camion autotrasportatore

Camionista: mansioni, formazione e stipendio

Quello del camionista può sembrare un lavoro banale, quasi semplice se si considera che per consiste nel portare delle merci da un punto A ad un punto B.

Dietro a questa apparente semplicità si nasconde però un mestiere che richiede sacrifici e costanza, e che può dare delle notevoli soddisfazioni economiche.

Il camionista è per molti un lavoro davvero amato, perché consente di operare in quasi totale solitudine, cosa che in base al carattere può essere molto apprezzata o detestata.

Lunghi tratti e percorsi attraversati a bordo del proprio camion possono dare un senso di libertà e rilassatezza, ma attenzione, non sempre la condizione del camionista è questa.

Quello che abbiamo appena descritto è solamente il lato romantico di un lavoro dove la puntualità e la precisione sono fondamentali, per costruirsi un buon nome e sperare in una carriera florida.

Vediamo allora tutto quello che occorre sapere per intraprendere l’affascinante carriera del camionista, spaziando da quelle che sono le mansioni più comuni fino ai percorsi per esercitare questo lavoro rispettando tutte le norme di legge.

Cosa fa il camionista

Il camionista, meglio definito come autotrasportatore, è colui che guida un mezzo pesante, che può essere un autocarro (il classico Camion che vediamo sulle strade) o altri mezzi di trasporto definiti pesanti come il bilico centinato, l’autotreno, il camion cisterna o l’auto articolato.

Una volta definiti quali sono i mezzi di trasporto utilizzati comunemente dai camionisti, passiamo a vedere quello che materialmente svolge come mansione un autotrasportatore.

Essere camionista significa in primo luogo guidare un mezzo di trasporto per spostare delle merci per conto di aziende di autotrasporti, spedizionieri, corrieri espressi oppure ditte specializzate nei trasporti ordinari e straordinari sia nazionali che internazionali.  

Le ore di guida dei camionisti

La tipica giornata di lavoro di un camionista è certamente svolta per la maggior parte del tempo alla guida del proprio mezzo, ma non dobbiamo pensare che sia semplicemente così.

Anzitutto la giornata è scandita da quelle che sono le pause obbligatorie che il lavoratore deve assolutamente svolgere a norma di legge.

La regolamentazione in questo senso è molto stringente e deve essere seguita alla lettera se non si vuole incorre in sanzioni che compromettono il regolare svolgimento del lavoro (come ad esempio il ritiro della patente di guida).

Queste pause sono importanti e necessarie, in quanto il mestiere del camionista porta con sé un’enorme responsabilità per quella che è la sicurezza stradale, essendo il lavoratore impegnato durante tutto il giorno alla guida del proprio mezzo, questo deve sempre essere nelle migliori condizioni psicofisiche per non arrecare pericolo sulle strade.

La successione delle pause obbligatorie viene registrata in maniera automatica da uno strumento chiamato cronotachigrafo.

Questo equipaggiamento è obbligatorio sui mezzi pesanti e serve proprio come un timer, che segnala le ore di marcia e quelle di sosta.

Nello specifico l’orario del camionista deve rispettare dei rigidi paletti emanati dall’Unione Europea:

  • Gli autisti professionisti non possono superare le 9 ore giornaliere di guida;
  • Il limite settimanale di guida è di 56 ore;
  • Il limite di guida per due settimane consecutive non può superare le 90 ore complessive;
  • Il conducente di un mezzo deve obbligatoriamente fermarsi per 45 minuti ogni 4 ore e mezza di tragitto ad eccezione di quando si sta per iniziare un turno di riposo;

Le uniche eccezioni ammesse a questo regolamento riguardano l’orario giornaliero, che può essere sforato di 1 ora ma solo per due volte a settimana e senza comunque superare il limite settimanale imposto, e la pausa, che può essere eseguita anche in due tronconi (ad esempio di 15 e 30 minuti) ma sempre senza superare le 4 ore e mezza di guida consecutiva.

Riposo settimanale dei camionisti

Oltre alle ore di riposo giornaliere, per chi fa il mestiere di autotrasportatore è importante avere dei riposi settimanali ben scanditi e precisi, sempre nell’ottica di mantenere una condizione psico-fisica ottimale assolutamente indispensabile quando si guida un mezzo pesante.

