Vivere e lavorare in Australia

Andare a vivere e lavorare in Australia è una delle situazione che sono diventate più ricorrenti per i giovani che desiderano espatriare. I motivi sono tanti, e li vedremo tra poco, le cause sono  note in un sistema italiano che garantisce poche possibilità, soprattutto per i profili meno specializzati e formati.

Nonostante le sue rigide regole sull’immigrazione, l’Australia è riuscita ad attrarre un gran numero di giovani che hanno deciso di affrontare questa avventura, sia come concreta possibilità di iniziare una carriera lavorativa, che come semplice esperienza di vita, utile per aumentare il bagaglio di conoscenze.

Vediamo allora una serie di considerazioni utili sul vivere e lavorare in Australia con qualche consiglio pratico per chi volesse intraprendere questa esperienza.

Andare a vivere in Australia

Appena si pensa di andare a vivere in Australia la prima cosa che salta alla mente è quella relativa alle regole sull’immigrazione, che nel continente australe sono da sempre molto ferree ed articolate. Da anni il governo australiano s’impegna per mantenere sotto controllo il flusso migratorio, nonostante la lontananza dell’isola dal resto del mondo e la mancanza di problemi di sovraffollamento (l’Australia è infatti da sempre uno dei paesi con la densità media di popolazione più bassa). Quest’ultimo aspetto è in realtà parzialmente vero, in quanto il continente presenta ampie zone di terreno inutilizzabile ed inadatto agli insediamenti umani, mentre nelle città la popolazione è alta e la densità di abitanti per km quadrato schizza alle stelle.

Rimane comunque il fatto che prima di intraprendere l’esperienza del viaggio in Australia per  lavoro, si deve necessariamente avere chiara la situazione dei visti che permettono il soggiorno. Senza questi si viene respinti senza possibilità d’appello dagli aeroporti, facendo immediato ritorno al proprio paese d’origine.

Per vivere e lavorare sul suolo australiano sono possibili alcuni visti, ognuno con le proprie caratteristiche specifiche:

Student Visa

Questo è un visto specifico per studenti, che viene rilasciato in base alla partecipazione ad alcuni programmi di studio/lavoro. Rispetto ad altri visti che scopriremo in seguito ha alcuni vantaggi fondamentali quali:

  • Non prevede limiti d’età
  • Permette di estendere tale visto anche a familiari a carico
  • Può essere richiesto più di una volta
  • Permette di lavorare per un totale di 20 ore settimanali in modalità part-time e 40 full-time durante il periodo di sospensione dei corsi.
  • Permette deroghe per il numero di ore lavorative in base al tipo di corso di studio. Ad esempio se si sta frequentando un corso che prevede un praticantato o simili, il limite di lavoro orario è abolito.

Il visto si può richiedere direttamente all’ambasciata australiana a Roma, ai centri per l’immigrazione australiani o più semplicemente si può seguire la procedura online disponibile sul sito del governo australiano. Il costo del visto è di circa 535 dollari australiani (327€), 405 dollari australiani per ogni familiare a carico sopra i 18 anni, mentre la cifra si abbassa a 135 AUD per i miniro di 18 anni a cui viene esteso il visto.

Attenzione anche al livello d’inglese minimo, che viene richiesto per la candidatura ai programmi di studio, e alla probabile richiesta da parte dell’immigrazione dei certificati scolastici appositamente tradotti.

Infine per avere il visto è necessario presentare alcuni documenti, valevoli anche per tutti gli altri tipi di permessi:

  • Esito della visita medica
  • Attestazione dell’assicurazione sanitaria
  • Documentazione che attesti il vincolo di parentela con la persona a carico

Working/holiday visa

Il visto working/holiday ha paletti leggermente più stringenti rispetto allo Student, anche se capita di rado di subire tutti i controlli previsti dalle normative. Per accedere a questo visto della durata di 1 anno, si dovrà sottostare alle seguenti condizioni:

  • Avere tra i 18 e 31 anni non compiuti
  • Avere la reale intenzione di trascorre il periodo di lavoro/vacanza sul suolo australiano
  • Avere un minimo di denaro che garantisca la copertura del periodo di permanenza
  • Avere il denaro necessario per acquistare un biglietto aereo di ritorno
  • Non avere familiari minori a carico in nessun momento della propria permanenza nel periodo del visto
  • Non avere mai entrati in Australia con un altro working/holiday
  • Si potrà lavorare con lo stesso datore di lavoro per un massimo di 6 mesi consecutivi

Senza dubbio la parte più controversa è quella relativa alla cifra di cui si deve dimostrare la disponibilità per rimanere nel paese. Le norme prescrivono una cifra minima di 5000AUD (poco più di 3000€), ma su questa cosa i controlli che vengono effettuati sono in realtà meno stringenti di quanto si possa immaginare. Per quello che riguarda l’assicurazione sanitaria, grazie ad un accordo bilaterale tra Italia e Australia, il solo fatto di vedere accettato un working/holiday visa, permette di avere automaticamente 6 mesi di copertura semplicemente con il proprio tesserino sanitario italiano.

Questo visto può avere una durata massima di 24 mesi e può essere rinnovato se viene dimostrata una continuità nel lavoro.

Work visa

I visti di lavoro sono la terza macro-area di permessi per risiedere in Australia. Sono visti che si sviluppano in maniera particolareggiata in base al tipo di professione che si decidere di andare a svolgere nell’isola.

Esistono tre tipologie di visti lavorativi

  • Point Based Skilled visa: una sorta di permesso di soggiorno basato una valutazione attenta del candidato. Vengono effettuati test, sia riguardanti la lingue, che sulla specifica professione che si andrà a svolgere.
  • Employed Sponsored Visa: un visto che prevede la presenza di un datore di lavoro australiano che faccia da sponsor, quindi che garantisca per chi arriva sull’isola.
  • Business Visa: questi sono invece i visti specifici per chi decide di aprire un’attività o di invesitre denaro in Australia.

Le prime due possibilità di visto si basano su liste di lavori aggiornate che si possono applicare al rilascio di questi permessi. In generale tutto il processo di accoglimento delle domande per i visti di lavoro è molto minuzioso e preciso. Questo è dovuto all’impronta decisa voluta dal governo australiano, che ha deciso di salvaguardare la propria occupazione decidendo a priori quali sono le professionalità della quale il paese ha bisogno, favorendo quindi l’ingresso dall’estero solo di determinate categorie di lavoratori.

Lavorare in Australia

Ora che abbiamo chiaro quali sono i paletti da rispettare per provare a lavorare in Australia, vediamo quindi quali sono i lavori più gettonati e ricercati, e quelle che sono le possibilità più interessanti per chi decide di approcciare questa avventura.

Partiamo subito dicendo che molto probabilmente il lavoro che si andrà a trovare sarà di qualifica medio bassa, proprio per le politiche d’immigrazione australiane, che hanno privilegiato nel corso del tempo questo tipo di arrivo di manodopera dai paesi esteri.

Per gli italiani non mancano comunque le opportunità di trovare lavoro in Australia se si cerca con attenzione.

Dove cercare lavoro in Australia?

Per cercare lavoro abbiamo due possibilità principali. La prima e quella anche più raccomandata, è partire con qualcosa di concreto già in mano, in modo da avere anche la tranquillità relativamente al visto di soggiorno. Si possono cercare lavori in Australia attraverso portali specializzati proprio nel filtrare le offerte provenienti dall’isola.

Seek: è il primo e probabilmente più importante sito dedicato alla ricerca di lavoro in Australia. Molto usato anche dalle persone del luogo, è senza dubbio un buon punto di partenza per chi vuole trovare lavoro nell’isola.

Adzuna: Questo è un vero e proprio motore di ricerca che filtra le offerte presenti nei vari portali, con una interessante possibilità di far anche valutare il proprio CV

Australian Job Research: Gestito direttamente dal governo australiano, questo sito racogli migliaia di offerte di lavoro certificate.

I lavori comuni in Australia

Se cerchi lavoro ti troverai di fronte a molte proposte di lavoro, ma quando la tua ricerca è finalizzata a trasferirti in Australia sopratutto due macro aree lavorative saranno quelle importanti e dove si concentra la maggior parte dell’offerta.

  • Ristorazione

Soprattutto per lavoratori italiani, il campo della ristorazione fa la parte del leone, raccogliendo una grande quantità di offerte. Concentrate non solo nelle grandi città, ma anche nei luoghi più strettamente turistici, queste offerte sono interessanti perché permettono di avere lavori quasi esclusivamente serali, e con stipendi che paragonati a quelli italiani sono di livello alto.

  • Farm Australiane

Uno dei fenomeni lavorativi che si sono maggiormente sviluppati nel tempo è quello dei periodi lavorativi nelle farm australiane. Queste sono vere e proprie fattorie, dove viene richiesta una manodopera di livello basso, ma la particolarità di queste offerte è nello stipendio di buon livello, legato al fatto che questi contratti prevedono anche il vitto e alloggio nelle farm. Una soluzione perfetta che porta il lavoratore a risolvere due problemi in uno: il lavoro e l’alloggio, cose fondamentali per trasferirsi in Australia e in generale in altre parti del mondo.

Come e dove trovare un secondo lavoro

Talvolta la ricerca di un secondo lavoro è una necessità. Si deve in qualche maniera provare ad aumentare le entrate mensili, e affidarsi a qualche lavoretto extra può essere la giusta risposta.

Ma questo tipo di ricerca è meno banale di quello che si possa pensare. Vi sono alcune cose da tenere nella dovuta considerazione, molto spesso non si sa nemmeno da quale parte iniziare per trovare la soluzione più adatta. E capita di non conoscere alcune regole di base che se non rispettate possono causare guai con il datore di lavoro principale.

Ecco allora una guida ragionata sulla ricerca di un secondo lavoro in Italia nel 2019.

Cercare un secondo lavoro

idee per un secondo lavoro


Prima di mettersi alla ricerca di un lavoro extra, è utile fare qualche passo preliminare che ci consentirà di trovare la soluzione più adatta alle nostre esigenze.
Anzitutto bisogna valutare con attenzione quello che è l’impegno richiesto dal nostro lavoro principale, per fare in modo che i due impieghi non si sovrappongano pericolosamente.
Spesso infatti molti dei secondi lavori che possiamo trovare, si sviluppano nelle ore serali, permettendoci di mantenere anche la nostra occupazione principale durante il giorno.
Esiste poi una considerazione economica da fare a monte della decisione. Se cerchiamo un secondo lavoro semplicemente per arrotondare e non perché questo risulti strutturale nella gestione delle nostre finanze personali, ecco che questo potrà anche fruttarci una cifra più bassa (magari la metà) rispetto all’introito principale che abbiamo.
Quindi potrebbe essere un lavoro che non impegna tutti i giorni, e magari che potrà essere confinato ai soli giorni del fine settimana.
Questa è senza dubbio la situazione migliore ed auspicabile, perché in qualsiasi caso quando si svolgono due mansioni contemporaneamente si deve sempre considerare una prevalente rispetto all’altra.

