image

Professione Elettricista

Una professione che non conosce mai un periodo buio è, per definizione, quella dell’elettricista. Al di là dei facili giochi di parole, l’importanza della tecnologia in tutti gli ambienti ha resto questo professionista una figura indispensabile a tutti i livelli. Al giorno d’oggi l’impianto elettrico non si limita solo all’illuminazione e a poche prese di corrente sparse per la casa, ma tutti gli ambienti hanno bisogni di vari tipi di cablaggi e prese che rendono il lavoro dell’elettricista molto più richiesto e specializzato

Chi è l’elettricista 

L’elettricista è una figura professionale che lavora su impianti elettrici, che possono essere sia civili che industriali. Si occupa della progettazione, installazione e manutenzione di sistemi e componenti elettrici in abitazioni, fabbriche, uffici, strutture commerciali, edifici pubblici come scuole e ospedali. Provvede all’allacciamento degli impianti alla rete di distribuzione dell’energia elettrica e svolge quindi un ruolo fondamentale nell’assicurare il funzionamento di tutti gli apparecchi elettrici che ci circondano. 

Con il termine elettricista si indica, generalmente un addetto ai lavori elettrici. Non si limita esclusivamente agli interventi di installazione e di manutenzione di impianti elettrici e di apparati di distribuzione dell’energia elettrica, che si possono effettuare in siti produttivi come fabbriche, laboratori, magazzini e simili, oppure in abitazioni civili o locali pubblici come ospedali, stazioni, cinema e via dicendo, ma si allarga anche a tutte quelle attività direttamente coinvolte nella realizzazione di componenti e macchinari elettrici. L’elettricista, per esempio, può realizzare anche l’impianto elettrico di bordo macchina di un qualsiasi macchinario o componente elettrico. Quindi anche operazioni come la semplice posa del cavo di alimentazione di un forno dentro una cucina componibile rientrano nella definizione di lavoro elettrico e totalmente assimilabile ad un’installazione di un piccolissimo impianto elettrico.  

Con il termine installatore elettrico si intende il tecnico che è in grado di installare un impianto elettrico, ovvero che si occupa di progettare lo schema dell’impianto, reperire i materiali e provvedere al loro fissaggio, assemblaggio, collegamento, prova funzionale e collaudo. 

L’elettricista in genere lavora come dipendente in aziende di installazione e manutenzione di impianti elettrici (settore impiantistica), insieme ad altri professionisti come cablatori, impiantisti e quadristi, oppure direttamente presso imprese produttive, aziende metalmeccaniche e realtà industriali che prevedono una squadra di elettricisti interna per le attività manutenzione ordinaria e straordinaria. Gli elettricisti lavorano anche in cantiere: l’elettricista di cantiere si occupa dell’installazione degli impianti elettrici civili e industriali in nuovi edifici e costruzioni, dal passaggio dei cavi alla cablatura dei quadri, interagendo con gli altri operai e tecnici presenti in cantiere come muratori, idraulici e geometri. Infine, può anche essere un lavoratore autonomo o titolare di una attività professionale in proprio. 

Cosa fa l’elettricista 

L’elettricista realizza e installa impianti, quadri e apparecchi elettrici ad alta o bassa tensione, in base alle esigenze dei clienti. Le mansioni dell’elettricista abbracciano una grande gamma di operazioni riguardanti gli impianti elettrici, dalla progettazione al cablaggio. 

Per quanto riguarda le attività di progettazione, deve realizzare lo schema più adatto per ogni tipologia di impianto elettrico. Questo significa determinare la corretta disposizione dei cavi e dei contatti, organizzare le centraline e le schede elettriche, e calcolare i costi di realizzazione. 

Per compiere queste operazioni l’elettricista può utilizzare software CAD elettrici, 2D e 3D, che permettono di gestire l’elaborazione del disegno di schemi elettrici per impianti civili e industriali. 

Un elettricista può progettare quadri elettrici semplici e di piccole dimensioni, come possono essere quelli ad uso domestico che servono ad allacciare alla rete elettrica sistemi di illuminazione, elettrodomestici, impianti domotici, citofoni, impianti di condizionamento e termoidraulici, antifurto e telecamere di videosorveglianza, impianti per l’automazione di cancelli, antenne, impianti fotovoltaici o con pannelli solari. Ma può anche dedicarsi a quadri elettrici molto complessi, come nel caso dei quadri elettrici industriali. Un elettricista industriale si occupa infatti di cablaggi bordo macchina per la costruzione di macchinari e di impiantistica per l’automazione industriale. 

