Svelato il test per lavorare come navigator

Come avevamo preannunciato nella nostra guida per diventare navigator si è ufficialmente aperto il bando per ricoprire la nuova posizione prevista dal governo nell’ambito della misura del reddito di cittadinanza.

Con le domande per accedere al reddito già presentabili dal 6 marzo, il tempo per selezionare questa prima tranche di tutor è stretto e pertanto sarà utile attivarsi immediatamente per accedere alle selezioni.

Dalla stessa data infatti è stato pubblicato il bando reperibile direttamente sul sito Anpal Servizi, per individuare la società di servizi che affiancherà quest’ultima nella selezione dei primi 6000 navigator. Ricordiamo che i restanti 4000 previsti dalle stime del governo saranno soggetti alla selezione degli uffici per il lavoro regionali.

All’interno di questo sono state svelate le prove che dovranno sostenere i candidati.

In cosa consiste la selezione per diventare navigator

Come anticipato dal bando, e spiegato anche dalle componenti stati in conferenza stampa, la selezione prevede dei paletti in entrata. La ricerca è infatti volta a laureati nelle seguenti discipline

  • Economia
  • Giurisprudenza
  • Sociologia
  • Scienze politiche
  • Psicologia
  • Scienze della formazione

Senza essere in possesso di una di queste lauree sarà dunque impossibile accedere al concorso.

Oltre a questo nel bando stilato da Anpal si hanno importanti informazioni riguardo le prove da sostenere per superare la selezione.

Se inizialmente era prevista una scrematura dai curriculum con successivo colloquio, vista la grande mole di candidati da valutare, l’Anpal ha optato per la proposta di un questionario a crocette, che sebbene risulti meno preciso come metodo di selezione, garantisce una maggiore velocità di valutazione dei candidati.

Leggendo nel capitolato tecnico del bando si può chiaramente vedere come il questionario sia già stato strutturato, se non proprio nelle specifiche domande almeno negli argomenti da trattare.

Delle 100 domande previste il bando comunica la seguente suddivisione in argomenti:

10% quesiti di cultura generale
10% quesiti psicoattitudinali
10% quesiti di logica
10% quesiti di informatica
10% quesiti sui modelli e gli strumenti di intervento delle politiche del lavoro
10% quesiti sul reddito di cittadinanza
10% quesiti sulla disciplina dei contratti di lavoro
10% quesiti sul sistema di istruzione e formazione
10% quesiti sulla regolamentazione del mercato del lavoro
10% quesiti su economia aziendale

Anpal ha previsto la redazione di 1500 test differenti, con 4 risposte multiple possibili di cui solo 1 inequivocabilmente esatta.

Quando iniziano le selezioni per diventare navigator

Per ora il bando pubblicato riguarda la ricerca di una società di servizi che possa affiancare Anpal nella gestione della selezione. Tale bando si si chiuderà alle ore 12.00 del 25 marzo, pertanto presumibilmente dopo quella data si avranno a disposizione i giorni utili per presentare le richieste di partecipazione ai test. Il governo prevede per questa prima tornata di selezioni un afflusso di circa 60 mila candidati. Ancora nessuna novità invece relativa ai contratti dei navigator che secondo le ultime notizie dovrebbero essere dei classici Co. Co. Co. Con durata di due anni, anche se in questo senso sono arrivate rassicurazione dal governo circa una probabile stabilizzazione di queste figure anche dopo il primo periodo di intenso lavoro dovuto al reddito di cittadinanza

Azienda italiana cerca ingegneri ma li trova solo in Polonia

Anche in un momento dove il lavoro sembra scarseggiare, ci si può trovare davanti a contraddizioni incredibili.

Offerte Lavoro Azienda e li trova solo in Polonia

Può capitare di avere una richiesta dal mercato del lavoro, per profili in cui l’offerta non è sufficiente a soddisfare le aziende. Quello delle offerte di lavoro ignorate è un problema che dovrà essere affrontato a breve perché con la nascita di nuove figure professionali si è aggravato ulteriormente

Il caso emblematico di questa situazione è rappresentato dalla GFT Italia, una multinazionale tedesca, la cui sede italiana lamenta la penuria di candidati per posizioni di ingegnere informatico.

Il caso, scoppiato nelle scorse settimane, porta a numerose riflessioni sul mercato del lavoro, e sulle politiche all’orientamento lavorativo applicate ai giovani.

