10 Cose da non dire ad un colloquio di lavoro

Quando si affronta un colloquio di lavoro molte delle preoccupazioni risiedono nelle domande che potrebbero essere poste e nelle risposte che vengono date. Molto spesso infatti sapere come presentarsi ad un colloquio di lavoro può fare la differenza tra un esito positivo e uno negativo, ancora di più del peso del proprio curriculum. Vediamo insieme quali sono le 10 cose da non dire assolutamente per superare brillantemente un colloquio.

1 Di cosa si occupa l’azienda?
Presentarsi ad un colloquio senza un minimo di preparazione sull’azienda con la quale parliamo denota una superficialità che non passerà inosservata all’esaminatore di turno.

2 Odio il mio attuale lavoro
L’insoddisfazione per il proprio attuale lavoro è sicuramente una molla che spinge a trovarne un altro, ma agli occhi di un recruiter un sentimento d’odio verso il proprio impiego è considerato un comportamento a rischio che potrebbe potenzialmente ripetersi in caso d’assunzione.

3 Odio il mio capo/i miei colleghi
Vale quanto detto sopra, con l’aggravante che tale comportamento denota anche una scarsa propensione a lavorare in team in maniera costruttiva.

4 Lavoravo troppo
Dichiarare che nel precedente impiego si lavorava troppo ha un duplice effetto negativo: si rischia di passare come una persona non incline alla fatica e di sminuire l’impegno necessario nell’affrontare la nuova avventura lavorativa.

5 Quanto di stipendio?
Da sempre è buona regola aspettare che sia il rappresentante dell’azienda che svolge il colloquio a parlare della retribuzione. Farlo per primi e magari nelle fasi iniziali di un colloquio denota un eccessivo attaccamento al denaro.

6 Trova tutto scritto nel curriculum
Molto spesso un recruiter vuole sentire dal diretto interessato qualcosa di più riguardo il suo percorso. Liquidarlo invitandolo a cercarsi le informazioni nel curriculum non aiuterà la buona riuscita del colloquio.

7 Ho assoluto bisogno di lavorare
Anche se quel colloquio rappresenta l’ultima spiaggia non bisogna mai apparire alla disperata ricerca di un lavoro: questo infatti potrebbe portare l’esaminatore a farsi delle domande sul perché siamo arrivati fino a quel punto di disperazione.

8 Anche se non ho i titoli, imparo in fretta
Molto spesso un recruiter ricerca una figura con competenze dimostrate e già autonoma. Sarebbe dunque buona regola non giocarsi la carta della buona volontà, se non espressamente richiesta dal tipo di lavoro.

9 Devo pensarci su
Al contrario del disperato, anche apparire troppo altezzoso potrebbe allarmare il recruiter di turno, preoccupato di trovarsi di fronte ad una persona problematica di difficile gestione.

10 Come sono andato?
Buona regola è anche quella di evitare una domanda così scontata alla quale ovviamente un recruiter non è tenuto a rispondere. Le varie considerazioni sullo svolgimento del colloquio sono infatti di competenza dell’esaminatore e di chi decide per le assunzioni.

Burnout, Lavorare quattro giorni a settimana, ed essere pagato per cinque giorni?

Sembra troppo bello perché sia vero, ma molte aziende in tutto il mondo lo stanno applicando e hanno scoperto che i lavoratori sono molto più produttivi, più motivati e meno stressati.

Il termine “burnout” coniato negli anni ’70 dallo psicologo americano Herbert Freudenberger decrive descrive le conseguenze di un grave stress causato da un eccessivo lavoro. Medici e infermieri, ad esempio, che si sacrificano per gli altri, finiscono spesso per essere “bruciati” – esausti, svogliati e incapaci di far fronte alle più basilari necessità. Nei giorni nostri il termine è per descrivere questo fenomeno che colpisce tutti i tipi di lavoro dalle star del cinema ai dipendenti fino alle casalinghe oberate di lavoro.
Jan Schult-Hofen, fondatore della società di gestione progetti software Planio di Berlino, è la persona che ha introdotto questa riduzione della settimana lavorativa e ha detto che è molto più sano e i dipendenti fanno un lavoro migliore, evitando cosi orari pazzeschi.

Molte aziende in tutto il mondo, come la società Perpetual Guardinan, in Nuova Zelanda, hanno testato questo metodo e hanno scoperto che il lavoro e meno stressante e l’impegno dello staff aumenta applicando una settimana ridotta a trentadue ore. Anche in Giappone il governo sta spingendo le compagnie permettendo di avere il lunedì mattina come vacanza. Il “Trades Union Congress” dell’Inghilterra sta incoraggiando tutto il paese a passare a quattro giorni lavorativi la settimana, entro alla fine di questo secolo. Secondo TUC questo metodo ridurrà lo stress, migliorerà la vita familiare e aumenterà l’uguaglianza di genere.

SOVRACCARICO DA LAVORO

Lucie Greene, esperto di tendenze presso la società di consulenza J. Walter Thompson, ha detto che è un aumento della reazione negativa contro il superlavoro, sottolineata da un’ondata di critiche dopo che il capo di TESLA ha twittato che “nessuno ha mai cambiato il mondo in quaranta ore alla settimana“.

Le persone cercano di non essere collegate la maggior parte del tempo con la vita digitale, dal momento che hanno notato problemi di salute mentale essendo costantemente connessi con il lavoro“, ha affermato Greene.

Di recente è stato condotto un sondaggio su 3000 dipendenti in otto paesi, tra cui Stati Uniti, Inghilterra e Germania. Il risultato di questo sondaggio mostra che il 50% dei dipendenti può terminare il proprio compito entro cinque ore lavorative, se non sono interrotti, però molti lavorano più di quaranta ore settimanali. Lo stato leader sono gli Stati Uniti, dove il 49% dei dipendenti lavora fuori orario.

Dan Schawbel, direttore della società di sviluppo esecutivo Future Workplace, afferma che il lavoro s’insinua costantemente nella nostra vita, anche a cause della tecnologia. Questo porta le persone a uno stato di burnout.

Schulz-Hofen, ha provato personalmente a lavorare quattro giorni la settimana e ha confermato che ha eseguito lo stesso lavoro che faceva di solito in cinque giorni. Secondo lui, il motivo e che in cinque giorni lavorative a settimana, hai l’idea di avere più tempo alla tua disposizione per permetterti di avere più tempo per parlare con il tuoi colleghi, più tempo per il caffè, e per interruzioni durante il lavoro. Quando hai solo quattro giorni, devi essere più concentrato se vuoi il venerdì libero.