Le nuove opportunità di lavoro grazie al 5G

I posti di lavoro grazie all’avvento del 5G saranno solo gli ultimi esempi di una tendenza che si è sempre dimostrata nel corso degli anni: le nuove tecnologie sono portatrici di occupazione aggiuntiva e non tolgono posti di lavoro sul lungo periodo. Il dibattito è sempre stato molto acceso riguardo l’argomento lavoro e nuove tecnologie, ma i timori espressi quasi sempre, per l’eccessiva informatizzazione del lavoro, hanno poi lasciato spazio alla nascita di nuove professioni o all’aumento di quelle appena nate. Anche l’avvento del 5G non fa eccezione, e si fa già un gran parlare riguardo le nuove opportunità che questa tecnologia regalerà in termini di occupazione.

lavoratore tecnologia 5g

Cos’è internet 5G e quali vantaggi porterà

Prima di vedere come impatterà sul mondo del lavoro questa nuova tecnologia, definiamo bene di cosa stiamo parlando. Internet 5G non è altro che la 5^ generazione di internet, e promette di viaggiare dalle cento alle mille volte più veloce della rete 4G che siamo abituati ad utilizzare. Per capire in concreto cosa voglia dire, basti pensare che con la rete 5G si potrà scaricare un intero film in pochi secondi. Oltre a questi vantaggi la nuova rete darà un impulso deciso a tutte le nuove tecnologie basata sulla cosiddetta internet of things, che stanno già iniziando a prendere piede con i vari assistenti personali sul modello di Amazon Alexa e Google. Tutte queste novità andranno senza dubbio ad ampliare le possibilità lavorative nei campi della progettazione informatica, ambiti che già adesso con l’ascesa delle tecnologie digitali sono alla continua ricerca di nuovi occupati.

L’impatto del 5G sul mondo del lavoro globale

Per valutare l’impatto che la tecnologia 5G avrà sul mondo del lavoro bisognerà dividere tra quello che porterà in termini di occupazione aggiuntiva e l’aumento della produttività per le attività esistenti che una nuova rete porta grazie al progresso tecnologico.

Le stime sull’economia

Si stima che complessivamente l’impatto della nuova rete 5G avrà un valore di almeno 12 trilioni di dollari da qui al 2035. Secondo lo studio effettuato dalla società inglese IHS Markit a trarre i maggiori benefici economici sarà la Cina mentre in Europa a fare la parte del leone sarà la Germania, che come sempre traina a livello economico il vecchio continente. Tutto questo fermento economico è dovuto sicuramente alla nascita di nuovi prodotti e applicazioni possibili grazie alla nuova rete, ma anche al ritorno di grandi player storici delle telecomunicazioni che grazie alla nuova tecnologia torneranno sulla scena. Ad esempio in questo senso si è già espressa Nokia, con il lancio di nuovi modelli basati su reti 5G già a partire dai primi mesi del 2020, mentre aziende come Ericsson e IBM si stanno concentrando sulle nuove generazioni di chip da utilizzare nelle antenne 5G e più in generale su tutta la parte infrastrutturale della rete.

Le stime sull’occupazione

Dal lato dell’occupazione l’avvento del 5G è destinato a portare nuovi posti di lavoro in maniera massiccia. Si stima che saranno addirittura ben 22 milioni le nuove occupazioni che globalmente avranno origine dalla nuova tecnologia 5G senza contare la quantità di nuovi prodotti che saranno destinati a rivoluzionare svariati ambiti lavorativi come i trasporti, l’industria, i servizi pubblici e del turismo l’agricoltura e la scuola. Questo porterà ad un sensibile aumento delle occupazioni nella filiera di tutti questi ambiti realizzando quell’effetto a cascata che porterà il 5G ad essere un volano eccezionale per l’economia del lavoro.

L’impatto del 5G sul mondo del lavoro italiano

Ed in Italia come sono le aspettative riguardo l’argomento lavoro e tecnologia 5G? Sembrano rosee almeno secondo i primi rilevamenti. Il colosso cinese ZTE ha già iniziato il suo piano di sviluppo della rete in Italia in collaborazione con Wind-Tre, e ha messo al centro del suo progetto l’Abruzzo, che dopo 10 anni dal tragico terremoto che sconvolse L’Aquila e dintorni, si pone come culla della new tecnology italiana. Il Tecnopolo abruzzese ha già assunto oltre mille persone ed altre sono in arrivo per le nuove opportunità di lavoro che si sono aperte sulla spinta della tecnologia 5G.

L’importanza degli atenei

Un ruolo fondamentale nell’ondata di nuove assunzioni che scaturiranno dalla rete 5G sarà sicuramente ricoperto dagli atenei italiani. Già detto di come si sta muovendo il Tecnopolo d’Abruzzo anche il Politecnico di Milano ha già intrapreso il percorso per farsi trovare pronto alla richiesta di nuove figure. Le richieste più ingenti sono per lavori come ingegneri o progettisti hardware, ma nel capoluogo lombardo c’è grande fermento per quello che riguarda le startup. Ne è la prova la collaborazione tra Vodafone e PoliHub, un incubatore dell’ateneo milanese, da cui nasce Action for 5G, un piano per le giovani imprese che riusciranno a trasportare il loro business in maniera concreta sulla rete 5G. Sono stati stanziati già 10 milioni di euro per questa gara che vedrà le aziende più interessanti aggiudicarsi il finanziamento andando quindi ad ampliare il proprio business creando nuovo valore per il mondo del lavoro.