Posizioni aperte ignorate

Il direttore risorse umane della GFT Italia è stato chiaro nelle scorse settimane, dichiarando che l’azienda ha costantemente dalle 40 alle 50 posizioni aperte.

Questo dato è confermato da un rapido passaggio sulla pagina delle offerte di lavoro raggiungibile direttamente sul sito dell’azienda.

Semplicemente scorrendo la pagina delle carriere si possono trovare alla data odierna la bellezza di 27 posizioni aperte, concentrate nel centro nord, quasi tutte inerenti il campo della programmazione e dell’ingegneria informatica.

Queste offerte rimangono perlopiù disattese, e pertanto l’azienda ha dovuto pensare a soluzioni alternative per soddisfare la propria richiesta.

Una strada percorribile è quella di assumere personale con un profilo non del tutto aderente a quello richiesto, a cui viene impartito un periodo di formazione per essere trasformati in sviluppatori informatici.
La scelta più dolorosa è però quella di affidare questa parte italiana del lavoro in paesi esteri dove il reperimento dei candidati è più agevole, come accaduto recentemente con la Polonia.

In Italia la GFT conta già oltre 700 addetti impiegati, ma fatica non poco ad integrare il proprio organico con figure di questo tipo. Per tamponare il problema l’azienda è da tempo in contatto con i maggiori atenei d’Italia nel campo della formazione di ingegneri informatici.

L’importanza della formazione universitaria

Uno degli atenei più impegnati nella formazione di ingegneri informatici è da sempre il Politecnico di Milano, che da tempo ha avviato un programma denominato career service.

Con questo programma l’università meneghina, intende favorire l’ingresso dei suoi giovani studenti nel mondo del lavoro, facendo incontrare la domanda delle aziende con l’offerta dei giovani laureati.

Rimane però il problema del reperimento della figura dell’ingegnere informatico.

Come confermato dal rettore del politecnico, Ferruccio Resta, la richiesta di ingegneri legati al mondo dell’industria 4.0 è aumentata esponenzialmente.
Per venire incontro a questa richiesta sarebbe necessario pensare ad investimenti mirati ad aumentare il numero di iscritti nei corsi di laurea relativi a queste figure, ma servirebbero investimenti ingenti: per aumentare di 5mila unità i partecipanti, l’investimento auspicato sarebbe di almeno 50 milioni di euro.

Servirà quindi uno sforzo programmatico dello stato in collaborazione con gli atenei di tutta Italia per non perdere l’occasione di creare posti di lavoro.
Infine è utile notare come questi siano posti di lavoro di ottima qualità, sia come salari medi che come contratto di lavoro, che il più delle volte sfocia direttamente in un posto a tempo indeterminato, tanto desiderato al giorno d’oggi.

Sviluppare la carriera o trovare lavoro?

Durante la vita lavorativa ci si trova spesso di fronte a delle scelte importanti, che indirizzano in maniera decisiva la propria traiettoria nel mondo del lavoro. Una delle più classiche è quella che mette di fronte la possibilità di avere una carriera personale contrapposta alla scelta di cercare un lavoro dipendente. Come in tutte le scelte ci sono dei pro e dei contro da valutare con attenzione. Vediamo una rapida panoramica.

Sviluppare la carriera: i pro

Sviluppare una propria carriera e un proprio progetto personale è una delle aspirazioni più comuni nel mondo del lavoro. I vantaggi sono di varia natura, non ultimo quello della soddisfazione personale. Riuscire ad avere successo in qualcosa di personale è sempre infatti una gratificazione enorme. Ma anche la possibilità di gestire il proprio tempo in autonomia è sicuramente uno dei pro maggiori quando si sviluppa una carriera personale. Oltre a questo sappiamo che essere alla guida del proprio progetto significa non avere il classico capo che controlla ogni nostra mossa, e questo ci rende l’esperienza lavorativa sicuramente più rilassante.

Sviluppare la carriera: i contro

Sviluppare la propria carriera in autonomia non è sempre un sogno, ogni tanto può dare vita a qualche incubo. Anzitutto bisogna curare in maniera precisa ogni aspetto della propria attività, anche quelli meno belli e più noiosi e difficili. Quindi bisogna scontrarsi con la gestione economica della nostra attività, ed avere a che fare con la burocrazia. Se non lo vogliamo fare, bisognerà delegare queste operazioni, sostenendo dei costi che andranno ad erodere i nostri guadagni.