Anche in questo caso vi sono dei regolamenti che le aziende e i lavoratori sono tenuti a rispettare per continuare a svolgere regolarmente la propria mansione:

  • Il risposo settimanale regolare è di minimo 45 ore di cui almeno 24 devono essere consecutive;
  • In numero massimo di giorni alla guida consecutivi è di 6, dopo i quali deve obbligatoriamente scattare un riposo;
  • È concessa una forma di riposo “ridotto” a 24 ore settimanale ma le ore mancanti devono essere recuperate dall’autista entro le tre settimane successive alla riduzione;
  • Il riposo deve essere effettuato fuori dall’automezzo se non in condizionali particolari come le trasferte lunghe;

Nel calcolare le ore di riposo settimanale per i camionisti bisogna considerare la settimana intesa come dalle ore 0:00 del lunedì fino alle ore 24:00 della domenica.

Altre mansioni dei camionisti

Ora che abbiamo visto nel dettaglio come si svolge la giornata e la settimana di un autotrasportatore, e come queste siano scandite dalle opportune pause dalla guida, vediamo anche lo specifico delle mansioni che il camionista si trova ad affrontare, e come deve relazionarsi a queste.

La guida è senza dubbio la prima cosa a cui si pensa ed anche quella ovvia quando si parla di camionisti. L’unica cosa da spiegare riguardo le attività di guida dei mezzi pesanti, è quella relativa alle regole della strada specifiche per i mezzi pesanti, che l’autista deve conoscere e rispettare in maniera ferrea.

Ma oltre alla semplice guida vi sono anche altre mansioni importanti che un camionista non può assolutamente sottovalutare, anche perché ricadono direttamente sotto la sua responsabilità durante le ore di servizio. Nello specifico un camionista deve sempre:

  • Supervisionare le operazioni di carico della merce sul camion, per valutarne la loro disposizione ottimale in modo da ripartire correttamente il peso e non inficiare la tenuta dinamica del mezzo;
  • Supervisionare anche le operazioni di scarico per assicurarsi che la merce sia giunta a destinazione e passarne la consegna al cliente che la richiede;
  • Verificare lo stato delle merci sia in fase di carico che di scarico, e compilare la relativa documentazioni di viaggio e di arrivo;
  • Pianificare i tragitti prima di svolgerli, per organizzare la tempistica del trasporto;
  • Controllare accuratamente le condizioni del veicolo prima di ogni viaggio;
  • Monitorare costantemente i livelli di carburante, olio, e lo stato dei filtri del veicolo;
  • Occuparsi di tutta la manutenzione ordinaria del mezzo, compreso il lavaggio e la sostituzione degli pneumatici quando necessario.

Tutte queste sono mansioni che un bravo camionista deve sempre tenere a mente e svolgere in maniera diligente per non incontrare difficoltà nella prosecuzione del proprio lavoro.

In particolare quella della manutenzione del mezzo è fondamentale, in quanto tutti i camion e mezzi pesanti che scorrono sulle autostrade devono avere un perfetto funzionamento di tutte le componenti per non creare pericolo.

Chiaramente quando si dice che il trasportatore è responsabile della manutenzione ordinaria s’intende che i suoi compiti sono quelli di monitorare lo stato generale del mezzo e organizzare gli eventuali interventi di ripristino delle condizioni migliori.

Per quello che riguarda i costi da sostenere, questi saranno sempre in capo al proprietario del mezzo, che potrebbe anche essere il camionista stesso, o più comunemente la società di trasporti per cui lavora.

Come diventare camionista

Per esercitare la professione di camionista e autotrasportatore professionista è necessario seguire un percorso dettagliato, perché come abbiamo già avuto modo di dire, questo è un mestiere che si porta dietro numerose responsabilità per chi si mette alla guida di un mezzo di quelle dimensioni su strada.

Prima di tutto bisogna vedere quali sono le patenti richieste e necessarie e poi tutto l’iter burocratico per accedere a queste certificazioni.

Patenti per diventare camionista: tipologie e scadenze

Al momento la normativa vigente prevede che per esercitare come camionista professionista sia obbligatorio avere la patente C e la patente CQC.

La CQC è una certificazione relativamente nuova essendo stata introdotta nel 2009 ed è un acronimo di Carta di Qualificazione del Conducente. Si tratta molto semplicemente di un documento di qualificazione che permette ai possessori di patenti C e D di svolgere l’attività di autotrasportatore per conto terzi.

È la rivisitazione del CAP (Certificato di Abilitazione Professionale) in uso fino al 2009 appunto.