Come si muovono le aziende

Detto di Vodafone anche altri colossi del mondo delle tele comunicazioni si stanno muovendo per non farsi trovare impreparati. Iliad ha già confermato che in Italia è attiva la ricerca di 50 figure adatte a ricoprire ruoli nel campo della network technology ed oltre a questo ha iniziato un interessante percorso riservato ad istituti tecnico professionali con corsi per giuntisti di fibra ottica che prevedono una parte concreta di alternanza scuola lavoro. Diversamente Cisco Sistem ha invece raggruppato centinaia di giovani provenienti da dieci paesi europei (tra cui l’Italia) nel proprio incubatore aziendale di Cracovia, che si chiuderà nel febbraio del 2020 e sarà chiamato a dare concrete risposte e idee per lo sviluppo delle reti 5G.

Quali retribuzioni per i nuovi lavori?

La parte retributiva ha riguardo le nuove figure professionali ha già le sue previsioni in merito. Tutte le agenzie di reclutatori hanno stilato i loro piani riguardo la crescita di queste figure legate così strettamente al progresso della rete 5G. Si stima quindi che per gli ingegneri capaci di gestire la transizione tra l’attuale rete 4G e la nuova 5G si possano prevedere stipendi di partenza che si attestano sui 40 mila euro lordi annui. Fondamentale per l’aspetto retributivo sarà aver maturato delle esperienze all’estero, soprattutto in Asia o in paesi come la Cina. In generale delle esperienze di partenza in aziende affermate nel campo delle telecomunicazioni come Nokia o Huawei può dare una decisa spinta alla carriera ed anche allo stipendio delle nuove figure professionali legate allo sviluppo della rete 5G. Entro qualche anno infatti gli stipendi di ingegneri o progettisti hardware potrebbero balzare fino anche a 80 mila euro lordi all’anno, rendendo queste nuove professioni molto interessanti dal lato economico.

Le difficoltà dei reclutatori di personale

L’industria del reclutamento personale è arrivata ad uno snodo cruciale.

Secondo una recente statistica del Bureau of Labor, il tasso di disoccupazione negli Usa è sceso al 3,7% ad ottobre 2018, toccando un minimo storico dal 1969. Questo significa che raramente c’è stato un momento migliore per essere un lavoratore negli Stati Uniti, ma al contempo il lavoro del recruiter si è complicato non poco.

Nuove strade per reclutare talenti

Ovviamente questo cambiamento di scenario impone una svolta anche per i recruiter, che devo ingegnarsi per trovare nuove strade ai fini del raggiungimento del loro obiettivo.

Tutto quello che valeva negli anni passati è destinato a cambiare repentinamente ed una recente indagine tra i recruiter americani ha portato a risultati interessanti, che potrebbero essere un’anticipazione di quello che potrebbe accadere anche in Europa.

Uno dei dati che salta maggiormente all’occhio è il mutamento delle metriche di valutazione dei candidati: ora un reclutatore è maggiormente attento al tasso di fidelizzazione potenziale di un candidato verso l’azienda, ed in genere alle qualità non esclusivamente tecniche del candidato, per assicurarsi che le aziende oltre ad assumere di più assumano anche meglio.
Il calo della disoccupazione ha comunque spostato il baricentro verso i lavoratori. Quindi anche la dinamica di rapporto tra candidati e recruiter è stato stravolto.

Infatti adesso sono i selezionatori del personale che devono impegnarsi nella ricerca in maniera maggiore rispetto a prima. E devono farlo percorrendo nuove strade fino ad ora inesplorate.

L’impatto maggiore di questa nuova era arriva ovviamente dai social network, e nuovi canali come Instagram stanno crescendo in popolarità sia tra chi cerca lavoro che tra i recruiter.

Inoltre una volta contattati, avendo un buon numero di possibilità a disposizione, i candidati non si accontenteranno di una semplice buona offerta, pertanto uno dei nuovi obiettivi del recruiter è quello di rendere sempre più veloce il processo di inserimento nell’azienda del potenziale neo assunto, migliorando anche i processi nella fase di onboarding.

Nuove sfide per il reclutamento

Alla luce di queste considerazioni i recruiter statunitensi provano a tracciare un’immagine del futuro nel loro ambito professionale.

Il 74% di loro crede infatti che la ricerca di nuovi candidati diventerà ancor più competitiva nel corso del prossimo anno, mentre il 31% è ancora convinto che il quality hire (una metrica complessa che valuta la qualità del candidato) sia la caratteristica fondamentale da ricercare. Si fa sempre più strada però la percentuale di coloro che credono che il fattore più ricercato per le aziende sia il cosiddetto retention rate, cioè il tempo di permanenza di un candidato in una singola azienda.

Oltre a queste metriche incentrate sui desideri delle aziende clienti dei recruiter, i selezionatori si sono espressi anche sulle nuove tecniche di reclutamento.