L’elettricista svolge poi compiti molto simili a quelli del cablatore quando si tratta delle attività riguardanti la distribuzione dell’energia e l’allacciamento alla rete elettrica: realizza le canalizzazioni porta cavi, posiziona i componenti, identifica i terminali e allaccia cavi, interruttori, prese, morsetti secondo le specifiche tecniche riportate nello schema elettrico. Una volta realizzato il cablaggio, effettua test di collaudo per verificare l’effettivo funzionamento degli impianti collegati. 

Una delle mansioni per l’elttricista più comuni è anche la manutenzione ordinaria di quadri elettrici, impianti e sistemi, così come gli interventi in caso di guasti e malfunzionamenti. Quando deve individuare gli eventuali guasti nei circuiti elettrici, l’elettricista esegue una diagnostica del sistema elettrico, identificando gli elementi coinvolti, per riparare o sostituire i componenti danneggiati. In seguito svolge delle prove per collaudare il sistema e accertarne la tenuta. In questi casi la velocità di analisi e soluzione del problema è particolarmente importante, perché il ripristino della piena operatività deve essere raggiunto nel minor tempo possibile. 

L’elettricista deve possedere ottime conoscenze in ambito elettrico ed elettronico e combinare manualità e precisione, indispensabili per portare a termine le proprie mansioni. Per questo deve conoscere alla perfezione gli strumenti del mestiere, con cui svolge l’installazione, la manutenzione e il collaudo dei sistemi elettrici: trancia cavi, spela cavi, cercafase, multimetri (o tester), temporizzatori e sensori, saldatori, nastro isolante, e simili, ed essere costantemente aggiornato sugli ultimi ritrovati tecnologici. Deve inoltre essere a conoscenza delle norme sul rischio elettrico e dei dispositivi anti-infortunistici, che utilizza costantemente per lavorare in sicurezza, nonché dei requisiti di efficienza, affidabilità e sicurezza da rispettare per realizzare un impianto elettrico a norma. 

Competenze richieste per un elettricista

Possiamo quindi riassumere così le mansioni di competenza di un elettricista: 

  • Progettare il disegno di un impianto elettrico 
  • Leggere e interpretare schemi elettrici 
  • Installare impianti elettrici civili e industriali 
  • Fare la manutenzione ordinaria di impianti, apparecchi e sistemi elettrici 
  • Individuare e riparare guasti e malfunzionamenti 
  • Collaudare i sistemi elettrici installati e quelli riparati 
  • Certificare che gli impianti siano a norma di legge 

Come diventare elettricista 

Attestato Professionale 

Per esercitare il mestiere di elettricista occorre aver conseguito un diploma presso una scuola professionale che ne attesti le competenze ed aver trascorso un periodo di tempo necessario come apprendista per entrare in possesso delle competenze professionali, ovvero di un anno continuativo come dipendente in una impresa del settore.

Chi è in procinto di scegliere quale scuola superiore frequentare ed ha l’intenzione di diventare elettricista, dovrebbe iscriversi ad un Istituto Tecnico Specializzato. Per diventare elettricista i titoli di studio più indicati sono diplomi tecnici come ad esempio perito elettrico o perito elettronico

Queste comprendono un corso di base, che fornisce una preparazione di tre anni anche teorica con materie di indirizzo, e due anni di specializzazione. Alcune scuole superiori prevedono per gli studenti la possibilità di iniziare un tirocinio o un apprendistato presso un’azienda a partire proprio dal quinto anno. In alternativa, è opportuno iniziare il tirocinio (che può essere svolto anche presso il laboratorio di un artigiano privato e non necessariamente in una azienda) non appena ottenuto il diploma. 

Si può anche ottenere l’Attestato Professionale che si ottiene frequentando un corso professionale in Istituti riconosciuti dalla Regione, dove vengono affrontate materie come elettrotecnica, disegno di schemi elettrici, progettazione di impianti elettrici, cablaggio, materiali elettrici e componentistica, norme per la gestione del rischio elettrico nei luoghi di lavoro, e due anni consecutivi passati in qualità di operaio specializzato alle dipendenze di un’impresa del settore. 

L’Attestato è sufficiente di per sé per iniziare a cercare lavoro. Tuttavia, è bene preparare con accuratezza il Curriculum con le esperienze svolte, ed è utile svolgere un corso per migliorare il proprio inglese. 

A livello universitario, sono riconosciute lauree in Ingegneria, Architettura e Fisica. In questo unico caso non è necessario un tempo minimo di apprendistato in una ditta del settore. 

Se non si è in possesso di titoli, è possibile diventare elettricisti se si dimostra di avere operato come dipendente di una impresa di settore per almeno tre anni consecutivi, come operaio installatore. 