Oltre a questo ci si deve occupare della continua ricerca di clienti per ampliare il proprio business, aggiungendo questa ad altre attività che portano via spazio allo svolgimento del lavoro vero e proprio.

Trovare lavoro dipendente: i pro

Trovare un lavoro dipendente può essere seccante, ma nasconde dei vantaggi sostanziali: anzitutto il guadagno sicuro e costante. Magari si può obiettare, dicendo che gli stipendi non sono alti e si fatica ad arrivare a fine mese, ma la sicurezza di un’entrata fissa mensile è uno dei fattori che fanno pendere verso la scelta del lavoro dipendente.

Oltre a questo fattore, quando si lavora come dipendente non ci si deve occupare di cose burocratiche legate all’azienda, e le proprie mansioni saranno limitate strettamente al lavoro ed al ruolo che si ricopre.

Trovare lavoro dipendente: i contro

I contro nel lavoro dipendente sono chiari a chiunque abbia provato questa esperienza. La presenza di un capo è sicuramente l’avversità più gettonata, perché spesso i rapporti con i propri superiori non sono idilliaci. Rimanere sotto il controllo di un capo non amato, porta il lavoratore dipendente a sentirsi poco libero nello svolgimento delle sue mansioni, causando una sensazione di frustrazione. Questo impatta anche sugli orari di lavoro, che spesso non sono flessibili portando a delle difficoltà operative nella vita di tutti i giorni. Inoltre quando si lavora come dipendente non abbiamo libertà di scelta sulle mansioni da svolgere, quindi capiterà di trovarsi a fare cose che non ci piacciono, alimentando la frustrazione citata già in precedenza.

Offerte di lavoro e stipendi per data scientist

Stipendio di un Data Scientist e opportunità di lavoro

Con l’esplosione dell’importanza dei big data nel mondo del lavoro, il lavoro dei data scientist è balzato in cima a quelli più ricercati. Moltissimi sono infatti i giovani che cercano lavoro in questo ambito e scelgono proprio la professione del cosiddetto scienziato dei dati, una figura sempre più fondamentale per guidare ed orientare le strategie aziendali delle imprese medio grandi. Grazie quindi alla continua espansione sono nate anche le prime statistiche riguardanti questo impiego. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Offerte di lavoro come data scientist

Se si cerca lavoro come data scientist il momento è assolutamente propizio e questo è un settore del tutto nuovo che non sente in alcun modo la crisi. Anzi le statistiche ci mostrano una realtà totalmente differente da altri ambiti lavorativi, con una domanda da parte delle aziende che al momento supera l’offerta relativamente a questa figura professionale. Negli Stati Uniti, che come sempre sono un indice di anticipazione dei dati mondiali, si stima che alla fine del 2018 le ricerche per questa figura professionale fossero aumentate del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Contemporaneamente questo aumento di richiesta non è supportato da un equivalente aumento dell’offerta, infatti le persone interessate a proporsi per questa occupazione sono aumentate solo del 14% lasciando quindi una percentuale vicina al 15% di domanda non soddisfatta. In Italia la situazione è ancora in divenire ma sta esplodendo in questi mesi: infatti oltre metà delle piccole medie imprese si affida ancora ad un approccio classico al mondo dei dati, ma la crescita di chi si affida ai big data registra una tendenza di aumento in doppia cifra, ed il 77% di queste imprese dichiara di dover cercare personale formato per queste mansioni al di fuori dei loro dipendenti attuali.