Il 25% di loro afferma infatti di investire nei nuovi social media come Instagram, soprattutto per raggiungere i contatti dei millennials che si stanno affacciando al mondo del lavoro. Inoltre un dato ancora più interessante è che ben l’88% dei reclutamenti on line, ottengono un giudizio positivo dai giovani candidati, dimostrando l’efficacia di questa nuova possibilità.

Tutti questi dati dimostrano un cambiamento globale del mondo del lavoro statunitense, e quindi una probabile tendenza anche in Europa nei prossimi anni. La differenza maggiore resta quella di un potere negoziale che si sta spostando sempre di più verso il lavoratore, con in recruiter che nel corso del 2018 hanno registrato un aumento delle trattative salariali dei propri candidati nel 75% dei casi.

La nascita di nuove figure, sempre più ricercate, e una robusta ripresa economica, hanno quindi portato il mercato americano a ribaltare i rapporti di forza tra imprese e lavoratore, costringendo anche i reclutatori a variare le loro metriche di lavoro.

I 10 lavori più divertenti che puoi fare

Divertirsi a lavorare è uno dei sogni a cui tutti aspiriamo. Invece molto spesso il nostro lavoro è una sequenza di compiti noiosi, ripetitivi, o magari di obiettivi stressanti da raggiungere che possono rendere il lavoro un vero incubo. Viene quindi la voglia di cambiare lavoro, trovare un’altra occupazione che possa divertirci e appagarci maggiormente.

Ma quali sono i lavori più divertenti che possiamo trovare in giro?

Luna park - Lavoro divertente per chi vuole torvare un nuovo lavoro

Tester di videogiochi

Ammettiamolo, a molti di noi piacciono i videogiochi e spesso contiamo le ore quando siamo al lavoro nella speranza che passino presto, per tornare a casa e metterci di fronte alla nostra console preferita. E se fosse questo il lavoro? Beh, questo impiego dei sogni esiste. Molte case sviluppatrici di videogiochi pagano gli appassionati per fornire loro le versioni beta, cioè quelle provvisorie prima della commercializzazione. Grazie ai suggerimenti dei videogiocatori si possono quindi apportare le ultime migliorie al prodotto. Chiaramente non basta essere amanti dei videogiochi, sono necessarie anche conoscenze di programmazione per svolgere al meglio questo mestiere.

Costruttore di città di Lego

Lego - lavoro curioso per chi vuole far qualcosa di divertente.

Anche i lego sono un passatempo tra i più divertenti e rilassanti nonostante l’età che avanza. E c’è chi è riuscito a farne persino un lavoro. Capita proprio in Italia dove un 36enne emiliano, Riccardo Zangelmi, ha costruito una carriera dietro la sua passione per i famosi mattoncini. La sua azienda si chiama Brick Vision e viene chiamata in causa anche per grandi eventi di eccellenze assolute come Ferrari e Ducati. Grazie alla sua passione Riccardo è riuscito ad ottenere l’ambito Lego Certified Professional, un certificato rilasciato direttamente dalla famosa azienda danese, di cui sono in possesso solo 14 persone in tutto il mondo, che attesta la qualità del lavoro di costruzione. Riccardo è l’unico in Italia a svolgere questo mestiere e se vi piacciono i lego forse potreste provare a mandare un curriculum.

Tester scivoli acquatici

Sempre in ambito ludico un altro lavoro divertente dev’essere il tester di scivoli per i parchi acquatici. Una vera propria manna dal cielo per chi ama questo genere di parchi, per una mansione che prevede di essere pagati per provare tutti gli scivoli del parco. Non esistono molti posti disponibili per questo impiego, anzi per la verità si ha notizia del solo Sebastian Smith, uno studente britannico di 22 anni che ha sbaragliato una folta concorrenza di oltre 2000 aspiranti tester, ed è diventato uno dei lavoratori più invidiati al mondo. L’unica contrindicazione per svolgere questo lavoro è quella di soffrire di vertigini.

Tester di auto nuove

Funziona come per i videogiochi citati in precedenza. Le case produttrici prima di immettere in commercio un prodotto lo testano per un tempo variabile, per mettere alla prova la qualità del prodotto. Succede anche per le automobili, e per gli amanti dei motori questo ha tutta l’aria di essere il lavoro dei sogni. La mansione si svolge più o meno così: ogni mese viene affidata ad uno o più tester un’auto nuova di zecca, e guidatori hanno la possibilità di averla a totale disposizione. Certo, non basta essere dei semplici appassionati, e alla macchina devono essere effettuati specifici test, ma cosa c’è di più divertente per un’amante delle quattro ruote che cambiare automobile ogni mese?

Mappatore per Google maps

Sempre nell’ambito dei lavori da fare su strada, un’altra occupazione divertente per chi ne è appassionato è quella del mappatore per google maps. Si tratta di girare tutto il giorno con una bicicletta, adeguatamente modificata con una telecamera, che fotografa e mappa tutto il nostro percorso. Questo serve a fornire le mappe di google in maniera dettagliata e anche con la funzione fotografica che ci fa riconoscere i posti che dobbiamo raggiungere. Se vi diverte andare in bici questo è senza dubbio il lavoro che fa per voi.