Oltre alle conoscenze che si possono sviluppare con lo studio sono però indispensabili anche specifiche abilità pratiche e una certa manualità per svolgere le attività di installazione e di manutenzione utilizzando in modo appropriato gli strumenti del mestiere. 

Infine, è utile che un elettricista abbia buone competenze informatiche, in particolare per l’uso di software di disegno elettrico e software di diagnostica remota per il monitoraggio degli impianti. 

Un elettricista deve quindi aver sviluppato le seguenti competenze  

  • Conoscenze di elettrotecnica 
  • Capacità di lettura di schemi elettrici e disegni dei circuiti 
  • Competenza nella realizzazione, installazione e manutenzione di impianti elettrici 
  • Competenza nel montaggio e cablaggio di quadri elettrici civili e industriali 
  • Conoscenza degli strumenti e utensili da lavoro dell’elettricista 
  • Precisione e buona manualità 
  • Doti organizzative e di gestione del tempo 
  • Capacità di lavorare in autonomia 
  • Flessibilità e disponibilità a brevi trasferte regionali o nazionali 

 Esercitare la professione di elettricista in proprio 

La professione di installatore di impianti può essere svolta alle dipendenze di un’azienda oppure aprendosi una propria Partita Iva. Nel caso si abbia intenzione di diventare un elettricista in proprio aprendosi la propria Partita Iva bisogna seguire un iter abbastanza lungo e complesso. 

La macchina burocratica italiana non è particolarmente d’aiuto, dato che lavora per comparti stagni che non comunicano fra di loro. Anche se negli ultimi tempi la situazione è decisamente migliorata grazie alla digitalizzazione degli enti pubblici, non siamo decisamente a livello di altri paesi occidentali in cui basta collegarsi ad un sito internet è seguire le informazioni a video per completare tutto l’iter necessario ad aprire una propria attività. 

 Per questo forse conviene chiedere aiuto a qualcuno che sappia svolgere bene questo compito, come un bravo commercialista. Ci sono delle spese in più da affrontare, ma si tratta di qualche centinaio di euro (si può arrivare fino a 500 euro), sicuramente ben spesi se si tiene conto delle informazioni necessarie e del tempo che si rischia di perdere parlando con gli uffici pubblici senza conoscere alla perfezione il meccanismo burocratico. 

I vari passaggi da compiere sono i seguenti:  

  • Abilitazione alla professione di installatore di impianti elettrici con iscrizione alla Camera di Commercio, ciò renderà effettivo l’appartenenza al registro degli artigiani. Si riceve un’abilitazione che viene classificata con la lettera A, mediante la quale si può esercitare come installatore di: 
    • impianti elettrici; 
    • di protezione contro le scariche atmosferiche; 
    • di auto produzione di energia elettrica; 
    • di automazione di porte, cancelli e barriere automatiche, 
  • Acquisizione della Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate; 
  • Iscrizione come artigiano ai fini dell’INPS; 
  • Iscrizione e pagamento per la protezione infortunistica e malattia INAIL; 

Codici Ateco utili per il lavoro da elettricista

L’Agenzia delle Entrate necessita poi di un Codice Ateco, necessario per inquadrare il tipo di attività svolta. L’installatore di impianti può far riferimento a diversi codici Ateco, che si strutturano in questa maniera:  

  • 43 identifica i lavori di costruzione specializzati 
  • 43.2 riguarda l’installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione e installazione 
  • 43.21 è riferito all’installazione di impianti elettrici 
  • 43.21.0 vale per l’installazione di impianti elettrici ed elettronici, con inclusione delle attività di manutenzione e riparazione 

Andando più in profondità individuiamo le attività appartenente alle varie sottocategorie: 

  • 43.21.01 riguarda l’installazione di impianti elettrici in tutti i tipi di edifici e nelle strutture di genio civile (connessioni elettriche, cablaggio, impianti di illuminazione): 
    • installazione di impianti per collegare gli elettrodomestici e in generale gli apparecchi elettrici 
    • installazione di impianti fotovoltaici 
  • 43.21.02 riguarda l’installazione di impianti elettronici con riferimento al cablaggio per le telecomunicazioni, reti di elaboratori e sistemi televisivi via cavo, (fibre ottiche comprese), installazione di parabole satellitari, impianti di segnalazione d’incendio, sistemi di allarme antifurto 
  • 43.21.03 Installazione impianti di illuminazione stradale e dispositivi elettrici di segnalazione, illuminazione delle piste degli aeroporti (manutenzione e riparazione inclusa). 

