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I consigli per l’isolamento da chi ha vissuto nello spazio

Essere rinchiusi a casa può essere una sfida. Chi ha trascorso un intero anno sulla Stazione Spaziale Internazionale, può confermare come non sia stato facile. Quando andava a dormire, era ancora al lavoro. Quando si svegliava, era ancora al lavoro. Volare nello spazio è probabilmente l’unica occupazione che non puoi assolutamente interrompere.

Tuttavia, durante il periodo trascorso in una missione spaziale, si possono imparare diverse cose utili da condividere in un momento come questo, ora che tutti saremo bloccati a casa per aiutare a fermare la diffusione del coronavirus.

Ecco alcuni consigli per vivere in isolamento, tratti dall’esperienza di qualcuno che lo ha già fatto.

Segui un programma

Alla stazione spaziale, tutto il tempo dev’essere programmato, dal momento in cui ci si sveglia fin quando si va a dormire. A volte questo tempo può includere una passeggiata nello spazio che dura fino a otto ore; altre volte, si tratta di un compito di cinque minuti, come dare un’occhiata ai fiori sperimentali che si fanno crescere nello spazio.

Vedrai che seguire un piano aiuterà te e la tua famiglia ad adattarsi a un diverso ambiente lavorativo e familiare.

Quando un astronauta torna sulla Terra, e perde la struttura del tempo adottata nello spazio, trova molto più difficile vivere senza questa organizzazione.

Fai delle pause

Quando vivi e lavori nello stesso spazio per molti giorni, il lavoro può invadere tutta la tua vita se glielo permetti. Quindi chi ha vissuto nello spazio, ha preso appositamente delle pause perché sapeva di dover rimanere lì per un lungo periodo, esattamente come accade nella situazione attuale.

Prenditi del tempo per attività divertenti: l’astronauta nello spazio racconta come si prendesse delle pause ricreative con i compagni d’equipaggio per delle serate cinema, con tanto di snack, per vedere tutta la serie di Game of Thrones, anche due volte di fila.

Inoltre, non dimenticare di includere nel tuo calendario un tempo costante per andare a dormire. Gli scienziati della NASA studiano attentamente il sonno degli astronauti quando si trovano nello spazio e hanno scoperto che la qualità del sonno è legata alla cognizione, all’umore e alle relazioni interpersonali, che sono essenziali per completare una missione spaziale, come una quarantena domestica.

Esci dalle tue quattro mura

Una delle cose che mancava maggiormente agli astronauti nello spazio era sicuramente uscire all’aria aperta. Restare rinchiusi in un piccolo spazio per mesi, porta a desiderare la natura: il colore verde, l’odore della terra fresca e la sensazione del sole caldo sul viso.

Per l’esperienza di isolamento degli astronauti l’esperimento sui fiori è diventato più importante di quanto si potesse immaginare. Ad alcuni invece piaceva riprodurre ripetutamente una registrazione con suoni della terra, come i suoni degli uccelli, il suono degli alberi quando scossi dal vento e persino quello delle zanzare. Questo tipo di stimolazione uditiva può aiutarti a ritornare sulla Terra, (tanto che a volte alcuni astronauti schiaffeggiavano le orecchie per scacciare delle zanzare immaginarie).

Per un astronauta, uscire è una missione pericolosa che richiede giorni di preparazione, quindi nella situazione attuale apprezza il valore di poter uscire ogni volta che vuoi per fare una passeggiata senza la necessità di indossare una tuta spaziale.

La ricerca ha dimostrato che trascorrere del tempo immersi nella natura è benefico per la nostra salute mentale e fisica, esattamente come dell’esercizio fisico.

Non è necessario allenarsi due ore e mezza al giorno, come fanno gli astronauti sulla stazione spaziale, ma spostarsi una volta al giorno dovrebbe far parte di ogni buon programma di quarantena (rispettando sempre la distanza di due metri dagli altri).

Hai bisogno di un hobby

Quando sei bloccato in un piccolo spazio hai bisogno di una via di fuga diversa dal lavoro o dalla manutenzione del tuo spazio vitale.

Alcune persone sono sorprese nell’apprendere che gli astronauti si portano dei libri nello spazio. La distrazione silenziosa fornita da un libro fisico – qualcosa non soggetto a nessuna notifica o che ti dia la possibilità di aprire un’altra scheda come accade per la navigazione internet – è inestimabile.

