Impronte digitali, un cliché dell'investigazione

Professione Investigatore Privato

3 Febbraio 2020 0 Comments

Il cinema e la letteratura ci hanno dato tante immagini iconiche degli investigatori privati, contribuendo a creare un alone avventuroso e romantico attorno ad una professione che in realtà è molto diversa da quella a cui siamo portati a pensare. Quello dell’investigatore privato è un lavoro come tanti altri, che comporta una certa percentuale di rischi e di pericoli così come una stretta osservanza di normative e prescrizioni. La vita di un ispettore privato è scandita ogni giorno da appostamenti, pedinamenti, ricerche, e notti insonni. 

Quella dell’investigatore privato è una professione che mantiene comunque immutato il proprio fascino e che forse ne sta acquisendo di ulteriore. L’investigatore privato oggigiorno non indossa più l’impermeabile come Bogart e non usa la lente d’ingrandimento di Sherlock Holmes: ha giacca, cravatta e smartphone in mano.

L’idea del detective privato tradizionale che ci siamo costruiti partendo dai film hard-boiled è sempre più distante. Il settore delle investigazioni private continua ad evolversi verso ambiti differenti. Al giorno d’oggi le investigazioni private si eseguono anche attraverso l’utilizzo di intelligenze artificiali e avanzati dispositivi tecnologici, oltre che grazie all’insostituibile apporto umano. È in costante crescita il numero di aziende, banche, investitori, assicurazioni e privati che richiedono servizi di intelligence per prendere scelte consapevoli e tutelare i propri interessi. 

Chi è e cosa fa un investigatore privato 

Per prima cosa è importante specificare che l’investigatore privato è una figura professionale che non appartenente a nessun Albo in Italia. La sua attività viene regolamentata dal Testo unico della legge di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.). In esso vengono stabiliti criteri per l’acquisizione della licenza necessaria per accedere alla professione e vengono regolamentate le modalità attraverso cui si può svolgere tale attività. 

La licenza investigativa può essere richiesta da qualsiasi cittadino privato direttamente in prefettura, ma a differenza di qualche anno fa in cui era sufficiente avere la fedina penale pulita, al giorno d’oggi è necessario possedere determinati requisiti, tra cui aver conseguito una laurea in giurisprudenza o economia oppure un master in criminologia o scienze dell’investigazione. 

Normalmente un investigatore privato deve effettuare sorveglianze, svolgere indagini e raccogliere informazioni su vari ambiti, i più comuni dei quali sono: 

  • Indagini prematrimoniali 
  • Casi di infedeltà coniugale e violazione dei doveri coniugali 
  • Bonifiche ambientali e veicolari 
  • Controllo sui minori 
  • Assenteismo sul lavoro 

Bisogna sempre ricordare che, al di là del grado di specializzazione che può avere o dei guadagni che può ottenere, l’investigatore privato ha sempre l’obbligo di lavorare nel rispetto della legge, fornendo dichiarazioni scritte ed informazioni che possono essere utili nell’ambito delle indagini che gli sono affidate. 

Compiti dell’investigatore privato 

Il ruolo dell’investigatore privato è quello di individuare la verità in mezzo a molte bugie e informazioni fuorvianti e riportarla ai suoi clienti. Qualunque sia l’ambito di specializzazione dell’investigatore, la sua mansione primaria è quella di raccogliere informazioni e prove per conto dei committenti. La figura del detective privato richiede varie competenze, anche davvero molto specifiche, a seconda dell’ambito investigativo in cui ci si va a specializzare. 

I servizi offerti da un investigatore privato possono essere estremamente variegati, e possono essere utilizzati per dipanare questioni personali, legali o finanziarie. Qualsiasi sia l’ambito di lavoro del detective privato, la costante della specializzazione dell’investigatore è il fulcro del suo lavoro: ricerca approfondita, individuazione, raccolta e rielaborazione di informazioni per raggiungere gli scopi affidatigli dal cliente. Una volta che il cliente gli ha affidato un compito, l’investigato predispone il lavoro e i mezzi necessari per raccogliere tutte le informazioni utili al caso. 

L’investigatore gode quindi di un’autonomia di azione molto grande. Si tratta di una peculiarità di questo lavoro: il fatto che dall’assegnazione del compito da parte del cliente fino alla presentazione dei risultati, l’investigatore privato ha una libertà totale e la possibilità di scegliere le attività che ritiene più funzionali al raggiungimento dell’obbiettivo. Molto spesso gli investigatori passano la propria giornata fuori dall’ufficio per eseguire le azioni necessarie ad indagare sul campo le informazioni di cui hanno bisogno. 

