Tutto quello che c’è da sapere sullo Smart Working

Lo Smartworking è uno dei termini che si sentono sempre più spesso relativamente al mondo del lavoro, ma le sue definizioni possibili sono ancora abbastanza fumose nel sentire comune. Chiaramente siamo ancora all’inizio del definitivo sviluppo di questa pratica lavorativa, iniziata qualche decennio addietro, ma con una crescita importante registrata negli ultimi anni sull’onda delle innovazioni tecnologiche che hanno investito tutti campi, compreso quello del mondo del lavoro.

Smart working - I nuovi trend del lavoro

Vediamo quindi tutto quello che c’è da sapere quando si parla di Smartworking.

Cosa si intende con Smartworking

Con Smartworking si intende un modo di concepire l’organizzazione aziendale, volta a fornire al lavoratore una maggiore flessibilità e autonomia nella scelta di spazi orari e strumenti lavorativi, responsabilizzando al contempo, in maniera maggiore riguardo il raggiungimento dei risultati aziendali.

In pratica si tratta di un modello organizzativo che fornice una libertà maggiore al lavoratore subordinato, che può decidere l’orario e il luogo di lavoro preferito, mantenendo sempre alta l’attenzione sugli obiettivi finali condivisi con la direzione dell’azienda. Per queste tipologie di lavoro agile, come è stato definito dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’organizzazione del lavoro è scandita in maniera differente rispetto alle occupazioni impostate su metodi tradizionali. Infatti non si basa sullo scorrere dei giorni, da passare in ufficio, ma piuttosto su cicli fasi e obiettivi da raggiungere. Quindi non il classico orario d’ufficio, ma delle task, delle missioni lavorative, da completare per raggiungere il risultato finale.

Come introdurre lo Smartworking nell’ambiente di lavoro
Un progetto di cambiamento che preveda il passaggio allo Smartworking per molti dei dipendenti aziendali, è quindi un processo che necessita di intervento su più aspetti dell’organizzazione aziendale e deve partire logicamente da considerazioni riguardo lo stato degli obiettivi in primis, ma anche del livello di avanzamento tecnologico dell’azienda e della cultura lavorativa radicata nel tessuto manageriale della compagnia.

Sarà necessario rivedere alcuni aspetti riguardo il modello gerarchico e di leadership adottato nell’azienda per regolarlo in base alla nuova organizzazione lavorativa. Inoltre la collaborazione interna tra i vari lavoratori dovrà fare un salto di qualità necessario per far funzionare tutto il sistema senza intoppi.

Regolamentazioni di legge riguardo allo Smartworking

Anche le istituzioni si sono adattate a questo incipiente cambiamento, andando a regolamentare le zone ancore oscure che ancora si potevano trovare in questa tipologia di organizzazione lavorativa.
Con la legge del 81/2017 sostanzialmente uno Jobs act riguardo le “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, si va a disciplinare il lavoro agile.

Un’importante aggiunta è stata implementata in tempi recentissimi, con una modifica inserita nella legge di bilancio 2019 che prevede la priorità all’attuazione dello Smartworking per quelle richieste formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi al congedo per maternità o a tutti i lavoratori con figli in condizioni di disabilità.

Tutte queste regolamentazioni sono volte a dare un impulso deciso alla nuova modalità di lavoro, in quanto molti studi recenti, tra cui quello del politecnico di Milano, prevedono un incremento della produttività utile a tutto il sistema paese. Secondo le stime attuali ad oggi in Italia vi sono appena 305 mila Smart Worker, ma i profili di lavoratori a cui si adatta il sistema Smartworking è di almeno 5 milioni di persone. Con un incremento simile si potrebbe avere un beneficio enorme con un aumento di produttività del 15% stimato in circa 13,7 miliardi di euro.

Inoltre i benefici non sarebbero solo economici per le imprese e lo stato, ma anche per i lavoratori stessi che potrebbero risparmiare mediamente 40 ore all’anno di spostamenti riducendo di 135Kg di CO2 le immissioni nocive nell’ambiente. Anche questo è un fattore da non sottovalutare che volge a tutto vantaggio dello Smartworking.

I 5 lavori part time meglio pagati

Lavorare riuscendo a non sacrificare il proprio tempo libero è un sogno per ognuno di noi. Ma anche lavorare ed allo stesso tempo essere in grado di conciliare le incombenze domestiche e la gestione dei figli è per molti una chimera che sembra irraggiungibile. Il lavoro part time è la risposta a tutte queste necessità, ma molto spesso è visto con diffidenza perché sembra precludere a retribuzioni sufficienti. Anche le aziende non sono molto propense a questo tipo di contratto ed infatti la maggior parte dei lavori part time sono da gestire in totale autonomia. Vediamo però quali sono i 5 lavori che part time che salvano sia il tempo che il proprio conto in banca.

Farmacista
Sembrerà strano, ma tra le mansioni più richieste con orari parziali c’è quella del farmacista. Chiaramente si tratta di un lavoro dove è prevista una formazione accademica, e quindi delle competenze specifiche e comprovate, ma si possono guadagnare cifre che sfiorano i 55 EURO all’ora per svolgere questo impiego anche solo con contratti part time

Maestro di musica
Fare della propria passione un lavoro è senza dubbio il sogno di tutti. Se la passione in questione è la musica ecco che il lavoro di maestro in qualche scuola oppure in totale autonomia è senza dubbio un ottimo sistema che concilia tempo e retribuzione in maniera egregia. Potendo quindi programmare i corsi agli orari preferiti e potendo chiedere fino a 60 EURO all’ora per ogni studente nei casi migliori, la sintesi tra tempo impiegato e denaro ricevuto è conveniente.

Insegnante privato/Tutor studentesco
Proprio come nel caso del maestro di musica, anche l’insegnante privato può gestire il proprio tempo a piacimento riuscendo a trovare la giusta sintesi tra tempo impiegato e retribuzione oraria (che può arrivare a superare i 40 EURO all’ora). Inoltre la figura del tutor agli studi, applicabile soprattutto per studenti universitari che hanno difficoltà a superare gli esami, può avere retribuzioni ancora più alte.

Promoter
Non si direbbe secondo il sentire comune, ma il lavoro del promoter può essere redditizio e salva tempo. Infatti qui non si parla di part time orizzontale come per i lavori che impegnano quasi tutti i giorni, ma di part time verticale, cioè quei lavori che non richiedono lo svolgimento per tutto il giorno, ma su 3 o 4 giorni alla settimana. Un promoter che svolge questa mansione in centri commerciali o simili può arrivare a guadagnare fino ad 80 EURO al giorno a cui si dovranno aggiungere eventuali bonus per le vendite se previsti.

Mystery shopper
Sempre legato al mondo dei centri commerciali e della grande distribuzione il mystery shopper è quella figura che, fingendosi un cliente, entra in un negozio e simula il processo d’acquisto. Questo servizio serve per valutare la qualità del servizio all’interno dei punti vendita ed ogni missione nei vari negozi può essere retribuita fino a 50 EURO ciascuna, lasciando al lavoratore la libertà di gestire quante visite fare durante l’arco della giornata.