Guida al lavoro stagionale

L’esperienza del lavoro stagionale è una delle più formative ed interessanti a livello di opportunità per i giovani che decidono di raggranellare qualche soldo durante il periodo estivo, rinunciando alle vacanze o magari preferendo farle in momenti diversi dell’anno. Inoltre questa tipologia di lavoro, permette di coniugarsi perfettamente con l’attività di studio, soprattutto universitario, che si concentra particolarmente durante gli altri mesi dell’anno.

Insomma il lavoro stagionale è un must per i giovani, ma anche per persone più mature che lavorano in ambiti settoriali, che raggiungono picchi di lavoro nei mesi estivi, come tutto il mondo dell’accoglienza turistica ad esempio.

Vediamo quindi la guida definitiva per la ricerca di lavoro stagionale, con tutto quello che c’è da sapere sotto ogni aspetto possibile.

Quando iniziare a cercare il lavoro stagionale?

Per trovare un lavoro stagionale è utile muoversi con un certo anticipo, per non perdere le opportunità migliori e organizzare al meglio gli eventuali spostamenti fuori dalla propria sede abituale.

Questo si rende necessario anche perché le aziende ed i settori che necessitano maggiormente di lavoro stagionale pianificano le assunzioni con mesi di anticipo, in modo da scegliere con cura i candidati e modalità di assunzione.

Solitamente una prima ricerca per chi decide di intraprendere un lavoro di tipo stagionale avviene già nel mese di gennaio, dove società attive soprattutto nell’ambito turistico hanno già definito obiettivi e strategie per la stagione estiva. Lo stesso discorso si può applicare ai lavori stagionali invernali che prevedono un inizio della ricerca già a partire dai mesi estivi.

Non mancano comunque interessanti opportunità last minute rintracciabili in prossimità della partenza della stagione, anche se queste vanno ricercate su canali di offerta di lavoro specifici per questo tipo di impiego, o comunque in strutture organizzate per la ricerca lavoro.

Dove cercare il lavoro stagionale

Dopo aver visto con quali tempistiche cercare il lavoro stagionale vediamo ora dove indirizzare la propria ricerca per avere risultati migliori.

Anzitutto è importante specificare che molte offerte e informazioni utili vengono rilasciate dalle associazioni di categoria dei vari ambiti lavorativi che interessano la tipologia di lavoro stagionale. Oltre a queste un’altra via più istituzionale per la ricerca dell’impiego stagionale, è quella di recarsi presso i centri per l’impiego che molto spesso affiggono in bacheca nei mesi invernali le offerte delle aziende interessate alla manodopera di tipo stagionale.

Alcuni siti istituzionali sono molto utili per ricevere informazioni, spunti e offerte concrete per trovare il tipico lavoretto estivo a tempo. Ma esistono anche portali che garantiscono offerte di lavoro mirate proprio alla condizione di stagionalità dell’impiego.

Di seguito alcuni esempi:

Cliclavoro

Portale direttamente gestito dal ministero del lavoro e delle politiche sociali che raccoglie un buon numero di opportunità d’impiego anche nell’ambito dei lavori stagionali.

Eures

Il sito si definisce come il portale europeo della mobilità professionale e al proprio interno si può offrire e cercare lavoro, anche stagionale e di tutti i tipi.

Portale Europeo per i Giovani

Un sito direttamente patrocinato dall’Unione Europea che fornisce numerose informazioni e supporti per i giovani all’interno dei confini dell’unione. Oltre a questo si trova un database di offerte d’impiego costantemente aggiornato, sulla quale ricercare il proprio lavoro stagionale preferito.

Job in tourism

Sito che consente di selezionare specificatamente offerte di lavoro nell’ambito del turismo, quindi a fortissima vocazione stagionale. All’interno di questo portale italiano, si potranno selezionare le aree geografiche di interesse ed anche le posizioni per le quali s’intende presentare la propria candidatura.