Dove cercare un lavoro extra


Nell’ottica quindi di trovare un lavoro che sia di complemento alle nostre entrate, proviamo a vedere quali sono i canali da setacciare per avere successo nella nostra ricerca.
Ponendo come base che la prima occupazione sia un classico lavoro giornaliero, la cosa migliore da fare è quella di tenere gli occhi bene aperti su bar, ristoranti, pizzerie, e locali che spesso necessitano di personale per servire ai tavoli o lavorare in cucina. Questi sono peraltro molto propensi ad offrire lavoro esclusivamente per i weekend, quando presumibilmente hanno il picco settimanale di clientela.
Molte di queste offerte si trovano direttamente nei locali, ma anche sui classici annunci che possiamo trovare in rete.
Poi ovviamente il consiglio è quello di non sottovalutare l’importanza del passaparola che deve necessariamente essere utilizzato per la ricerca di questi lavori. Molto spesso infatti questi non sono lavori ad alta qualifica, e possono essere svolti senza particolari formazioni o competenze. Quindi spargere la voce è senza dubbio una strategia vincente, in quanto non verremo mai scartati a priori per una mancanza di skills specifiche, e potremmo ampliare il nostro ventaglio sfruttando la rete di conoscenze.

I secondi lavori più comuni


Come detto in precedenza un secondo lavoro ha nella maggior parte dei casi delle caratteristiche standard, sia in termini di impiego di ore richiesto che come retribuzione. Pertanto il ventaglio di occupazioni più comuni che si possono adottare come lavoretto extra è in realtà abbastanza definito, con dei grandi classici del lavoro per arrotondare che in molti hanno sperimentato. Vediamo alcuni esempi tipici.

Cameriere


Fare il cameriere è la situazione più classica dei secondi lavori. I motivi sono evidenti: la richiesta per questa mansione è collocata principalmente nelle ore serali e nei weekend, riuscendo quindi a sposarsi perfettamente a livello di tempistiche con un classico lavoro giornaliero. In pratica questa mansione ci permette di aggiungere un’occupazione part-time al nostro lavoro principale, senza intaccarlo in alcuna maniera.

Vendita al dettaglio e grande distribuzione


Altro settore che garantisce una buona flessibilità oraria è quello della vendita al dettaglio. Infatti l’offerta di lavoro extra si sviluppa su due livelli differenti. Uno prevede la possibilità di lavorare esclusivamente nei week-end, magari come promoter per qualche grande marchio, limitando quindi l’impegno a due soli giorni a settimana. Nell’altro caso si possono invece cercare lavori per svolgere la mansione di riempimento degli scaffali, come ad esempio nei supermercati, dove tale operazione si effettua quasi sempre appena dopo l’orario di chiusura. Vi sono società di servizi specializzate nella fornitura di questa manodopera, quindi rivolgersi a loro è sicuramente un’idea vincente.

Servizi di pulizia


Molte delle società appena citate possono anche offrire servizi di pulizia. Ed ecco che soprattutto per quello che riguarda gli uffici, questi lavori sono molto comuni come extra introito per chi ne ha bisogno. La mansione si svolge nelle ore serali, e non necessita di particolari competenze o formazioni specifiche.

Idee per un secondo lavoro


Quelle che abbiamo appena citato sono le possibilità più comuni per chi è alla ricerca di un lavoro extra, ma una ricerca del genere per avere successo ha bisogno anche di un minimo di fantasia ed intraprendenza. Non sono infatti poche le possibilità che vengono messe a disposizione dalla rete e dalle nuove tecnologie, che permettono a chi vuole arrotondare di trovare una soluzione adatta, sfruttando dei talenti o delle soluzioni alternative.
Se abbiamo ad esempio un talento, o una passione che ci rende eccellenti in una determinata cosa, possiamo provare a vendere questa nostra abilità su molti siti che si pongono come intermediari tra domanda e offerta di determinati servizi. Per fare un esempio pratico, se abbiamo l’hobby della fotografia, e siamo bravi con i programmi di foto ritocco, potremmo proporci in piattaforme come Tabbid o Addlance per fornire la nostra competenza a chi ne ha bisogno, decidendo anche un prezzo da richiedere per il servizio.

Vendere le proprie competenze


Sempre nell’ottica di far fruttare le proprie competenze, si possono utilizzare sistemi che non necessariamente prevedono l’utilizzo delle piattaforme online per l’incontro di domanda offerta. Ecco che allora i canali più tradizionali possono essere importanti, magari per proporre lezioni di lingua o di musica, o per offrirsi per lavoretti manuali semplici, nel campo dell’idraulica del giardinaggio etc..
Per fare questo la prossimità e il passaparola sono veicoli primari, che ci consentono di entrare in contatto con i potenziali clienti direttamente, senza dover disperdere parte del nostro guadagno nell’intermediazione.
Altro modo intelligente di mettere a frutto una passione potrebbe e essere quello di acquistare e rivendere oggetti che necessitano di restauro. Pensiamo ad esempio di comparare una vecchia bicicletta arrugginita per poi sistemarla al meglio, rivendendola con profitto. Ovviamente più che di un secondo lavoro si può parlare di hobby remunerativo, ma comunque questo dipende dalle esigenze. Se non necessitiamo di un vero e proprio secondo stipendio questa potrebbe rappresentare una soluzione valida.

Cose da evitare quando si parla di secondo lavoro

Gestione del tempo


Come in tutte le cose avere un lavoretto extra può comportare dei problemi da gestire. Ci sono dei rischi di cui tenere conto quando ci si approccia ad una occupazione supplementare, e vediamo quali sono nel dettaglio le cose più pericolose e da evitare assolutamente.

Trascurare il lavoro principale


L’errore più pericoloso è quello di trascurare la propria occupazione primaria. Cercare un secondo lavoro per aumentare gli introiti e poi mettere a repentaglio anche l’unica entrata sicura su cui si può contare è un errore strategico imperdonabile. Il consiglio è quello di dare sempre la precedenza al lavoro principale, sia in termini di energie fisiche e mentali che di tempo.

Bornout da troppo lavoro


Quando si fanno due lavori, il rischio di esaurimento psico fisico è elevato. Bisogna necessariamente valutare questa eventualità quando ci avviciniamo alla ricerca di una seconda occupazione. Il consiglio può essere di trovare due lavori di natura totalmente differente, in modo da bilanciare lo sforzo nella maniera più equilibrata possibile. Inoltre è di fondamentale importanza la gestione del tempo. Quando troviamo un lavoretto extra, cerchiamo sempre qualcosa che ci consenta di avere del tempo a disposizione da dedicare al riposo o alle attività rilassanti. Il rischio che si corre è quello di fallire in entrambe le situazioni lavorative rimanendo con un pugno di mosche in mano.

Allontanarsi dall’obiettivo


Attenzione anche ad un altro pericolo incombente. Spesso per provare ad arrotondare si cercano strade alternative oppure scorciatoie, messe a disposizione dalla rete al giorno d’oggi. Attività come il trading online o simili, possono essere viste come soluzioni eccellenti, in grado di portare notevoli guadagni con poco sforzo. Ma solo apparentemente. Non dobbiamo mai distogliere lo sguardo da quello che è l’obiettivo primario, cioè arrotondare la cifra mensile del nostro introito. Il rischio con queste scorciatoie è quello di andare a perdere denaro invece che guadagnarne.

Impegnarsi in lavori vietati


Per finire attenzione al lavoro che abbiamo scelto come alternativa al principale. Nulla vieta di avere un secondo lavoro, ma controlliamo con attenzione quanto è previsto nel contratto della nostra prima occupazione. Spesso è vietato avere un impiego nello stesso ambito lavorativo, o trovare un lavoro palesemente incompatibile con quello che facciamo abitualmente. Attenzione infine al lavoro irregolare. Trovare un secondo lavoro in nero è sempre e comunque fuori legge in Italia.

Lavorare come agente segreto

Quando si cerca lavoro ogni tanto è bello anche sognare, o pensare a strade alternative. Alzi la mano chi non ha mai desiderato diventare un agente segreto, una specie di 007 dalla vita avventurosa e con un lavoro dei sogni strapagato. Bene, questo è il campo dell’immaginazione, ma come vedremo, diventare un agente segreto vuol dire fare un lavoro molto diverso da quello esaltato nei film, ed esistono comunque dei percorsi formativi da intraprendere che possono portare a quel tipo di carriera.

Facciamo allora una panoramica a beneficio di chi desidera prestare servizio nelle forze di sicurezza segrete dei vari paesi, scoprendo quali mansioni si possono svolgere, e quali sono le tappe della formazione per lavorare in questo campo.

Lavorare nell’intelligence

I lavori che si possono svolgere all’interno delle forze di sicurezza dei vari stati nazionali, non sono propriamente quelli che vediamo legati al nome degli 007 nei film o nei libri. Sicuramente ci sono anche quelle figure direttamente coinvolte sul campo, ma esistono anche numerose nuove professionalità che lavorano maggiormente dietro le quinte che sono divenute di importanza capitale. Vediamo allora come si è evoluto il mestiere di chi garantisce la sicurezza e gli interessi nazionali attraverso le varie mansioni.

Agente segreto

Chiaramente la prima figura che salta alla mente è quella dell’agente segreto tante volte ammirato nei film. Questo tipo di professionalità è comunque altamente qualificata e formata, quindi non parliamo di un semplice arruolato nelle forze dell’ordine. La sua particolarità è quella di passare per un addestramento specifico per situazione delicate e molto specifiche. Pensiamo ad esempio, a tutta l’emergenza che si è scatenata a livello mondiale per il proliferare del terrorismo. Gli agenti segreti sono spesso impegnati nello smantellare in partenza le cellule di potenziali terroristi disseminate sul territorio, e per giungere al risultato è richiesta una conoscenza estremamente specifica delle dinamiche e del funzionamento di queste organizzazioni. Quindi oltre al classico addestramento che si affronta per l’entrata nelle forze dell’ordine basilari, un agente segreto dovrà anche essere adeguatamente formato per queste situazioni.

Inoltre non dobbiamo pensare al classico 007, al giorno d’oggi tra gli agenti segreti la formazione a livello diplomatico è fondamentale. Proprio per questa sua funzione di prevenzione di potenziali situazioni di pericolo per la sicurezza nazionale, l’agente dovrà spesso essere una persona con una approfondita conoscenza delle lingue straniere, per svolgere indagini su scala internazionale. E come accennato non solo indagini, ma anche trattative con i paesi esteri oggetto d’indagine. Insomma una figura di livello assoluto, che spazia a 360° su tutta quella che deve essere la sfera della sicurezza di un paese.

Analista informatico nei servizi segreti

sicurezza informatica per agenti segreti

Con il passare del tempo la protezione e la sicurezza dei cittadini di uno stato, passa sempre più spesso attraverso l’informatica. Anzi la parte predominante delle azioni per la sicurezza nazionale si svolge grazie al servizio di questi cyber-esperti altamente formati e qualificati. L’analista dei dati all’interno di un’organizzazione di intelligence è ormai una figura imprescindibile e di capitale importanza. Il suo compito è quello di raccogliere l’enorme quantità di dati che si ottengono dalle attività di spionaggio, avendo cura di eliminare quelli superflui e sottolineare quelli rilevanti per le indagini. Oltre a questo, all’analista informatico d’intelligence, è richiesta una conoscenza informatica di livello altissimo, comprese tutte le tecniche per le azioni di hacking dei sistemi più complessi. Uno dei campi dove i servizi segreti sono maggiormente attivi, è infatti quello della sicurezza informatica, vero e proprio campo di battaglia tra super potenze nell’epoca moderna. Per fare un esempio attuale, basta pensare alla querelle che si è scatenata tra Cina e Usa, per l’utilizzo dell’aziende cinese Huawei delle infrastrutture sulla quale viaggiano i dati di milioni di persone. Tirando le somme, nell’epoca della guerra dei dati, la parte informatica è senza dubbio il campo di applicazione più delicato nella quale si devono saper muovere gli agenti segreti.