Non si tratta di una vera e propria patente, ma piuttosto di un’estensione di quelle che permettono la guida dei mezzi pesanti con delle caratteristiche di maggiore dettaglio nell’individuazione della propria nicchia lavorativa: esistono infatti 3 differenti tipologie di CQC, quella relativa al trasporto persone (CQC persone) quella per le sole merci (CQC merci) e quella mista che permette il trasporto di tutto (CQC persone/merci).

Per ottenere l’integrazione della CQC è necessario seguire un corso di formazione e superare un esame, e questo iter è possibile nelle autoscuole autorizzate, e prevede 260 ore di teoria e 20 ore di pratica. Esiste anche una forma ridotta, con 130 ore di teoria e 10 pratica attuabile a determinate condizioni.

Per quello che riguarda invece il lato “ordinario” dei permessi di guida per esercitare come autotrasportatore vediamo subito le patenti C che sono quelle che interessano per questo tipo di lavoro.

La patente C è il permesso di guida che consente di guidare un mezzo pesante: come specificato in precedenza questa abilita alla semplice guida dei mezzi, mentre per svolgere la mansione di trasportatore a livello professionale è necessaria l’integrazione con la CQC.

La patente C ha alcune sfumature, che consento di guidare mezzi diversi in base alle categorie di peso che possono trasportare: ad esempio il permesso di guida C1 consente la guida solamente per i veicoli che non superano le 7,5 tonnellate.

Di seguito tutti i tipi di patente C che consento di svolgere la mansione di camionista in abbinata con la CQC:

  • Patente C1: possibile dai 18 anni per mezzi tra le 3,5 e le 7,5 Tonnellate;
  • Patente C1E: possibile dai 18 anni per mezzi composti da motrice più rimorchio a condizione che il peso complessivo non superi le 12 Tonnellate;
  • Patente C: possibile dai 21 anni (18 seguendo il CQC ordinario) per autoveicoli che superano le 3,5 Tonnellate a cui si può aggiungere un rimorchio fino ai 750 kg;
  • Patente CE: Possibile dai 21 anni (18 seguendo il CQC ordinario) per mezzi che superano le 3,5 Tonnellate con rimorchi o semi rimorchi che superano i 750 kg fino ad un massimo di 20 Tonnellate.

Tutte queste patenti hanno chiaramente una scadenza e devono essere rinnovate ogni 5 anni fino ai 65 anni di età e poi ogni due anni.

Unica eccezione per chi guida autotreni e autoarticolati pesanti fino a 20 tonnellate che dovrà avere la propria patente CE rinnovata ogni anni fino ai 68 anni, e compiuta quell’età la patente verrà declassata a C.

Requisiti per prendere la patente da camionista

Per ottenere la patente C e il rispettivo CQC per esercitare la professione di camionista occorre avere dei requisiti ben precisi che elenchiamo di seguito:

  • Aver compiuto 21 anni (o 18 se si svolge assieme al CQC);
  • Essere in possesso di una patente B in corso di validità;
  • Avere un’acutezza visiva di non meno di 12/10 complessivi con un limite minimo di 4/10 per occhio (raggiungibili anche con lenti)
  • Udito integro, viene effettuata una prova di ascolto di una conversazione da almeno 8 metri di distanza;
  • Avere tempi di reazione agli stimoli più bassi di quelli richiesti per le patenti A e B.

Oltre a questi requisiti di tipo psico-fisico sono richiesti inoltre una dettagliata conoscenza degli automezzi e del loro funzionamento in quanto tra le mansioni che abbiamo visto del camionista vi sono anche quelle di monitoraggio delle condizioni del veicolo. Tutte queste nozioni vengono comunque apprese seguendo quelli che sono i corsi previsti per il rilascio delle patenti.

Infine vi sono una serie di documenti da presentare per accedere ai corsi e conseguire così la tanto desiderata patente C con la relativa certificazione CQC.

Nello specifico si deve presentare:

  • Il Modulo TT2112 disponibile presso gli uffici della motorizzazione che serve per la presentazione della domanda di conseguimento;
  • Attestazione di versamento di 3 bollettini postali: 2 dell’importo di 16,00 EURO su c/c postale n. 4028 e uno di 26,40 € su c/c postale n. 9001;
  • Certificato anamnestico rilasciato dal proprio medico di base corredato da foto e marca da bollo da 16 EURO;
  • Fotocopia di un documento di identità valido;
  • Permesso di soggiorno valido (per i cittadini extra comunitari)
  • Copia della patente in corso di validità;
  • Numero 2 foto tessera che seguano le disposizioni per le foto relative al rilascio dei documenti ufficiali.