Fotoplus.it

Sito che ricerca continuamente figure di fotografi per le stagioni estive. In pratica l’offerta prevede di svolgere l’attività di fotografo nei villaggi vacanze dando disponibilità di almeno 3 mesi, quindi per tutta la durata della stagione. Un’ottima opportunità per chi decide di fare della propria passone per la fotografia un lavoro retribuito, seppur temporaneo.

Villagecamps

Su questo sito si trovano numerose posizioni aperte per ogni aspetto relativo alle attività nei classici summer camps per ragazzi. Da lavori legati alla ristorazione, a quelli dell’animazione, si può trovare un buon numero di offerte nella categoria lavora con noi, per i campi estivi svolti in alcuni paesi europei come l’Austria, la Francia, Il Portogallo o l’Inghilterra.

Il contratto di lavoro stagionale

Prima di avvicinarsi all’opportunità di un impiego a cadenza stagionale è bene avere chiara anche la normativa che regola i contratti di lavoro per questa specifica tipologia di occupazione.

Il rapporto di lavoro stagionale s’inserisce nella fattispecie più ampia dei contratti a tempo determinato generico, presentando però alcune peculiarità che lo rendono meno vincolante per le aziende e leggermente più flessibile.

Nello specifico un contratto di lavoro stagionale non presenta un limite di durata massima come accade per i classici contratti a tempo determinato (36 mesi con la vecchia normativa, 24 dall’applicazione del decreto dignità). Oltre alla durata temporale altre differenze lo distinguono dall’insieme più grande dei contratti a tempo determinato. Ad esempio viene escluso il periodo di pausa obbligatorio tra un contratto e l’altro, permettendo al lavoratore di avere continuità d’impiego, e non vengono posti limite all’assunzione da parte delle aziende nel numero di lavoratori a tempo determinato con tale contratto.

Esistono ovviamente delle aree d’impiego su cui è possibile applicare questo tipo di contratti, per evitare che ne venga fatto un abuso su impieghi che non necessitano di questa flessibilità. Pertanto tutte le attività stagionali sono segnalate e regolamentate nel D.P.R. n° 1525/1963, in attesa di un decreto ministeriale di cui si è avuta la disposizione oltre tre anni fa, ma che a tutt’oggi non è ancora stato emanato.

Nel D.P.R. del 1963 che interviene fino alla prossima emanazione del decreto, sono inserite tutte le fattispecie del lavoro stagionale, con tutti i limiti però di una norma che ha oramai sulle spalle oltre 50 anni. Infatti al suo interno si possono ancora trovare impieghi oramai desueti, soprattutto nel ambito dei lavori agricoli.

I settori del lavoro stagionale

lavoro stagionale in agricoltura

Ma quali sono quindi i settori principali dove le offerte di lavoro stagionale abbondano, fino ad essere quasi la maggioranza? La logica viene in aiuto, suggerendo che si tratta di aree d’impiego in cui le esigenze temporanee la fanno da padrone, e quindi strettamente legate ad attività che si svolgono prevalentemente d’inverno, ma soprattutto d’estate.

Ecco in breve i settori d’impiego più interessati dove cercare le opportunità di lavoro migliori:

Turistico alberghiero

Ovviamente il settore turistico è assolutamente trainante per quello che riguarda questo genere di lavoro. Le esigenze di flessibilità si rendono necessarie all’arrivo dei picchi stagionali per accogliere le persone che si concedono una vacanza nelle località di mare o montagna, ma non solo.

Tra le professioni più ricercate, e scelte anche dai giovani, vi è quella di animatore turistico, all’interno dei villaggi vacanze, ma anche tutte le attività connesse alle strutture ricettive, come alberghi e campeggi, hanno grande bisogno di forza lavoro durante il periodo sia estivo che invernale. Per accedere a queste posizioni sono necessarie soft skills come un carattere estroverso e la predisposizione a lavorare in gruppo, ma anche hard skills come la conoscenza perfetta delle lingue.

