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Lifelong learning come metodo di educazione permanente

Sono poco più di 40 su 100 i cittadini italiani laureati di età compresa tra 20 e 34 anni che secondo gli ultimi dati Eurostat hanno un regolare contratto di lavoro. Un dato ampiamente al di sotto della media europea dove coloro che lavorano sono 81 su 100.

Un dato che sembra dare consensi ad affermazioni spesso in voga tra i cittadini italiani, frasi quali: “studiare non serve a niente”, “studiare è inutile”.

La situazione lavorativa italiana è molto più complessa e non può essere esaurita in alcune frasi preconfezionate. I cambiamenti in atto nel mondo del lavoro richiedono sempre più un’attenzione verso i corsi di formazione utili a mantenere le conoscenze aggiornate durante il percorso lavorativo.

Questo capitolo analizzerà la così detta life long learning e risponderà al perché i giovani italiani sono tra i meno impegnati in un percorso lavorativo nonostante una laurea, fermo restando che è altresì vero che risultano tra i peggiori in Europa anche per livello di istruzione.

Studiare non serve a niente?

In un monologo per la piattaforma Ted, Tiziano Tassi, Co-fondatore di Caffeina una delle più importanti Digital Agency in Italia, in 13 minuti fornisce una chiave di lettura riguardo i percorsi di formazione che uno studente affronta prima di entrare nel mondo del lavoro.

Sono 18 gli anni che secondo lo Stato italiano servono per diventare maggiorenni, e sono sempre 18 gli anni che generalmente una persona impegna nel proprio percorso scolastico, dalle scuole elementari fino all’ottenimento di laurea specialistica. Perché gli stati avanzati, prevedono un obbligo scolastico?

La tipica risposta è “per trovare un lavoro e garantirsi un futuro”.

Il tema centrale sul quale invita a riflettere Tassi è il futuro e i mestieri digitali del futuro, quella parte di tempo che deve ancora avvenire, imprevedibile più che mai in questo periodo, ma caratterizzato dall’incertezza e dalle difficoltà anche per le generazioni precedenti.

La differenza sostanziale è che le generazioni attuali hanno un rapporto con il futuro che risulta più difficile da prevedere. In altre parole, il futuro segue un percorso meno lineare rispetto quello che ha contraddistinto i propri nonni e genitori.

Se fino a pochi decenni fa, avere un diploma e a maggior ragione una laurea fosse una garanzia pressoché certa di trovare lavoro, oggi le cose non stanno esattamente così. Studiare non basta, ma allo stesso tempo è necessario.

Tiziano Tassi si chiede e invita tutti a riflettere sui perché i percorsi scolastici e universitari una volta terminati non riescano ad essere garanzia di un posto di lavoro. La domanda è: le scuole preparano adeguatamente i giovani a fronteggiare gli aspetti pratici? Gli studenti incamerano informazioni, teorie, ma poi risultano inadatti e impreparati a ciò che il mondo del lavoro e le imprese richiedono e si aspettano da loro.

La pratica come confermano i dati è un requisito fondamentale richiesto dal mondo del lavoro. Conoscere la teoria non basta se poi non si è in grado di applicarla agli aspetti e alle tematiche quotidiane. Un’azienda oggi è più interessata alla pratica e alle soft skills come la leadership e la capacità di lavorare in un team piuttosto che ad un certificato che attesti il percorso di studio.

Un giovane per non trovarsi impreparato nel momento in cui dovrà cercare un lavoro, è necessario che sia motivato a creare, sperimentare idee e progetti. È compito delle scuole e delle Università fornire ai propri studenti gli strumenti per comprendere cosa vuol dire lavorare in un team, quali sono le difficoltà che bisogna superare prima di raggiungere il successo, e come questo si ottenga anche passando attraverso il fallimento.

Orientamento e formazione

La formazione di una persona non si esaurisce dopo il conseguimento di un titolo di studi. È il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che evidenzia e propone a quali canali potersi rivolgere per poter aumentare il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze.