Network Manager nei servizi segreti

Altra figura affine all’analista dei dati è quella del network manager, che agisce spesso in sinergia totale con il comparto informatico dell’intelligence. Questa è la figura responsabile del funzionamento delle reti attraverso il quale passano tutti i dati relativi alle indagini. Pensiamo ad esempio alle attività di spionaggio di potenziali sospetti o gruppi organizzati, che vengo giornalmente monitorati attraverso le più sofisticate tecnologie esistenti. Tutto lo scheletro sulla quale viaggiano le informazioni, e gli apparati che servono per le attività di spionaggio, sono gestite dal network manager, che ha quindi il delicato compito di mettere nelle migliori condizioni il comparto informatico dell’agenzia per la sicurezza. La formazione di questa figura avviene nelle università dell’eccellenza per l’ingegneria informatica, e la richiesta di queste specifiche figure è al momento molto alta, non solo nel campo della sicurezza nazionale, ma in generale in tutto lo spettro delle attività produttive mondiali.

Agenti segreti all’estero

Per fare una panoramica il più possibile completa, vediamo brevemente alcuni esempi di paesi esteri con apparati di sicurezza nazionale molto sviluppati e all’avanguardia in termini di metodologie e tecnologie utilizzate.

Le prime che vengono alla mente sono ovviamente l’FBI e la CIA, le agenzie più famose al mondo, responsabile della sicurezza nazionale statunitense. La prima di occupa dei reati commessi all’interno del suolo americano, mentre la seconda opera esclusivamente in ambito internazionale, riuscendo ad avere una capillare diffusione di agenti e collaboratori nelle intelligence amiche. Ma altre sono famose, ed ognuna con una caratteristica che la contraddistingue dalle altre. Scotland Yard in Gran Bretagna, e in tutti i paesi aderenti al commonwealth, che ha ad esempio il compito di difendere la corona, oppure il celebre KGB prima di epoca sovietica, ed ora russa, protagonista a suo tempo di una battaglia di spionaggio contro gli stati Uniti durante la guerra fredda, ed adesso indicato come responsabile della strategia per l’avanzamento delle forze populiste in tutte Europa. Ma se questa è la situazione all’estero, come vengono organizzate le forze di sicurezza in Italia?

I servizi segreti in Italia

servizi segreti italiani

La situazione per quello che riguarda i servizi segreti in Italia è organizzata principalmente su due strutture distinte:

  • Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) che si occupa della protezione della Repubblica e di tutte le sue istituzioni da tutte le azioni sovversive interne che possono minare gli interessi politici, economici militari, scientifici ed industriali del paese.
  • Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) che si occupa della protezione dello stato da tutte quelle che possono essere le minacce di natura esterna, come attacchi terroristici ne simili.

Ognuna lavora in stretta collaborazione con l’altra per il passaggio di importanti informazioni riguardo gli oggetti d’indagine. Tutte le selezioni del personale passano ovviamente per i canali istituzionali del governo, e possono andare per concorso, ma più facilmente attraverso dei colloqui specifici. Poi ovviamente per queste figure così delicate e strategiche per la sicurezza nazionale, le interviste preliminari sono svolte in estrema profondità, per valutare la validità complessiva del candidato. Tutte le informazioni, riguardo i bandi, passati e futuri delle due agenzie di sicurezza si possono trovare direttamente sul sito https://www.sicurezzanazionale.gov.it.

Come si diventa agenti segreti in Italia?

Vediamo all’iter necessario per diventare un agente segreto del bel paese. Chiaramente il primo passo è quello di controllare presso il sito istituzionale del governo oppure delle singole agenzie quelle che sono le posizioni aperte, o i bandi di concorso. Attenzione che non sempre la selezione avviene tramite concorso, ma spesso basterà avanzare la propria candidatura. Sembra facile? In realtà vi sono requisiti molto stringenti, e le candidature vengono vagliate in maniera molto rigida.

Dal lato dei requisiti, questi sono i fondamentali:

  • Laurea in discipline umanistiche giuridiche, economiche e internazionali
  • Fedina penale pulita
  • Non assumere, o avere precedenti di assunzione, di droghe sia pesanti che leggere
  • Non essere stato un politico, un magistrato, un ministro di culto o un giornalista.
  • Conoscere più lingue straniere

Oltre a questi appena enunciati, vi sono inoltre numerose altre caratteristiche vengono attentamente valutate durante la fase dei colloqui per entrare in una delle due agenzie di sicurezza.

In primo luogo vengono approfondite le competenze per il ruolo richiesto, soprattutto quando questo afferisce alla sfera della sicurezza informatica come accennato in precedenza.

Altra parte importante è quella dei precedenti. Per fare parte dei servizi segreti bisogna necessariamente avere un passato pulito e dimostrabile, e così deve essere anche per i familiari. Non si possono correre rischi di possibili contaminazioni con attività illecite. Ma oltre alle semplici pendenze con la legge, verrà effettuato un controllo accurato su tutto quello che potrebbe essere visto come pericolo: ad esempio se un candidato è un giocatore d’azzardo, se alle spalle ha situazioni economiche difficili. Tutto questo è importante, per evitare il potenziale rischio di corruzione di un agente dell’intelligence.

Infine vengono svolte accurate valutazione sul profilo psicologico del candidato. Si deve capire infatti, se questi è una persona affidabile, perché molto spesso dovrà tenere nascosto l’oggetto del proprio lavoro anche a parenti e amici per non metter in pericolo l’andamento delle operazioni. Quindi massima attenzione al profilo di riservatezza del candidato, che deve dimostrarsi persona integra ed estremamente legata alle istituzioni.

Dopo la lunga valutazione si potrà affrontare un anno di apprendistato, entrando in accademia oppure operando in supporto a colleghi più anziani sul campo.

Vivere e lavorare in Spagna

Se si espatria in cerca di lavoro in Spagna, potrebbe sembrare che ci siano solo una manciata di lavori adatti e un sacco di cercatori di lavoro. Magari abbiamo scelto il paese per la sua somiglianza con l’Italia a livello culturale, pensando di trovare maggiori opportunità, ma senza le difficoltà di ambientamento di una cultura totalmente differente.  Ma è possibile trovare un lavoro in Spagna se sai dove cercarlo e, in particolare, ci sono numerosi posti di lavoro in Spagna per stranieri con competenze specialistiche.

Del resto la situazione del paese iberico, dopo una crisi grave e difficile, è in netta ripresa, e rispetto a qualche anno addietro è sicuramente più facile trovare un’occupazione e in generale trasferirsi per iniziare una nuova vita.

Vediamo assieme quindi, quali sono le cose fondamentali da sapere per chi desidera intraprendere una nuova avventura in Spagna.

Andare a vivere in Spagna

bandiera spagnola

Per un lavoratore italiano non sarà troppo difficile adattarsi alla cultura e allo stile di vita spagnolo. Le analogie sono molte, a partire dalla lingua facilmente comprensibile, fino al ritmo di vita abbastanza simile.

Ovviamente per avere maggiori possibilità di trovare un’occupazione sarà importante dirigersi verso le città più grandi, a partire dalla capitale Madrid, fino a Barcellona, Siviglia e Valencia. Il costo della vita in queste città sarà più alto della media del paese, che rimane comunque più basso rispetto all’Italia. Per fare qualche esempio, un appartamento a Barcellona con una stanza da letto costa in media oltre i 700 euro ma Barcellona guida anche la classifica delle città più costose di Spagna, quindi possiamo considerare questo numero come massimo. Già affittare a Valencia permette un risparmio di oltre il 35%.

Seguono a ruota come città più care Madrid, San Sebastián, Palma de Mallorca e Bilbao. Anche nelle città più costose, comunque, i trasporti sono in genere abbastanza economici, i pasti al ristorante costano in media il 10% in meno rispetto al nord Italia e la stessa cosa vale per i divertimenti.

Le lingue

Se lo spagnolo non è la nostra lingua madre, oltre a lavorare per una multinazionale dove sarà necessario un buon livello d’inglese, i lavori in Spagna per gli italiani includono turismo, immobiliare, insegnamento della lingua e servizi rivolti agli espatriati. Per altri tipi di impiego, di solito devi parlare spagnolo. Ci sono numerose scuole di lingua in Spagna dove puoi ripassare le tue abilità.

Resta comunque il fatto che per un italiano basteranno poche settimane di frequentazione del posto per riuscire a padroneggiare uno spagnolo base più che sufficiente a qualsiasi lavoro.

Unica cosa a cui prestare un minimo di attenzione è la situazione dei dialetti. Se troviamo lavoro a Barcellona ad esempio, ricordiamoci che molto più spesso sentiremo parlare il catalano, che più di un dialetto è considerato una vera e propria lingua. Quindi dovremmo avere un livello di adattamento linguistico un po’ più attento alle variazioni dialettali rispetto ad altre lingue, ma in linea di massima tra italiani e spagnoli le difficoltà nel comunicare sono sempre abbastanza limitate.

La tassazione

Per quello che riguarda le imposte il livello è meno opprimente rispetto al totale della tassazione italiana. La Spagna si divide fiscalmente in 17 comunità autonome, alcune delle quali sono molto appetite e vantaggiose per la questione tasse. Di base esiste comunque un’imposta denominata IRPF (come la nostra IRPEF) che applica un’aliquota in base agli scaglioni di reddito.

Reddito minReddito maxTassazione
012.450€19%
12.451€20.200€24%
20.201€35.200€30%
35.201€60.000€37%
60.001€45%

Lavorare in spagna

In Spagna, molte persone trovano lavoro attraverso percorsi informali come il passaparola, il networking e applicazioni speculative, specialmente nelle piccole e medie imprese. Pertanto, non dovresti limitare la tua ricerca di lavoro ad agenzie e pubblicità: è importante essere proattivi, cercare opportunità e fare rete.

I numeri dell’occupazione spagnola

Il tasso di disoccupazione in Spagna è uno dei più alti in Europa – con circa una persona su cinque senza lavoro – sebbene la Spagna sia anche una delle economie in ripresa più rapida dell’Unione Europea (UE) e la quarta più grande. La disoccupazione sta diminuendo man mano che il paese si riprende lentamente dalla recessione economica, passando dal 26% del 2013 al 16% nel febbraio 2018. Alcuni settori hanno addirittura registrato un aumento delle assunzioni negli anni passati, ad esempio nella regione più estesa della Spagna, Castilla y León, c’erano più opportunità rispetto a prima della crisi per gli operatori di cura della persona, i lavoratori edili e gli chef.