Ristorazione

Strettamente connesso ai picchi turistici vi è il mondo della ristorazione. Pertanto nei periodi estivi ad esempio si avrà una richiesta enorme di camerieri, aiuti cuoco o pizzaioli, e molti giovani decidono di vivere la stagione fuori casa operando in questo campo. Questi picchi di lavoro per le strutture della ristorazione si palesano non solo in località balneari o sciistiche (a seconda della stagione) ma anche nelle città prettamente turistiche come Roma Firenze o Venezia.

Sport

Altra grande opportunità di lavoro stagionale è quella connessa agli sport. Pensiamo ad esempio ai maestri di sci nel periodo invernale. Ma anche nella stagione estiva, molti villaggi o strutture ricettive in genere, prevedono attività da offrire ai propri ospiti a sfondo sportivo. Pertanto ottime opportunità d’impiego si trovano in lavori come l’istruttore di wind surf, o il personal trainer per le attività ginniche da fare in piscina.

Agricoltura

L’altra macro area che attira lavoratori stagionali, oltre a quella del turismo, è senza dubbio l’agricoltura. Come facilmente intuibile qui il periodo non è strettamente connesso alle stagioni, quanto alla cadenza dei vari raccolti, variabile a seconda dei prodotti. Soprattutto per le grandi industrie agricole il bisogno di manodopera per un tempo limitato è fortissimo in prossimità dei raccolti. Quindi molti giovani decidono di lavorare in questo campo, perché richiede un impiego intenso ma limitato nel tempo. Non mancano scomodità e controindicazioni relative al classico lavoro nei campi, ma soprattutto per le esperienze di lavoro estere questa soluzione è molto apprezzata dai più che giovani, che desiderano fare qualche esperienza fuori casa guadagnando anche qualche extra.

Grande distribuzione

La grande distribuzione è un altro campo di applicazione del lavoro stagionale. Questo si rende necessario soprattutto in due periodi specifici, quello estivo, e quello degli acquisti natalizi. Mentre per il secondo la motivazione è ovvia, cioè quella di fronteggiare con una maggiore forza lavoro il picco di clientela natalizia, in estate si rende necessario l’introduzione di una figura stagionale per non intaccare l’operatività degli store durante il periodo di rotazione delle ferie estive.

10 cose da sapere se vuoi lavorare all’estero

Se il tuo desiderio è quello di lavorare all’estero ma non sai da dove iniziare eccoti 10 cose che devi assolutamente sapere per non trovarti in difficoltà quando sarai pronto ad iniziare la tua avventura all’estero. Sono 10 consigli pratici, cose che possono sembrare ovvie, ma che messe tutte assieme danno un quadro generale di tutto quello che occorre conoscere prima di fare un passo così importante.

viaggio per lavorare all'estero

1. Visti e permessi di lavoro

Ovviamente il primo passo fondamentale sarà conosce bene la normativa che regola le politiche d’immigrazione nel paese in cui si desidera andare a lavorare. Ogni paese ha le proprie peculiarità in questo senso, e ci potremmo trovare in difficoltà se non conosciamo perfettamente le regole. Il rischio concreto è quello divenire respinti già alla frontiera, o più comunemente all’aeroporto di competenza. Altre volte alcuni visti non permettono invece di svolgere attività lavorative, e vengono rilasciati per la semplice attività di turista nel paese scelto. Sarà quindi buona regola informarsi dettagliatamente, magari appoggiandosi alle ambasciate presenti nel nostro paese. Una volta capito quali sono i documenti necessari, bisognerà cercare di esaurire tutte le pratiche ancora prima della partenza, per non iniziare la propria avventura con il piede sbagliato, rischiando di dover tornare indietro ancora prima di cominciare.