Lo stipendio di un data scientist

Proprio a causa di questa penuria di data scientist adeguatamente formati sul mercato, lo stipendio di questa figura professionale registra un aumento sempre più marcato. Essendoci in pratica una richiesta elevata è chiaro come il potere contrattuale stia tutto nelle mani di chi si offre per questa specifica mansione. Come sempre negli Stati Uniti abbiamo un’anticipazione delle tendenze future e si nota come il lavoro del data scientist abbia una retribuzione media che varia dai 100 mila ai 168 mila dollari annui. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Forbes, questo lavoro è destinato a vedere aumentata la sua retribuzione media di un ulteriore 20% entro il 2020. Questo è uno dei fattori principali che ha portato la celebre rivista americana a decretare quello del data scientist come lavoro più ambito del XXI secolo. In Italia la retribuzione media per questa mansione è ancora molto più bassa, sia perché ancora poco diffusa, sia perché le stesse piccole medie imprese si stanno accorgendo solo adesso della reale potenzialità di questa figura professionale. Si stima comunque che lo stipendio medio che ora si aggira attorno ai 40 mila euro annui avrà un incremento molto rapido e potrà vedersi raddoppiato nel giro di pochi anni grazie alla diffusione sempre più rapida di questo impiego ormai sulla rampa di lancio anche nel nostro paese.

Amazon finanzia corsi di informatica presso 1.000 scuole superiori attraverso il programma Future Engineer

Amazon finanzia corsi di informatica presso mille scuole superiori

Amazon ha dichiarato che il suo programma di Future Engineer finanzierà le lezioni di informatica in più di 1.000 scuole superiori americane ed tutti e 50 gli stati americani nel prossimo autunno.

Questa è una rapida espansione del programma lanciato lo scorso novembre. Amazon punta a raggiungere oltre 10 milioni di bambini formati con le attività di codifica e durante le classi annuali presso le scuole. Piu’ di 100.000 studenti in più di 2.000 scuole superiori avranno la possibilita’ di seguire corsi introduttivi o avanzati di informatica.

Come parte del programma, Amazon prevede anche di assegnare a 100 studenti borse di studio di quattro anni da diecimila dollari e stage retribuiti presso l’azienda per acquisire esperienza lavorativa. Future Engineer fa parte di un investimento di cinquanta milioni di dollari da parte Amazon per l’informatica e l’educazione STEM (Science, technology, engineering, and mathematics). L’acronimo STEM è un termine utilizzato per indicare le discipline scientifico-tecnologiche e i relativi corsi di studio.

Amazon offrirà le lezioni attraverso la società di formazione online Edhesive. In precedenza, Amazon ha collaborato con Edhesive per sponsorizzare le scuole che desideravano implementare il proprio curriculum per AP Computer Science. Gli studenti riceveranno un abbonamento a AWS Educate, un programma gratuito per studenti di 14 anni per conoscere il cloud computing.

Citando le statistiche dell’Ufficio del lavoro degli Stati Uniti, Amazon dice che entro l’anno prossimo ci saranno 1,4 milioni di lavori che richiedono competenze informatiche, ma solo 400.000 laureati in informatica hanno le competenze necessarie. Amazon vuole colmare questa lacuna, in particolare per i bambini svantaggiati e le comunità svantaggiate.

“Vogliamo garantire che ogni bambino, in particolare quelli provenienti da comunità svantaggiate, abbia l’opportunità di studiare informatica”, ha detto in una nota Jeff Wilke, CEO di Worldwide Consumer presso Amazon. “Siamo entusiasti che oltre 1.000 scuole offriranno questi corsi e non vedremo l’ora di aggiungere altre 1.000 scuole nei prossimi mesi”.

Attualmente Amazon non ha piani specifici per l’Italia, ma siamo fiduciosi che tra qualche anno anche il belpaese verra’ incluso all’interno di questi programmi di formazione tecnologici.

I 5 lavori che saranno più richiesti nel 2019

Con l’inizio del nuovo anno si accentua l’interesse verso le possibilità lavorative, e si cerca di capire quale direzione prenderà il mercato del lavoro. Essendo un ambito in continuo mutamento, per via di numerose cause, sia quelle socio economiche sia quelle legate allo sviluppo e all’innovazione, ogni anno cambiano le richieste del mercato. Vediamo assieme quali sono i lavori più richiesti nel 2019 appena iniziato.

Data Scientist
L’impatto della tecnologia sulle aziende è oramai sotto gli occhi di tutti. Le numerose possibilità informatiche e il sempre più importante peso dei social anche come strumento di marketing, permette alle aziende di raccogliere una mole enorme di dati per profilare potenziali clienti, o misurare gli indici di quelli attuali. Tutti questi che si definiscono big data, dovranno essere organizzati ed elaborati da figure specializzate nel loro trattamento e nel 2019 questa tendenza si accentuerà ancor di più.

