45%; 

I lavoratori agricoli hanno diritto a un aumento periodico della retribuzione per anzianità, ogni due anni di servizio presso la stessa azienda, fino ad un massimo di cinque scatti di anzianità

L’orario di lavoro è pari a 39 ore settimanali, che corrispondono a 6 ore e 30 minuti giornaliere, con una variabilità dell’orario ordinario settimanale ammessa nel limite di 85 ore annue, fino ad un massimo di 44 ore alla settimana

Il lavoro straordinario, festivo e notturno è retribuito con varie maggiorazioni: 

  • lavoro straordinario 25%; 
  • lavoro notturno: 40%; 
  • lavoro festivo: 35%; 
  • lavoro straordinario festivo: 40%; 
  • lavoro festivo notturno: 45%; 
  • lavoro notturno a turni: 10%; 
  • lavoro festivo in turni: 10%; 
  • lavoro supplementare (oltre l’orario contrattuale part time ma entro l’orario normale) entro il 25% dell’orario concordato: 15%; 
  • lavoro supplementare oltre il 25% dell’orario concordato: 35%. 

Il contratto collettivo nazionale prevede che in caso di malattia o infortunio sia corrisposta a favore degli operai agricoli, un’integrazione che assicuri almeno l’80% del salario giornaliero contrattuale. Questa integrazione è corrisposta dalla cosiddetta “bilateralità” o Cassa Extra Legem e non dal datore di lavoro. 

La cassa è finanziata tramite un contributo da ripartire tra datore di lavoro e lavoratore, differente da provincia a provincia: ogni Cassa gode di una propria autonomia operativa e può erogare ulteriori prestazioni mutualistiche rispetto a quelle di base. 

Se non si versa la contribuzione alla Cassa Extra Legem si perdono i benefici contributivi di legge ai quali l’azienda ha diritto. 

La contribuzione alla Cassa Extra Legem è un contributo obbligatorio per contratto, per esclusive finalità sanitarie, con una quota che va in carico all’azienda, assoggettata al contributo di solidarietà del 10%, e una quota trattenuta all’operaio e versata al fondo, che non va a diminuire l’imponibile previdenziale. 

L’Ente Bilaterale Agricolo Nazionale (EBAN), costituito dalle organizzazioni nazionali dei datori di lavoro agricolo (Confagricoltura, Coldiretti e Cia) e dalle organizzazioni nazionali dei lavoratori agricoli (Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil), svolge importanti funzioni a sostegno delle imprese e dei lavoratori del settore primario, e assicura agli operai agricoli e florovivaisti le prestazioni sanitarie integrative dell’assistenza fornita dal Servizio Sanitario Nazionale. Queste prestazioni erano precedentemente erogate dal FISLAF, attraverso un apposito fondo, il FISA (Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori agricoli e florovivaisti). 

Per consentire all’EBAN l’erogazione delle prestazioni, è previsto il versamento di una contribuzione a carico del datore di lavoro, pena l’erogazione al lavoratore di prestazioni equivalenti e di una quota aggiuntiva della retribuzione. 

Le quote versate all’EBAN costituiscono contributi versati a casse, fondi, gestioni previste da contratti collettivi per erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali a favore del lavoratore e suoi familiari: la quota a carico dell’azienda va dunque assoggettata al contributo di solidarietà del 10%

Infine, per la stipula dei contratti collettivi nazionali e provinciali, a titolo di assistenza contrattuale, datori di lavoro e lavoratori sono tenuti a versare, a favore delle rispettive organizzazioni nazionali e provinciali, un contributo per ogni giornata di lavoro.  

Carriera dell’operaio agricolo 

La prospettiva di carriera principale per chi inizia a lavorare come operaio agricolo è quella di diventare operaio capo squadra, assumendo un ruolo di coordinamento e gestione dei lavoratori agricoli. Altri possibili sbocchi lavorativi sono legati al conseguimento di qualifiche professionali, ad esempio per diventare trattorista oppure tecnico agrario. 

L’esperienza accumulata come bracciante può poi essere fatta fruttare cercando di diventare proprietario di una fattoria o di un allevamento, e iniziare un’attività in proprio come agricoltore o allevatore. 

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