2. Normative vigenti sul lavoro nei vari paesi esteri

Altra buona regola è quella d’ informarsi rispetto alle normative vigenti in materia di lavoro nel paese estero in cui desidera svolgere una qualsiasi attività lavorativa. Questo sarà molto utile per non trovarsi spiazzati di fronte ad eventuali offerte, con contratti di lavoro che magari non conosciamo e di cui sappiamo poco o nulla a livello di tutela e livello salariale. Ovviamente ogni paese ha la propria politica del lavoro e varie tipologie di contratti. Dal punto di vista delle varietà di contratti veri e propri non si troveranno enormi differenze rispetto al nostro paese, quello che potrebbe variare in maniera più decisa sono i diversi parametri previsti dai contratti collettivi che in alcuni paesi come Germania e Spagna ad esempio prevedono numerose deroghe assegnate alle singole aziende. Altro aspetto importante sarà quello di studiare le politiche contro la disoccupazione e gli ammortizzatori sociali messi in atto dai paesi in cui vogliamo lavorare, e capire se la nostra condizione di lavoratore preveniente dall’estero ci possa mettere in una qualche difficoltà in questo senso.

3. Costo della vita rispetto allo stipendio all’estero

Una volta studiate le normative del paese che ci dovrebbe accogliere giunge il momento in cui chiedersi se lo stipendio che si dovrebbe percepire sia sufficiente per vivere dignitosamente. Il costo della vita nei paesi esteri varia da nazione a nazione a seconda di numerosi fattori. Alcuni casi sono noti e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. In Gran Bretagna, ad esempio, è di dominio pubblico come il costo della vita sia elevato e quindi anche gli stipendi mediamente più alti rispetto all’Italia siano talvolta insufficienti per vivere bene. Uno dei primi parametri da prendere in considerazione quando si valuta il costo della vita è quello del costo per l’alloggio. Come detto, in un paese come l’Inghilterra, soprattutto nella città di Londra, il costo per una camera singola supera quello di un normale affitto per una media abitazione italiana. Altro parametro sono i costi fissi, come i trasporti, oppure spese che in Italia non sono necessarie come ad esempio le assicurazioni sanitarie che in paesi come ad esempio gli Stati Uniti sono praticamente obbligatorie.

4. Informarsi sulla cultura del paese che ci ospita

Ovviamente oltre alle cose più strettamente tecniche legate alla ricerca e al mantenimento del lavoro, vi sono anche aspetti legati alla vita di tutti i giorni che dobbiamo tenere in considerazione. Conoscere la cultura del posto dove decidiamo di vivere e lavorare è fondamentale per integrarsi bene e far crescere al contempo la nostra carriera professionale. Se pensiamo a paesi abbastanza vicini al nostro modo di vivere, come la Spagna o la Francia, non sarà difficile ambientarsi senza problemi. Ma già su paesi di cultura anglo sassone come la Germania o l’Inghilterra alcune differenze culturali potrebbero influire in maniera pericolosa sul nostro processo di adattamento. Questo investe davvero una grande importanza se pensiamo che ci tornerà utile non solo per trovarci a nostro agio e quindi fare conoscenze e rete, ma sarà decisiva anche per apprendere la cultura del lavoro presente in una specifica nazione, cosa fondamentale se volgiamo progredire professionalmente.

5. Informarsi su come trovare lavoro o alloggio prima di partire

L’organizzazione deve essere al primo posto quando decidiamo di affrontare un’esperienza lavorativa all’estero. Quindi è fortemente consigliabile preparare tutto prima di partire, così da non doversi preoccupare di nulla una volta giunti a destinazione. Trovarsi un lavoro prima di tutto. L’ideale è decidere di affrontare la vita in un paese estero a fronte di un un’offerta di lavoro accetta fuori dall’Italia. Avendo il lavoro, sarà quindi più facile mettere in ordine tutte le restanti tessere del mosaico, per prima quella della ricerca di alloggio. Una buona soluzione è data dai social che ormai sono d’importanza capitale anche in queste occasioni. Esistono molti gruppi in rete che riuniscono gli expat e questo ci servirà per trovare consigli pratici sulla nostra prossima casa oppure addirittura un primo punto d’appoggio da cui partire.