La disoccupazione giovanile, tuttavia, continua ad essere un problema e i diplomati riportano difficoltà nel trovare qualità e lavoro permanente. Con il tasso di disoccupazione giovanile a circa il 35% nel marzo 2018, molti dei lavoratori istruiti del paese hanno cercato all’estero migliori opportunità. I più alti livelli di disoccupazione, tuttavia, sono stati tra i lavoratori non specializzati, quindi quelli con istruzione e esperienza migliori saranno più favoriti quando cercano lavoro in Spagna per gli stranieri.

Quindi per avere possibilità più ampie di trovare un lavoro soddisfacente, la specializzazione e la laurea sono fattori importanti soprattutto in Spagna. La competizione con i giovano spagnoli è ampia , ma si trovano le migliori possibilità nei settori della consulenza, dell’industria e dell’informatica, tutti cresciuti negli anni passati. Molte società multinazionali hanno anche sede in Spagna,eccone alcune delle più importanti:

  • Abengoa
  • Abertis
  • Acciona
  • ACS Group
  • Almirall
  • Grupo Antolin
  • Ebro Foods
  • Ferrovial
  • Ficosa
  • Fomento de Construcciones y Contratas
  • Iberdrola
  • Inditex
  • Logista
  • Natraceutical
  • Pescanova
  • PRISA
  • Técnicas Reunidas
  • Viscofan

Le leggi sul lavoro in Spagna

Anche le leggi protette sul lavoro della Spagna hanno contribuito alla crisi occupazionale influenzando un ambiente in cui quasi la metà dei nuovi contratti sono temporanei, poiché le società sono riluttanti ad assumere personale nuovo o giovane a causa dei costi potenzialmente elevati. C’è stato anche un aumento del lavoro indipendente e autonomo in Spagna dalla crisi.

I cittadini dell’UE e dello Spazio economico europeo (SEE – UE più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e la Svizzera possono venire in Spagna e lavorare liberamente, senza bisogno di un permesso di lavoro.

Tutti gli Stati extra UE / SEE e la Svizzera avranno bisogno di un visto di residenza e di un permesso di lavoro valido in Spagna.

Tuttavia per lavorare in Spagna si avrà anche bisogno di ottenere il numero NIE da una stazione di polizia con un dipartimento straniero, oltre a registrarti presso l’ufficio delle imposte nazionale Agencic Tributaria all’ arrivo per pagare le tasse spagnole. Questo è il numero identificativo per i cittadini, una sorta di punto d’incontro tra una carta d’identità e un codice fiscale, e senza di questo non si potranno completare gli iter necessari per l’assunzione in aziende spagnole.

Per ottemperare a tutti passaggi burocratici finalizzati all’assunzione, il datore di lavoro chiederà il permesso di lavoro attraverso la Dirección Provincial de Trabajo, Seguridad Social y Asuntos Sociales. Una volta che il permesso di lavoro è stato concesso, potrà essere richiesto un visto spagnolo di residenza per giungere nel paese per lavoro.

Decidendo invece per un lavoro di tipo autonomo si dovrà fare domanda per un permesso di lavoro presso il consolato spagnolo nel tuo paese d’origine.

Consigli per trovare lavoro in spagna

Il consiglio primario ed iniziale è quello di verificare che le qualifiche professionali d’interesse siano riconosciute in Spagna contattando il Ministero dell’Istruzione, della Cultura e dello Sport; vedere i requisiti per la verifica delle professioni regolamentate.

Puoi scoprire se la tua professione è regolamentata in Spagna (cioè richiede qualifiche specifiche per poter essere in grado di praticarla), controllando il database della Commissione europea.

Avrai anche bisogno di tradurre qualsiasi documento professionale in spagnolo – da non dimenticare di portare con se quando si approccia alla ricerca di lavoro. Il consiglio per il CV è quello di prendere in considerazione un Europass, che mette i tuoi dati personali, le qualifiche e le competenze in un formato standard.

Le aziende spagnole

La settimana lavorativa a tempo pieno medio è poco più di 40 ore, dalle 9 fino alle 20, con pause lunghe tra le 14:00 e le 16:00 ancora praticate in alcune aziende. Il discorso di lavoro inizia dopo il caffè del mattino, e il pranzo è considerato un momento per rilassarsi e mescolarsi con i colleghi, piuttosto che il pranzo di lavoro che potresti essere abituato a tornare a casa. Tuttavia, nelle grandi aziende e nelle multinazionali, in particolare nelle grandi città come Madrid e Barcellona, ​​è probabile che troviate il solito orario di lavoro e la pausa pranzo standard di un’ora.

Le aziende tendono ancora ad essere strutturate gerarchicamente, con decisioni strategiche e altre prese in cima. Si tengono riunioni per scambiare informazioni o dare istruzioni, non per raggiungere un consenso.

Aspettatevi che i colleghi di lavoro trascorrano del tempo per conoscervi in ​​un primo incontro – si tratta di stabilire una fiducia tra voi con qualità personali altamente apprezzate – e le negoziazioni possono essere lunghe. L’individualismo è preferito rispetto al lavoro di squadra, anche se la modestia è più apprezzata rispetto all’assertività nei dipendenti.

  • Abengoa
  • Abertis
  • Acciona
  • ACS Group
  • Almirall
  • Grupo Antolin
  • Ebro Foods
  • Ferrovial
  • Ficosa
  • Fomento de Construcciones y Contratas
  • Iberdrola
  • Inditex
  • Logista
  • Natraceutical
  • Pescanova
  • PRISA
  • Técnicas Reunidas
  • Viscofan

Stipendi in Spagna

crescita dei soldi

Gli stipendi in Spagna sono diminuiti in quasi tutti i settori a seguito della crisi economica, con il settore pubblico particolarmente colpito. Tuttavia, mentre l’economia rafforza i salari stanno mostrando segni di crescita, in particolare nel settore privato e nell’e-commerce, nel turismo, nell’ingegneria, nell’approvvigionamento e nella costruzione. Nel 2017, il Ministero della Difesa e della Previdenza Sociale ha aumentato il salario minimo (salario mínimo interprofesionale, SMI) a € 707,60 al mese o € 23,59 al giorno.

Di seguito possiamo comunque vedere una panoramica sulle professioni maggiormente richieste, e sul livello di salario minimo e massimo che possono raggiungere.

ProfessioneStipendio MinStipendio Max
Medico30.000€50.000€
Infermiere24.000€33.000€
Ausiliario22.000€26.000€
Cuoco24.000€39.000€
Rappr. di commercio23.000€40.000€
Ingegnere informatico17.000€42.000€
Cameriere12.000€18.000€
Commesso12.000€20.000€

Risorse gratuite per trovare lavoro

Quando si è alla ricerca di un nuovo lavoro, riuscire ad ingegnarsi e trovare strade alternative da percorrere può fare la differenza, tra una ricerca fruttuosa ed una fallimentare. Soprattutto lo sfruttamento adeguato della marea di risorse gratuite per arrivare ad una nuova occupazione stabile, è una delle mosse più importanti da attuare.

Certamente l’offerta di strumenti per la ricerca di lavoro, è una giungla senza fine, soprattutto in questo momento storico.

Tra le molte proposte che si possono trovare, c’è sicuramente qualcosa di buono e utile, ma si trovano anche perdite di tempo che non aiutano alla ricerca di un lavoro.

Ovviamente quando ci si avvicina ad uno strumento per la ricerca di lavoro, la prima qualità che si tende a volere è quella della gratuità. Del resto, nei momenti di disoccupazione la situazione economica personale non è sempre florida, e quindi non ci sono soldi da buttare, sia in termini strettamente economici che nella gestione del tempo che come noto è denaro.

Allora vediamo di fare chiarezza, raggruppando una serie di idee e metodi per la ricerca di lavoro, che siano praticamente a costo zero per chi si lancia nella ricerca di un’occupazione stabile, fornendo una guida che possa essere d’aiuto in un momento così delicato nella vita di una persona.

Cercare lavoro in rete

cercare lavoro online

La prima cosa che viene spontanea da fare al giorno d’oggi quando si inizia un percorso di ricerca lavoro, è quella di buttarsi a capofitto sulle possibilità fornite da internet. Se ci mettessimo a contare il numero di siti incentrati sulle offerte di lavoro, si perderebbe il conteggio molto presto. Sono una miriade, e non tutti affidabili per vari motivi.

Alcuni hanno purtroppo al loro interno delle offerte non proprio reali, che ingannano in un certo senso l’utente alla ricerca di lavoro. Sono annunci che non si rivelano corretti, che fungono da specchietto per le allodole per raccogliere contatti o personale per lavori che non hanno un grande appeal e che diversamente non raccoglierebbero candidature.

L’argomento è spinoso, e l’abbiamo affrontato con un articolo di consiglio su come difendersi dagli annunci di lavoro falsi che trovate qui.

Ovviamente in mezzo a tanta offerta, vi sono anche siti strutturati per essere un valido supporto a chi si tuffa nella ricerca di un lavoro. Molti di questi però rimandano direttamente alle offerte di lavoro filtrate dalle agenzie interinali, e pertanto il fatto di essere uno strumento totalmente gratuito viene meno proprio per questo motivo.

A questo punto sarebbe più profittevole saltare l’intermediazione del sito e affidarsi direttamente all’agenzia di zona per avere maggiori opportunità di avere successo nella ricerca.

Il consiglio che si può dare è comunque quello di scandagliare con attenzione le offerte che si trovano sui portali, perché può capitare che talvolta venga lasciato comunque un riferimento dell’azienda che offre una posizione aperta nel proprio organico. Così facendo ci si potrà proporre direttamente saltando l’intermediazione dell’agenzia, con il rischio però di essere rimbalzati dalla società in questione a causa di accordi presi in precedenza con le compagnie di lavoro interinale. Però tentar non nuoce, e una prova può comunque essere fatta.

 Consigli e strategie per la ricerca del lavoro gratuita

La rete rimane comunque una risorsa gratuita importante, che si può comunque utilizzare con una declinazione leggermente diversa. Staccandosi dal concetto della diretta ricerca di lavoro tramite un sito, si possono scovare nel web siti che propongono, come fa cercalavoro attualmente, degli articoli di consigli e spunti validi. Questo permette di attuare delle strategie interessanti, che possono dare maggiori possibilità di successo alla nostra ricerca.

Facciamo alcuni esempi per esplicitare la cosa: sapere ad esempio come si muovono i recruiter attualmente, ci consente di farci trovare proprio dove sta andando il mercato.

Oppure sapere con precisione come presentare un curriculum senza errori, o magari come impostare una lettera di presentazione efficace, può fare la differenza tra una ricerca vana e una svolta con successo.

Infine non è da sottovalutare la conoscenza del mercato del lavoro e di quali sono le sue tendenze attuali. Sapere ad esempio quali sono i lavori più ricercati, ma che trovano scarsità di personale qualificato, ci può dare un’indicazione su dove dobbiamo formarci per maggiori possibilità di successo. E la conoscenza dei piani per l’occupazione e la formazione aiuta ad orientarsi verso una ricerca di lavoro fatta con intelligenza e pragmatismo, che portano a maggiori possibilità di successo.

Fare rete per trovare lavoro

Altro metodo gratuito che sta spopolando attualmente è quello di creare, o magari recuperare, una rete di contatti.

Il concetto non è assolutamente nuovo, ma viene potenziato dalla sua attuazione tramite internet, che ne aumenta la portata. Alla base infatti si tratta del caro vecchio passaparola, quindi trovare lavoro tramite una rete di conoscenze e referenze ben strutturata. Grazie al moderno impatto del web nella vita di tutti i giorni, questo meccanismo si amplifica, dando la possibilità di essere efficace su una scala più ampia di possibilità.

Attenzione però, che non dobbiamo limitarci a creare contatti solo virtuali. Non dimentichiamo che la rete di contatti stretti, quindi amici, familiari ed ex colleghi di zona, è uno dei veicoli fondamentali, e dati alla mano, è ancora oggi una delle porte d’ingresso più ampie per il mercato del lavoro.

Ma vediamo in breve come sfruttare la rete di contatti per la ricerca lavoro.

Trovare lavoro con Linkedin

Tra i vari portali per le offerte di lavoro, chiaramente il più grande e strutturato del mondo è Linkedin. Non bisogna però pensarlo come una bacheca dove affiggere il proprio CV aspettando di essere contattati passivamente.

Utilizzare Linkedin in questo modo ci espone fatalmente ad un insuccesso sicuro. Per godere appieno delle potenzialità di questo vero e proprio social network del lavoro, bisogna curare alcuni dettagli con attenzione.

Anzitutto il primo passo fondamentale è quello di avere la propria pagina estremamente aggiornata con particolare attenzione ai riferimenti sulle proprie skills sia lavorative che personale (le cosiddette soft skills)

In questa fase bisogna essere assolutamente onesti nella valutazione delle proprie competenze, altrimenti ci esporremo al rischio di essere contraddetti su queste da molte persone che ci conosco e hanno lavorato con noi. E se questo dovesse accadere sarebbe la pietra tombale sulle nostre aspirazioni di ricerca lavoro su Linkedin. Sfruttando di base il meccanismo del passaparola, questo mancato riconoscimento sociale delle nostre qualità si rivelerebbe un boomerang fatale per le nostre aspirazioni.

Bisogna poi pensare alla costruzione massiccia di una rete di contatti che abbia la caratteristica di essere funzionale all’ambito lavorativo in cui ci vogliamo inserire. Ed infine manteniamo il nostro profilo sempre vivo, postando con regolarità, contenuti interessanti per il fine ultimo della nostra presenza, quindi la ricerca di lavoro in un determinato ambito.

Una sapiente gestione del profilo Linkedin, è uno dei passi fondamentali per fare rete in maniera efficace ed aprirsi la strada verso una nuova occupazione in maniera gratuita. Se poi si vuole spendere, allora c’è sempre la possibilità di azionare la modalità a pagamento del social network, con funzionalità avanzate.

Fare rete di persona in maniera organizzata

Nel concetto di crearsi un network di contatti, molti possono trovare che posizionarsi sul web con questa strategia sia un po’ troppo impersonale, e che non funzioni a dovere magari per l’ambito lavorativo che abbiamo scelto. Altre volte l’età della persona che cerca attivamente lavoro, influisce negativamente sull’affidabilità percepita dei contatti via web, e quindi si preferisce un contesto fondato sulle interazioni di persona. Vediamo alcune alternative gratuite per creare una rete di contatti reale tra chi cerca e offre lavoro.

Associazione lavoro over 40

Il gruppo di persone è pensato appositamente per chi cerca lavoro in età non più giovanissima. La rete di contatti si crea mediante la partecipazione ai corsi di formazione e perfezionamento disponibili sul territorio, e quindi nello stesso momento ci si può aggiornare, acquisire nuove competenze, ed ampliare la rete di contatti utili.

Job Club

Gestito da Riccardo Maggiolo, figura di alto profilo nella formazione indirizzata alla ricerca di nuovo lavoro. Già autore di libri di successo sull’argomento, come “Brucia il tuo curriculum” del 2014 e “job search 2.0”, ha fondato qualche anno fa i Job Club, gruppi di persone eterogenei composti da 8-12 elementi che si aiutano vicendevolmente per la ricerca attiva di un lavoro. Questi gruppi, coordinati da un trainer professionista, hanno avuto risultati lusinghieri, ottenendo partnership importanti come quella del comune di Milano, che ha ospitato alcuni Job club, in grado di garantire anche fino al 60% di approdo al lavoro per i partecipanti.

La fiera specializzata “Io Lavoro”

Oltra alla possibilità di conosce aziende che possono offrire posizioni aperte in maniera diretta, questa fiera ha il merito di essere un punto di riferimento per la creazione di una rete di contatti solida. Certo poter lasciare qualche curriculum dona la speranza di trovare subito un lavoro, ma partecipare ai workshop organizzati durante la fiera può risultare ancor più decisivo ai fini della nostra ricerca di un’occupazione.

Conclusioni

Come abbiamo visto, oltre alla classica ricerca in rete vi sono molti metodi gratuiti che possono essere d’aiuto per la ricerca attiva di un lavoro stabile. Chiaramente il consiglio più grande è quello di utilizzare sempre un minimo di inventiva ed intraprendenza quando si affronta la ricerca di un lavoro. E soprattutto è fondamentale non fermarsi alle prime delusioni, che fatalmente arriveranno, perché l’occasione di crearsi o trovare lo spazio lavorativo è sempre dietro l’angolo.

Come diventare poliziotto

Diventare poliziotto o comunque un appartenente alle forze dell’ordine è uno dei desideri che in molti possono avere, per dare una sicurezza e una stabilità lavorativa alla propria vita.

Contrariamente ad altri lavori che si possono trovare, per entrare in polizia non serviranno curriculum e colloqui di lavoro, o perlomeno non saranno come siamo abituati a vederli per i lavori più tradizionali.

Entrare in polizia richiede infatti un iter ben preciso e dei passaggi da seguire con attenzione. Vi sono inoltre dei requisiti da rispettare, perché essendo un posto di lavoro che si inserisce nella sfera pubblica, la massima attenzione a chi viene assunto è d’obbligo.

Addentriamoci allora, attraverso questa guida, all’interno di tutti i passaggi e le informazioni necessarie per chi fosse interessato ad un futuro lavorativo interno all’arma.

Come entrare in polizia

macchina della polizia con poliziotto

Partiamo specificando il primo passo da fare per avvicinarsi a questo lavoro, cioè i modi per accedere ai posti disponibili negli organici delle forze di polizia.

Da principio per entrare in polizia vi erano due modi distinti:

  1. Fino al 2016 si poteva presentare la domanda di ammissione al Corpo durante il periodo del servizio di leva, accedendo tramite un esame e un concorso riservato all’accademia di polizia statale. Considerando che il servizio militare non è più obbligatorio dal 1 Gennaio 2005, questo sistema d’accesso +è andato sempre più riducendosi, fino a diventare praticamente inutilizzato.
  2. Tramite un concorso pubblico aperto a tutti i cittadini in possesso dei requisiti esplicitati nella comunicazione del concorso stesso sulla Gazzetta ufficiale.

Come accennato poco fa, dal 2016 c’è stata una modifica nelle modalità di accesso all’accademia di polizia.

Con il decreto legislativo n°8 del 28 gennaio 2014, all’articolo 10 vengono aboliti i concorsi pubblici riservati al personale che ha svolto servizio nelle forze armate. Quindi chi ha svolto il servizio militare non ha più quella corsia riservata che garantiva una sorta di precedenza per chi voleva svolgere il concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato.

Da quella data il concorso per entrare nell’arma della polizia è aperto a tutti i cittadini con eguali possibilità di passare le selezioni. Unica condizione da rispettare è quella di avere i requisiti adatti.

I concorsi per l’accesso all’accademia di polizia vengono banditi annualmente, sotto il diretto patrocinio del Ministero degli Interni. Le pubblicazioni dei bandi sono sempre visibili e rintracciabili sulla Gazzetta Ufficiale.

Requisiti per entrare in Polizia

Per partecipare ai concorsi è d’obbligo rispettare alcuni requisiti di base. Senza di questi non sarà possibile essere ammessi alle prove d’esame previste nel concorso. In seguito alle ultime modifiche i requisiti per partecipare al concorso sono:

  • Cittadinanza italiana e pieno possesso dei diritti politici
  • Avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni
  • Ottimo livello d’idoneità fisica e psichica
  • Inclinazione attitudinale al servizio di polizia
  • Essere in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado
  • Non avere mai subito espulsioni da corpi militari o forze armate
  • Non essere mai stati destituiti da pubblici uffici
  • Non avere mai riportato condanne relative a delitti non colposi
  • Non essere mai stati sottoposti a misure di prevenzione cautelare o di sicurezza

Come si può notare alcuni di questi requisiti sono oggettivi, come la cittadinanza il titolo di studio o la pulizia della fedina penale per i reati non colposi.

Altre caratteristiche saranno invece oggetto di un colloquio psico attitudinale più approfondito, per valutare le inclinazioni e la natura psichica del candidato.

Un piccolo discorso a parte merita il requisito dell’età. Questa infatti ha la possibilità di essere messa in deroga, alzando il limite massimo per la partecipazione al concorso. Può infatti essere innalzata fino ad un massimo di 3 anni (portando quindi il limite a 33 anni) solo in relazione all’effettivo servizio militare prestato dai potenziali candidati. Rimane questo, l’unico, piccolo vantaggio a disposizione di chi ha svolto servizio di leva.    

Riguardo ai requisiti vanno fatte altre due precisazioni. La loro validità è da considerarsi effettiva se sono posseduti dal candidato alla data di scadenza della domanda di partecipazione.

Ed infine, la selezione è da considerarsi aperta per ambosessi, pertanto anche le donne possono fare liberamente domanda per l’accesso al concorso allievi.

Il concorso per entrare in polizia

Ora che abbiamo visto attraverso quali meccanismi, e quali sono i requisiti di base per l’accesso ai concorsi, passiamo alle informazioni relative allo svolgimento dei concorsi.

La premessa da fare è che le prove da superare possono variare a seconda della posizione che ci si candida a ricoprire all’interno del Corpo di Polizia. Infatti i concorsi per ricoprire la carica di ispettori o commissari di polizia prevedono un numero maggiore di prove da superare, mentre per diventare poliziotto semplice l’iter da seguire sarà meno complicato.

L’esame per diventare allievo di polizia prevede un semplice questionario, che viene strutturato in questa maniera:

  • Domande con risposta sintetica (qualche riga al massimo) su argomenti di cultura generale e sulle materie previste nei programmi della scuola media dell’obbligo
  • Quesiti in lingua straniera , che viene scelta dal candidato tra quelle previste dal bando
  • Domande di informatica di base

Se lo svolgimento di questo test preliminare ha esito positivo si passa alla fase successiva del concorso, che consiste negli accertamenti dei requisiti.

Il candidato verrà infatti sottoposto alle prove che confermino la presenza dei requisiti fisici, attraverso alcuni test atletici incentrati su forza resistenza e velocità.

In seguito si passerà all’accertamento dei requisiti di natura psichica ed attitudinale, da svolgere mediante dei colloqui approfonditi con personale specializzato nella valutazione di tali caratteristiche.