Le attività a cui normalmente può ricorrere un investigatore privato per raggiungere le informazioni di cui necessita nel suo caso possono comprendere: 

  • Appostamenti; 
  • Pedinamenti; 
  • Telefonate; 
  • Interrogazioni; 
  • Ricerche online; 
  • Accesso ai database e agli uffici. 

Chi svolge questa professione può ricevere incarichi investigativi che riguardano ambiti molto differenti, tra i quali possiamo elencare: 

  • Effettuare ricerche sul passato di una persona, il cosiddetto background check; 
  • Rintracciare soggetti fisici; 
  • Rintracciare beni sottratti o distratti; 
  • Effettuare investigazioni per contrastare le frodi assicurative; 
  • Effettuare indagini sui conti correnti; 
  • Indagare sullo stile di vita di una persona; 
  • Effettuare investigazioni per assenteismo sul posto di lavoro; 
  • Effettuare indagini a tutela della proprietà intellettuale ed industriale; 
  • Effettuare verifiche sulla governance aziendale; 
  • Indagare al fine di valutare la solvibilità di un debitore; 
  • Effettuare indagini finanziarie e a supporto delle banche. 

In pratica possiamo dire che l’investigatore privato si adopera per la ricerca della verità attraverso la raccolta di informazioni precise e puntuali che possono anche fungere da prova in sede giudiziale

Il suo compito è quello di rendere sicuro e lontano da ogni dubbio ciò che può apparire incerto, restituire una fotografia della situazione, rielaborare i dati così raccolti e consegnare al cliente un report con i risultati dell’investigazione. Il cliente, grazie al frutto del lavoro dell’investigatore, a questo punto potrà utilizzare le informazioni come meglio crede, in maniera autonoma per orientarsi nelle proprie decisioni oppure in sede giudiziale utilizzandole come prove. 

Investigatore privato e informatore commerciale 

Con il sopravanzare della crisi economica, molte aziende si sono dovute confrontare con problemi di insolvibilità e difficoltà finanziaria di altrettante aziende clienti o fornitrici. Per ovviare a questo problema alcune si sono rivolte a società di informazione commerciale o ad agenzie investigative per accertarsi della reale capacità dell’azienda cliente o fornitrice di onorare un contratto oppure per individuare i beni aggredibili del debitore. 

Va considerato però, che le due attività sopra citate hanno competenze specifiche, nonché modalità operative differenti. In questo senso il D.M. 269/2010 del Ministero dell’Interno, prevede che l’investigazione privata può essere esercitata in ambito aziendale al fine di reperire informazioni utili a risolvere questioni legate alla propria attività, richieste anche per la tutela di un diritto in sede giudiziaria, riguardanti ad esempio azioni illecite da parte del prestatore di lavoro, infedeltà professionale, tutela del patrimonio scientifico e tecnologico, tutela di marchi e brevetti, concorrenza sleale e contraffazione di prodotti. 

Per quanto concerne invece l’area d’azione di un informatore commerciale il DM 269/2010 intende la raccolta, l’analisi, l’elaborazione, la valutazione e la stima di dati economici, finanziari, creditizi, patrimoniali, industriali, produttivi, imprenditoriali e professionali delle imprese, nonché delle persone fisiche (quali esponenti aziendali, soci, professionisti e via dicendo) nel rispetto della normativa vigente in ambito di tutela della privacy. 

La vera discriminate tra un servizio di informazione commerciale e l’attività investigativa consiste però nelle modalità con cui si svolgono le due attività. Stando al “Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato ai fini di informazione commerciale”, il Garante della Privacy sottolinea che l’informatore commerciale nello svolgimento del suo mandato può attingere esclusivamente alle seguenti risorse: 

  • fonti pubbliche (ad esempio, registri delle imprese, bilanci ed elenchi dei soci, visure e/o atti camerali, atti ed eventi relativi a fallimenti o ad altre procedure concorsuali, atti immobiliari, atti pregiudizievoli ed ipocatastali); 
  • fonti pubblicamente e generalmente accessibili a chiunque (come testate giornalistiche, elenchi c.d. categorici ed elenchi telefonici, siti internet etc..). 

Viceversa, l’investigatore privato può avvalersi di altri strumenti, consentite dalla legge, per acquisire le informazioni richieste e portare a termine il proprio lavoro; ad esempio: 

  • interviste a soggetti informati sui fatti; 
  • appostamenti e pedinamenti; 
  • riprese audio/video fuori dai luoghi di privata dimora. 

