Professione croupier

Rien ne va plus…
Les jeux sont faits…

Tavolo da gioco, dove il croupier gestisce i clienti.

Quante volte avrete sentito queste frasi? Anche se non conoscete il francese, sono espressioni ormai entrate nell’immaginario collettivo e ogni volta che qualcuno le pronuncia, subito il pensiero va a un uomo (ma non è detto), vestito elegantemente, dai modi raffinati, dietro al così detto “tavolo verde”, accanto a una roulette.

Questo “personaggio” – il croupier – visto sicuramente in qualche film, da Casablanca a Casino Royale (primo della serie dei James Bond), da Rain Man a Ocean’s Eleven a Casinò di Martin Scorsese, solo per citarne alcuni, esiste davvero.

La professione di croupier è un lavoro molto serio, molto ricercato e ben pagato.

Chi è il croupier?

Quella di croupier è una professione molto antica. Nel medioevo era molto in voga che ci fosse ad ogni tavolo di gioco un chevalier accroupi, un cavaliere accovacciato, ad affiancare e pronto a servire i partecipanti a un gioco di società. Da questa antica figura deriva quella più moderna ma non meno affascinante di croupier. Anche se non più accovacciato, il croupier ha il compito di assistere e servire i giocatori che si riuniscono intorno al tavolo verde nei casinò: è colui che, in pratica, gestisce i giochi e le scommesse.

Prima di procedere è opportuno fare una digressione e differenziare alcune figure in quanto il croupier propriamente detto gestisce i giochi tradizionali come la roulette francese e chemin de fer 30/40. Invece colui che gestisce solo i giochi di tradizione americana come il blackjack, craps (i dadi), la roulette americana, e il poker è chiamato dealer; infine, i croupier con poca esperienza vengono chiamati pokerboy e lavorano solo ai tavoli da poker.

In questa sede parleremo di croupier riferendoci indifferentemente anche ai dealer e ai pokerboy anche perché le caratteristiche, le competenze il tipo di formazione e le soft skills richieste sono molto simili.

Cominciamo col dire che molti sono i giochi presenti all’interno di un casinò: oltre quelli già citati c’è anche il Baccarat e il Poker Texas Hold’em, forse il più famoso tra le varie tipologie di poker; inutile dire che il croupier deve conoscerli tutti alla perfezione. Il ruolo principale di un croupier è gestire le giocate all’interno di un casinò, controllare e garantire la regolarità dello svolgimento; distribuire le vincite e riscuotere le puntate perdenti sono la sua maggiore responsabilità. Come è risaputo, al casinò, un croupier non maneggia soldi veri, ma fiches e deve essere molto abile e veloce nel farlo. La velocità è una caratteristica fondamentale di un buon “mazziere” (forma italiana, poco usata e sicuramente meno elegante), in quanto più veloce è un croupier, più giocate si possono fare, più il casinò guadagna. Ma oltre alla velocità ci sono molte altre abilità che a un bravo croupier sono richieste: la capacità di maneggiare in maniera impeccabile le fiches, ad esempio, distribuire le carte con destrezza, maneggiare con naturalezza gli strumenti del mestiere come il rastrello per spostare agevolmente le fiches vinte e quelle da riscuotere. Inoltre un bravo croupier deve essere in grado di fare calcoli aritmetici a mente, anche questo in maniera veloce.

Altra caratteristica molto gradita in un croupier è l’avere buone capacità comunicative. Un croupier, oltre ad avere funzioni di controllo e gestione dei giochi, deve essere infatti un buon intrattenitore, attirare clienti al tavolo, e riuscire a farli restare il più a lungo possibile con modi gentili e accattivanti. Occuparsi del customer service è indispensabile. Rientra inoltre nelle competenze del croupier spiegare in maniera chiara e comprensibile le regole del gioco a nuovi avventori: occorre tenere presente che i casinò non sono frequentati solo da giocatori d’azzardo professionisti, habitué del rischio, ma anche da turisti, persone attratte dalla curiosità e che, almeno una volta nella vita – trovandosi in una città in cui è presente un casinò – vogliono provare l’ebrezza di sedersi al tavolo verde. Per questo motivo – sia che si desideri lavorare in Italia o si aspiri a fare carriera in un casinò estero, è bene conoscere almeno una lingua straniera.