Assaggiatore di dolci e cioccolato

Siamo tutti un po’ golosi. E cosa ci sarebbe di meglio che essere pagati per mangiare? Eppure esistono delle persone la cui occupazione è quella di assaggiare dolci e cioccolato per le aziende produttrici di queste leccornie. Non tutti possono però avvicinarsi a questa occupazione. Servono specifiche competenze in ambito di chimica alimentare e biologia per svolgere al meglio la mansione, anche perché la relazione sul oggetto del test non può limitarsi ad una semplice indicazione sul gusto. Quindi se avete le competenze necessarie potete buttarvi su questo lavoro ma fate attenzione alla linea.

Mistery shopper

Fare shopping è sempre una delle attività più divertenti e appaganti che si possano desiderare. E pensare che esistono aziende specializzate nella valutazione dei negozi della grande distribuzione, che pagano degli addetti per fingersi clienti ed andare a fare compere nei negozi. Queste aziende vengono chiamate dai grandi gruppi della distribuzione internazionale, per mandare i propri mistery shopper a valutare il livello di qualità degli addetti vendita nei vari negozi. Capita che vengano affidate cifre extra anche per acquistare materialmente i prodotti nel caso di test più approfonditi sul negozio in questione.

Valutatore di alberghi e ristoranti

Sempre nell’ambito della certificazione di qualità, uno dei lavori che più divertono è quello del valutatore di alberghi e ristoranti. Il fortunato lavoratore dovrà alloggiare negli alberghi di mezzo mondo per decidere se le 5 stelle poste sull’insegna sono meritate oppure no. Oppure dovrà mangiare tutte le sere in un ristorante diverso per valutare la qualità del cibo e del servizio. Ovviamente per svolgere questa mansione di “critico” bisognerà aver maturato un’enorme esperienza nel campo alberghiero e della ristorazione.

Tester di materassi

Uno dei lavori più curiosi ed ambiti del mondo è quello di colui che testa i materassi. In pratica il sogno di molti si tramuta in realtà, cioè si viene pagati per dormire. Bisogna subito dire che però i termini della questione non sono esattamente così. Senza dubbio una delle prove che un materasso deve passare prima della commercializzazione è quella della dormita notturna, ma un tester di materassi dovrà sottoporre il prodotto ad innumerevoli prove di resistenza e durata.

Custode di un paradiso terrestre

Chiudiamo con il più classico e ambito tra i lavori divertenti dei nostri sogni. Ciclicamente si sente di qualche annuncio per fare da custode in alcune isole sperdute che sono veri e propri paradisi terrestri. Queste cose esistono, e ci sono persone che si guadagnano da vivere svolgendo questo lavoro. Del resto cosa ci sarebbe di più divertente che vivere una vita in vacanza?

Tutto quello che c’è da sapere sullo Smart Working

Lo Smartworking è uno dei termini che si sentono sempre più spesso relativamente al mondo del lavoro, ma le sue definizioni possibili sono ancora abbastanza fumose nel sentire comune. Chiaramente siamo ancora all’inizio del definitivo sviluppo di questa pratica lavorativa, iniziata qualche decennio addietro, ma con una crescita importante registrata negli ultimi anni sull’onda delle innovazioni tecnologiche che hanno investito tutti campi, compreso quello del mondo del lavoro.

Smart working - I nuovi trend del lavoro

Vediamo quindi tutto quello che c’è da sapere quando si parla di Smartworking.

Cosa si intende con Smartworking

Con Smartworking si intende un modo di concepire l’organizzazione aziendale, volta a fornire al lavoratore una maggiore flessibilità e autonomia nella scelta di spazi orari e strumenti lavorativi, responsabilizzando al contempo, in maniera maggiore riguardo il raggiungimento dei risultati aziendali.

In pratica si tratta di un modello organizzativo che fornice una libertà maggiore al lavoratore subordinato, che può decidere l’orario e il luogo di lavoro preferito, mantenendo sempre alta l’attenzione sugli obiettivi finali condivisi con la direzione dell’azienda. Per queste tipologie di lavoro agile, come è stato definito dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’organizzazione del lavoro è scandita in maniera differente rispetto alle occupazioni impostate su metodi tradizionali. Infatti non si basa sullo scorrere dei giorni, da passare in ufficio, ma piuttosto su cicli fasi e obiettivi da raggiungere. Quindi non il classico orario d’ufficio, ma delle task, delle missioni lavorative, da completare per raggiungere il risultato finale.

Come introdurre lo Smartworking nell’ambiente di lavoro
Un progetto di cambiamento che preveda il passaggio allo Smartworking per molti dei dipendenti aziendali, è quindi un processo che necessita di intervento su più aspetti dell’organizzazione aziendale e deve partire logicamente da considerazioni riguardo lo stato degli obiettivi in primis, ma anche del livello di avanzamento tecnologico dell’azienda e della cultura lavorativa radicata nel tessuto manageriale della compagnia.

Sarà necessario rivedere alcuni aspetti riguardo il modello gerarchico e di leadership adottato nell’azienda per regolarlo in base alla nuova organizzazione lavorativa. Inoltre la collaborazione interna tra i vari lavoratori dovrà fare un salto di qualità necessario per far funzionare tutto il sistema senza intoppi.