6. Informarsi su come trovano lavoro gli abitanti del luogo

Se invece il nostro punto di partenza non è un lavoro già acquisito, ma una persona conosciuta che ci può fare da appoggio in un primo periodo, sarà utile vedere come le persone del luogo trovano lavoro. In pratica si tratta di battere attivamente tutti canali più utilizzati nei vari paesi per la ricerca di lavoro, a cominciare dalle agenzie interinali internazionali, che operano già su tutto il territorio europeo, ed aiutano gli expat a trovare un’occupazione in breve tempo. Oppure capire come trovare velocemente lavoro attraverso dei canali più facili, su lavori che ad esempio hanno costante richiesta di manodopera e ci consentirebbero di avere una soluzione ponte da cui partire. Pensiamo, ad esempio, a tutti i lavori nel campo della ristorazione possibili a Londra, e vediamo come si può trovare rapidamente un’occupazione in quel settore, cioè attraverso quali canali specializzati o meno.

7. Conoscere la lingua parlata e scritta

Sembra un’indicazione ovvia ma non lo è in realtà. La conoscenza della lingua parlata è ovviamente fondamentale per capire e farsi comprendere, e se vogliamo lavorare in un paese estero non possiamo prescindere da questo fattore. Ma anche la parte della lingua scritta ha un’importanza decisiva. Pensiamo ad esempio di dover firmare un contratto di lavoro oppure d’affitto, non capire quello che sottoscriviamo potrebbe essere pericoloso. E la cosa si acuisce se decidiamo di lavorare ad esempio in Giappone, dove tra lingua parlata e scritta troviamo un abisso. Quindi occhio anche alle cose ovvie quando si decide di lavorare all’estero.

8. Cercare lavoro nei posti giusti e con metodo

Come detto organizzarsi prima della partenza è fondamentale. Sapere dove cercare è il primo passo quando cerchiamo offerte di lavoro estere. Fino a qualche anno fa questa organizzazione preliminare era più complicata ora grazie alle infinite opportunità che la rete mette a disposizione vi sono molte piattaforme interessanti che possono aiutare anche se non sappiamo ancora quello che vogliamo fare. Anzitutto passare per un’agenzia del lavoro per trovare occupazione all’estero potrebbe essere la mossa giusta. Esistono portali come www.italiansinfuga.com che raccolgono una lista di agenzie del lavoro divise per nazione dove trovare le giuste occasioni per lavorare all’estero. Oltre a questo un punto di partenza utile è anche il sito istituzionale dell’unione europea https://europa.eu/youth/it dove trovare informazioni di ogni tipo per il nostro progetto di lavoro all’estero. In pratica grazie alla rete possiamo organizzare tutto fin dall’inizio e non lasciare nulla al caso.

9. Preparare il giusto CV in base al paese

Una parte fondamentale per il piano di partenza verso il nostro nuovo lavoro all’estero sarà quello di adattare il Cv in base al paese di destinazione. La struttura dei curriculum nei paesi anglosassoni ad esempio è molto ben definita e non gradisce la presenza di presentazioni troppo fantasiose o stravaganti. Sarà quindi una buona idea modificare il curriculum in questo senso, rendendolo più asciutto e classico, per incontrare maggiormente l’approvazione dei datori di lavoro di quei paesi. Altra cosa molto importante all’estero, maggiormente rispetto all’Italia, è la preparazione delle cosiddette cover letters, in pratica le lettere di presentazione, che sono il primo vero biglietto da visita verso un datore di lavoro estero.

10. Avere un piano di riserva

Lavorare all’estero può essere un’esperienza meravigliosa, la migliore della nostra vita. Ma un tipo di occupazione in paesi lontano dall’Italia, porta con sé un numero di variabili maggiori, rispetto a svolgere la propria professione nella sicurezza del proprio paese. Avere una soluzione alternativa, il famoso piano B nel caso le cose non dovessero andare per il verso giusto deve fare parte del nostro piano di preparazione all’avventura lavorativa all’estero, e quindi dovremmo scegliere il paese che ci ospiterà anche in base alla possibile creazione di un piano di riserva, magari andando a lavorare in una nazione dove abbiamo già degli appoggi logistici.

Vuoi cambiare lavoro nel 2019? Usa la nostra checklist!

Stai sognando un nuovo lavoro per il 2019? Eccoti una breve guida passo passo per aiutarti nella ricerca del lavoro dei tuoi sogni.