Sono individuate quattro modalità di formazione che variano a seconda dell’età e dell’esigenza:

  • Formazione professionale iniziale come diritto – dovere
  • Formazione tecnica superiore
  • Formazione continua
  • Formazione permanente (lifelong learning)

Formazione professionale iniziale come diritto – dovere è sancito dall’articolo 34 della Costituzione ed è stabilito per legge l’obbligo formativo fino a 16 anni. Il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione deve essere assolto o attraverso il sistema scolastico di durata quinquennale o attraverso il sistema regionale di istruzione e formazione professionale di durata triennale o quadriennale. Quest’ultimo è un percorso volto al conseguimento di una qualifica o di un diploma professionale.

L’obbligo di formazione può essere altresì assolto attraverso i percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Formazione tecnica superiore è un canale formativo che ha l’obiettivo di agevolare l’accesso dei giovani al mondo del lavoro e di formare adulti occupati e non. Un servizio che garantisce l’acquisizione di competenze tecniche di alto livello in grado di rispondere alle esigenze professionali richieste dal mercato del lavoro. Le possibilità di formazione previste sono due, entrambe prevedono un periodo da dedicare al tirocinio.

I percorsi di IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) hanno durata annuale e permettono di conseguire una specializzazione professionale di quarto livello EQF.

I percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori) hanno durata di due o tre anni e permettono di ottenere la qualifica di “Tecnico superiore” di quinto livello EQF.

Formazione continua è un percorso che ha come obiettivo quello di migliorare le competenze professionali dei lavoratori in età adulta. Le aziende possono utilizzare i Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione dei propri dipendenti. I fondi trovano le risorse grazie al gettito generato di contributi integrativi dovuti per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria che i datori di lavoro versano all’INPS come stabilito dalla legge 845/1978.

Formazione permanente (lifelong learning) è un servizio mirato ad aumentare le conoscenze, le capacità e le competenze di un lavoratore. I tipi di apprendimento previsti sono tre:

Formale: consiste in un percorso di studi per la formazione e l’istruzione promosso dagli enti pubblici.

Non formale: consistono in attività dedicate all’apprendimento ma che non prevedono il rilascio di qualifiche o diplomi riconosciuti.

Informale: prevedono tutte le forme di apprendimento conseguite durante le situazioni di vita quotidiana, sia durante il lavoro sia durante il tempo libero.
Il lifelong learning è un sistema che punta a creare una rete tra le scuole, gli enti di formazione, le università, i centri per l’istruzione degli adulti, le camere di commercio, le imprese e i sindacati al fine di avere degli standard condivisi in termini di competenze e conoscenze necessarie a seconda del contesto lavorativo di riferimento.

A livello europeo si può fare riferimento al Quadro delle qualifiche e dei titoli per l’apprendimento permanente.

Un focus sul Lifelong learning (o l’apprendimento permanente o apprendimento continuo)

L’acquisizione di nuove competenze e conoscenze al fine di venire incontro alle esigenze richieste dal mercato del lavoro sono disciplinate a livello comunitario dall’EQF (European qualification network).

È un programma di riferimento che mette in contatto i sistemi e i programmi nazionali in ambito di specializzazioni e qualifiche presenti negli Stati membri dell’Unione Europea.

L’EQF nello specifico è una griglia composta da otto livelli dove sono catalogate in ordine di complessità le qualificazioni rilasciate dagli enti predisposti.
L’obiettivo dell’EQF è quello di fornire un quadro chiaro e trasparente sul contenuto delle qualificazioni rilasciante, così da poter dare al lavoratore e all’impresa uno strumento di misura definito su base europea riguardo ciò che un individuo ha appreso ed è in grado di fare. Uno strumento che mira a raggiungere un duplice scopo:

Promuovere la mobilità all’interno del territorio europeo al fine di condividere le best practices.

Favorire la comprensione alle aziende del valore della qualifica conseguita da un lavoratore.

