Le cinque domande più strane fatte nei colloqui di lavoro

Maggio 10, 2019 0 Comments

Come si prepara un panino con burro di arachidi e gelatina? Cosa faresti se trovassi un pinguino nel congelatore? Quanti metri quadrati di pizza vengono consumati ogni anno nel mondo?

Le domande sembrano assurde, ma sono state tutte chieste in interviste reali e professionali. Non sembra, ma queste strane domande potrebbero anche essere state le più decisive per l’intero processo di selezione.

Questo perché i datori di lavoro ad oggi sanno che i candidati possono aver elencato nel loro curriculum diverse abilità come il pensiero critico, la creatività e la capacità di lavorare sotto pressione, ma nella realtà il modo migliore per testare queste abilità è spesso attraverso domande apparentemente assurde e inaspettate.

Inoltre, in un’epoca in cui i candidati possono ricercare, anticipare e preparare le probabili domande per un’intervista, le domande inaspettate e incomprese spesso sono le più interessanti da analizzare e rivelatrici.

Secondo Michael Pearce, reclutatore di Addison Group,”Questo tipo di domande, che sembrano strane per un colloquio di lavoro, consentono di immergersi completamente nel modo di ragionare e nel pensiero di un candidato, oltre a valutare la loro personalità”.

Qual è il tuo gioco da tavolo preferito?

Pearce afferma che quando valuta i candidati chiede solitamente di nominare il gioco da tavolo che preferiscono, spiegando che la loro risposta spesso rivela moltissimo sulla loro personalità e forza professionale rispetto quello che viene scritto nel curriculum. “Ad esempio, se un candidato sceglie Risiko, mi viene evidenziato che sono metodici e strategici inserendosi lavorativamente meglio in un ruolo che richiede quell’insieme di caratteristiche”.

Come si prepara un panino con burro di arachidi e gelatina?

Quando i reclutatori fanno domande a risposta aperta, Pearce dice, che spesso non c’è una risposta sbagliata. Ad esempio, Pearce dice che un cliente ha chiesto di domandare a ciascun candidato come preparare un panino con burro di arachidi e gelatina, questo perché “cercavano in modo specifico che le persone fossero il più descrittive possibile”, afferma, aggiungendo che il ruolo richiedeva forti capacità di comunicazione.
Pearce spiega che l’azienda “cercava di vedere se il candidato includeva un processo passo-passo e che fosse in grado di spiegare la preparazione del panino a chi non ha mai sentito parlare di un panino al burro di arachidi e gelatina”.

Qual è il tuo cibo preferito per la colazione e perché?

Anche Scott Dobroski, direttore senior per la comunicazione aziendale di Glassdoor, fa una distinzione tra due diverse categorie di domande che possono sembrare stravaganti.

Dobroski, spiega che le domande a risposta aperta sono spesso intese a testare la creatività e il pensiero critico, mentre altre domande di tipo quantitativo sono create per controllare come il candidato sotto pressione riesce a risolvere i problemi.

In entrambi i casi, tuttavia, Dobroski afferma che i responsabili delle assunzioni sono spesso più interessati al processo di pensiero dietro la risposta che alla risposta stessa.

Chiedere quale è il tuo cibo preferito per la colazione e perché consente di capire come da una cosa che sembra bizzarro si riesce a metterlo in relazione con il posto di lavoro e chi sei come dipendente e quale valore aggiunti hai rispetto ai candidati concorrenti. In aggiunta, le domande aperte consentono di capire la personalità del candidato e comprendere come si possa adattare alla cultura aziendale.

Quante matite puoi inserire in questa stanza?

Allo stesso modo, le domande quantitative intendono evocare una spiegazione dettagliata, ma tentano di rivelare come il candidato affronta le sfide sotto pressione piuttosto che qualcosa sulla loro personalità.

Dobroski dice “quello che si cerca non è una risposta di poche parole, ma di capire come ad alta voce il candidato raggiunge una soluzione, questo perché è quello ogni giorno facciamo mentre stiamo lavorando”. “Ci troviamo di fronte a sfide pianificate e non pianificate, e la soluzione dei problemi è una risorsa in ogni lavoro”. Le domande quantitative consentono ai selezionatori di capire anche quali domande e quanto tempo il candidato utilizza prima di arrivare ad una soluzione. Alcune domande che un candidato può fare per trovare la migliore soluzione sono domande come “Sono matite di dimensioni standard?”, “Qual è lo spessore della matita?” oppure “Posso usare qualcosa per tagliare le matite?”.

Quale colore vorresti essere in una scatola di matite colorate? Perche?

Alison Doyle spiega che non è possibile anticipare questo tipo di domande, questo perché la migliore strategia è ascoltare e capire la domanda e poi rispondere. Inoltre, a questo tipo di domande bisogna semplicemente far capire all’intervistatore che si riesce a gestire lo stress, che si rimane composti e che si ha la capacità di argomentare la risposta con cognizione di causa e che non esiste una risposta corretta.

E ricordatevi che le risposte possono essere assurde come le domande stesse, la cosa importante è che dietro alla risposta sia dimostrato il pensiero logico della risposta stessa.

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