Come diventare investigatore privato? 

Fino a qualche anno fa, la normativa in materia era contenuta interamente nel T.U.L.P.S. (Testo Unico della Legge di Pubblica Sicurezza) del 1931, nella versione originaria. Dal 2010, ed in particolare con il D.M. 269/2010, sono entrate in vigore nuove disposizioni a disciplinare la figura dell’investigatore privato. La normativa attuale, a differenza di quanto stabiliva la normativa precedente del 1931, prevede dei requisiti differenti e più onerosi

Per diventare un investigatore privato è necessario ottenere l’autorizzazione dal Prefetto di competenza. I requisiti consistono nell’avere una laurea in un ambito tra giurisprudenza, sociologia, criminologia o scienze delle investigazioni, aver collaborato presso un’agenzia investigativa per almeno 3 anni in qualità di lavoratore dipendente, essere in possesso di un curriculum vitae che dimostri le proprie competenze tecniche, avere i requisiti economico e finanziari previsti dal decreto, essere incensurato e infine essere cittadino italiano o comunitario. 

In generale il detective privato è un cittadino privato che esercita professionalmente attività investigativa grazie ad una licenza professionale rilasciata dall’autorità competente. Il D.M. 269/2010 ha diversificato e reso professionale la figura, che prima era molto più generica, dell’investigatore privato. Ad oggi possiamo individuare quattro figure diverse di investigatore privato: 

  • investigatore privato titolare di istituto; 
  • investigatore privato dipendente; 
  • informatore commerciale titolare; 
  • informatore commerciale dipendente; 

Investigatore privato titolare di istituto 

L’investigatore privato titolare di istituto deve essere in possesso dei seguenti requisiti: 

  • laurea in una delle seguenti aree: 
    • Giurisprudenza 
    • Psicologia a Indirizzo Forense 
    • Sociologia 
    • Scienze Politiche 
    • Scienze dell’Investigazione 
    • Economia 

oppure in un corso di laurea equiparato.

  • aver svolto con profitto un periodo di pratica, per almeno un triennio, presso un investigatore privato, autorizzato da almeno cinque anni, attraverso un rapporto di lavoro dipendente costante e con esito positivo, espressamente attestato dallo stesso investigatore; 
  • aver partecipato a corsi di perfezionamento teorici e pratici in materia di investigazioni private, organizzato da strutture universitarie o da centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza, secondo le procedure da questo individuate 

oppure 

  • aver svolto documentata attività d’indagine in forza a reparti investigativi delle Forze di Polizia, per un periodo non inferiore a cinque anni e aver lasciato il servizio, senza demerito, da non più di quattro anni. 

Investigatore privato dipendente 

Per essere assunto da un’agenzia investigativa in qualità di dipendente, passo necessario per poter poi aspirare ad essere investigatore titolare, bisogna invece avere i seguenti requisiti: 

  • avere un diploma di scuola superiore; 
  • aver svolto con profitto un periodo di pratica, per almeno un triennio, in qualità di collaboratore per le indagini elementari, presso un investigatore privato titolare d’istituto, autorizzato in ambito civile da almeno cinque anni, in costanza di rapporto di lavoro di almeno 80 ore mensili e con esito positivo espressamente attestato dallo stesso investigatore; 
  • aver partecipato a corsi di perfezionamento teorici e pratici in materia di investigazioni private ad indirizzo civile, organizzati da strutture universitarie o da centri di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni e accreditati presso il Ministero dell’Interno -Dipartimento della pubblica sicurezza, secondo le procedure da questo individuate; 

oppure 

  • aver svolto documentata attività d’indagine in forza a reparti investigativi delle Forze di Polizia, per un periodo non inferiore ai 5 anni. 

La normativa in analisi ha diversificato la figura dell’investigatore privato e in particolare ha istituito le figure specializzate nel reperimento e la gestione di dati ed informazioni sulle attività economiche al fine di ridimensionare il rischio aziendale. 

Anche per la figura dell’informatore commerciale vi è una distinzione tra titolare e dipendente, con i differenti relativi requisiti richiesti per l’uno e per l’altro. 

Informatore commerciale titolare 

  • Anche per il titolare informatore commerciale è richiesta la laurea in una delle seguenti aree: 
  • Sociologia 
  • Scienze Politiche 
  • Scienze dell’Investigazione 
  • Economia 

oppure 

  • risultare iscritto al registro delle imprese come titolare di impresa individuale o amministratore di società di capitali o di persone per circa 3 anni negli ultimi 5. 