Imposta i tuoi obiettivi specifici

Sei alla ricerca di un posto specifico oppure vuoi utilizzare le tue esperienze precedenti per cercare dei lavori correlati? Impara a impostare per te stesso degli obiettivi, uno a breve, uno a medio e infine uno a lungo termine. Se non sai come fare puoi sempre cercare supporto da un career coach oppure leggere libri specifici per la ricerca del lavoro. Alle volte sembra molto semplice, ma non lo è. È un cambio di paradigma, diciamo quasi una rivoluzione, nel modo di come la tua mente viene impostata nella ricerca del lavoro.

Breve termine

Imposta un obiettivo a breve termine, cosa vuoi cercare e perché. Non impostate più di un obiettivo questo perché cosi facendo perdete il vostro focus sull’obbiettivo. L’impostazione dell’obiettivo a breve termine ti aiuterà a scremare le tipologie di lavoro dove attualmente non puoi applicare per mancanza di conoscenza o esperienza. Inizia a studiare, ebbene si non si finisce mai di imparare. Fai un elenco di aziende dove vorresti lavorare, studia quale tipologia di dipendenti cercano, il profilo dell’azienda i punti di forza della loro presenza online e offline. Ora, puoi iniziare ad applicare alle aziende che hai trovato, principalmente a quelle che soddisfano il gli obiettivo a breve termine e sono molto vicine al tuo attuale profilo ideale.

Medio termine

Ora, ultimato il punto precedente, imposta un obiettivo (uno solo, per lo stesso discorso menzionato negli obiettivi a breve termine) a medio termine dove definisci quali sono le capacita’ che vuoi migliorare o sviluppare in sei mesi massimo un anno. Inizia a impegnarti per migliorare o sviluppare le capacita’ che hai definito nel tuo obiettivo a breve termine, un esempio? Se vuoi fare il grafico e hai già qualche esperienza precedente, trova amico che abbia necessita’ di un logo o altri piccoli lavori nel mondo del design per aumentare la lista delle tue referenze nel curriculum. Oppure, se non hai conoscenza di un settore particolare ma vuoi comunque lavorarci puoi pensare di frequentare brevi corsi, ad esempio se pensi diventare un personal-trainer, lavorarere nel mondo dei gioielli o lavorare nel mondo della moda puoi cercare corsi intensivi, serali oppure quelli svolti durante il fine settimana. Molto probabilmente dopo poco tempo, diciamo in quattro o sei mesi, sarai in grado di poter applicare alle offerte di lavoro per la nuova conoscenza che hai appena sviluppato.

Lungo termine

Infine, definisci obiettivi a lungo termine, fino a un massimo di tre. Cosa si intende per lungo termine? Diciamo tra tre e cinque anni, stesso discorso dei due punti precedenti, inizia a cercare e impegnarti per raggiungere l’obiettivo. Un piccolo segreto? Hai presente quando dovevi prepararti per un compito in classe a scuola? Ecco, fai l’opposto. Lavora ogni giorno e incrementa le tue conoscenze dell’uno percento per l’obiettivo che ti sei prefissato, è molto più facile raggiungere il tuo obbiettivo nel lungo termine. Ti stupirai di te stesso dopo un anno. Scoprirai quanto sei riuscito a migliorare rispetto alle tue conoscenze iniziali. Un autore molto interessante da leggere è James Clear. Il libro scritto da James “Atomic Habits”, per ora solo in inglese, affronta l’argomento che ti ho suggerito. Si basa sulla teoria degli interessi composti. Cos’è l’interesse composto? L’interesse composto prevalentemente usato nel campo finanziario e degli investimenti è legato all’interesse, potete usare anche la parola ritorno, generato dai tuoi soldi investiti che vengono lasciati maturare nel modo giusto e che si aggiungono al tuo capitale iniziale. Non vi annoio con calcoli matematici, ma alla fine il risultato è migliore che utilizzino altri metodi come il tasso fisso d’interesse. Il punto fondamentale per avere il massimo beneficio dagli interessi composti è l’utilizzo del fattore tempo. Con la giusta pazienza e il tempo, si riesce a far maturare nel modo giusto i tuoi interessi, che siano finanziari, di conoscenza o capacità acquisite. Ora capite perché applicarvi nel modo giusto e per un periodo di tempo mediamente lungo ha i suoi vantaggi?