Attenzione che il codice 43.21 non comprende la costruzione di linee di comunicazione, di linee elettriche e il monitoraggio ed il controllo a distanza di sistemi elettronici di sicurezza come possono essere ad esempio i sistemi di allarme antifurto e antincendio. 

Scegliere il regime fiscale adatto per fare l’elettricista 

Se si è in possesso di tutti i requisiti necessari, non difficile diventare elettricista. L’importante è poter contare sull’assistenza di un professionista. Ben più difficile invece è districarsi nella giungla degli adempimenti fiscali a cui sottostare. Per capire le tasse che da pagare a fronte dei redditi prodotti è d’obbligo il commercialista, dato che la normativa è stata profondamente revisionata a partire dal 1° gennaio 2019. 

Innanzitutto bisogna tenere presente che la quota da versare all’INPS è una quota fissa, da corrispondere su base trimestrale e che ammonta a circa 3800 euro l’anno. Quindi questo importo è il primo da tenere a mente per capire quanta convenienza possiamo avere nell’aprire una Partita Iva. 

Con la cosiddetta flat tax al 15% per redditi fino a 65.000 euro di ricavi è stato inserito un regime forfettario, e nel 2020 il limite di reddito è stato fissato a 100.000 euro con imposizione fiscale, nella fascia da 65.000 euro fino a 100.000, del 20%. 

L’obbligo di fatturazione elettronica decade per coloro che hanno redditi fino a 65.000 euro, e nel 2020 tale obbligo rientra solo per coloro il cui reddito è compreso nella fascia tra 65.001 a 100.000 euro. 

Attenzione però perché è un particolare a cui prestare attenzione che non è mai esposto con chiarezza: lo Stato italiano funziona per anticipi sulle future tasse da pagare, e questo significa che nel secondo anno di attività andranno pagate le tasse dell’anno passato ma anche parte di quelle che si stanno producendo per l’anno in corso. 

Si capisce quindi che si tratta di una cifra che in molte occasioni finisce con il mandare in crisi le nuove attività. Per questo prima di aprire la Partita Iva per operare come elettricista bisogna fare bene i conti e assicurarsi di avere un giro di affari sufficiente. 

Carriera e stipendio dell’elettricista 

Il lavoro di elettricista è indicato per chi cerca un mestiere pratico e manuale. La grande domanda di tecnici specializzati nel settore elettrico offre la possibilità di trovare lavoro con relativa facilità, senza tralasciare la concreta opportunità di diventare elettricista autonomo e decidere in modo indipendente come e dove lavorare.  

La carriera come un elettricista inizia, come abbiamo visto, con un periodo di apprendistato, durante il quale impara il mestiere lavorando come aiuto elettricista o come elettricista junior. Una volta acquisita esperienza, si passa ad assumere compiti di supervisione e coordinamento, ad esempio come capo turno o capo squadra. 

Lo stipendio medio di un elettricista è di 1.400 euro netti al mese, che equivalgono circa ad una retribuzione oraria media di 12,70 euro lordi. Lo stipendio parte da un minimo di 1.050 euro netti al mese, ma con il tempo può anche arrivare a superare i 3.500 euro netti al mese. 

Un elettricista può specializzarsi in un campo particolare: ad esempio, nella manutenzione di impianti elettrici industriali, fino a diventare responsabile della manutenzione elettrica di uno stabilimento, o nell’installazione e manutenzione di particolari macchinari e dispositivi. È il caso di chi svolge esclusivamente le professioni di ascensorista o di antennista. Oppure ancora nel settore navale e marittimo, e diventare elettricista navale, ovvero la figura che si occupa dell’installazione e programmazione di apparecchiature elettroniche atte alla navigazione e comunicazione radio satellitare a bordo delle navi. Un’altra opportunità interessante è quella di dedicarsi alla progettazione di quadri e impianti elettrici come progettista elettrico/elettronico

Infine, come abbiamo visto, si può decidere di aprire una propria attività indipendente con Partita Iva e focalizzarsi sul servizio ai privati o alle aziende. Le competenze dell’elettricista sono spendibili in una varietà di contesti (in cantiere, nelle aziende, nelle industrie, nelle abitazioni private), per interventi su numerose tipologie di impianti elettrici: dagli impianti di domotica per l’automazione di porte, cancelli e barriere agli impianti radiotelefonici, televisivi e antennisti, dagli impianti di controllo accesso con badge o impronta digitale agli impianti fotovoltaici, fino agli impianti di automazione di macchinari industriali.  

C’è poi anche la possibilità di trovare impiego in realtà del commercio al dettaglio e all’ingrosso di materiale elettrico, elettronico e componentistica. 

comment 1


leave your comment


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *