image

Piccoli gesti e grandi risultati nel lavoro

In un ambiente di lavoro, coltivare i rapporti con i propri colleghi e datori è di fondamentale importanza per il mantenimento di un clima sereno e cordiale. Piccoli gesti come mantenere la porta ad un collega che sta entrando o uscendo da una stanza, inviare un’e-mail di ringraziamento dopo una riunione o disattivare la suoneria del proprio telefono durante un incontro, sono piccole gentilezza dettate dal galateo aziendale che possono fare la differenza.

L’educazione e la gentilezza possono rappresentare un vantaggio, i colleghi ad esempio saranno più inclini a condividere il tempo, gli spazi e in generale ad aprirsi e fidarsi. Un atteggiamento che inoltre, può portare benefici anche nella ricerca di un lavoro. Durante le fasi di selezione del personale, a tal proposito, è bene sapere che i responsabili delle assunzioni, fanno molta attenzione ai piccoli gesti, come l’essere puntale e non invadenti.

In questo articolo si indaga sui piccoli gesti che possono fare la differenza all’interno di un’azienda. Sono fornite le principali regole di galateo aziendale, con un approfondimento inerente alle cose da non dire mai ad un collega di lavoro, come un’accortezza in più può essere determinante nel trovare un lavoro, e in generale come le buone abitudini e un atteggiamento positivo possono migliorare l’efficienza e la produttività di un team.

Regole di galateo aziendale

Una guida riguardo il comportamento da mantenere durante un pranzo con un collega, durante una conferenza via Skype o quando si incontra un cliente per la prima volta, è riportata in un libro dal titolo:

The Essentials of Business Etiquette: How to Greet, Eat, and Tweet Your Way to Success scritto da Barbara Pachter. Si riportano le principali regole da seguire:

Presentarsi in maniera consona alla situazione

In una situazione lavorativa, quando si conosce una nuova persona, è bene comprendere il contesto. In un ambiente formale, è indicato specificare il cognome o il nome completo, piuttosto che presentarsi dicendo solo il proprio nome. Una particolare attenzione è da dedicare al contesto adattandosi in base al livello di formalità richiesta.

Alzarsi quando si conosce una nuova persona

Alzarsi in segno di rispetto nel presentarsi ad un datore di lavoro, collega, o cliente, è un piccolo gesto utile a stabilire una prima connessione positiva con l’interlocutore.

Dare per primi la mano se si è la persona di grado superiore

In un luogo di lavoro, è buona regola da parte di chi ospita o è la persona di grado superiore, porgere per primo la mano in segno di saluto. Negli Stati Uniti e in generale nella cultura occidentale, stringere la mano è un segnale di rispetto e professionalità.

Vestirsi in modo adeguato

Un abbigliamento adeguato al contesto aiuta ad aumentare la credibilità e la reputazione professionale. Un piccolo gesto che può essere determinante per la buona riuscita di un accordo.

Ringraziare sì, ma non ossessivamente

Ringraziare quando si riceve un complimento, un feedback positivo, o la disponibilità nel fare qualcosa, è un gesto apprezzato che dimostra cura e rispetto verso l’interlocutore. Tuttavia, è bene non esagerare con i ringraziamenti per non apparire in qualche modo insicuri, deboli o carenti.

Inviare messaggi personali

Spesso ci si imbatte nell’esigenza di mandare un messaggio informativo o di ringraziamento a molte persone. È buona prassi, personalizzare il messaggio facendo capire che si è data la giusta attenzione nel rivolgerlo ad una persona in particolare, indipendentemente dal fatto che il contenuto sia lo stesso.

Non utilizzare il telefono per scopi personali durante una riunione

In sede di riunione, una regola da seguire è quella di non utilizzare il telefono per mandare messaggi personali. Tentare di nascondere le mani e sbirciare e-mail e messaggi è un chiaro segnale di maleducazione che denota l’esigenza di voler stare in un altro posto.

Utilizzare una foto profilo in linea con il contesto

Quando si invia un curriculum o si compila un profilo su LinkedIn, porre la giusta attenzione nella scelta della foto (link articolo Come scegliere la foto per il curriculum) può essere un piccolo gesto ma determinante.

Utilizzare l’indirizzo e-mail aziendale

È una buona regola quella di relazionarsi con clienti, fornitori e colleghi, utilizzando l’indirizzo e-mail aziendale, riservando i vecchi account utilizzati al liceo solo per scambiare messaggi con le persone appartenenti alla propria vita privata.

Ricontrollare sempre il destinatario di un messaggio

Inviare un messaggio ad un diverso destinatario, può essere una grave disattenzione, soprattutto se il messaggio contiene dati sensibili. È una buona abitudine quella di ricontrollare sempre che l’indirizzo inserito e il nome del destinatario siano corretti.

Utilizzare un linguaggio professionale

Una particolare attenzione merita lo stile utilizzato quando si invia un’e-mail o un messaggio. Un ambiente di lavoro, richiede una certa professionalità, sia nel modo in cui ci si rivolge al destinatario, sia nel modo in cui vengono inviati i saluti.

Chiedere il nome di qualcuno quando non lo si ricorda

Cercare di memorizzare il nome di una persona appena conosciuta può evitare di trovarsi nella situazione di non ricordarlo quando la si incontra nuovamente. Piuttosto che rischiare e relazionarsi con l’interlocutore chiamandolo con un nome diverso dal proprio, è decisamente meglio ammettere la propria dimenticanza e chiedere gentilmente di ripetere il nome.

Salutare i colleghi

Salutare ad inizio e fine giornata i colleghi conosciuti e non, all’interno di un ufficio aiuta a stabilire un contatto con le persone presenti. Il tirare dritto senza salutare nessuno è segno di maleducazione.

Rispettare le regole non scritte durante un pranzo o una cena di lavoro

Quando si è ospiti di un pranzo o di una cena di lavoro, è buona prassi non ordinare niente di troppo costoso. Può essere utile adeguarsi a ciò che hanno ordinato gli altri. La regola è che chi ha organizzato l’appuntamento, debba poi occuparsi di pagare il conto, quindi è bene non approfittarsene.

Lavoro e buone maniere

Piccoli gesti e accortezze sono alla base in un ambiente di lavoro. È indicato infatti conoscere quelle regole non scritte in ambito di cortesia ed educazione. Ignorarle può creare un ostacolo verso il raggiungimento di un risultato.

Non interrompere i colleghi

Molti luoghi di lavoro hanno le postazioni disposte in un ambiente unico. Tale disposizione spesso incoraggia le persone ad interrompere il lavoro del collega che non risulta “protetto” dalle mura di un ufficio dedicato. Il consiglio è considerare l’open space come se fosse un luogo dove ogni postazione è protetta da un muro invisibile, avvisando preventivamente del proprio arrivo, chiamando o mandando una e-mail.

Mantenere un linguaggio corretto e la propria postazione in ordine

Sono due consigli generali, utili anche per i lavoratori in regime di lavoro agile. In un sondaggio condotto da TheLadders.com che ha preso come campione 2.000 aziende, ben il 36% dei datori di lavoro ha emesso richiami formali per l’uso di un linguaggio non appropriato. Inoltre, l’81,2% dei dirigenti ritiene inaccettabile lavorare con colleghi di lavoro che non prestano attenzione alla pulizia.

Offrire un caffè

Chiedere alle persone con cui si condividono le giornate lavorative se vogliono un caffè di tanto in tanto, aiuta a rafforzare i rapporti, oltre che essere un piccolo gesto che la maggior parte delle volte viene apprezzato e ricambiato alla prima occasione utile.

Non lamentarsi

Il continuo esternare le proprie frustrazioni non aiuta a creare un clima positivo. Lamentarsi è spesso visto come un segno di debolezza, per altro inutile in quanto non aiuta nella risoluzione di un problema.

Non fornire consigli non richiesti

Viviamo in un’epoca dove chiunque si sente in dovere di dare consigli su come svolgere un’attività, come vestirsi o cosa mangiare. Fornire consigli non richiesti potrebbe indispettire un collega. È bene esprimere un parere solo quando è espressamente richiesto.

Come non comportarsi con un collega

È importante conoscere le buone abitudini da mantenere per far sentire a proprio agio un nuovo collega appena arrivato sul posto di lavoro. Quali sono le affermazioni e le domande assolutamente da evitare?

