Aprire un’attività in proprio: idee e consigli

Sarebbe il sogno di molti. Poter mollare tutto e mettersi in proprio, diventando i veri capi di sé stessi. Ovviamente come in molti lavori e situazioni professionali, questa condizione nasconde dei pro e dei contro che devono essere valutati prima di assumere ogni decisione in tal senso. E naturalmente per decidere in maniera consapevole, è bene conoscere nel dettaglio tutto quello che serve sapere prima di affrontare un’esperienza lavorativa in proprio.

Vi sono moltissimi aspetti da tenere in considerazione, da quelli più pratici e burocratici a quelli più inerenti alla sfera personale e di attitudini.

Vediamo di fare un sunto di tutto quello che c’è da sapere per fornire una guida di massima a chi spera di diventare imprenditore di sé stesso, fornendo consigli e spunti utili per avviare delle attività di successo.

Mettersi in proprio: alcune idee

aprire la propria attività

Prima di tutto dobbiamo avere chiaro cosa vogliamo fare, per avere davanti a noi un percorso preciso e ben delineato. La confusione è assolutamente nemica di questo tipo di attività.

La prima cosa da fare è quindi partire da un’idea che possa essere fruttuosa, e farla crescere con il passare del tempo e dell’impegno profuso. Esempi se ne possono trovare a decine riguardo ad idee brillanti che sono sfociate in attività di successo. In ogni periodo ci sono settori dove lo spazio per emergere è maggiore, e la bravura sta proprio nell’individuare quelli giusti. Ecco quindi alcune idee valide per provare ad avviare un’attività di successo nel prossimo futuro.

Servizi

Le attività nei servizi hanno il vantaggio che spesso non devono essere sostenute da un grande investimento iniziale, in quanto non si tratta di lavori dove bisogna produrre qualcosa di materiale, ma si mettono a disposizione tempo e competenze. Tranne per i casi dove sono richiesti permessi o abilitazioni, basterà davvero poco per offrire i propri servizi al mercato.

  • Aprire una Società di Servizi alle PMI
  • Aprire un micronido
  • Aprire un patronato/CAf
  • Aprire un ufficio postale privato
  • Aprire una scuola privata

Alimentari e ristorazione

Il campo della ristorazione e dell’alimentari è un grande classico in Italia soprattutto, dove però la concorrenza è alta ed estremamente qualitativa. Discorso nettamente diverso se valutiamo l’opportunità nell’ottica di un’attività all’estero. Occhio anche imprese che fanno dell’import export il loro business principale.

  • Aprire un bar
  • Aprire un panificio
  • Aprire una yogurteria
  • Rivendita di capsule di caffè
  • Avviare un agriturismo
  • Aprire un ristorante vegetariano
  • Aprire un fast food
  • Aprire una pizzeria
  • Aprire un frantoio oleario
  • Aprire un caseificio

Viaggi e tempo libero

Un settore in qualche maniera affine a quello della ristorazione che potrebbe dare delle soddisfazioni se ben gestito. Si tratta di fornire soluzioni e attività da svolgere per il tempo libero, ma in alcuni casi la strada potrebbe essere impervia per via dei permessi come nel caso dei locali. Sicuramente in questo caso si devono fare degli investimenti più corposi.

  • Aprire un’agenzia di viaggi
  • Aprire un locale notturno
  • Aprire un vivaio
  • Franchising parrucchieri
  • Aprire un centro scommesse sportive

Mettersi in proprio senza soldi

Chiaramente gli esempi appena visti sono piuttosto classici in molti casi, e non sono pochi gli esempi di chi lascia un lavoro, magari stabile, per aprire un’attività soprattutto nel campo della ristorazione. Molti degli esempi appena portati hanno però la necessità di avere alle spalle dei risparmi da investire, cosa di non poco conto se pensiamo che spesso si cerca di aprire un’attività per dare una svolta anche economica alla propria vita. Pertanto al giorno d’oggi sono fondamentali gli spunti che possono arrivare nel consigliare l’apertura di attività in proprio a costo zero o quasi, dove con un investimento iniziale davvero minimo si può pensare di mettere sul mercato il proprio prodotto o servizio.

L’avanzamento tecnologico in questo senso ha avvicinato questa possibilità, rendendo in qualche maniera più democratico l’accesso alle attività in proprio di quanto non lo fosse precedentemente. Alcuni esempi interessanti di questa tendenza sono:

Servizi di web marketing

Sempre più spesso le aziende si affidano a società per la loro comunicazione esterna e per la loro promozione. Sul web questa pratica è relativamente nuova, e non tutte le agenzie di comunicazione sono state in grado di riconvertirsi a tale cambiamento. Anche il vuoto formativo lasciato dalle università della comunicazione negli scorsi decenni, ha favorito la nascita di figure che con corsi mirati e specializzati sono riuscite a formarsi adeguatamente per fornire questi servizi. Lavorando da freelance il più delle volte, lo spazio per un’attività come questa è ancora abbastanza aperto, e l’investimento iniziale per fornire i propri servizi è davvero irrisorio e alla portata di tutti.