Da un punto di vista psicologico chi aspira a diventare croupier non può prescindere da alcune caratteristiche di personalità ben precise: essere determinati e sicuri di sé, ad esempio, sono caratteristiche che contribuiscono a creare per i clienti un clima di fiducia e di affidabilità.

Avere ottime capacità di self-control, essere persone calme e pacate, essere in grado di lavorare con ritmi incalzanti e sotto stress, sapersi relazionare con ogni tipo di cliente, risultano essere soft skills imprescindibili. Inoltre rientra nei compiti di un bravo croupier condividere le gioie per le vincite ma anche sostenere i “perdenti”, non in maniera amicale ma discreta e professionale.

Infine, ma non è un dettaglio di poco conto, un croupier deve essere sempre in ordine, elegante e di bella presenza. Sarà forse quest’ultimo il motivo per cui negli ultimi anni sono aumentate le richieste di croupier di sesso femminile, o forse anche perché nell’immaginario collettivo una bella donna è considerata un “portafortuna” nel gioco: la Fortuna d’altronde è femmina, e la rappresentazione iconografica vuole che la dea Fortuna sia una bella donna bendata.

Come si diventa croupier

Tutte le caratteristiche elencate fino ad ora per fornire un identikit dettagliato di un croupier professionista sono vane senza una adeguata formazione. Ebbene sì, le abilità innate, le attitudini fino ad ora illustrate non bastano e anche se il talento non si insegna, solo una adeguata formazione potrà garantire la possibilità di trovare un buon lavoro in questo settore.

In Italia esistono alcuni corsi di formazione molto seri che offrono opportunità di inserimento nei migliori casinò europei. Ci riferiamo a:

  • Croupier Courses International di Christine Chilton con sede a Palermo
  • Centro di Formazione Croupier con sedi a Milano, Roma, Torino, Abano Terme (PD)
  • Cerus Academy con sede a Roma e Manchester
  • Alcuni casinò organizzano corsi di formazione interni

Per accedere a uno di questi corsi bisogna avere, oltre ad un diploma di scuola superiore, alcuni prerequisiti, che sono più o meno gli stessi per ogni scuola. In primis un aspirante croupier deve avere la fedina penale pulita. Va da sé che in un mestiere delicato in cui si ha a che fare con soldi, molti soldi, avere precedenti penali è un deterrente. Altri requisiti di base sono di tipo fisico: un croupier non può essere daltonico ed è superfluo spiegare il perché, non deve avere in realtà nessun problema di vista né di udito. Sono banditi piercing e tatuaggi in parti del corpo esposte, questo sempre per contribuire a dare un’immagine di sé affidabile anche se perseguendo le leggi implicite di forti pregiudizi. Bisogna quindi essere maggiorenni ma non aver superato i 35/40 anni di età. In alcune scuole (la Croupier Courses International, ad esempio) la mancata conoscenza dell’inglese pregiudica l’ammissione.

Di sicuro questi corsi, della durata di due – tre mesi (circa 120 ore), non sono molto economici. Di solito i costi sono compresi tra i 1.500 e i 2.000 euro + IVA per il corso completo per diventare croupier: per diventare dealer (circa 50 ore) le cifre sono più contenute.

In ogni caso, come vedremo in seguito, sborsare tale cifra potrebbe essere un ottimo investimento per il proprio futuro.

