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Anno sabbatico

L’anno sabbatico in inglese Gap Year, Year Out o career break, è un periodo di pausa non retribuito che un lavoratore può richiedere in forma scritta al proprio datore di lavoro. In Italia questo periodo è disciplinato dalla legge n. 53 del 2000 introdotta dall’allora Ministro della Solidarietà Sociale, Livia Turco. La legge prevede la possibilità di assentarsi dal proprio lavoro per motivi quali: il congedo parentale, la maternità, per sostenere corsi di formazione o per gravi motivi di salute.

Tuttavia, l’espressione anno sabbatico è utilizzata nel gergo comune per descrivere un periodo di tempo che un individuo si concede, prima di prendere una decisione determinante per la propria carriera professionale. In particolar modo è molto utilizzata dai giovani, i quali dopo aver terminato il percorso di studi, non è inusuale che decidano di concedersi un periodo da dedicare alla propria formazione, viaggiando o intraprendendo opere di volontariato.

In questo articolo si vedrà da dove nasce l’espressione “anno sabbatico”, quali sono i motivi che spingono le persone verso questa decisione, si esplorerà il contenuto della legge n.53 del 2010, e si forniranno utili consigli per tutti coloro che hanno intenzione di concedersi un periodo diverso nella propria vita. Infine, verranno proposti serie di programmi dedicati ai quali è possibile aderire e un approfondimento sulla letteratura scientifica presente.

Cos’è l’anno sabbatico

Chi ha inventato questa espressione? Perché si dice anno sabbatico? Sebbene i giovani di oggi intendano il Gap Year come un periodo di vacanza, lontano da ogni tipo di impegno, è bene specificare che l’anno sabbatico in particolar modo nella cultura anglosassone è un periodo molto importante, utile ad arricchire e formare una persona.

L’etimologia dell’aggettivo sabbatico deriva dal latino sabbatĭcus e fa riferimento al sabato, il giorno di riposo nella fede ebraica. L’espressione ha un’origine religiosa, nasce nel V secolo a.C., secondo la tradizione ebraica era un periodo di tempo nel quale, per onorare Dio e nel rispetto delle leggi Mosaiche, i campi venivano lasciati a riposo, i debiti condonati e gli schiavi liberati. Era compito del creditore provvedere al mantenimento dello schiavo, fornendogli le risorse necessarie per riprendere la vita da libero cittadino. L’aggettivo sabatico con una sola B è altresì corretto anche se poco utilizzato.

Oggi in Italia, nello specifico la legge 53 del 2000 nasce con l’obiettivo di creare un giusto compromesso tra il tempo che una persona impiega per il proprio lavoro e il tempo da dedicare alla propria formazione e coltivazione dei propri interessi e talenti.

L’anno sabbatico corrisponde ad un periodo di 11 mesi in cui il lavoratore interrompe la propria carriera lavorativa. Quest’ultimo dopo averne fatto specifica richiesta all’azienda ha diritto ad una risposta affermativa o negativa entro 10 giorni. Infatti, il datore di lavoro può anche rifiutarsi di approvare la richiesta se non la ritiene in linea con le esigenze e l’organizzazione aziendale.

Anno sabbatico, chi può richiederlo?

L’anno sabbatico può essere richiesto da qualsiasi lavoratore con almeno cinque anni di anzianità, sia esso impegnato nel settore pubblico sia privato. È possibile fare richiesta una sola volta durante l’arco della carriera lavorativa, se l’azienda è la medesima.

La mera richiesta non basta, a questa è necessario allegare come si intende occupare gli 11 mesi di congedo previsti, presentando un progetto, gli obiettivi e le motivazioni. È importante specificare quali sarebbero i vantaggi che l’azienda otterrebbe al fine di convincerla ad accettare la richiesta. Ad esempio, se l’azienda è impegnata in processi per l’internazionalizzazione, è possibile motivare il proprio anno sabbatico dicendo che lo si spenderà per apprendere una nuova lingua in un paese di chiaro interesse per la società.

La società che concede il periodo sabbatico infatti, a fine degli 11 mesi è tenuta a reintegrare il lavoratore in sede. Il dipendente è bene specificare che non percepirà alcuno stipendio, non maturerà ferie, né scatti di anzianità, né contributi pensionistici. Inoltre, il lavoratore non potrà impegnare il tempo in un altro lavoro.