Marketer online

Si tratta di mettere a frutto le proprie capacità e competenze nel campo della creazione di testi e contenuti per il web, finalizzati a vendere dei prodotti. Con il sistema di affiliazioni (il più famoso quello di Amazon) si può anche generare un grosso profitto. Nella pratica si svolge l’attività di rappresentante per una miriade di prodotti attraverso dei contenuti ottimizzati per farli trovare in rete alle persone interessate, e si guadagna una percentuale da ogni vendita generata dal proprio contenuto.

Dropshipping

Un sistema di vendita basato sempre sul commercio online. Si tratta di veri e propri negozi virtuali, dove l’utente che s’impegna in questa attività non possiede materialmente ciò che vende ma si appoggia ad una piattaforma che gestisce il magazzino e la spedizione. Se si hanno basi solide di conoscenze della vendita al dettaglio e all’ingrosso, questa può essere un’opportunità molto profittevole, che può generare guadagni senza troppi sforzi. Bisogna comunque legare il successo di queste imprese a delle strategie di marketing online molto precise, per avere opportunità di successo.

Aprire un Franchising a costo zero

Questa fa parte di un’opportunità più classica, che ha visto il suo massimo splendore nei decenni precedenti, ma che ancora oggi risulta una delle opportunità più ricercate da chi vuole mettersi in proprio. Vi sono dei particolari accordi di aperture di negozi in franchising che non richiedono investimenti iniziali, ma che si basano su una quota mensile fissa di rimborso alla casa madre che ha compiuto l’investimento iniziale. Si tratta in pratica di un pagamento delle spese iniziali differito nel tempo, ma permette di avviare la propria attività con costi estremamente contenuti.

Consigli per mettersi in proprio

Ora che abbiamo visto alcune idee di base, e quelle più moderne ed economiche per avventurarsi nel lavoro in proprio, passiamo ad alcuni consigli utili per l’apertura dell’attività, in modo da capire se questa forma di lavoro si addice alle nostre caratteristiche e peculiarità personali.

Soprattutto quando si decide di cambiare totalmente vita, e di lasciare un lavoro stabile per buttarsi verso uno in autonomia, dobbiamo avere chiari alcuni concetti che torneranno utilissimi nella nostra nuova esperienza.

Avere consapevolezza di quello che ti aspetta

Le differenze tra lavoro dipendente e in proprio sono enormi. Prima di tutto la sicurezza lavorativa sarà molto più fragile e si dovrà convivere con questa condizione. Inoltre anche gli orari, che potranno essere molto più flessibili in meglio, avranno anche il rovescio della medaglia e le molte cose da fare potrebbero impegnarti molto più tempo di quello che facevi da dipendente

Avanzare per gradi

Non bisogna avere fretta di fare tutto e subito. Il consiglio di base è quello di sperimentare le cose su piccola scala prima di trovarsi nella dannosa condizione di fare il famoso passo più lungo della gamba

Stabilire la forma giuridica della tua futura impresa

Ditta individuale, Sas, Snc, Srls, Srl, Spa. Ci sono diverse forme giuridiche con regimi fiscali e contabili diversi tra cui scegliere in base al tipo di attività e al fatturato previsto.

  • La ditta individuale è sicuramente la meno onerosa per iniziare un piccolo business. Il regime fiscale è agevolato e la gestione contabile è semplificata. In questo caso l’imprenditore è illimitatamente responsabile verso terzi e creditori a cui, qualora fosse necessario, dovrà rispondere con il proprio patrimonio.
  • Società di persone (Snc, Sas, SS): contabilità semplificata e quindi minori adempimenti amministrativi. Permane la responsabilità illimitata dei soci.
  • Società di capitali (Srls, Srl, Spa): in questo caso c’è una separazione tra patrimonio personale dei soci e capitale investito. L’amministratore unico è il responsabile della gestione e dei rapporti con creditori e terze parti. La contabilità (ordinaria) è più dispendiosa sia in termini economici che di tempo. Formule consigliate per attività ad alto rischio e/o con elevati investimenti iniziali.

Appoggiarsi ad un commercialista fidato in questa fase è fondamentale per la buona riuscita dell’attività. E questa dovrà essere anche la prima azione concreta da fare prima di partire con la propria impresa.

Fare un piano di business

Avere le idee chiare è imprescindibile. Capire in anticipo quali potranno essere le criticità e i futuri problemi è fondamentale. Inoltre un business plan è utile per capire quali sono le reali forze economiche di cui possiamo disporre e cosa possono potenzialmente generare. In pratica questo piano ci aiuta a capire se la nostra idea sarà facilmente sostenibile dal punto di vista finanziario.

Accedere a finanziamenti

L’ultimo consiglio riguarda la parte più spinosa. Gli investimenti iniziali talvolta possono essere un cruccio, ma esistono molte vie per provare a trovare di volta in volta i giusti aiuti per investire nella propria attività Oltre alle classiche banche, che però hanno ristretto di molto l’accesso al credito soprattutto per le nuove micro imprese, si possono trovare bandi, concorsi, e piani di supporto economico ad alcune attività Ad esempio molto spesso si supportano le imprese agricole in fase di startup, per l’acquisto di macchinari, e questo tipo di risorse sono fornite da enti privati e pubblici diversi dalle banche.

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