Al termine del corso, in possesso dell’attestato, è possibile entrare da subito nel mondo del lavoro e – di solito – le scuole sopra citate aiutano gli allievi a inserirsi. Così come accade in altri settori, sarà bene diffidare di corsi più brevi, più economici e che promettono mari e monti. Anzi, se già si padroneggia la lingua inglese in maniera impeccabile potrebbe essere vantaggioso frequentare il corso di formazione per diventare croupier nel Regno Unito dove l’offerta formativa è più ampia e di ottima qualità. Altra alternativa è rivolgersi direttamente ai casinò e provare ad accedere direttamente ai loro corsi di formazione interni. In molti casi essi sono alla ricerca di apprendisti, trainee, ed è possibile quindi accedere ai loro corsi di formazione.

Ricordiamo che in Italia i casinò riconosciuti sono solo quattro ed accedervi (sia per la formazione che per una eventuale assunzione) è molto difficile.

Cosa si insegna in queste scuole? Ovviamente i giochi, dai grandi classici, Roulette, Poker, Blackjack (in italiano chiamato anche ventuno) e tutte le variazioni sul tema, e a seguire tutti gli altri. Per i dealer e i pokerboy la formazione sarà specifica solo per alcuni giochi.

Un aspirante croupier dovrà imparare ad allestire il tavolo prima di ogni partita, posizionare in maniera corretta le fiches, apprendere strategie per attirare clienti al tavolo da gioco. Importante, in un buon corso di formazione, è che ci siano anche lezioni per spiegare l’organizzazione interna di un casinò, come funziona, quali le logiche di base.

Sviluppi professionali

Dire che il settore del gioco d’azzardo sta vivendo un boom non è errato, ma neanche corretto. Il gioco d’azzardo è sempre esistito ed è in continua e costante evoluzione. Il gioco può essere annoverato tra i bisogni primari di un individuo: il bambino esplora e conosce il mondo tramite il gioco. Dalla nascita e per tutta la sua vita, l’essere umano avrà sempre bisogno di attività di gioco nel senso più ampio del termine. In questa accezione ampia rientra anche il gioco d’azzardo. Esso non è più e non è mai stato appannaggio dei ceti più poveri, i disperati alla ricerca di facili guadagni con minimi sforzi che poi finivano in miseria i loro giorni. Se diamo uno sguardo al passato, scopriamo che il gioco d’azzardo ha radici molto antiche. I Cesari, gli imperatori dell’antica Roma, avevano una passione smodata per i dadi (l’imperatore Claudio si era addirittura fatto costruire un tavolo speciale per poter giocare a dadi durante gli spostamenti in carrozza). Non solo uomini di potere, politici, ma anche nobili e intellettuali. Basti pensare al filosofo Voltaire, a Casanova, ad alcuni romanzieri russi come Dostoevskij (uno dei suoi romanzi più celebri, il giocatore, è ambientato in un casinò), Tolstoj (che si arruolò per sfuggire a debiti di gioco) ma anche donne come Jane Austen. Nessuno di essi era indifferente al fascino del gioco.

Questa breve digressione per dire che il settore del gioco d’azzardo – gambling – non ha mai avuto momenti di crisi. È un settore in crescita costante e apre le porte a nuove possibilità di impiego lavorativo in quanto necessita sempre più di personale adeguatamente formato.

Il casinò, luogo magico, ricco di stimoli – luci, colori, suoni che può trasformarsi in luogo di disperazione per alcuni, è in realtà un posto di lavoro, con turni, orari, e che a fine mese retribuisce i suoi dipendenti.

Non è necessario, per fare carriera, arrivare a Las Vegas. Esistono casinò rinomati anche in Europa. In Italia sono solo quattro i casinò legali: il più famoso è senz’altro quello di Sanremo cui seguono quello di Campione d’Italia, Saint Vincent e Venezia. Essi sono municipalizzati, i croupier quindi sono dipendenti con regolari contratti stipulati in base ad accordi sindacali ben precisi. In Italia attualmente sono circa 2.500 i lavoratori del settore.