Regolamentazioni di legge riguardo allo Smartworking

Anche le istituzioni si sono adattate a questo incipiente cambiamento, andando a regolamentare le zone ancore oscure che ancora si potevano trovare in questa tipologia di organizzazione lavorativa.
Con la legge del 81/2017 sostanzialmente uno Jobs act riguardo le “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, si va a disciplinare il lavoro agile.

Un’importante aggiunta è stata implementata in tempi recentissimi, con una modifica inserita nella legge di bilancio 2019 che prevede la priorità all’attuazione dello Smartworking per quelle richieste formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi al congedo per maternità o a tutti i lavoratori con figli in condizioni di disabilità.

Tutte queste regolamentazioni sono volte a dare un impulso deciso alla nuova modalità di lavoro, in quanto molti studi recenti, tra cui quello del politecnico di Milano, prevedono un incremento della produttività utile a tutto il sistema paese. Secondo le stime attuali ad oggi in Italia vi sono appena 305 mila Smart Worker, ma i profili di lavoratori a cui si adatta il sistema Smartworking è di almeno 5 milioni di persone. Con un incremento simile si potrebbe avere un beneficio enorme con un aumento di produttività del 15% stimato in circa 13,7 miliardi di euro.

Inoltre i benefici non sarebbero solo economici per le imprese e lo stato, ma anche per i lavoratori stessi che potrebbero risparmiare mediamente 40 ore all’anno di spostamenti riducendo di 135Kg di CO2 le immissioni nocive nell’ambiente. Anche questo è un fattore da non sottovalutare che volge a tutto vantaggio dello Smartworking.

Svelato il test per lavorare come navigator

Come avevamo preannunciato nella nostra guida per diventare navigator si è ufficialmente aperto il bando per ricoprire la nuova posizione prevista dal governo nell’ambito della misura del reddito di cittadinanza.

Con le domande per accedere al reddito già presentabili dal 6 marzo, il tempo per selezionare questa prima tranche di tutor è stretto e pertanto sarà utile attivarsi immediatamente per accedere alle selezioni.

Dalla stessa data infatti è stato pubblicato il bando reperibile direttamente sul sito Anpal Servizi, per individuare la società di servizi che affiancherà quest’ultima nella selezione dei primi 6000 navigator. Ricordiamo che i restanti 4000 previsti dalle stime del governo saranno soggetti alla selezione degli uffici per il lavoro regionali.

All’interno di questo sono state svelate le prove che dovranno sostenere i candidati.

In cosa consiste la selezione per diventare navigator

Come anticipato dal bando, e spiegato anche dalle componenti stati in conferenza stampa, la selezione prevede dei paletti in entrata. La ricerca è infatti volta a laureati nelle seguenti discipline

  • Economia
  • Giurisprudenza
  • Sociologia
  • Scienze politiche
  • Psicologia
  • Scienze della formazione

Senza essere in possesso di una di queste lauree sarà dunque impossibile accedere al concorso.

Oltre a questo nel bando stilato da Anpal si hanno importanti informazioni riguardo le prove da sostenere per superare la selezione.

Se inizialmente era prevista una scrematura dai curriculum con successivo colloquio, vista la grande mole di candidati da valutare, l’Anpal ha optato per la proposta di un questionario a crocette, che sebbene risulti meno preciso come metodo di selezione, garantisce una maggiore velocità di valutazione dei candidati.

Leggendo nel capitolato tecnico del bando si può chiaramente vedere come il questionario sia già stato strutturato, se non proprio nelle specifiche domande almeno negli argomenti da trattare.

Delle 100 domande previste il bando comunica la seguente suddivisione in argomenti:

10% quesiti di cultura generale
10% quesiti psicoattitudinali
10% quesiti di logica
10% quesiti di informatica
10% quesiti sui modelli e gli strumenti di intervento delle politiche del lavoro
10% quesiti sul reddito di cittadinanza
10% quesiti sulla disciplina dei contratti di lavoro
10% quesiti sul sistema di istruzione e formazione
10% quesiti sulla regolamentazione del mercato del lavoro
10% quesiti su economia aziendale

Anpal ha previsto la redazione di 1500 test differenti, con 4 risposte multiple possibili di cui solo 1 inequivocabilmente esatta.

Quando iniziano le selezioni per diventare navigator

Per ora il bando pubblicato riguarda la ricerca di una società di servizi che possa affiancare Anpal nella gestione della selezione. Tale bando si si chiuderà alle ore 12.00 del 25 marzo, pertanto presumibilmente dopo quella data si avranno a disposizione i giorni utili per presentare le richieste di partecipazione ai test. Il governo prevede per questa prima tornata di selezioni un afflusso di circa 60 mila candidati. Ancora nessuna novità invece relativa ai contratti dei navigator che secondo le ultime notizie dovrebbero essere dei classici Co. Co. Co. Con durata di due anni, anche se in questo senso sono arrivate rassicurazione dal governo circa una probabile stabilizzazione di queste figure anche dopo il primo periodo di intenso lavoro dovuto al reddito di cittadinanza

Azienda italiana cerca ingegneri ma li trova solo in Polonia

Anche in un momento dove il lavoro sembra scarseggiare, ci si può trovare davanti a contraddizioni incredibili.