Tentare di entrare troppo in confidenza

I primi giorni per un nuovo collega è plausibile siano particolarmente delicati. Mantenere le giuste distanze ed evitare il crearsi di situazioni imbarazzanti è una piccola attenzione utile ad agevolare i processi di adattamento.

Screditare gli altri

Ognuno preferisce alcuni colleghi rispetto ad altri. Tuttavia, mettere in guardia un nuovo arrivato riguardo i conflitti presenti all’interno del posto di lavoro, è un atteggiamento assolutamente da evitare.

Scoraggiare la scelta del collega

Descrivere un ambiente di lavoro come un luogo da cui scappare il più in fretta possibile, o assicurarlo che presto si pentirà della scelta, non porta alcun vantaggio. Piuttosto è indicato guidare un nuovo arrivato, aiutandolo ad ambientarsi e integrarsi il più velocemente possibile.
Incoraggiare a non rispettare le regole

Ogni ambiente di lavoro ha le sue regole. Per quanto giuste o sbagliate, bisogna rispettarle. Incoraggiare ad infrangere i regolamenti, è un atteggiamento che non porta alcun beneficio a sé stessi e all’azienda.

Chiedere quanto guadagna

Un’altra domanda scomoda è chiedere il tipo di contratto che ha firmato il nuovo arrivato. È una domanda scomoda anche se rivolta ad un collega con cui si ha un rapporto instaurato da tempo, a maggior ragione lo è se rivolta ad una persona che si conosce da poco.

Offrirsi come guida

È giusto lasciare il tempo ad un nuovo arrivato di adattarsi e di scegliersi autonomamente le figure con le quali socializzare e prendere come riferimento. Presentarsi come un mentore, può avere il risultato di apparire arroganti.

Ignorare il nuovo arrivato

È giusto trovare un equilibrio nel rapportarsi con un collega, è sbagliato ignorarlo del tutto come è sbagliato seguirlo in ogni momento. Il consiglio è quello di lasciare che il collega si ambienti serenamente, facendo capire che se ha bisogno di supporto si è disponibili nel fornirlo.

Come un piccolo gesto può essere determinante per ottenere un nuovo lavoro

La giornalista Sarah Wright in un articolo per Study.com un portale dedicato allo studio, contenente video corsi per ogni esigenza come la matematica, le scienze, la psicologia, la storia e le scienze sociali, è spiegato come le piccole attenzioni nei gesti quotidiani possano risultare determinanti per ottenere un lavoro.

Il presupposto è infatti che un curriculum, seppur redatto a regola d’arte, non è sufficiente senza requisiti come la gentilezza e l’educazione. Le fasi in cui porre attenzione, come specificato da Wright sono 3:

Coltivare i contatti

Avere una rete di contatti è estremamente importante. Nel momento del bisogno infatti, questi possono aiutarti ad ottenere la posizione lavorativa desiderata. Stabilire delle relazioni durature nel tempo è possibile solo ponendosi in maniera gentile e rispettosa.

Utilizzare le buone maniere durante un colloquio di lavoro

Far capire al selezionatore di riconoscere l’importanza delle regole non scritte e delle convenzioni sociali presenti all’interno di un posto di lavoro, ringraziare a fine colloquio per il tempo che un recruiter ha dedicato alla propria persona è un piccolo gesto, che potrebbe colpire positivamente e spianare la strada verso un nuovo futuro.

Sul posto di lavoro

Una volta che si viene assunti, il rispetto delle regole, la cortesia e la gentilezza non sono da abbandonare. È importante in questa fase dimostrare ancora di più di avere cura delle regole aziendali.

Buone abitudini che fanno la differenza

Spesso sono i piccoli gesti che portano a grandi successi e risultati, si pensi come soft skills possono migliorare l’ambiente lavorativo e i rapporti con i colleghi. Alcune tendenze possono essere una dote che appartiene ad un individuo fin dalla nascita. Essere a conoscenza riguardo quei piccoli gesti che alla lunga possono determinare il successo o l’insuccesso di una persona può risultare estremamente utile.