Machine learning engineer
Sempre connesso al progresso tecnologico, le aziende ricercano sempre di più figure in grado di programmare e progettare sistemi intelligenti, in grado di trovare applicazione in svariati campi. Si pensi ad esempio a sistemi fondati su algoritmi in grado di generare previsioni di ogni tipo, dall’ambito medico a quello economico, o più semplicemente ad applicazioni capaci di effettuare riconoscimenti vocali o magari suggerimenti d’acquisto su misura per ogni utente.

Contadino tecnologico
Si passa da un estremo all’altro, dalla tecnologia più avanzata all’antico lavoro della terra. Favorita anche da agevolazioni fiscali volte a non far morire questo tipo di mercato, il mondo delle startup agricole sta attraversando una nuova giovinezza. Già nel 2018 si era vista questa tendenza e nel nuovo anno non sembra destinata a fermarsi, sulla spinta anche di nuove idee e nuovi metodi di diffusione del prodotto agricolo.

Green jobs
Sulla scia del ritorno alla terra, anche i cosiddetti “green jobs” saranno protagonisti nel 2019. Si tratta infatti di tutte quelle figure professionali specializzate nell’ottimizzare i processi produttivi delle aziende, trovando sistemi sempre diversi per abbassare l’impatto ambientale della produzione. Figure come ingegneri o chimici ambientali, saranno tra le più richieste in quest’anno, anche perché portano, oltre ad una buona pubblicità, anche sostanziosi vantaggi fiscali per le aziende.

Lavori nel terzo settore
Nonostante le grandi polemiche politiche, il fenomeno dell’immigrazione non è destinato a placarsi del tutto. Molte associazioni umanitarie e non solo sono alla continua ricerca di figure professionali in grado di fornire servizi legati all’accoglienza. Oltre a queste anche psicologi, educatori e mediatori culturali, sono professioni in crescita nell’ambito del terzo settore e il 2019 sarà ancora un anno di grande fermento per queste tematiche

Il miglior lavoro possibile? Cerca lavoro come programmatore o dentista

US News analizzando i dati dell’ufficio di l’ufficio di statistica americano ha preparato una classifica dei migliori lavori sul territorio in America.

La classifica ha considerato sette parametri come lo stipendio medio, il tasso di occupazione, il volume di crescita del lavoro a 10 anni, la percentuale di crescita del lavoro a 10 anni, le prospettive di lavoro future, il livello di stress e l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Top 10 stilata da US News, in ordine:

  1. Sviluppatore software
  2. Statistico
  3. Assistente medico
  4. Dentista
  5. Ortodontista e Infermiera anestesista a pari merito
  6. Infermiere professionista
  7. Pediatra
  8. Ostetrico e ginecologo, Chirurgo orale e maxillo-facciale, Protesista e Medico a pari merito

Lo stipendio medio per uno sviluppatore software è di circa 101,790 Dollari e il tasso di disoccupazione è a circa 1,9% anche se non sono i più pagati o il tasso di disoccupazione non e’ basso come altri lavori hanno influito molto la richiesta del 30% prevista fino al 2026, inoltre i livelli dello stress necessari sul lavoro hanno influito molto per raggiungere la prima posizione.

Secondo la giornalista di U.S. News, Rebecca Koenig, il lavoro del programmatore è molto meno impegnativo e stressante di altre professioni come l medico, il dentista o il chirurgo.

Cinque libri da regalare per il natale sul futuro del lavoro

Tra le idee regalo più gettonate troviamo sempre i libri, sia nella loro versione cartacea che in quella digitale ormai sempre più diffusa. Ma volendo unire l’utile al dilettevole, quali possono essere i libri migliori da regalare per chi cerca, oppure vuole capire meglio il mercato del lavoro?

Vediamo i cinque libri migliori sul lavoro del futuro da far trovare sotto l’albero.

APP ECONOMY di Matteo Sarzana ed. Egea

Scritto da Matteo Sarzana, general manager di Deliveroo Italia, questo agile libretto di 110 pagine spiega in maniera chiara e precisa come il mondo delle applicazioni legato agli smartphone, abbia favorito la creazione di nuovi posti di lavoro, con dinamiche prima sconosciute per chi cerca un’occupazione.