E’ possibile prepararsi adeguatamente ai vari test, anche in considerazione del fatto che vengono spesso messi a disposizione testi specifici per lo studio finalizzato al superamento dei questionari.

La formazione post concorso

formazione agenti di polizia

Se le prove del concorso vengono superate brillantemente, si concede al candidato l’accesso alla scuola allievi di polizia. Infatti il semplice superamento del concorso non consente di definirsi agenti di polizia a tutti gli effetti, e per iniziare ad esercitare la professione, è necessario passare attraverso un periodo di formazione nelle accademie sparse per tutto il paese.

Tale periodo di formazione è suddiviso in blocchi di 6 mesi.

Durante la prima metà dell’anno si frequenta il corso di formazione in accademia, che prepara il candidato sia sotto il profilo teorico, che su quello prettamente fisico.

Nella seconda metà del percorso di apprendimento, si passa ad affrontare un vero e proprio periodo di prova. Durante questo lasso di tempo si eserciterà da Agenti in prova, spesso affiancati da colleghi con una maggiore anzianità di servizio.

Solo in seguito a questi passaggi, che durano complessivamente 1 anno come abbiamo visto, è prevista l’effettiva nomina ad Agente di polizia, con l’assegnazione ad uno dei reparti. Questi in una fase iniziale dell’esperienza del candidato nel Corpo di Polizia, dovranno obbligatoriamente essere in una regione diversa da quella residenza del candidato. Una misura che oltre a garantire la naturale gavetta, previene il pericolo di eventuali infiltrazioni della malavita nelle maglie della polizia locale.

Quanto guadagna un poliziotto

Ora che abbiamo visto l’iter per arrivare alla qualifica di agente di polizia, addentriamoci nell’argomento relativo al salario di un poliziotto.

Chiaramente essendo un posto pubblico, lo stipendio viene concordato con dei contratti collettivi, stipulati dal governo con le varie sigle sindacali che operano a tutela dei lavoratori nei Corpi di Polizia.

Fin qui abbiamo preso in esame tutto l’iter previsto per diventare agente semplice, quindi il primo gradino per entrare nell’organico dell’arma di polizia.

Ovviamente come in tutti gli altri lavori, anche nel corpo di polizia vi sono delle gerarchie e delle posizioni da scalare per fare carriera.

Inoltre c’è da considerare anche gli scatti di anzianità che entrano in gioco qualora non ci fossero avanzamenti di carriera. Questi si attivano secondo il seguente schema:

  • 17 anni di anzianità per il primo scatto
  • 27 anni di anzianità per il secondo scatto
  • 32 di anzianità per il terzo scatto

Di seguito una tabella riepilogativa di quanto appena detto, con le cifre indicative riportate in base al rinnovo per il triennio 2019/2021 stipulato lo scorso febbraio.

RuoloStipendio baseDopo 17 anniDopo 27 anniDopo 32 anni
Agente semplice e agente scelto1.200 €1.450 €2.900 €3.350 €
Ispettore e vice-ispettore1.700 €1.850 €3.000 €3.500 €
Sovrintendente e vice-sovrintendente1.500 €1.800 €3.000 €3.450 €
Assistente1.300 €1.450 €2.900 €3.350 €
Vice-Questore Aggiunto 2.200 € 3.200 € 5.000 € 5.900 €
Commissario Capo 2.100 € 2.700 € 5.100 € 5.900 €
Commissario e vice Commissario 1.900 € 2.100 € 3.200 € 3.750 €

Come si può notare a partire dal secondo scatto lo stipendio si alza sensibilmente e anche il ruolo ricoperto incide sugli emolumenti in maniera sostanziale.

Per il ruolo di agente di polizia che abbiamo preso in esame in questa guida, lo stipendio che si attesta sui 1200€ netti mensili, lo rende comunque uno dei meno pagati al mondo, se calcoliamo che negli altri paesi europei il salario base di un agente è mediamente di 500€ superiore.

Ma anche se risulta un dei meno pagati al mondo, molto giovani cullano il sogno di diventare agenti di polizia, anche perché la sicurezza di percepire il salario mese dopo mese è assolutamente solida

Come lavorare in Svizzera

Trovare lavoro in Svizzera è una delle cose che sentiamo più spesso legate all’idea di lavorare fuori dai confini italiani. Questo mito, è alimentato innanzitutto dalla vicinanza, che ha permesso nel corso del tempo il fenomeno dei frontalieri, dalla possibilità di ampie zone del paese elvetico in cui si parla correntemente italiano, e dalla qualità degli stipendi percepiti.

Ma come sempre tra un progetto e la sua realizzazione vi sono delle informazioni che vanno studiate con attenzione per non incappare in errori che possano compromettere la nostra legittima spirazione di lavorare all’estero, ed in questo caso scegliendo la Svizzera come approdo.

Facciamo quindi una panoramica di tutto quello che c’è da sapere per tentare la fortuna in Svizzera, scoprendo le norme e le possibilità offerte da questo paese, che risulta essere uno dei più prolifici al mondo.

Qualità di vita e lavoro e in Svizzera

bandiera svizzera

Partiamo da alcune informazioni di base riguardanti lo stile di vita e di lavoro che si possono sperare di raggiungere in Svizzera.

La nazione elvetica è una delle mete più desiderate per i lavoratori italiani che decidono di spostarsi all’estero, è questo è principalmente dovuto al livello delle retribuzioni che si possono trovare.

Annotiamo ad esempio, che nel 2016 il reddito pro capite medio si attestava attorno ai 67mila euro, facendo registrare uno dei dati più alti a livello globale, inquadrando la Svizzera tra i paesi più prosperi del mondo.

Stipendi in Svizzera

Facciamo qualche esempio direttamente sulle professioni per dare un’idea

Un’insegnante percepisce uno stipendio netto mensile che sfiora i 4.300 euro abbondantemente più del doppio rispetto ai rispettivi colleghi italiani.

Il discorso si applica anche ai medici di base, il dottore di famiglia per intenderci, che ha un salario oscillante tra i 4.600 e i 5.600 euro.

Il muratore, che in Italia fatica a superare i 1.200 euro di stipendio mensile, in svizzera può arrivare a guadagnare fino a 4.500 euro al mese.

Questo livello di redditi pone la svizzera al quarto posto nel mondo come nazione tra le più generose con la forza lavoro, dietro solamente a Qatar Norvegia e Lussemburgo.

Costo della vita in svizzera

Ovviamente dall’altro lato della bilancia troviamo il costo della vita, che in Svizzera è comunque più alto che in Italia, e non di poco. Oltre a costi superiori per quello che riguarda la vita comune e quotidiana, quindi semplici azioni come fare la spesa, se prendiamo in esame alcuni benchmark ci accorgiamo del maggiore impatto di alcuni costi fissi sulle spese di un cittadino medio.

Gli alloggi ad esempio hanno costi molto elevati, e comprare una casa sarà praticamente impossibile appena arrivati in svizzera per lavorare. Anche gli affitti non sono da meno se pensiamo che per un bilocale il costo mensile medio d’affitto si aggira attorno agli 800 euro.

Il fenomeno dei Frontalieri

L’alto costo della vita in svizzera ha generato nel tempo un fenomeno conosciuto come quello dei frontalieri, cioè lavoratori italiani che prestano regolarmente servizio lavorativo nel paese elvetico ma decidono di risiedere in Italia. Questo tipo di situazione è particolarmente diffusa in comuni vicini alla frontiera come Sondrio, Como Varese o Verbania.

Il vantaggio per chi si organizza in questa maniera è ovvio e sostanziale, riuscendo a vivere in Italia con oltre il doppio dello stipendio percepito dai propri concittadini. Con il tempo, sia Italia che Svizzera hanno fortemente regolamentato questo fenomeno, per evitare distorsioni ed eccessivi vantaggi.

Dal lato svizzero esiste infatti uno specifico permesso di soggiorno per frontalieri (Permesso G), che prevede una durata pari al contratto di lavoro se questo è inferiore ad un anno, oppure di 5 anni se il contratto supera i 12 mesi. Inoltre in questo specifico permesso è previsto che il lavoratore debba ritornare al proprio luogo di domicilio almeno una volta alla settimana con dei controlli eseguiti alle frontiere.

Per quello che riguarda il lato italiano, gli sforzi si sono concentrati soprattutto sul versante fiscale, che prevede una franchigia di 7.500 euro annui di introiti da lavoro non tassati. Superata quelle soglia si applica la normale aliquota IRPEF sulla differenza. Questi sono solo dei paletti di massima ma legge italiana sui frontalieri ha in realtà altre fattispecie che però non approfondiremo in questo articolo.

I permessi di soggiorno

Torniamo per un attimo ai permessi di soggiorno che sono un passaggio obbligato se decidiamo di lavorare in svizzera. Oltre al permesso di tipo G che abbiamo visto applicarsi ai lavoratori frontalieri, vi sono altri tipi di permessi che possono garantire il tempo necessario a trovare lavoro, oppure a vivere direttamente in Svizzera qualora si fosse già trovata un’occupazione stabile.

Oltre quindi a quello già citato esistono altri 3 tipi di permesso che sono:

  • Di breve durata: detto permesso L, potremmo richiederlo se il contratto di lavoro ha durata di meno di un anno. Una volta scaduto il contratto il permesso può essere rinnovato per un massimo di 7 volte o 24 mesi, entro i quali ci dovremmo però impegnare alla ricerca attiva di un nuovo lavoro
  • Di lunga durata: detto permesso B, s’intende in pratica come permesso di dimora. Ha una validità complessiva di 5 anni, è rinnovabile a tempo indeterminato, e si applica qualora il contratto di lavoro sottoscritto abbia una validità superiore ad 1 anno.
  • Di durata indeterminata: detto permesso C, si può richiedere quando si è vissuto ininterrottamente in svizzera per almeno 5 anni

Per ottenere questi permessi si dovranno esibire i seguenti documenti ad un qualsiasi comune svizzero:

  • Passaporto valido;
  • Carta di identità;
  • Foto formato tessera;
  • Contratto di lavoro con azienda svizzera;
  • Contratto di assicurazione sanitaria;
  • Certificato di stato civile.
lavorare in svizzera

I lavori in Svizzera

Essendo un paese all’avanguardia sotto molti aspetti, anche in Svizzera la richiesta di lavori ad alta qualifica è sempre attiva, ma la tendenza sempre più accentuata negli ultimi anni ha visto l’intensificarsi di richiesta di operai specializzati. Infatti, molti ragazzi svizzeri, hanno preferito studiare e dedicarsi a lavori d’ufficio, lasciando liberi numerosi posti interessanti nel campo dei lavori più manuali.

Di seguito riportiamo una tabella che esplicita i lavori maggiormente richiesti, e soprattutto, il corrispettivo stipendio mensile.