  • Tenersi costantemente aggiornati: i veri professionisti si informano continuamente riguardo quali competenze sviluppare in futuro. È una piccola abitudine che permette di avere un occhio sempre rivolto a come il mondo del lavoro si evolve e quali saranno le abilità richieste negli anni a venire.
  • Intervenire opportunamente durante le riunioni: un consiglio che proviene dall’insegnate in Leadership Jo Miller è quello di non essere timidi. Prendere la parola durante un convegno per sostenere la tesi di un collega o porre una domanda ben ponderata può risultare vincente al fine di farsi notare.
  • Assumersi le proprie responsabilità: accettare senza indugiare un nuovo lavoro, vuol dire far trasparire un carattere aperto alle sfide e alle opportunità. Le persone di successo invece di tirarsi indietro, agiscono.
  • Stringere alleanze: le persone di successo sono consapevoli del fatto che circondarsi di colleghi fidati e stringere alleanze può essere determinante per la buona riuscita di un lavoro.
  • Pensare come un manager non come un dipendente: un datore di lavoro pensa alle strategie da adottare, un dipendente attende disposizioni riguardo come procedere. Questa differenza, pur rimanendo nei propri ruoli può essere assottigliata, lavorando costantemente sui compiti assegnati, cercando di svolgerli al meglio e di raggiungere risultati al di sopra delle aspettative. Un impegno utile che pone le basi verso grandi risultati.
  • Ascoltare e mettere in pratica i feedback: un impiegato esperto è consapevole che un feedback ricevuto è fornito nell’interesse aziendale. Piuttosto che recepire la disposizione come una critica personale, si impegna a metterla in atto.
  • Identificare i problemi: indipendentemente dalla mansione svolta, studiare metodi per rendere più efficiente il lavoro è un’attitudine molto apprezzata, utile sia per aumentare la produttività sia per dimostrare la propria importanza all’interno dell’azienda.
  • Porre attenzione al linguaggio del corpo: considerato che il 93% di ciò che si dice non è espresso mediante le parole, approfondire il significato dietro il linguaggio del corpo può risultare estremamente utile nel comprendere le vere intenzioni del proprio interlocutore.

Un atteggiamento positivo migliora la produttività

In un articolo per Harvard Business Review, Emma Seppälä e Kim Cameron, spiegano come essere positivi in un ambiente di lavoro porti benefici all’umore dei dipendenti e dei datori e si ripercuota positivamente sui profitti. L’articolo analizza quali solo i piccoli accorgimenti che un’azienda può implementare al suo interno per migliorare la produttività.

Lo studio riporta come secondo i dati dell’American Psychlogical Association, ogni anno sono spesi oltre 500 miliardi di USD negli Stati Uniti in farmaci contro lo stress. Inoltre, i dipendenti a causa del burnout si assentano da lavoro per un totale di 550 milioni di giorni l’anno, dal 60% all’80% degli incidenti sul lavoro sono causati dallo stress così come la maggior parte delle visite mediche.

Lavorare quindi sulla positività, aiuta a raggiungere grandi risultati e migliora il benessere. Un aspetto che è tenuto in considerazione da molte aziende, sempre più propense a prevedere luoghi di svago all’interno dei propri uffici.

Una cultura positiva in un ambiente di lavoro si basa, secondo l’articolo, sui seguenti principi:

Favorire i rapporti personali

Un impegno aziendale volto a favorire l’instaurazione di solidi rapporti tra colleghi è uno sforzo ben ripagato. Studi dimostrano che i dipendenti si ammalano con minore frequenza, tollerano meglio il disagio e anche l’impegno sul posto di lavoro ne trae beneficio.

Mostrare empatia

Per un datore di lavoro, impegnarsi nella comprensione delle esigenze dei propri dipendenti porta ad un miglioramento del benessere complessivo aziendale. Jane Dutton e colleghi del Compassion Lab dell’Università del Michigan hanno dimostrato come, datori di lavoro compassionevoli aiutano il dipendente nello sviluppo della resilienza nei momenti di particolare difficoltà.

Aiutare i dipendenti

Jonathan Haidt in una ricerca per la New York University, ha dimostrato come i leader che si sacrificano per i propri dipendenti hanno un maggior seguito e godono di maggiore fedeltà e fiducia.

Incoraggiare al dialogo

Un buon datore di lavoro è colui che incoraggia un dipendente ad esporre le proprie problematiche, incoraggia all’iniziativa personale ed è in grado di fornire un’adeguata formazione. Abilità che permettono di ottenere risultati migliori rispetto a stabilire barriere invalicabili tra datore e colleghi.

leave your comment


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *