Professioni possibili: lavorare come consulente d’immagine

Lavoro: come diventare Consulente di Immagine - Trucco e non solo per imparare un nuovo mestiere sempre molto ricercato
Lavoro: come diventare Consulente di Immagine – Trucco e non solo per imparare un nuovo mestiere sempre molto ricercato

Fra tanti lavori possibili al giorno d’oggi sempre più spesso si sente parlare del consulente d’immagine. Una professione relativamente nuova che deriva dagli ambienti delle star di Hollywood che storicamente hanno sempre avuto un collaboratore attento alla questione dell’immagine. Oggi questo lavoro sta diventando sempre più comune e frequente e permette a molte persone di guadagnarsi da vivere facendo qualcosa di vicino alle loro aspirazioni e ai loro desideri.

Ma vediamo nello specifico tutto quello che c’è da sapere riguardo la professione di consulente d’immagine.

Cosa fa un consulente d’immagine?

Come suggerito dalla parola stessa un consulente d’immagine è quella figura professionale che si occupa di tutto quello che ruota attorno allo stile e alla rappresentazione che si dà di sé stessi verso l’esterno. In pratica fornisce un servizio di consulenza dedicato al miglioramento dell’aspetto attraverso il modo di muoversi o vestirsi o comunque in generale presentarsi. Questo servizio riguarda quindi tutto quello che si applica alla sfera della comunicazione non verbale. Molto spesso ci si affida ad un consulente d’immagine nel caso di occasioni speciali, come ad esempio i matrimoni, oppure se si ricopre un incarico pubblico importante.

La professione si è espansa in Italia a partire dal 2010 e sta registrando una crescita costante nell’ultimo decennio. Questo è dovuto anche all’esplosione delle consulenze d’immagine in ambito prettamente commerciale. Infatti il consulente d’immagine si applica non solo alle persone fisiche, ma anche alle aziende. In questo caso il servizio di consulenza è volto al miglioramento dell’immagine pubblica della compagnia e tocca tutti gli aspetti legati alla comunicazione visiva dell’azienda, dal logo agli slogan alla creazione dei contenuti pubblicitari del brand in questione.

Come si diventa consulenti d’immagine?

Il percorso formativo per diventare consulenti d’immagine varia a seconda che si voglia esercitare la professione in ambito commerciale o più strettamente rivolta verso i privati.

Nel campo della consulenza alle aziende la formazione prevede un percorso universitario nell’ambito di materie economiche o nel marketing. Anche corsi di laurea come quello in scienze della comunicazione possono formare adeguatamente per questa posizione, ma chiaramente prima di arrivare ad esercitarla con una posizione importante in aziende o magari mettendosi in proprio si dovrà valutare l’opportunità di affrontare qualche stage.

Nel campo della consulenza d’immagine più classica invece servirà avere maturato esperienze nel mondo della moda o più in generale del fashion. Inoltre è possibile seguire corsi di formazione ufficiali per la professione indetti dalla filiale italiana dell’associazione mondiale dei consulenti d’immagine. Sul sito della AICI italia è possibile avere tutte le informazioni relative ai corsi di formazione che se affrontati con profitto, danno accesso anche alla certificazione di qualità che attesta la professionalità del consulente d’immagine.

Quanto guadagna un consulente d’immagine?

Anche qui le differenze risiedono principalmente nell’ambito in cui si svolge la professione. Molto spesso in ambito commerciale sono agenzie esterne ad occuparsi dell’immagine del brand, ma un consulente d’immagine aziendale assunto internamente nell’organico della società può arrivare a guadagnare anche fra 30 e i 40 mila euro annui. Per chi invece svolge la professione da privato molto dipende dall’esperienza e dal nome che ci si è creati nel corso del tempo svolgendo questo lavoro. Diciamo che al netto dei consulenti delle star e dei vip, che possono arrivare a guadagnare oltre 50 mila euro annui, mediamente una persona che si avvicina a questa professione guadagna in base al livello dei clienti di cui può disporre e anche in base alla continuità della collaborazione. Essendo spesso collaborazioni di tipo intermittente, quindi legate ad eventi particolari, il guadagno si basa sulla parcella chiesto per il singolo evento. Ad esempio per la consulenza completa per una coppia di sposi si può arrivare a cifre vicine ai 1000 euro.

Atlante delle professioni digitali

Il digitale è sempre più parte imprescindibile del nostro mondo. In quasi tutte le azioni che facciamo durante il giorno c’è traccia della digitalizzazione, e dietro ogni piccola azione quotidiana c’è un lavoro digitale attuale, che possiamo toccare con mano, e possiamo ambire trasformare in un’occupazione a tempo pieno.

Insomma, si fa un gran parlare di professioni digitali, pensando soprattutto a quelle del futuro, senza valutare che queste sono una realtà consolidata anche nel presente.

Per fare ordine vediamo un atlante delle professioni digitali attuali, buona occasione per una panoramica sulle tendenze del mondo del lavoro odierno, per capire quali saranno le posizioni da inseguire in un futuro prossimo.

25 professioni digitali attuali

professionista del digitale

Quello che crediamo essere futuro in realtà è già presente. Il settore dei lavori digitali è in rapida espansione e questo si riflette ovviamente anche sui dati occupazionali generali.

I maggiori incrementi per le offerte di lavoro arrivano costantemente dalle professioni digitali, che allo stato attuale sono seconde solo alle richieste del comparto manifatturiero e hanno scalzato settori storicamente forti come quello del commercio e della ristorazione.

Ma quindi al momento qual è la mappa dei lavori digitali da conoscere per orientarsi nel mercato del lavoro?

Lo vediamo attraverso 25 professioni digitali già adesso disponibili ma comunque di prospettiva.

Community manager

È la figura che crea e sviluppa le relazioni tra i membri di una comunità virtuale e tra questa e l’azienda cliente. Costruisce e gestisce la relazione con gli stakeholder online, ed in pratica punta alla definizione di un pubblico caldo per gli interessi del committente. Particolarmente importante in epoca odierna per sviluppare strategie mirate ed ottimizzare le risorse marketing di un’azienda, questa figura rappresenta una scommessa vincente per chi intraprende un percorso formativo finalizzato alla ricerca di una stabile occupazione

Web project manager

Una figura di responsabilità a cui è affidato un progetto in ambito web. Si occupa giornalmente di perseguire le strategie concordate con l’azienda cliente e di fornire una stabile reportistica sull’avanzamento dei risultati. Tra le competenze richieste anche quella di saper coordinare ed indirizzare uno staff di lavoro in maniera performante.

Web account manager

Un lavoro che deve interpretare i bisogni del cliente proiettandoli verso obiettivi raggiungibili per l’organizzazione in cui lavora. Nel concreto gestisce trattative e relazioni commerciali finalizzate alla vendita di prodotti o servizi legati al web, con il compito di raggiungere i livelli di fatturato e utile previsti in fase di bilancio preventivo

User experience designer

Questa figura ha il compito di facilitatore nella costruzione di un qualsiasi prodotto web. In parole povere deve riuscire a coniugare le necessità dell’utente finale, dell’azienda per cui lavora ed al contempo rispettare i limiti che l’applicazione gli fornisce dettati dal budget di produzione. Il tutto all’interno di un sistema il più possibile uniforme e integrato.

Business Analyst

La figura del business Analyst si occupa di definire i flussi dei processi di business. Deve essere esperto in materia economica ed al contempo conoscere alla perfezione il contesto online dentro al quale deve svilupparsi il volume d’affari aziendale. Grazie alle sue analisi si possono individuare i flussi che portano alle possibilità di espansione commerciale.

DB administrator

Si tratta in pratica dell’architetto delle banche dati, bene sempre più prezioso per le aziende odierne. Si occupa di definire, progettare e ottimizzare la struttura delle banche dati. Sotto la sua responsabilità ci sono anche le questioni di sicurezza connesse a queste, prevedendo l’adozione di rigide policy di backup e recovery di dati, per fare in modo che nulla venga perso.

Search engine expert

Una figura la cui responsabilità è quella di controllare, nelle varie fasi del progetto, i risultati inerenti il posizionamento sui motori di ricerca. Mette in atto tutte le strategie necessarie per migliorarlo e per ottimizzare i prodotti web al fine di garantire un posizionamento sempre migliore

Advertising manager

Si occupa di definire le strategie per le campagne promozionali sul web. Sceglie i contenuti più adatti e i canali di diffusione più congrui al messaggio aziendale ed al prodotto da promuovere. Il fine ultimo è quello della massima diffusione e della conversione in fatturato delle campagne.

Fronted web developer

Realizza dal punto di vista tecnico tutte le interfacce web per il cliente di riferimento. In accordo con lo stesso implementa le modifiche e fornisce manutenzione continua per quello che riguarda la presenza sul web dell’azienda committente

Server side web developer

Figura leggermente differente dalla precedente per via dell’area di occupazione. Il senior side web developer è responsabile della creazione di applicativi facili da scaricare ed utilizzare per l’utente interessato. In pratica è colui che sviluppa materialmente le app che usiamo tutti giorni.

Web content specialist

Un lavoro che riguarda i contenuti presenti sul web. Questa figura si occupa della creazione di svariati tipi di contenuti, da quelli testuali a quelli più visuali come i video. Oltre alla progettazione e creazione si occupa anche di pianificarlo in base alla piattaforma cliente e al target di riferimento corrispondente.

Web server administrator

Un’occupazione più tecnica ed improntata all’installazione di software, ed alla configurazione e aggiornamento dei sistemi ICT aziendali. In un’epoca di dominio del digitale, questa è una figura di capitale importanza per ogni azienda.

Information architect

Identifica e implementa la struttura dei siti web e le funzionalità del dominio, adottando un approccio di design centrato sull’utente.

Digital strategic planner

Figura di supporto al management dell’azienda. Si occupa di organizzare e proporre le strategie complessive di presenza sul web, pianificando obiettivi ed individuando i rischi e le potenzialità di ogni piano di comunicazione on line.

Web accessibility expert

Il suo ruolo è un ruolo ibrido che richiama in parte alcune professioni già citate in precedenza. Nello specifico si occupa di tutto quello che è legato all’accessibilità di un’interfaccia web, e delle sue prestazioni in termini di raccolta di pubblico, da quello che riguarda la progettazione delle interfacce fino alla pianificazione dei contenuti ottimizzati per il prodotto web ospitante.

Web security expert

Una figura responsabile di tutto quello che concerne la sicurezza degli applicativi e delle piattaforme di un cliente presenti in rete. Si occupa di analizzare il contesto di riferimento, e imposta la strategia di protezione di server web, dati e dei processi a loro connessi, sempre in accordo con le policy aziendali.

Digital coach

Un formatore professionista per tutto quello che concerne le attività digitali. Una figura particolarmente importante a cui affidare la formazione esterna per la riconversione del patrimonio dipendenti di un’azienda interessata allo sbarco sul digitale, ma che allo stesso tempo non vuole esternalizzare questo aspetto della strategia di marketing.

E-commerce specialist

Una figura in rapida ascesa trainata da un mercato in forte espansione. Il suo compito è quello di sviluppare strategie e ottimizzare le piattaforme di vendita online, da quelle più piccole a quelle più importanti. Ovviamente il tutto per raggiungere il fine ultimo di favorire l’espansione delle vendite e del fatturato aziendale.

Online store manager

La funzione è la stessa di uno store manager classico, solo declinata in versione on line. Sua è la responsabilità del conto economico del negozio virtuale, e quindi anche dell’assortimento, delle attività di merchandising e delle eventuali promozioni in-store anche se non riferite strettamente ad un negozio fisico.

Reputation manager

Il reputation manager è una figura d’importanza sempre maggiore. È colui che si occupa dell’immagine web del cliente o del brand, sia aziendale che personale. Deve analizzare e gestire le situazioni di criticità reagendo in maniera tempestiva ed efficace, per evitare che si propaghi alla velocità della luce una fama penalizzante per il cliente.

Knowledge manager

La figura in questione è deputata alla valorizzazione e gestione del patrimonio di conoscenze dell’azienda, individuando strategie e modalità finalizzate a favorire lo sviluppo del capitale intellettuale attraverso la condivisione. Queste attività possono rappresentare inoltre uno sbocco commerciale inatteso e redditizio

Augmented reality expert

Progetta e realizza tutto quello che ruota attorno alla nuova tecnologia della realtà aumentata, dalla struttura del sistema fino alla gestione dell’interazione tra utente e sistema stesso.

E-learning specialist

Questa figura professionale ha il compito di pianificare e controllare i progressi delle strategie applicate ai percorsi di apprendimento online. Applicabile sia nelle grandi aziende per la formazione interna, che per i clienti che desiderano offrire piani di formazione professionale su vasta scala.

Data scientist

Probabilmente la figura più in auge dell’intero panorama digitale. Si occupa di analizzare gestire e monitorare l’enorme mole di dati derivante dalle attività in rete delle aziende, al fine di indicare le possibili strade da perseguire per lo sviluppo aziendale. Il risultato di questa attività di analisi, è lo sviluppo di modelli predittivi per generare sistemi organizzati di conoscenza avanzati.

Wikipedian

Opera nel contesto di tutti i progetti connessi alla galassia Wikimedia (wikimedia.org) fra cui Wikipedia. Il suo compito è quello di creare modificare ed organizzare voci e contenuti, garantendo la veridicità delle fonti e la natura imparziale del contenuto. Incentiva inoltre il libero scambio di informazioni e il confronto tra le persone delle community al fine di migliorare la qualità del prodotto finale e di aumentare la reputazione generale

Tutto quello che c’è da sapere sullo Smart Working

Lo Smartworking è uno dei termini che si sentono sempre più spesso relativamente al mondo del lavoro, ma le sue definizioni possibili sono ancora abbastanza fumose nel sentire comune. Chiaramente siamo ancora all’inizio del definitivo sviluppo di questa pratica lavorativa, iniziata qualche decennio addietro, ma con una crescita importante registrata negli ultimi anni sull’onda delle innovazioni tecnologiche che hanno investito tutti campi, compreso quello del mondo del lavoro.

Smart working - I nuovi trend del lavoro

Vediamo quindi tutto quello che c’è da sapere quando si parla di Smartworking.

Cosa si intende con Smartworking

Con Smartworking si intende un modo di concepire l’organizzazione aziendale, volta a fornire al lavoratore una maggiore flessibilità e autonomia nella scelta di spazi orari e strumenti lavorativi, responsabilizzando al contempo, in maniera maggiore riguardo il raggiungimento dei risultati aziendali.

In pratica si tratta di un modello organizzativo che fornice una libertà maggiore al lavoratore subordinato, che può decidere l’orario e il luogo di lavoro preferito, mantenendo sempre alta l’attenzione sugli obiettivi finali condivisi con la direzione dell’azienda. Per queste tipologie di lavoro agile, come è stato definito dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’organizzazione del lavoro è scandita in maniera differente rispetto alle occupazioni impostate su metodi tradizionali. Infatti non si basa sullo scorrere dei giorni, da passare in ufficio, ma piuttosto su cicli fasi e obiettivi da raggiungere. Quindi non il classico orario d’ufficio, ma delle task, delle missioni lavorative, da completare per raggiungere il risultato finale.

Come introdurre lo Smartworking nell’ambiente di lavoro
Un progetto di cambiamento che preveda il passaggio allo Smartworking per molti dei dipendenti aziendali, è quindi un processo che necessita di intervento su più aspetti dell’organizzazione aziendale e deve partire logicamente da considerazioni riguardo lo stato degli obiettivi in primis, ma anche del livello di avanzamento tecnologico dell’azienda e della cultura lavorativa radicata nel tessuto manageriale della compagnia.

Sarà necessario rivedere alcuni aspetti riguardo il modello gerarchico e di leadership adottato nell’azienda per regolarlo in base alla nuova organizzazione lavorativa. Inoltre la collaborazione interna tra i vari lavoratori dovrà fare un salto di qualità necessario per far funzionare tutto il sistema senza intoppi.

Regolamentazioni di legge riguardo allo Smartworking

Anche le istituzioni si sono adattate a questo incipiente cambiamento, andando a regolamentare le zone ancore oscure che ancora si potevano trovare in questa tipologia di organizzazione lavorativa.
Con la legge del 81/2017 sostanzialmente uno Jobs act riguardo le “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, si va a disciplinare il lavoro agile.