Offerte Lavoro Azienda e li trova solo in Polonia

Può capitare di avere una richiesta dal mercato del lavoro, per profili in cui l’offerta non è sufficiente a soddisfare le aziende. Quello delle offerte di lavoro ignorate è un problema che dovrà essere affrontato a breve perché con la nascita di nuove figure professionali si è aggravato ulteriormente

Il caso emblematico di questa situazione è rappresentato dalla GFT Italia, una multinazionale tedesca, la cui sede italiana lamenta la penuria di candidati per posizioni di ingegnere informatico.

Il caso, scoppiato nelle scorse settimane, porta a numerose riflessioni sul mercato del lavoro, e sulle politiche all’orientamento lavorativo applicate ai giovani.

Posizioni aperte ignorate

Il direttore risorse umane della GFT Italia è stato chiaro nelle scorse settimane, dichiarando che l’azienda ha costantemente dalle 40 alle 50 posizioni aperte.

Questo dato è confermato da un rapido passaggio sulla pagina delle offerte di lavoro raggiungibile direttamente sul sito dell’azienda.

Semplicemente scorrendo la pagina delle carriere si possono trovare alla data odierna la bellezza di 27 posizioni aperte, concentrate nel centro nord, quasi tutte inerenti il campo della programmazione e dell’ingegneria informatica.

Queste offerte rimangono perlopiù disattese, e pertanto l’azienda ha dovuto pensare a soluzioni alternative per soddisfare la propria richiesta.

Una strada percorribile è quella di assumere personale con un profilo non del tutto aderente a quello richiesto, a cui viene impartito un periodo di formazione per essere trasformati in sviluppatori informatici.
La scelta più dolorosa è però quella di affidare questa parte italiana del lavoro in paesi esteri dove il reperimento dei candidati è più agevole, come accaduto recentemente con la Polonia.

In Italia la GFT conta già oltre 700 addetti impiegati, ma fatica non poco ad integrare il proprio organico con figure di questo tipo. Per tamponare il problema l’azienda è da tempo in contatto con i maggiori atenei d’Italia nel campo della formazione di ingegneri informatici.

L’importanza della formazione universitaria

Uno degli atenei più impegnati nella formazione di ingegneri informatici è da sempre il Politecnico di Milano, che da tempo ha avviato un programma denominato career service.

Con questo programma l’università meneghina, intende favorire l’ingresso dei suoi giovani studenti nel mondo del lavoro, facendo incontrare la domanda delle aziende con l’offerta dei giovani laureati.

Rimane però il problema del reperimento della figura dell’ingegnere informatico.

Come confermato dal rettore del politecnico, Ferruccio Resta, la richiesta di ingegneri legati al mondo dell’industria 4.0 è aumentata esponenzialmente.
Per venire incontro a questa richiesta sarebbe necessario pensare ad investimenti mirati ad aumentare il numero di iscritti nei corsi di laurea relativi a queste figure, ma servirebbero investimenti ingenti: per aumentare di 5mila unità i partecipanti, l’investimento auspicato sarebbe di almeno 50 milioni di euro.

Servirà quindi uno sforzo programmatico dello stato in collaborazione con gli atenei di tutta Italia per non perdere l’occasione di creare posti di lavoro.
Infine è utile notare come questi siano posti di lavoro di ottima qualità, sia come salari medi che come contratto di lavoro, che il più delle volte sfocia direttamente in un posto a tempo indeterminato, tanto desiderato al giorno d’oggi.

Sviluppare la carriera o trovare lavoro?

Durante la vita lavorativa ci si trova spesso di fronte a delle scelte importanti, che indirizzano in maniera decisiva la propria traiettoria nel mondo del lavoro. Una delle più classiche è quella che mette di fronte la possibilità di avere una carriera personale contrapposta alla scelta di cercare un lavoro dipendente. Come in tutte le scelte ci sono dei pro e dei contro da valutare con attenzione. Vediamo una rapida panoramica.

Sviluppare la carriera: i pro

Sviluppare una propria carriera e un proprio progetto personale è una delle aspirazioni più comuni nel mondo del lavoro. I vantaggi sono di varia natura, non ultimo quello della soddisfazione personale. Riuscire ad avere successo in qualcosa di personale è sempre infatti una gratificazione enorme. Ma anche la possibilità di gestire il proprio tempo in autonomia è sicuramente uno dei pro maggiori quando si sviluppa una carriera personale. Oltre a questo sappiamo che essere alla guida del proprio progetto significa non avere il classico capo che controlla ogni nostra mossa, e questo ci rende l’esperienza lavorativa sicuramente più rilassante.

Sviluppare la carriera: i contro

Sviluppare la propria carriera in autonomia non è sempre un sogno, ogni tanto può dare vita a qualche incubo. Anzitutto bisogna curare in maniera precisa ogni aspetto della propria attività, anche quelli meno belli e più noiosi e difficili. Quindi bisogna scontrarsi con la gestione economica della nostra attività, ed avere a che fare con la burocrazia. Se non lo vogliamo fare, bisognerà delegare queste operazioni, sostenendo dei costi che andranno ad erodere i nostri guadagni.