  • Tecnico caldaia / riscaldamento                 6.200 €
  • Meccanico semplice                                      5.300 €
  • Elettricista                                                         6.200 €
  • Infermiere                                                        7.100 €
  • Farmacista                                                         7.100 €
  • Ausiliario ospedaliero                                   3.995 €
  • Operatore sanitario specializzato             6.200 €
  • Project manager                                             8.800 €
  • Sviluppatore web                                           7.900 €
  • Insegnante                                                       6.200 €
  • Ingegnere                                                         7.546 €

Come è evidente gli stipendi medi sono ad un livello enormemente maggiore rispetto a quelli italiani, e particolarmente interessanti stanno diventando le opportunità di lavoro nell’ambito manuale, rinverdendo i fasti di un tempo in cui la migrazione verso la Svizzera per fare il muratore oppure l’imbianchino era uno dei grandi classici della ricerca del lavoro estero, soprattutto per gli abitanti del sud Italia.

Lavorare in svizzera

Ora che abbiamo visto la regolamentazione di base per provare a trasferirsi in svizzera per lavorare, vediamo in breve alcuni passi fondamentali per rendere reale questa prospettiva. Come accade per altri paesi esteri, anche per lavorare in Svizzera servirà essere organizzati ed avere chiari alcuni passaggi fondamentali. Ecco quindi alcuni consigli di base per riuscire a ad attuare il proprio piano di lavoro nel vicino stato elvetico.

Trovare lavoro in svizzera

Per prima cosa occupiamoci immediatamente di trovare lavoro. Come accennato in precedenza ci sono molte posizioni richieste, e sono tutte ben pagate, ma dove trovare il lavoro che serve per iniziare la nostra esperienza? Esattamente come faremmo in Italia, la maggior parte delle offerte viene filtrata dalle agenzie del lavoro sparse su tutto il territorio, pertanto il primo consiglio è quello di valutare le offerte tramite loro. Inoltre si potranno sempre tenere le antenne dritte per le offerte svizzere su siti specializzati come il nostro che informano sulle possibilità di lavoro all’estero.

Impostare il CV per la svizzera.

Altro aspetto importante è quello del curriculum da presentare. Il principale consiglio è quello di affidarsi al classico Cv euro pass, particolarmente apprezzato in Svizzera, e di tradurlo in tutte le lingue più comuni parlate in territorio elvetico, quindi francese e tedesco oltre all’italiano.

Trovare alloggio in Svizzera

Altro aspetto fondamentale è quello dell’alloggio da trovare ancor prima della partenza. Se abbiamo deciso di non lavorare come frontaliere, ma di trasferirci stabilmente, ecco allora alcuni siti che possono essere d’aiuto

Qui si possono trovare da interi appartamenti in affitto, fino a semplici stanze o servizi di sublocazione legali.

Assicurazione sanitaria

In svizzera è obbligatorio stipulare un’assicurazione sanitaria entro 3 mesi dall’arrivo. Attenzione perché questa non viene in alcun modo rilasciata dal datore di lavoro, ma può essere stipulata solo attraverso delle agenzie private. Ecco una lista delle più comuni, dove poter reperire informazioni circa i costi e le coperture.

 Helsana

Aprire un conto corrente in svizzera

Altra cosa da fare il prima possibile è quella di aprire un conto corrente. Essendo la svizzera molto famosa per il suo sistema bancario ci sono una miriade di istituti importanti e conosciuti, e per un lavoratore regolare non sarà difficile aprire un conto. Per procedere all’apertura del conto corrente si dovrà esibire il passaporto oppure un documento valido, un documento che attesti l’esistenza di un reddito certo. Attenzione che può essere richiesto un versamento minimo per l’apertura del conto. §Di seguito una lista dei maggiori istituti di credito elvetici, dove reperire informazioni precise a riguardo

Concorsi pubblici: tutto quello che c’è da sapere

In epoca di enorme incertezza nel mondo del lavoro, la prospettiva di un posto nel pubblico è vista come una chimera irraggiungibile. I motivi che spingono a desiderare un lavoro statale sono moltissimi.

Prima di tutto la sicurezza e la stabilità. Come ci insegna la storia del mercato del lavoro in Italia, quando si raggiunge un posto pubblico molto spesso lo si fa per tutta la durata della propria carriera. Inoltre il trattamento economico nei posti pubblici è mediamente più adeguato rispetto a quello che si può incontrare nel settore privato, soprattutto per i lavoratori alla prima esperienza.

Per questo molti giovani in cerca di un’occupazione stabile, guardano al circuito dei concorsi pubblici con grande speranza, cullando il sogno di superare le selezioni per ricevere l’agognato posto fisso.

Vediamo allora come si sviluppa il contesto dei concorsi e in generale, del mercato del lavoro nel pubblico in Italia.

Dove trovare i concorsi pubblici

test per concorsi pubblici

La prima cosa che viene naturale chiedersi è dove poter trovare una situazione aggiornata relativa all’uscita dei bandi per i concorsi pubblici.

Essendo un’attività totalmente gestita dallo stato ovviamente il primo canale di approvvigionamento delle informazioni non possono che essere quelli istituzionali.

Gazzetta ufficiale concorsi pubblici

Il canale istituzionale per antonomasia quando si parla di concorsi pubblici è ovviamente la Gazzetta Ufficiale. Qui tutte le componenti dello stato emettono i loro comunicati ufficiali e danno le notizie relative anche all’apertura dei bandi per i posti pubblici.

La gazzetta, che si può consultare in tutte le sedi dei comuni, è comunque anche raggiungibile online a questo indirizzo: https://www.gazzettaufficiale.it/

Attenzione però che gli estratti originali della gazzetta sono disponibili solo in vendita, e tutti i prezzi sono chiaramente espressi sul sito ufficiale. Si possono comunque trarre le informazioni desiderate, dalla sezione relativa alle news, dove è possibile anche impostare dei feed, che avvertono in tempo reale sull’uscita di notizie rilevanti riguardo il nostro argomento d’interesse, che potrebbe essere ad esempio i bandi per concorsi pubblici.

Portali internet

Esistono inoltre un buon numero di portali che raccolgono informazioni riguardo i numerosi concorsi pubblici indetti dallo stato e dalle sue componenti.

Di seguito una breve lista dei più aggiornati, dove trovare informazioni di vario tipo riguardo ai concorsi

Un sito dove, oltre alle ultime novità in merito ai concorsi attualmente attivi, vi sono anche numerose informazioni sui quiz per i vari tipi di concorso e sui paletti burocratici da affrontare per iscriversi alle liste di partecipazione.

Un portale vecchio stampo che raggruppa tutte le offerte per i concorsi nel mondo del pubblico. Le informazioni sono abbastanza sparse all’interno del sito ma nelle colonne laterali si possono trovare le suddivisioni per data, tipo di lavoro e regione sede del concorso. Comunque è sempre aggiornato e le informazioni contenute sono assolutamente attendibili.

Un portale che si struttura come un blog, e che contiene informazioni aggiornate ed attendibili sui concorsi attualmente in fase di partenza. Molto interessante anche qui, la possibilità di svolgere delle vere e proprie simulazioni dei quiz che ci si potrebbe trovare ad affrontare in fase di esame.

Quali sono le amministrazioni che assumono lavoratori

Ora che abbiamo visto dove trovare le informazioni più aggiornate riguardo l’indicazione dei concorsi in partenza vediamo di fare chiarezza riguardo gli enti che assumo tramite concorso per assegnare posti di lavoro nel pubblico. La suddivisione è abbastanza semplice, anche perché è la stessa gazzetta ufficiale ad organizzare l’uscita dei bandi secondo queste categorie. Vediamo nello specifico quali sono:

Amministrazioni centrali

Sono i bandi indetti direttamente dalla presidenza del consiglio dei ministri e dai vari ministeri. Solitamente in questa categoria trovano spazio i concorsi più importanti, soprattutto in considerazione dell’elevato numero di posti messi a disposizione da questi bandi. Per fare un esempio che chiarisca la suddivisione in oggetto si possono citare i concorsi per le varie forze di polizia che sono indette direttamente dal ministero degli interni.

Enti pubblici statali

I bandi pubblicati in gazzetta ufficiale che riportano questa dicitura sono quelli relativi ai vari enti che fanno parte della pubblica amministrazione. Per citare alcuni esempi possiamo riferirci al CNR, cioè il consiglio Nazionale delle Ricerche, che sviluppa molte delle statistiche relative alla vita nel nostro paese.

Università ed istituti d’istruzione

Qui si regolano le assunzioni del comparto scuola ed educazione. Molto spesso i bandi relativi a questo ambito sono rivolti alla ricerca di docenti universitari o ricercatori, ma anche per il personale amministrativo operante nella scuola.

Enti locali

I concorsi in questa specifica sezione interessano tutti gli enti territoriali. Quindi si parla di comuni e regioni. Le figure per cui si applicano i bandi più di frequente sono quelle di agente di polizia municipale o insegnanti di asilo e scuola dell’infanzia, ma non mancano i bandi per la ricerca di personale amministrativo, tecnico e di tutti quei servizi socio culturali forniti dai comuni d’Italia.

Istituzioni sanitarie e aziende sanitarie locali

Questa parte indica le assunzioni nelle Asl e aziende ospedaliere locali con particolare attenzione alla ricerca di infermieri e operatori socio sanitari (OSS) ma anche delle figure dirigenziali in ambito di sanità locale, come collaboratori amministrativi e dirigenti medici di varia natura.

Altri Enti

Quando in gazzetta ufficiale ci si imbatte nella dicitura altri enti, in fase di ricerca di bandi di concorso, significa che la selezione è stata appaltata da una delle amministrazioni dello stato ad un’azienda esterna. Recentemente questo è stato il caso della ricerca dei navigator, cioè quelle figure di supporto ai percettori di reddito di cittadinanza per la ricerca attiva di una nuova occupazione.

Il bando di concorso

Ora passiamo ad analizzare il documento che esplicita tutte le caratteristiche richieste ad un candidato per accedere ad uno dei concorsi indetti dalla pubblica amministrazione. Il bando serve proprio a questo, ed al suo interno si trovano tutte le informazioni da sapere per finalizzare l’eventuale iscrizione. Nello specifico il bando di concorso riporta con estrema precisione come dovrà svilupparsi l’intera procedura concorsuale e stabilisce quindi:

  • Le modalità e i termini di presentazione delle domande di partecipazione
  • Le figure richieste
  • I requisiti indispensabili per la partecipazione (come limiti d’età)
  • Le modalità di svolgimento delle prove previste
  • I criteri di valutazione utilizzati in fase di classificazione dei candidati
  • Gli eventuali titoli che possono assicurare un punteggio aggiuntivo
  • Le modalità di assunzione dei vincitori dei concorsi

Come possiamo notare il documento di bando è estremamente preciso e non lascia spazio a nessun dubbio. Pertanto leggerlo con attenzione prima di effettuare l’iscrizione è assolutamente obbligatorio per non correre il rischio di vedere respinta la propria iscrizione. Infatti una mancata osservazione delle modalità d’iscrizione, oppure la mancanza di alcuni requisiti fondamentali sono motivi sufficienti a decretare l’esclusione dalle liste di partecipazione alle selezioni.

Consigli per prepararsi ad un concorso pubblico

appunti concorsi pubblici

Oltre all’ovvio consiglio di leggere con attenzione il bando per i motivi appena descritti ci possono essere altri piccoli trucchi per aumentare le proprie possibilità di superamento del concorso pubblico.

Sono consigli di buon senso, ma che possono fare la differenza in contesti di così grande competitività.