I soggetti a cui si rivolge il programma sono gli operatori politici e le istituzioni, i lavoratori e le imprese, gli organi predisposti all’educazione professionale e alla formazione, i singoli individui che grazie a questo strumento hanno maggiori e migliori opportunità formative e di conseguenza lavorative.

L’EQF è bene precisare non è un organo predisposto al rilascio di una qualifica che rimane compito degli enti competenti. Il suo compito è esclusivamente quello di descrivere e catalogare il tipo di qualifica conseguita.

In uno studio condotto dal prof. emerito della Stirling University si evidenziano i risvolti che un lavoratore ha se decide di proseguire i processi legati all’apprendimento in età adulta.

Quello dell’apprendimento permanente è un tema che sempre più negli ultimi anni è stato oggetto di interesse. Lo studio si concentra sul comprendere i benefici economici e non, derivanti da questo tipo di approccio.

Dalle ricerche condotte si evince che l’apprendimento permanente influenza fattori economici quali il reddito e l’occupazione. In Gran Bretagna evidenze dimostrano che quando i datori di lavoro forniscono ai propri dipendenti un percorso per migliorare le proprie competenze e la formazione, questi riescono ad ottenere in media un aumento dello stipendio, rispetto chi non aderisce ai suddetti programmi. Un guadagno maggiore che si attesta tra l’8 e il 10%.

Tuttavia, i dati contrastano con quanto evidenziato negli studi condotti da Ekström nel 2003 e Albrecht nel 2007 che dimostrano un impatto scarso o quasi nullo sui redditi. Un’altra ricerca condotta in Canada da Zhang e Palameta nel 2006 ha invece confermato che i lavoratori che hanno partecipato a corsi per la formazione hanno avuto evidenti aumenti in termini di salario. Lo studio ha altresì evidenziato che i benefici salariali sono riscontrabili soprattutto negli uomini e nelle giovani donne.

Apprendimento e benessere

Evidenze confermano come ci sono buone ragioni per considerare il benessere fisico e mentale come uno dei risultati più importanti che derivano da un percorso di apprendimento costante anche in età avanzata.

Partendo dal punto di vista di uno studente, intraprendere un percorso extra-scolastico che dia gli strumenti necessari per affrontare il mondo del lavoro, permette di avere una visione positiva verso il futuro e di sviluppare un senso delle proprie capacità. Il benessere è inteso anche come un miglior stato di salute, un maggior impegno nelle attività sociali e civili e una maggiore resilienza per far fronte alle crisi esterne (Cooper et al 2010).

I ricercatori hanno dedicato molti studi sul benessere derivante dai percorsi di apprendimento, come questo può avere un impatto sullo sviluppo personale, sulla fiducia e sull’autostima. Altri studi si sono concentrati sui risvolti positivi in termini di guadagni e occupabilità. In entrambi i casi, la maggior parte delle evidenze rilevano una correlazione positiva tra l’apprendimento e il benessere che a loro volta si trasmettono sulla salute mentale.

Questi risultati dovrebbero essere particolarmente analizzati dalle istituzioni e dai politici, puntare sulla formazione infatti, è un modo efficace per influenzare i livelli di soddisfazione personale e benessere economico di una popolazione. Tuttavia, le ricerche evidenziano altresì che alcune persone in alcune circostanze, provano sentimenti di stress e ansia associati ai risultati da raggiungere attraverso i percorsi di formazione.

Quali sono i corsi di formazione più utili per trovare lavoro?

Se il desiderio è quello di innovare la propria carriera frequentando un corso di formazione, può essere utile sapere quali sono i profili maggiormente ricercati dalle aziende.

Ottenere una certificazione può essere una scelta determinante, indipendentemente dall’età. Come si è visto fin ora, al fine di mantenersi al passo con le richieste del mercato del lavoro limitarsi ai titoli conseguiti durante il percorso di studi non basta.

Una delle vie più sicure per avere la certezza di conseguire una certificazione di indiscusso valore è iscriversi ad un corso di alta formazione e formazione promosso da un ente accreditato o da un’Università come ad esempio quelli promossi dalla Università Sapienza di Roma.