Un’importante aggiunta è stata implementata in tempi recentissimi, con una modifica inserita nella legge di bilancio 2019 che prevede la priorità all’attuazione dello Smartworking per quelle richieste formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi al congedo per maternità o a tutti i lavoratori con figli in condizioni di disabilità.

Tutte queste regolamentazioni sono volte a dare un impulso deciso alla nuova modalità di lavoro, in quanto molti studi recenti, tra cui quello del politecnico di Milano, prevedono un incremento della produttività utile a tutto il sistema paese. Secondo le stime attuali ad oggi in Italia vi sono appena 305 mila Smart Worker, ma i profili di lavoratori a cui si adatta il sistema Smartworking è di almeno 5 milioni di persone. Con un incremento simile si potrebbe avere un beneficio enorme con un aumento di produttività del 15% stimato in circa 13,7 miliardi di euro.

Inoltre i benefici non sarebbero solo economici per le imprese e lo stato, ma anche per i lavoratori stessi che potrebbero risparmiare mediamente 40 ore all’anno di spostamenti riducendo di 135Kg di CO2 le immissioni nocive nell’ambiente. Anche questo è un fattore da non sottovalutare che volge a tutto vantaggio dello Smartworking.

I 5 lavori part time meglio pagati

Lavorare riuscendo a non sacrificare il proprio tempo libero è un sogno per ognuno di noi. Ma anche lavorare ed allo stesso tempo essere in grado di conciliare le incombenze domestiche e la gestione dei figli è per molti una chimera che sembra irraggiungibile. Il lavoro part time è la risposta a tutte queste necessità, ma molto spesso è visto con diffidenza perché sembra precludere a retribuzioni sufficienti. Anche le aziende non sono molto propense a questo tipo di contratto ed infatti la maggior parte dei lavori part time sono da gestire in totale autonomia. Vediamo però quali sono i 5 lavori che part time che salvano sia il tempo che il proprio conto in banca.

Farmacista
Sembrerà strano, ma tra le mansioni più richieste con orari parziali c’è quella del farmacista. Chiaramente si tratta di un lavoro dove è prevista una formazione accademica, e quindi delle competenze specifiche e comprovate, ma si possono guadagnare cifre che sfiorano i 55 EURO all’ora per svolgere questo impiego anche solo con contratti part time

Maestro di musica
Fare della propria passione un lavoro è senza dubbio il sogno di tutti. Se la passione in questione è la musica ecco che il lavoro di maestro in qualche scuola oppure in totale autonomia è senza dubbio un ottimo sistema che concilia tempo e retribuzione in maniera egregia. Potendo quindi programmare i corsi agli orari preferiti e potendo chiedere fino a 60 EURO all’ora per ogni studente nei casi migliori, la sintesi tra tempo impiegato e denaro ricevuto è conveniente.

Insegnante privato/Tutor studentesco
Proprio come nel caso del maestro di musica, anche l’insegnante privato può gestire il proprio tempo a piacimento riuscendo a trovare la giusta sintesi tra tempo impiegato e retribuzione oraria (che può arrivare a superare i 40 EURO all’ora). Inoltre la figura del tutor agli studi, applicabile soprattutto per studenti universitari che hanno difficoltà a superare gli esami, può avere retribuzioni ancora più alte.

Promoter
Non si direbbe secondo il sentire comune, ma il lavoro del promoter può essere redditizio e salva tempo. Infatti qui non si parla di part time orizzontale come per i lavori che impegnano quasi tutti i giorni, ma di part time verticale, cioè quei lavori che non richiedono lo svolgimento per tutto il giorno, ma su 3 o 4 giorni alla settimana. Un promoter che svolge questa mansione in centri commerciali o simili può arrivare a guadagnare fino ad 80 EURO al giorno a cui si dovranno aggiungere eventuali bonus per le vendite se previsti.

Mystery shopper
Sempre legato al mondo dei centri commerciali e della grande distribuzione il mystery shopper è quella figura che, fingendosi un cliente, entra in un negozio e simula il processo d’acquisto. Questo servizio serve per valutare la qualità del servizio all’interno dei punti vendita ed ogni missione nei vari negozi può essere retribuita fino a 50 EURO ciascuna, lasciando al lavoratore la libertà di gestire quante visite fare durante l’arco della giornata.