Crea e amplia la tua rete di contatti

Sai che il tasso di risposta medio applicato agli annunci di lavoro online è inferiore al 5%? La maggior parte dei lavori disponibili sul mercato non sono pubblicizzati? La persona media che ricerca un lavoro non sa ad esempio che un buon numero di conoscenze può portare a trovare l’impiego ideale. Hai mai sentito parlare dei sei gradi di separazione o “il piccolo mondo“? Diciamo non troppo, giusto? Ok, per dirla in due parole, per raggiungere qualsiasi persona al mondo bastano sei persone collegate nel modo corretto. Con le nuove tecnologia, si dice addirittura che bastino anche meno punti di collegamento. Come fare? Semplice, attivati e partecipa convegni, fiere di settore, eventi informativi, gruppi di discussione e altro. Sii pro-attivo e propositivo. Amplia il tuo network di persone che conosci, più i contatti sono di diversa tipologia più hai possibilità di trovare l’informazione giusta al momento giusto. Usa lo stesso metodo spiegato per gli obiettivi a lungo termine, coltiva piano-piano la tua rete di contatti. Immagina come quando curi un piccolo seme ogni giorno con acqua, la giusta quantità di sole e amore. Avrai una bellissima pianta dopo qualche tempo. Ora, prova a immaginare, moltiplica la tua rete di contatti che hai appena creato e con le conoscenze maturate tramite gli interessi composti menzionati nel punto precedente e hai fatto BINGO!

Fatti notare, crea un curriculum per impressionare il tuo futuro datore di lavoro

Pensi che un normale curriculum si può far notare se applichi a una offerta di lavoro? Molto probabilmente non hai mai pensato che altre duecento persone sono in competizione con te per la stessa posizione lavorativa. Oppure, sei uno dei tanti in mezzo ai vari profili dei social network di ricerca lavoro come Linkedin, Xing o altri. Cerca di capire come puoi migliorare l’immagine e il contenuto del tuo curriculum, sia per la versione cartacea sia per la versione online. Per la versione online ti consigliamo di studiare quali sono le parole chiave che si utilizzano per la tua posizione ideale e cercare di ottimizzare le descrizioni e testi del curriculum per farti notare.

Vuoi un paio di esempi pratici? Eccoteli qui:

Sei un grafico o un designer? Crea una presentazione che colpisce. Fai vedere quanti nuovi design hai creato negli ultimi anni di lavoro. Non sai come fare perché non hai esperienza? Leggi nuovamente come impostare i tuoi obiettivi a breve e medio termine e cerca un amico o qualcuno che conosci che ti possa far produrre qualcosa da far vedere al tuo futuro datore di lavoro.

Sei un venditore o un commerciale? Cerca di far capire al tuo futuro datore di lavoro che hai aiutato la tua attuale azienda a migliorare le vendite del 30% in un anno, per un totale di due milioni di euro. Inserisci queste informazioni nelle prime righe del tuo curriculum, fai vedere il 30% menzionato prima, usa un carattere più grande o fai un riquadro che attiri l’attenzione con qualche riga di spiegazione.

Sei un tornitore? Fai capire al tuo futuro datore di lavoro che con il tuo lavoro hai incrementato il numero di pezzi prodotti ogni ora. Ad esempio, spiega nelle prime righe del tuo curriculum che grazie alle tue capacita’ tecniche hai ottimizzato il programma della macchina CNC a controllo numerico aumentando la produzione di pezzi prodotti da dieci a quindici ogni ora.