IL FUTURO SENZA LAVORO di Martin Ford ed. il Saggiatore

Imprenditore della Silicon Valley, e sempre proiettato verso il futuro, Martin Ford con il suo libro mette in guardia da quelle che potranno essere le conseguenze della rivoluzione tecnologica sul mercato del lavoro. Nelle sue 340 pagine, Ford spiega come l’uomo dovrà rimodulare la sua ricerca nel campo del lavoro, per non rimanere attardato e soccombere in un futuro sempre più tecnologico.

IL METODO ARANZULLA di Salvatore Aranzulla ed. Mondadori


Considerata oramai una stella del web, Salvatore Aranzulla spiega nelle 144 pagine del suo libro, come abbia costruito, partendo da zero, una carriera di successo. Un libro davvero imperdibile per chi vuole provare a creare un’attività di successo, integrando anche le proprie passioni. Con questo volume Aranzulla spiega passo dopo passo quali sono le basi per costruire un sito di successo ed aiuta a comprendere e sfruttare tutte le nuove opportunità della web economy.

JOB SEARCH 2.0 di Riccardo Maggiolo ed. Franco Angeli editore


Un vero e proprio manuale in grado di dare le coordinate giuste per orientarsi nella ricerca di lavoro sul web. Dall’importanza dei social network come Facebook Linkedin e Instagram, alla cura della propria reputazione digitale fino all’intricato mondo degli annunci on-line. Riccardo Maggiolo ci guida versa la ricerca di un’occupazione sul web, già sperimentata nella sua startup Job Club attiva da anni in Italia.

SE CHIUDI TI COMPRO di Paola De Michieli, Stefano Imbruglia e Antonio Misiani ed. Guerini e associati


Impreziosito dalla prefazione di Romano Prodi, questo volume di 234 pagine racconta del fenomeno dei “workers buyout”, cioè l’acquisto delle aziende in crisi effettuato direttamente dai dipendenti attraverso la nascita di cooperative create appositamente. In queste pagine si trovano esempi di questa tendenza già avvenuti anche in Italia.

Mestieri digitali del futuro

Per trovare lavoro è buona regola provare ad immaginare il futuro e capire dove si dirigerà la ricerca di figure professionali nei prossimi anni. La parte del leone è svolta ormai da tutti quei mestieri che hanno in qualche maniera a che fare con il mondo del web, e stanno sempre di più aumentando le richieste di personale formato nelle nuove discipline digitali. Vediamo quali potranno essere in un futuro prossimo i lavori più richiesti in ambito digitale.

E-COMMERCE MANAGER

EL’esplosione della fetta di mercato relativa all’e-commerce ha portato alla ribalta molte figure professionali che nei prossimi anni saranno fondamentali. Tutte le maggiori aziende si stanno dotando di un e-commerce e per renderlo efficiente e produttivo, la figura di manager specializzati nella gestione delle vendite digitali, sarà sempre più richiesta e ben remunerata.

DIGITAL CONTENT SPECIALIST

La presenza sul web è ormai obbligatoria per ogni azienda che si rispetti, ed in pratica se non sei presente nella rete non esisti. In quest’ottica si sta sempre di più affermando la figura dello specialista di contenuti digitali, in pratica un professionista in grado di popolare un sito o una pagina social di materiale che possa essere accattivante e di spiccato interesse per il pubblico ricercato dalle varie aziende.

E-REPUTATION MANAGER

Proprio legato alla presenza sempre più massiccia delle aziende sul web e sui social, si sta facendo strada la figura di un manager apposito per la gestione della reputazione digitale delle aziende sulle varie piattaforme. Il suo compito è sostanzialmente quello di vigilare attraverso software di analisi dedicati, tutte le tendenze relative ad un determinato argomento, in modo da elaborare strategie comunicative funzionali ad aumentare l’autorevolezza e la reputazione del brand cliente.

WEB ANALYTICS MANAGER

Al giorno d’oggi lo sviluppo informatico ci permette di tracciare una enorme quantità di dati relativamente ad ogni nostro progetto lavorativo. Questo è tanto più vero nel campo digitale, basti pensare alla miriade di applicativi in grado di raccogliere dati in tempo reale sulle performance di un sito o di un e-commerce. Questa vera e propria montagna di informazioni ha però bisogno di specialisti in grado di distinguere i dati utili da quelli più marginali e di interpretarli in maniera corretta, per apportare eventuali correttivi ai progetti in corso.