Informatore commerciale dipendente

Per essere assunto come informatore commerciale è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti: 

  • diploma di scuola superiore oppure documentata attività di indagine per un periodo di almeno 5 anni, negli ultimi 4 anni, presso i reparti investigativi delle forze di polizia con speciale focus su reati di materia finanziaria; 
  • aver partecipato a corsi di perfezionamento teorico – pratici in materia di informazioni commerciali; 
  • aver praticato la professione presso un informatore commerciale in modo costante per circa 5 anni. 

Cosa può fare un investigatore privato 

Non si può parlare dunque più di investigatore privato in generale, bisogna aver cura di distinguere le varie figure ed in particolare se si tratti di titolare di istituto o dipendente. La licenza investigativa è richiesta per diventare titolare di istituto e può essere richiesta direttamente al Prefetto se e solo se si è in possesso dei requisiti sopra descritti. 

Un investigatore privato non può intraprendere di propria iniziativa nessuna investigazione. Per farlo, egli deve essere incaricato da un soggetto privato. Nell’atto di incarico il soggetto privato dovrà indicare il diritto che intende esercitare in sede di giudizio, gli elementi che di fatto giustificano le indagini e il termine entro cui le stesse dovranno terminare. Allo stesso modo l’investigatore privato può anche essere incaricato dal legale difensore del soggetto privato in riferimento ad uno specifico procedimento penale, allo scopo di individuare gli elementi da utilizzare ai fini dell’esercizio del diritto alla prova a favore del proprio assistito. In merito al valore probatorio di quanto indicato nel report finale fornito dal detective, esso non costituisce una prova effettiva qualora venga contestato dalla controparte. È necessario dunque che l’investigatore privato testimoni davanti al giudice su quanto verificato di persona nel corso delle sue indagini. 

In merito a ciò che l’investigatore può fare o meno, una volta commissionatogli il lavoro, egli deve attenersi rigorosamente a quanto stabilito dal Garante della Privacy. Il detective infatti può documentare fatti e circostanze tramite riprese video/fotografiche esclusivamente in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Per reperire le informazioni necessarie al cliente, l’investigatore privato può pedinare l’interessato (anche grazie a un GPS satellitare), ma senza violare le aree private dello stesso o di altrui persona. Inoltre, egli è tenuto a condurre le proprie indagini perseguendo esclusivamente lo scopo dell’incarico ricevuto, al fine di non turbare la sfera privata delle persone oggetto delle investigazioni e incorrere quindi nel reato di interferenze illecite nella vita privata. Nel caso in cui i dati siano raccolti presso terzi, è necessario informare l’interessato e acquisire il suo consenso scritto. 

Infine, l’investigatore privato deve informare periodicamente il soggetto che gli ha conferito l’incarico sullo svolgimento delle indagini. Va detto, che i dati devo essere comunicati esclusivamente al soggetto commissionario e non a terzi, quali ad esempio altri investigatori. 

Quanto può guadagna un investigatore privato  

Data la diversificazione delle figure professionali nell’ambito delle investigazioni private, non si può dare una risposta univoca. Il titolare di istituto è tenuto ad aprire partita IVA e a sopportarne i relativi costi, ma l’investimento anche economico, oltre che di responsabilità, è compensato da un ritorno economico maggiore. Essendo un libero professionista con tanto di partita iva, l’investigatore privato guadagna in funzione di diversi fattori, prima fra tutti la sua capacità e competenza. Le tariffe, inoltre, variano anche in base alla complessità e alla durata dell’indagine da seguire e naturalmente alle capacità imprenditoriali del detective stesso. Quel che è certo, è che si tratta di un lavoro che può richiedere un impegno anche 24 ore su 24: costanza, pazienza e self control sono doti a dir poco indispensabili. 

Lo stipendio di un investigatore privato o informatore commerciale, invece, varia al variare delle attività svolte. Queste due figure infatti a volte si trovano a dover assicurare una reperibilità 24/24h e 7/7gg in base all’incarico specifico ricevuto. Le ore di pedinamento vengono pagate molto di più delle ore in ufficio; la varietà del lavoro del detective si rispecchia nella variabilità dello stipendio. In generale possiamo dire che lo stipendio mensile di un investigatore si attesta in media sui 1.500 euro netti; questo può essere dimezzato o triplicarsi in base alle specifiche necessità dell’incarico.  

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