Il dipendente prima di assentarsi per il periodo sabbatico può richiedere un anticipo del TFR se lavora per una medesima azienda da almeno 8 anni, ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile. Il datore di lavoro per colmare l’assenza del suo dipendente può assumere a tempo determinato un altro lavoratore.

La legge prevede un’eccezione per i docenti universitari, questi ultimi potranno beneficiare di un congedo retribuito da dedicare alla ricerca e alla formazione, una volta ogni 10 anni.

Come riportato in un articolo per il The New York Times a volte è bene fermarsi dalla frenesia presente negli ambienti di lavoro, soprattutto quando stress e burnout iniziano a prendere il sopravvento.

Il consiglio è di non intendere l’anno sabbatico come un periodo dove non fare nulla, anche perché a pensarci bene, sostenere di non fare nulla non è mai un concetto propriamente vero. Gli olandesi utilizzano l’espressione Niksen per indicare un periodo di stacco dalle consuete attività, partendo dal presupposto che nella realtà dei fatti siamo sempre impegnati in qualcosa, anche quando dormiamo. Lo psicologo Doreen Dodgen-Magee, autore del libro “Deviced! Balancing Life and Technology in a Digital World” utilizza una similitudine per definire il Niksen, paragonandolo ad una automobile il cui motore è acceso ma non sta andando da nessuna parte.

La cultura occidentale non promuove i benefici dello star fermi, dell’impiegare il proprio tempo cioè in attività diverse dallo studio o dal lavoro, anche la tecnologia che mantiene l’individuo iper-connesso non sembra essere propensa a permettere di staccare la spina e dedicarsi completamente all’ozio.

Tuttavia, secondo una ricerca condotta Sandi Mann and Rebekah Cadman dell’University of Central Lancashire, si scopre che il sognare ad occhi aperti aumenta la creatività e rende l’individuo più efficace nella risoluzione dei problemi.

Anno sabbatico dopo il diploma

Una volta terminata la scuola e conseguita la maturità, per un giovane scegliere se iniziare una carriera universitaria o entrare nel mondo del lavoro è una decisione fondamentale. Concedersi un anno sabbatico può essere una scelta vincente se questo tempo viene utilizzato per aumentare il proprio bagaglio di esperienze e culturale.

Quali sono i pro e i contro di un anno sabbatico?

Si riporta una prima serie di motivazioni in favore dell’anno sabbatico, successivamente una serie di motivazioni contrarie.

Si acquisiscono nuove esperienze e abilità

In un sondaggio condotto dall’American Gap Association in collaborazione con la Temple University, è emerso che gli studenti che hanno beneficiato di un anno sabbatico sono cresciuti sotto il profilo personale (98%), hanno aumentato la fiducia in sé stessi (96%) e aumentato le capacità comunicative (93%). Gli studenti sono stati spinti da questa decisione per fare nuove esperienze (92%), per viaggiare e conoscere nuove culture (85%) e per fare una pausa dal percorso di studi (82%). La metà dei ragazzi inoltre, si è impegnata in un percorso di volontariato.

Scegliere cosa fare dopo è più semplice

L’esperienza che un anno di pausa può portare con sé permette di analizzare i propri punti di forza e debolezza con una migliore prospettiva, che aiuterà a compiere la scelta corretta riguardo l’Università o la carriera lavorativa da intraprendere.

Migliora il curriculum

Dopo un anno sabbatico si potrà aggiungere sul curriculum le esperienze e le conoscenze maturate. Se ad esempio si è intrapreso un percorso in un’associazione di volontariato o se si è approfondita la conoscenza di una nuova lingua, si può evidenziarle in un curriculum che presumibilmente, data la giovane età, sarà senza esperienze lavorative.

Aumenta le capacità di adattamento

È bene prepararsi, il mondo del lavoro richiede flessibilità e capacità di adattamento le così dette soft skills o abilità trasversali, richieste e apprezzate che permetteranno ad un candidato di avere qualche punto in più agli occhi di un selezionatore.

Si è giovani una volta sola

Probabilmente quella di prendersi un anno e destinarlo alle proprie passioni ed interessi è un treno che passa una volta sola nella vita. Per l’università e il lavoro ci sarà sempre tempo. Quando la direzione che si vuole intraprendere non è ancora ben definita, prendersi un anno sabbatico può essere una scelta per la quale difficilmente ci si pentirà in futuro.

Nuove amicizie e contatti

Il contatto con nuove culture e con nuove persone, gioverà alla crescita personale, arricchirà le amicizie e stabilirà nuovi contatti con persone reali. In un mondo iper-connesso e pieno di relazioni esclusivamente digitali, condividere un viaggio a contatto con persone reali è un’esperienza assolutamente da considerare.

Quali motivi per non intraprendere un anno sabbatico?

Il rischio è perdere la motivazione nel proseguire gli studi

Il consiglio è valutare attentamente se dopo aver intrapreso un anno in giro per il mondo si avrà realmente la determinazione necessaria per riprendere gli studi o il lavoro lasciato in sospeso.

Può essere un’esperienza molto costosa

Dedicarsi per un anno intero alle proprie passioni e alla ricerca del proprio talento può essere estremamente costoso. È bene valutare il budget che si ha a disposizione se non si vuole correre il rischio di dover tornare in fretta presso la propria abitazione.

Si rimane indietro di un anno rispetto ai colleghi

Soprattutto per uno studente, l’idea di rimanere indietro un anno può essere un’ipotesi difficile da digerire. Bisogna considerare che mentre si è impegnati in un periodo di pausa, i propri colleghi e amici proseguiranno i percorsi di studi, inizieranno a sostenere i primi esami all’università portandosi avanti con il lavoro.

È un rischio

Abbandonare le proprie abitudini, amicizie e contatti per un anno, può avere dei rischi. Bisogna accettare che i progetti e le idee verranno accantonate e non è detto che queste rimangano ancora valide una volta rientrati a casa.

Come organizzare un anno sabbatico

Quando si è deciso di prendersi un periodo di pausa le domande da porsi sono: “Come organizzarsi un anno sabbatico? Dove andare? E cosa fare?”

La premessa è che non importa quanti anni si hanno, un anno sabbatico a 20 anni, a 30 anni, a 40 anni o 50 anni è un’esperienza che se si ha la possibilità è da intraprendere. Quello dell’età è un semplice numero che non dice niente sulla voglia di nuove conoscenze e di rimettersi in gioco che una persona può avere.
Le opzioni sono infinite, esistono numerosi portali che offrono programmi preconfezionati a breve o a lungo termine, inoltre alcuni di questi prevedono anche la presenza di bambini.

Non esiste un programma per l’anno sabbatico migliore di un altro, il miglior anno sabbatico è quello più affine ai propri interessi e obiettivi.
Si riportano quali sono i migliori programmi per intraprendere un anno sabatico nel 2020.

  • Sea|mester è un’organizzazione che prevede programmi di studio all’estero a bordo di un veliero. Il progetto nato nel 1998, offre ai partecipanti lezioni di oceanografia e biologia marina, oltre che fornire le certificazioni necessarie per diventare skipper. I corsi sono accreditati dall’University of Florida. Il programma ha l’obiettivo di promuovere il lavoro di squadra e la leadership.
  • Project Abroad aiuta da oltre 25 anni volontari e stagisti nel far emergere il loro potenziale con il fine di rendere il mondo un posto migliore. È un’organizzazione leader nel volontariato che garantisce elevati standard di sicurezza e supporto. Le destinazioni previste dal progetto abbracciano paesi dell’Africa come Botswana e Ghana, dell’Asia come la Cina, il Nepal, la Cambogia, e l’Europa.
  • Winterline Global Education è un’organizzazione a livello globale che aiuta, grazie a programmi studio dedicati, a capire cosa realmente si vuole fare nella vita. Il progetto Winterline si base sull’idea che una persona dovrebbe essere in grado di fare molte attività diverse come cucinare, gestire le finanze, navigare in barca, parlare in pubblico, prendersi cura di giovani e anziani. Winterline offre gli strumenti necessari per gestire ogni situazione, aiutando a scoprire i propri talenti e potenzialità.
  • International TEFL Academy è un programma che offre un’esperienza all’estero finalizzata all’ottenimento di una certificazione TELF (Teaching English as a Foreign Language). La certificazione permette ai docenti non madrelingua di insegnare l’inglese come lingua straniera.
  • Pacific Discovery offre viaggi studio con l’obiettivo di far immergere i partecipamenti in culture diverse, proponendo avventure in territori incontaminati e selvaggi. Gli studenti sviluppano l’empatia e migliorano l’apprendimento delle questioni internazionali. A seconda del programma scelto si potrà viaggiare verso l’America Centrale, il Sud-Est Asiatico, il Nepal, il Tibet, l’Australia o la Nuova Zelanda.
  • The Intern Group è un’organizzazione fondata nel 2011. Offre programmi di formazione internazionali a Bangkok, Tokyo, Toronto, Shanghai, Dublino, Santiago, Cile, Londra, Hong Kong, Melbourne, Medellin, Madrid, Barcellona, ​​New York City e Los Angeles. Gli stage proposti sono nell’ambito dell’architettura, del business, della moda, del diritto oltre che prevedere corsi per il giornalismo e l’ingegneria.
  • WEP i programmi combinati WEP consentono di intraprendere un progetto di volontariato scegliendo tra 65 diverse destinazioni in Asia, in America Latina, in Australia o in America del Nord. I progetti sono dedicati alla salvaguardia delle specie animali in via d’estinzione e alla salvaguardia e la conservazione del territorio.
  • Ef Italia con oltre 50 anni di esperienza, EF propone corsi dedicati alla formazione linguistica all’estero. Il programma si occupa di tutti gli aspetti, del volo, dell’alloggio e dei trasferimenti, offrendo un supporto continuo per tutta la durata del soggiorno. Inoltre, EF vanta partnership con molte Università, il che garantisce una preparazione adeguata agli standard accademici.

Anno sabbatico e lavoro

Come un anno sabbatico impatti su una futura carriera lavorativa è stato oggetto di studio in una ricerca condotta dalla School of Business di Sichuan.
Lo studio evidenzia come gli anni sabbatici sono di fondamentale importanza per l’inserimento di un individuo nel mondo del lavoro. I risvolti positivi sono misurati in termini di crescita personale, migliore capacità di apprendimento, migliore resilienza, sviluppo del valore sociale, meno possibilità di essere licenziati.

La ricerca inoltre, conferma come coloro che hanno sostenuto un anno sabbatico siano più maturi e indipendenti rispetto ai coetanei che non hanno provato la suddetta esperienza. Le qualità sviluppate nella flessibilità e nella capacità di lavoro in un team risulta un grande vantaggio per un neolaureato alla ricerca di un’occupazione (Brown, 2003).

La maggior parte di coloro che ha sostenuto un anno sabbatico dichiara di sentirsi maggiormente in grado di realizzare i propri obiettivi e di trovare un’occupazione affine ai propri interessi. È provato altresì che la partecipazione a programmi di volontariato sia utile sia all’individuo che alla società. Il British Millennium volunteers project ha scoperto che l’84% dei volontari, ritiene di aver aumentato la propria autostima, oltre che ottenuto risultati migliori nei testi auto valutativi.

Il solo percorso universitario sempre più non è sufficiente come garanzia di successo, lo studente dovrà futuro cercare ed esplorare anche altre vie per acquisire una formazione totale.

Sebbene la ricerca sia stata condotta basandosi sulle tendenze riscontrate in Inghilterra, Australia, America, Canada e in alcuni paesi del Sud America e dell’Africa, appare globale la preferenza dei datori di lavoro ad assumere dipendenti che hanno provato l’esperienza di un anno sabbatico. Un sondaggio condotto da Gap Year conferma che il 63% dei responsabili delle risorse umane del Regno Unito ritengono che i candidati che hanno partecipato ad anni sabbatici o a percorsi di volontariato, ottengono risultati migliori in sede di colloquio. Le qualità più apprezzate sono nell’ambito della gestione e della comunicazione, oltre che nell’autodisciplina e nella leadership.

La ricerca si conclude ponendo l’accento sul fatto che sempre più, anche gli adulti si concedono l’anno sabbatico, tuttavia gli studi risultano ancora insufficienti per poter avere un quadro completo sui benefici che tale percorso può portare in età adulta.

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