Il nostro Paese è penalizzato da una legge del 1931 che vieta il gioco d’azzardo, e dalla cultura che non vede di buon occhio tali attività ludiche. Ciò nonostante la percentuale di persone affette da ludopatia in Italia è crescente. Il paradosso tutto italiano è che, mentre i casinò reali sono solo 4 e il gioco d’azzardo è perseguito, sono stati legalizzati e regolamentati i Casinò on line. Ben diversa è la situazione all’Estero dove è molto più facile inserirsi nel mondo del lavoro in questo settore e dove le sale da gioco private sono state da tempo liberalizzate. Occorre tenere presente che in un casinò non c’è un solo croupier ma uno per ogni tavolo; ci sono addirittura alcuni giochi come i dadi dove sono necessari almeno 2-3 croupier per tavolo e in alcuni casi anche di più quindi la disponibilità di posizioni scoperte aumenta.

Altra grande opportunità di lavoro per i croupier, soprattutto per i più giovani, coloro i quali non hanno difficoltà ad essere continuamente in viaggio, è farsi assumere nelle sale da gioco delle grandi navi da crociera.

Per essere assunti – come in altri ambiti – bisogna superare delle prove di selezione. Di solito gli aspiranti croupier vengono sottoposti al table test, una vera e propria simulata al tavolo da gioco dove il candidato dovrà sfoderare tutte le sue capacità, quelle di base e quelle apprese nell’arco della sua formazione, per svolgere un’ottima prova e guadagnarsi l’assunzione. Ovviamente se si aspira ad essere assunti nei più rinomati casinò quali ad esempio Montecarlo o Las Vegas, le selezioni saranno più severe e molti di più i candidati da sbaragliare.

L’ultima innovazione nel settore è l’istituzione di casinò on line dove un giocatore può scommettere comodamente seduto sulla poltrona di casa sua, ma con croupier dal vivo, in un casinò reale, che gestisce le giocate. La prima iniziativa in questo senso è partita dalla città di Cordoba (in Argentina). Il croupier dal vivo per giochi online dà maggiori garanzie di trasparenza e correttezza al giocatore poiché a gestire il gioco è un essere umano e non un software.

Quello di croupier, come avrete capito, è un lavoro che richiede molti sacrifici e, come abbiamo visto, tra le sue caratteristiche bisogna annoverare una grande capacità di reggere lo stress, di avere a che fare con clienti di non sempre facile gestione, con turni massacranti svolti soprattutto nelle ore notturne, nei festivi e nei weekend, stando in piedi per ore. Ma tali sacrifici saranno ben ricompensati da stipendi che possono raggiungere cifre ragguardevoli. Ovviamente le retribuzioni variano in base al contesto lavorativo, alla città in cui si trova il casinò, da quanto è “famoso” e ben frequentato. Un croupier all’inizio della sua carriera può guadagnare tra gli 800 e i 1200 euro cui vanno aggiunte le mance, e non sono rari i casi in cui i clienti che incassano grosse vincite siano poi molto generosi con il croupier del tavolo. Addirittura le mance ricevute in un mese potrebbero essere superiori al 50% della paga di base se non di più.

Quella di croupier è una professione che offre anche notevoli possibilità di carriera.

Un croupier esperto, con almeno due anni di esperienza, ad esempio, che ha fatto un buon avanzamento di carriera divenendo ispettore o supervisor, una figura che controlla l’operato degli altri croupier, guadagna cifre dai 2000 euro in su. Lo step successivo nella carriera di un croupier, dopo essere stato ispettore, è quello di diventare prima assistente del pit boss e poi pit boss, e cioè colui che gestisce e controlla un’intera area di gioco con diversi tavoli, e coordina il lavoro degli ispettori. Lo stipendio di un pit boss può superare facilmente i 5000 euro. L’ultimo gradino in cima alla piramide è diventare manager, assumere cioè la direzione del casinò. Elevatissime sono le competenze richieste per diventare manager, anche in materia gestionale e legale rispetto alle normative vigenti nel Paese in cui è collocato il casinò che si dirige, elevatissimi sono i rischi del mestiere, ma altrettanto elevate saranno le retribuzioni percepite.

Non vi resta, signori, che fare il vostro gioco!

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