Oltre a questo ci si deve occupare della continua ricerca di clienti per ampliare il proprio business, aggiungendo questa ad altre attività che portano via spazio allo svolgimento del lavoro vero e proprio.

Trovare lavoro dipendente: i pro

Trovare un lavoro dipendente può essere seccante, ma nasconde dei vantaggi sostanziali: anzitutto il guadagno sicuro e costante. Magari si può obiettare, dicendo che gli stipendi non sono alti e si fatica ad arrivare a fine mese, ma la sicurezza di un’entrata fissa mensile è uno dei fattori che fanno pendere verso la scelta del lavoro dipendente.

Oltre a questo fattore, quando si lavora come dipendente non ci si deve occupare di cose burocratiche legate all’azienda, e le proprie mansioni saranno limitate strettamente al lavoro ed al ruolo che si ricopre.

Trovare lavoro dipendente: i contro

I contro nel lavoro dipendente sono chiari a chiunque abbia provato questa esperienza. La presenza di un capo è sicuramente l’avversità più gettonata, perché spesso i rapporti con i propri superiori non sono idilliaci. Rimanere sotto il controllo di un capo non amato, porta il lavoratore dipendente a sentirsi poco libero nello svolgimento delle sue mansioni, causando una sensazione di frustrazione. Questo impatta anche sugli orari di lavoro, che spesso non sono flessibili portando a delle difficoltà operative nella vita di tutti i giorni. Inoltre quando si lavora come dipendente non abbiamo libertà di scelta sulle mansioni da svolgere, quindi capiterà di trovarsi a fare cose che non ci piacciono, alimentando la frustrazione citata già in precedenza.

Offerte di lavoro e stipendi per data scientist

Stipendio di un Data Scientist e opportunità di lavoro

Con l’esplosione dell’importanza dei big data nel mondo del lavoro, il lavoro dei data scientist è balzato in cima a quelli più ricercati. Moltissimi sono infatti i giovani che cercano lavoro in questo ambito e scelgono proprio la professione del cosiddetto scienziato dei dati, una figura sempre più fondamentale per guidare ed orientare le strategie aziendali delle imprese medio grandi. Grazie quindi alla continua espansione sono nate anche le prime statistiche riguardanti questo impiego. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Offerte di lavoro come data scientist

Se si cerca lavoro come data scientist il momento è assolutamente propizio e questo è un settore del tutto nuovo che non sente in alcun modo la crisi. Anzi le statistiche ci mostrano una realtà totalmente differente da altri ambiti lavorativi, con una domanda da parte delle aziende che al momento supera l’offerta relativamente a questa figura professionale. Negli Stati Uniti, che come sempre sono un indice di anticipazione dei dati mondiali, si stima che alla fine del 2018 le ricerche per questa figura professionale fossero aumentate del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Contemporaneamente questo aumento di richiesta non è supportato da un equivalente aumento dell’offerta, infatti le persone interessate a proporsi per questa occupazione sono aumentate solo del 14% lasciando quindi una percentuale vicina al 15% di domanda non soddisfatta. In Italia la situazione è ancora in divenire ma sta esplodendo in questi mesi: infatti oltre metà delle piccole medie imprese si affida ancora ad un approccio classico al mondo dei dati, ma la crescita di chi si affida ai big data registra una tendenza di aumento in doppia cifra, ed il 77% di queste imprese dichiara di dover cercare personale formato per queste mansioni al di fuori dei loro dipendenti attuali.

Lo stipendio di un data scientist

Proprio a causa di questa penuria di data scientist adeguatamente formati sul mercato, lo stipendio di questa figura professionale registra un aumento sempre più marcato. Essendoci in pratica una richiesta elevata è chiaro come il potere contrattuale stia tutto nelle mani di chi si offre per questa specifica mansione. Come sempre negli Stati Uniti abbiamo un’anticipazione delle tendenze future e si nota come il lavoro del data scientist abbia una retribuzione media che varia dai 100 mila ai 168 mila dollari annui. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Forbes, questo lavoro è destinato a vedere aumentata la sua retribuzione media di un ulteriore 20% entro il 2020. Questo è uno dei fattori principali che ha portato la celebre rivista americana a decretare quello del data scientist come lavoro più ambito del XXI secolo. In Italia la retribuzione media per questa mansione è ancora molto più bassa, sia perché ancora poco diffusa, sia perché le stesse piccole medie imprese si stanno accorgendo solo adesso della reale potenzialità di questa figura professionale. Si stima comunque che lo stipendio medio che ora si aggira attorno ai 40 mila euro annui avrà un incremento molto rapido e potrà vedersi raddoppiato nel giro di pochi anni grazie alla diffusione sempre più rapida di questo impiego ormai sulla rampa di lancio anche nel nostro paese.

Amazon finanzia corsi di informatica presso 1.000 scuole superiori attraverso il programma Future Engineer

Amazon finanzia corsi di informatica presso mille scuole superiori

Amazon ha dichiarato che il suo programma di Future Engineer finanzierà le lezioni di informatica in più di 1.000 scuole superiori americane ed tutti e 50 gli stati americani nel prossimo autunno.