La durata di suddetti corsi è variabile, può durare da alcuni mesi ad anni. Di solito le Università permettono di conciliare i percorsi di formazione con la vita lavorativa, prevedendo lo svolgimento durante i fine settimana o in orari serali.

A seconda delle attitudini e del background personale si riporta una lista di specializzazioni che hanno alte probabilità di garantire l’ottenimento di un posto di lavoro una volta conseguite.

Sicurezza dei sistemi informatici: i professionisti in grado di garantire la sicurezza di un sistema informatico sono e saranno una professione sempre più richiesta a causa dell’aumento di hackers che violano i sistemi informatici alla ricerca di dati sensibili. La protezione dei dati per un’azienda è di fondamentale importanza sia per trasmettere fiducia verso chi si affida ai propri servizi sia perché la fuoriuscita di dati privati comporta gravi conseguenze in sede giuridica.

Chi decide di intraprendere questo tipo di formazione è necessario che abbia già una certa dimestichezza con il mondo dell’informatica .

  1. Settore assicurazioni: è una professione che richiede competenze e che permette di mediare tra la vita in ufficio e la vita all’aria aperta. Specializzarsi nel settore delle assicurazioni permette di stimare correttamente quali servizi e formule assicurative proporre ad un cliente.
  2. Manutenzione dei sistemi di allarme: la tecnologia sempre più sta portando a sistemi per la sicurezza all’avanguardia in grado di proteggere edifici ed abitazioni. Sono sistemi che richiedono una verifica costante, spesso dotati di telecamere e sensori di movimento. Specializzarsi nell’installazione di questo tipo di sistemi garantisce il saper svolgere una professione che in futuro continuerà ad essere richiesta. Il bisogno di sicurezza e protezione è un’esigenza di cui difficilmente faremo a meno in un futuro prossimo.
  3. Interprete e traduttore di cinese e indiano: la Cina e l’India sono due grandi paesi in costante sviluppo, sempre più vicini ai mercati occidentali. Se già si ha dimestichezza con le lingue, ottenere una certificazione in uno o entrambe le suddette lingue garantirà un lavoro pressoché sicuro e ben retribuito.
  4. Corso per lo sviluppo di E-commerce: l’evoluzione del Digital marketing sta facendo sì che sempre più attività hanno l’esigenza di avere una vetrina online che permetta di vendere i propri servizi e prodotti. La gestione di un e-commerce è un’attività dal futuro roseo, che vedrà una sempre maggiore richiesta di professionisti specializzati in questo settore.
  5. Assistenza agli anziani: i così detti OSS (Operatori sociosanitari) in una popolazione che vedrà l’età media progressivamente alzarsi nei prossimi anni, sono un’attività che avrà sempre più richiesta di figure specializzate. Tra i compiti principali vi sono la somministrazione di pasti, le cure igieniche e la pulizia degli ambienti.
  6. Settore risorse umane: sebbene per questa professione è di base richiesta almeno una laurea, anche un corso di formazione può essere sufficiente per vedersi accettata la propria candidatura. I compiti previsti sono nell’ambito della selezione e del reclutamento del personale, nella definizione dello sviluppo delle carriere e dei compensi.
  7. Certificazioni TLC (Telecomunicazione): figure competenti per la gestione e realizzazione di impianti in fibra ottica, in grado di fornire un’assistenza in caso di guasti, sono già oggi figure molto ricercate dalle aziende di telecomunicazione. Un corso di formazione in questa direzione permette di acquisire conoscenze su diverse tecnologie quali architetture FTTx, VDLS, VLAN, funzionamento degli applicativi GIS e degli apparati Huawei e Cisco.
  8. Corso in dattilografia su Computer: una specializzazione nella così detta Keyboard Live permette di presentarsi come una persona esperta di computer in grado di scrivere ad alta velocità e precisione, senza neanche dover guardare la tastiera. Un attestato spesso riconosciuto in grado di far ottenere un punteggio più alto nelle graduatorie.

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