In alcuni casi particolari (ad esempio per i soggetti affetti da diabete) è necessario superare anche una visita eseguita dalla commissione medica locale che procederà al rilascio dell’idoneità.

Il costo complessivo per prendere la patente C, si aggira attorno ai 1200 EURO se viene fatto tutto tramite agenzia, mentre se si segue la teoria da privatista si risparmia fino ad arrivare a 850 EURO circa. Naturalmente i costi possono variare a seconda dell’autoscuola a cui ci riferiamo per iniziare il percorso.  

Quanto guadagna un camionista

Per capire quanto guadagna un camionista si deve anzitutto fare una serie di considerazioni abbastanza comuni a tutti i lavori del mondo, ovvero quelle relative all’esperienza.

Snocciolando dei dati medi possiamo tranquillamente dire che un camionista mediamente guadagna una cifra vicina ai 2000 EURO mensili netti.

Questo salario sale sensibilmente quando si parla di camionisti assunti all’estero dove mediamente lo stipendio è più alto e si attesta attorno ai 3000 EURO.

Questo tipo di ragionamento non tiene conto però delle particolarità e di tutto quello che può influire sul salario mensile di un trasportatore.

Partiamo anzitutto dalla base, che prevede come per altri mestieri l’inserimento in un contratto collettivo del lavoro, e in questo caso il CCNL del settore logistica trasporto e spedizione.

In questo contratto sono segnalati svariati livelli che prevedono diversi step di retribuzione secondo una scala così composta:

  • Quadri EURO 2108,39
  • 1° EURO 1979,71
  • 2° EURO 1818,77
  • 3° Super EURO 1642,37
  • 3° Super Junior EURO 1605,04
  • 3° Junior EURO 1598,78
  • 4* Super EURO 1520,42
  • 4° Junior EURO 1480,57
  • 5° EURO 1450,06
  • 6° Super EURO 1354,55
  • 6° Junior EURO 1246,35

Questa scala rappresenta tutta la galassia di lavori che aderiscono a questo contratto collettivo, ma va precisato che per un camionista il livello massimo raggiungibile è quello di 3° Super: quindi di base lo stipendio minimo di un camionista varia dai 1246,35 EURO a 1642,37 EURO.

Si parla però di stipendio minimo appunto, infatti le retribuzioni dei camionisti possiamo dire che siano mediamente più alte, anche perché rispetto a lavori più stanziali sono influenzate da vari fattori.

Primo fra tutti il fattore trasferta: infatti non è così inusuale per un camionista affrontare viaggi frequenti all’estero e questo comporta un corposo incremento del salario.

Chi abitualmente percorre tratte con l’estero, con viaggi che lo portano anche dei giorni lontano da casa, arriva tranquillamente a circa 3000 EURO mensili.

Questa considerazione ci porta immediatamente ad un altro fattore che incide sullo stipendio di un camionista: l‘azienda per cui si svolge servizio.

Lo stipendio mensile di un autotrasportatore è strettamente legato al tipo di azienda con cui si lavora, vuoi per la presenza di trasferte più frequenti, ma anche per il tipo di trasporti in cui si può essere impiegati.

Vi sono infatti dei servizi, come i trasporti eccezionali, che prevedono l’utilizzo di personale altamente qualificato, e queste qualifiche sono poi alla base del prezzo di mercato che un camionista può richiedere per contrattare il proprio salario mensile.

Infine c’è un distinguo importante da fare quando si parla di lavoro come auto trasportatore.

Esistono infatti modi di mettersi in proprio e con un piccolo camioncino lavorare per specifici segmenti di trasporto, come ad esempio quello dei freschi per supermercati o altri simili.

Anche il mondo dei corrieri si può prestare bene a questo tipo di attività. Il fenomeno nel mondo del trasporto prende il nome di “padroncini” e sono camionisti che da soli, o magari in cooperativa sono i proprietari dei mezzi e svolgono trasporti per i loro clienti o per conto di aziende terze molto più grandi.

In questo caso lo stipendio mensile che si può toccare è mediamente più alto di chi lavora come dipendente, ma è bene tenere a mente che avere la proprietà dei mezzi di trasporto, comporta anche le spese di manutenzione ed adeguamento dei mezzi necessarie per lo svolgimento professionale di questo lavoro.

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