Considera quindi che molte librerie di piccole dimensioni offrono la consegna degli ordini a casa per questo periodo, questo significa che è possibile supportare un’azienda locale e, allo stesso tempo, garantirsi un periodo di disconnessione, che non solo è utile ma addirittura necessario.

Per staccare puoi anche esercitarti in uno strumento musicale (alcuni astronauti hanno acquistato dei corsi di chitarra digitale online), o in qualche altro progetto artistico. Gli astronauti impiegano del tempo per fare tutto questo mentre sono nello spazio. (Ricordi la famosa versione dell’astronauta canadese Chris Hadfield di “Space Oddity” di David Bowie?).

Scrivi un diario

La NASA studia gli effetti dell’isolamento sull’uomo da decenni e una scoperta sorprendente è stata il valore del tenere un diario giornaliero. Durante le missioni annuali molti astronauti hanno dedicato del tempo a scrivere delle proprie esperienze quasi ogni giorno.

Se ti rendi conto che stai registrando solo eventi quotidiani (che, in questo contesto, possono essere ripetitivi), è meglio provare a descrivere ciò che stai vivendo attraverso i tuoi cinque sensi o scrivere qualcosa basato sui tuoi ricordi.

Anche se non finisci per scrivere un libro basato sul tuo diario (come capitato ad alcuni astronauti), scrivere ciò che accade nei tuoi giorni ti aiuterà a mettere la tua esperienza in prospettiva e ti permetterà di guardare oltre agli avvenimenti che hanno causato questo momento unico della storia.

Prenditi del tempo per rimanere in contatto

Nonostante tutte le responsabilità connesse alla propria carica, anche un comandante di una stazione spaziale, non rinuncia mai a tenersi in contatto con amici e familiari attraverso lo strumento della videoconferenza.

Gli scienziati hanno infatti scoperto come l’isolamento totale sia dannoso non solo per la nostra salute mentale, ma anche per la nostra salute fisica, in particolare il nostro sistema immunitario.

La tecnologia rende più facile che mai rimanere in contatto, quindi vale la pena prendersi del tempo per connettersi con qualcuno ogni giorno. Potrebbe aiutarti non solo mentalmente ma anche a combattere fattivamente il virus.

Scott Kelly – Astronauta della NASA

Ascolta gli esperti

La maggior parte dei tuoi problemi non è così difficile come la scienza spaziale con cui si misura un astronauta in isolamento; tuttavia, quando lo sono, è importante consultare gli esperti.

Vivere nello spazio insegna molto sull’importanza nel fidarsi dei consigli di persone più competenti su determinate materie, fossero esse scienza, ingegneria, medicina o il design di una stazione spaziale incredibilmente complessa, necessaria per restare in vita in una missione spaziale.

Soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo ora, è utile capire il valore della competenza e dell’esperienza degli esperti e di conseguenza ascoltarli. I social media o altre fonti non possono fornire informazioni certificate e aiutano a diffondere disinformazione nello stesso modo in cui una stretta di mano trasmette un virus, rendendo necessaria la ricerca di fonti attendibili delle notizie, come l’ Organizzazione mondiale della sanità e il Centro per Risorse su Coronavirus della Johns Hopkins University.

Siamo tutti connessi

Vista dallo spazio, la Terra non ha confini. La diffusione del coronavirus ci mostra che le cose che condividono gli esseri umani sono molto più potenti di ciò che li tiene lontani, sia nel bene che nel male. Tutte le persone sono inevitabilmente interconnesse e maggiore coesione ci sarà nella risoluzione dei nostri problemi, e meglio sarà.

Uno degli effetti collaterali del vedere la Terra dalla prospettiva dello spazio, almeno per un astronauta, è quello di provare più compassione per gli altri.

Indifesi come ci sentiamo rinchiusi a casa, ci sono sempre cose che possiamo fare: alcune persone leggono fiabe ai bambini attraverso le videochiamate, donano il loro tempo e il loro denaro ad enti di beneficenza su Internet, oppure eseguono commissioni per anziani o vicini con un sistema immunitario indebolito.

I benefici che ne derivano per il volontario sono grandi quanto quelli per le persone che ricevono l’aiuto.

La storia ha visto gli umani lavorare insieme per superare le sfide più complesse che si possano immaginare e anche questa volta saremo in grado di superare il momento di difficoltà se tutti faranno la propria parte lavorando in gruppo.

Oh, e come ultimo consiglio utile per questo periodo di quarantena, lavati spesso le mani!

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