Preparati per le interviste telefoniche

Finalmente, dopo aver dedicato del tempo ai tuoi obiettivi, ad ampliare la nostra rete di contatti, alla preparazione di un curriculum sei stato finalmente chiamato per un colloquio di lavoro. Sembra un sogno e che tutto sia finito qui, ma ti posso dire che è solo l’inizio perché ora devi affrontare la parte più delicata di tutta la checklist. Ti può’ capitare se hai lavorato bene e con costanza di dover essere chiamato per partecipare ad una intervista, tante volte anche a sorpresa, con il capo delle risorse umane, o se si è veramente fortunati con il “grande capo”. Cosa fare? Beh, se avete fatto bene i compiti come ti abbiamo descritto negli obiettivi a breve termine dovresti essere già pronto a rispondere alle domande sull’azienda che ti ha chiamato. Alcune di queste domande potrebbero essere sul tipo di business dell’azienda si sia modificato in crescita o decrescita. Altre domande potrebbero essere più complicate, possono chiederti del “perché stai cercando un nuovo lavoro?”, “cosa stai cercando nella nostra azienda?”, di parlare del tuo vecchio datore di lavoro e molto altro. Cerca di prepararti, è il modo migliore per essere selezionato.

È davvero necessario usare una checklist?

Siamo quasi arrivati alla fine, se hai letto fino qui vuol dire che hai tanto carisma e sicuramente ti domandi “devo per forza preparare tutte le cose menzionate in questo articolo per trovare il mio nuovo lavoro ideale?” Perché ti direi di no perché personalmente sono pigro anche io, ma sono certo che tu vuoi trovare quel posto di lavoro che tanto sogni, giusto? Allora eccoti un bell’esempio perché dovresti farlo, immagina di essere un maratoneta. Riusciresti a completare una maratona di 40 kilometri senza preparazione ed allenamento? Molto probabilmente no, o forse hai si ma alla fine dei 40 kilometri saresti completamente distrutto e sicuramente non avresti utilizzato le tutte tue risorse disponibili nel miglior modo. Hai mai provato a fare una maratona? Un consiglio, preparati molto bene. Ecco perché per ogni grande impresa come una maratona o la ricerca del tuo lavoro ideale necessita di una preparazione adeguata ed una checklist come quella consigliata in questo articolo sono l’ideale per trovare raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato. Nel caso specifico trovare il tuo lavoro ideale, il prima possibile. Le indicazioni che ti abbiamo fornito sono sicuramente un ottimo inizio per aiutarti nella tua ricerca, ma non sono sicuramente la soluzione. Impegno, costanza e un bel sorriso, che non guasta mai, saranno la tua luce nella ricerca del tuo nuovo lavoro ideale.
Vuoi un ulteriore consiglio prima di chiudere questo articolo? (!!!BONUS!!!)
Imposta tra i tuoi obiettivi a lungo termine (diciamo anche a lunghissimo termine) l’acquisizione delle lingue scritte e parlate, ti consiglio inizialmente l’inglese se lavori con internet. Perché l’inglese? L’inglese e’ una lingua franca e ti consente solitamente di poter accedere velocemente alle informazioni più recenti del settore dove vuoi andare a lavorare. Hai mai letto un libro tecnico tradotto dalla lingua originale all’italiano? Me ne sono capitati diversi e ti posso dire che alcuni erano veramente pietosi. Uno fra tutti il mio primo manuale del sistema operativo (quello che ti fa funzionare il tuo computer o il tuo cellulare) che traduceva il termine hard disk in disco duro, non ti dico gli altri termini. Se lavori in altri ambiti dove altre lingue sono importanti, ti consiglio di valutare se è meglio imparare altre lingue, un paio di esempi? Il cinese se lavori nel campo dell’import-export con la Cina, il russo se lavori con paesi che usano il russo come lingua principale, il francese se pensi di lavorare in ambienti come la cooperazione internazionale (aggiungici anche lo spagnolo oltre all’inglese che non farà’ mai male), lo spagnolo se pensi di lavorare con il sud america o altri paesi che usano lo spagnolo come lingua.

Per oggi abbiamo finito! Ti auguro In bocca al lupo per la tua ricerca del nuovo posto di lavoro, facci sapere come è andata dopo aver seguito i nostri consigli!