Questa è una rapida espansione del programma lanciato lo scorso novembre. Amazon punta a raggiungere oltre 10 milioni di bambini formati con le attività di codifica e durante le classi annuali presso le scuole. Piu’ di 100.000 studenti in più di 2.000 scuole superiori avranno la possibilita’ di seguire corsi introduttivi o avanzati di informatica.

Come parte del programma, Amazon prevede anche di assegnare a 100 studenti borse di studio di quattro anni da diecimila dollari e stage retribuiti presso l’azienda per acquisire esperienza lavorativa. Future Engineer fa parte di un investimento di cinquanta milioni di dollari da parte Amazon per l’informatica e l’educazione STEM (Science, technology, engineering, and mathematics). L’acronimo STEM è un termine utilizzato per indicare le discipline scientifico-tecnologiche e i relativi corsi di studio.

Amazon offrirà le lezioni attraverso la società di formazione online Edhesive. In precedenza, Amazon ha collaborato con Edhesive per sponsorizzare le scuole che desideravano implementare il proprio curriculum per AP Computer Science. Gli studenti riceveranno un abbonamento a AWS Educate, un programma gratuito per studenti di 14 anni per conoscere il cloud computing.

Citando le statistiche dell’Ufficio del lavoro degli Stati Uniti, Amazon dice che entro l’anno prossimo ci saranno 1,4 milioni di lavori che richiedono competenze informatiche, ma solo 400.000 laureati in informatica hanno le competenze necessarie. Amazon vuole colmare questa lacuna, in particolare per i bambini svantaggiati e le comunità svantaggiate.

“Vogliamo garantire che ogni bambino, in particolare quelli provenienti da comunità svantaggiate, abbia l’opportunità di studiare informatica”, ha detto in una nota Jeff Wilke, CEO di Worldwide Consumer presso Amazon. “Siamo entusiasti che oltre 1.000 scuole offriranno questi corsi e non vedremo l’ora di aggiungere altre 1.000 scuole nei prossimi mesi”.

Attualmente Amazon non ha piani specifici per l’Italia, ma siamo fiduciosi che tra qualche anno anche il belpaese verra’ incluso all’interno di questi programmi di formazione tecnologici.

I 5 lavori che saranno più richiesti nel 2019

Con l’inizio del nuovo anno si accentua l’interesse verso le possibilità lavorative, e si cerca di capire quale direzione prenderà il mercato del lavoro. Essendo un ambito in continuo mutamento, per via di numerose cause, sia quelle socio economiche sia quelle legate allo sviluppo e all’innovazione, ogni anno cambiano le richieste del mercato. Vediamo assieme quali sono i lavori più richiesti nel 2019 appena iniziato.

Data Scientist
L’impatto della tecnologia sulle aziende è oramai sotto gli occhi di tutti. Le numerose possibilità informatiche e il sempre più importante peso dei social anche come strumento di marketing, permette alle aziende di raccogliere una mole enorme di dati per profilare potenziali clienti, o misurare gli indici di quelli attuali. Tutti questi che si definiscono big data, dovranno essere organizzati ed elaborati da figure specializzate nel loro trattamento e nel 2019 questa tendenza si accentuerà ancor di più.

Machine learning engineer
Sempre connesso al progresso tecnologico, le aziende ricercano sempre di più figure in grado di programmare e progettare sistemi intelligenti, in grado di trovare applicazione in svariati campi. Si pensi ad esempio a sistemi fondati su algoritmi in grado di generare previsioni di ogni tipo, dall’ambito medico a quello economico, o più semplicemente ad applicazioni capaci di effettuare riconoscimenti vocali o magari suggerimenti d’acquisto su misura per ogni utente.

Contadino tecnologico
Si passa da un estremo all’altro, dalla tecnologia più avanzata all’antico lavoro della terra. Favorita anche da agevolazioni fiscali volte a non far morire questo tipo di mercato, il mondo delle startup agricole sta attraversando una nuova giovinezza. Già nel 2018 si era vista questa tendenza e nel nuovo anno non sembra destinata a fermarsi, sulla spinta anche di nuove idee e nuovi metodi di diffusione del prodotto agricolo.

Green jobs
Sulla scia del ritorno alla terra, anche i cosiddetti “green jobs” saranno protagonisti nel 2019. Si tratta infatti di tutte quelle figure professionali specializzate nell’ottimizzare i processi produttivi delle aziende, trovando sistemi sempre diversi per abbassare l’impatto ambientale della produzione. Figure come ingegneri o chimici ambientali, saranno tra le più richieste in quest’anno, anche perché portano, oltre ad una buona pubblicità, anche sostanziosi vantaggi fiscali per le aziende.

Lavori nel terzo settore
Nonostante le grandi polemiche politiche, il fenomeno dell’immigrazione non è destinato a placarsi del tutto. Molte associazioni umanitarie e non solo sono alla continua ricerca di figure professionali in grado di fornire servizi legati all’accoglienza. Oltre a queste anche psicologi, educatori e mediatori culturali, sono professioni in crescita nell’ambito del terzo settore e il 2019 sarà ancora un anno di grande fermento per queste tematiche