Scegli i testi giusti per la preparazione

Basta fare una rapida ricerca, e soprattutto per i concorsi più richiesti e frequenti, si trovano le indicazioni dei testi migliori per svolgere la preparazione reperibili facilmente anche online. Ad esempio:

Questi sono solo tre esempi ma sono applicabili a tutte le figure professionali richieste.

Attenzione che i libri non sono tutto

Oltre alla preparazione specifica in tutti i concorsi sono inserite domande di cultura generale. Pertanto manteniamo sempre uno sguardo attento sull’attualità perché potrebbe proprio essere una domanda di quelle a metterci in difficoltà

Organizza lo studio

Le maratone di recupero di ore di studio sono cose buone per il periodo universitario. Il livello di serietà ed impegno richiesto in un concorso pubblico obbligano ad avere una precisa organizzazione dello studio, che deve partire con mesi di anticipo se vogliamo avere maggiori possibilità di raggiungere lo scopo.

Ripassa il tuo inglese

Magari non sarà specifico argomento della nostra candidatura o del concorso stesso, ma dare una spolverata al proprio inglese è una cosa che non può fare certamente male in previsione di un concorso pubblico. Soprattutto se la struttura della prova prevede anche una parte orale da superare dopo lo scritto.

Sii pulito sobrio e ordinato nell’aspetto

Consiglio rivolto in particolar modo a chi affronta un concorso per l’assunzione in una delle forze armate. È il caso di evitare look troppo vistosi, piercing e tatuaggi in bella vista. Quando si affronta la prova orale dopo la fatica fatta per passare lo scritto sarebbe un vero peccato vanificare gli sforzi per aver dato una cattiva impressione.

Esegui solo quello che ti viene richiesto

La valutazione nei concorsi pubblici deve avvenire in maniera piuttosto rigida, per salvaguardare il corretto svolgimento degli stessi. Concentriamoci quindi sul fare bene le cose richieste, ed evitiamo di avventurarci in cose non richieste, che oltre ad essere una nuova fonte di errori, potrebbero non essere nemmeno oggetto di valutazione.

Guida per trovare lavoro a Londra

Nonostante tutta l’incertezza che aleggia sul Regno Unito attualmente, lavorare a Londra è ancora una delle esperienze più ambite e ricercate dai giovani di mezza Europa.

Questo è principalmente dovuto alla natura cosmopolita e tentacolare della capitale inglese, una delle metropoli più grandi al mondo, da sempre foriera di grandi opportunità.

Ma trasferirsi per lavorare a Londra non è una decisione che può essere affrontata a cuor leggero, e serve avere un quadro generale per orientarsi al meglio ed evitare brutte sorprese.

I consigli per chi vuole lavorare all’estero sono talvolta banali e di spiccato buon senso, ma Londra racchiude in sé alcune particolarità che la rendono unica.

Ecco quindi una guida dettagliata con tutto quello che bisogna sapere per vivere e lavorare a Londra.

Il costo della vita a Londra

La prima cosa che si deve sapere riguardo la capitale britannica è che il costo della vita è mediamente più alto rispetto a tutte le altre grandi città europee. Per avere un confronto con l’Italia, si stima che vivere a Londra costi mediamente il 51% in più rispetto a Milano.

Tutta questa differenza è dovuta soprattutto alle spese di alloggio e trasporti, che sono sensibilmente più alte e costringono chi decide di intraprendere l’avventura lavorativa estera a valutare con attenzione già in fase di partenza le proprie finanze. Non si può pensare di espatriare a Londra senza un gruzzoletto di risparmi a fare da cuscinetto, perché probabilmente tra l’arrivo e la ricerca di un lavoro potrebbero passare settimane.

Comunque attualmente ci sono tutti gli strumenti per organizzare ancor prima della partenza un piano dettagliato che ci aiuti a sbarcare a Londra con delle sicurezze già acquisite.

Per la ricerca dell’alloggio ci si può appoggiare ad esempio al sito Gumtree, che scandaglia il mercato immobiliare alla ricerca delle offerte migliori presenti sul mercato. In questa piattaforma potremo trovare le quotazioni medie per gli affitti divisi per zona, una variabile decisiva per la composizione del prezzo. Ovviamente maggiore è la distanza dal centro città e minori saranno i prezzi di affitto, ma attenzione, contestualmente quelli di trasporto saliranno altrettanto velocemente. Ecco nel dettaglio un riepilogo indicativo, stilato con prezzi medi ricavati dalle informazioni presenti su Gumtree:

  • Zone di Londra 1 e 2: affitto stanza condivisa £500, affitto stanza singola, £650, trasporti £134.8
  • Zona di Londra 3: affitto stanza condivisa £330, affitto stanza singola, £400, trasporti £158.3
  • Zona di Londra 4: affitto stanza condivisa £290, affitto stanza singola, £350, trasporti £194
  • Zona di Londra 5: affitto stanza condivisa £275, affitto stanza singola, £320, trasporti £230.4
  • Zona di Londra 6: affitto stanza condivisa £250, affitto stanza singola, £300, trasporti £246.6

L’unico aspetto dove Londra si dimostra meno cara dell’Italia è quello relativo al cibo, con molte catene di ristorazione che seguono il modello fast food che offrono pranzi e cene a prezzi mediamente più vantaggiosi.

Ma come abbiamo visto la vita è decisamente cara e pertanto il consiglio è quello di partire già con almeno 3000 sterline di fondo (circa 3500€) per essere tranquilli nelle prime settimane.

Consigli per trovare lavoro a Londra

Ora che abbiamo visto le difficoltà e le possibilità nella ricerca di alloggio è il caso di concentrarsi sulla questione centrale: quella della ricerca di lavoro. Anche qui il consiglio base è quello di prepararsi adeguatamente prima, potendo contare su numerose possibilità di consultazione di offerte on line. E ovviamente è di fondamentale importanza anche il modo in cui ci si propone per la ricerca di lavoro.

Impostare un Cv anglosassone

Per la presentazione di curriculum vitae è utile sapere che vi sono delle consuetudini diverse nei paesi anglosassoni. Pertanto non è consigliato limitarsi a tradurre il proprio Cv senza apportare modifiche, anche piccole, alla struttura di base. Vediamo nel dettaglio alcuni consigli per adattare il proprio Curriculum:

  • Evita il formato europeo: I datori di lavoro britannici non amano particolarmente questo schema di curriculum. Cerca di impostare diversamente la struttura dividendo in sezioni le esperienze e gli obiettivi lavorativi
  • Lunghezza del Cv e dati personali: Non presentare un Cv che superi le 2 pagine. E per quello che riguarda i dati personali basteranno nome cognome indirizzo fisico e informazioni di contatto come mail e numero di telefono. Data di nascita e nazionalità non vengono mai prese in considerazione per evitare discriminazioni.
  • Inserisci Summary e Objective: Due semplici paragrafi, di massimo 4 righe dove inserire un riassunto stringato della propria carriera lavorativa e degli obiettivi futuri da raggiungere.
  • Soft skills e lingue: Ultima importante sezione. Qui si dovranno elencare le lingue conosciute (molto importante come qualità essendo Londra una città cosmopolita) e le soft skills, quindi quelle caratteristiche inerenti al carattere del candidato, che sono molto importanti per i datori di lavoro anglosassoni.

Cercare lavoro a Londra

Ora che il curriculum è sistemato potrai dedicarti alla ricerca attiva di lavoro. Ci sono due strade possibili per attivarsi alla ricerca di un’occupazione a Londra. La prima prevede di portare materialmente i Cv presso i posti di lavoro desiderati. Strategia molto classica e seguita soprattutto da chi cerca un’occupazione nel mondo della ristorazione. Come accennato in precedenza ci sono infatti molte catene che hanno continuamente necessità di personale. Ecco alcuni esempi (oltre ai classici Mc Donald e Burger King)

In alternativa a questo metodo potrai cercare lavoro tramite siti internet che offrono soluzioni specifiche per il lavoro estero ed in particolare a Londra. Nel campo della ristorazione e del turismo vi sono in particolare due piattaforme come Bar Zone e Caterer che filtrano appositamente le offerte per il mercato del regno Unito e non sarà complicato trovare una soluzione adatta. In alternativa ci si può sempre appoggiare a siti come Scambieuropei dove trovare molte offerte che esulano dall’ambito della ristorazione. Il supporto di queste piattaforme è davvero importante per chi cerca lavoro a Londra, soprattutto nella fase preliminare, ancora prima della partenza.

Lavorare a Londra senza sapere l’inglese

Una delle domande più classiche per chi vuole intraprendere l’avventura lavorativa a Londra è quella relativa alla lingua. Ovviamente sapere l’inglese è di enorme aiuto e se non abbiamo nemmeno una minima infarinatura linguistica il consiglio è quello di seguire un semplice corso prima di partire. Ma se il nostro livello è appena accettabile, e riusciamo a farci capire e soprattutto a comprendere l’inglese, sarà possibile trovare lavoro senza problemi. I datori di lavoro inglesi sono abituati a persone provenienti da molte parti del mondo, pertanto sanno perfettamente che la conoscenza della lingua non è sempre perfetta e si modulano di conseguenza.

Ovviamente non si può aspirare che ad un lavoro modesto, soprattutto nelle cucine e nella pulizia delle stanze d’albergo. Però sarà possibile per un periodo lavorare e prendere dimestichezza con la lingua allo stesso tempo.

Salario minimo a Londra

Uno degli aspetti che maggiormente spingono verso l’esperienza lavorativa londinese è quello dello stipendio medio che appare senza dubbio più interessante di quello disponibile in Italia.

In Inghilterra annualmente cambia il livello di retribuzione minima riconosciuta e varia a seconda dell’età della persona assunta. Attualmente si attesta a 7,83£ per chi ha più di 25 anni (9,18 € al cambio) e 7,38£ per chi ha tra 21 e 24 anni (8,65€ al cambio).

veduta di londra

Cosa serve per lavorare a Londra

Nonostante la burocrazia non sia minimamente al livello di quella italiana, ci sono comunque delle incombenze e dei documenti da presentare per ottenere un lavoro a Londra.

Vediamo nel dettaglio di cosa dobbiamo occuparci, e cosa viene richiesto in fase di assunzione presso un datore di lavoro britannico.

Numero telefonico britannico

Per farci contattare avremmo bisogno di un numero legato ad un operatore inglese. Si possono spulciare in rete le offerte dei vari operatori tra quelli più comuni in U.K. che sono

Conto corrente britannico

Come per la telefonia sarà necessario avere un conto corrente bancario britannico. Anche qui ci sono molte offerte e la cosa interessante è che, a differenza dell’Italia, non ci saranno imposte di bollo da sostenere e la gestione del conto sarà totalmente gratuita. Per l’apertura del conto sarà necessario avere con sé il passaporto o la carta d’identità, mentre molte banche richiederanno anche un documento che attesti la residenza a Londra come ad esempio un’ultima bolletta o il contratto d’affitto. È consigliabile anche avere una cinquantina di sterline da versare all’atto dell’apertura del conto.

Ecco di seguito gli istituti bancari più utilizzati a Londra per l’apertura di un conto corrente:

N.I.N. National Insurance Number

Il documento fondamentale per vivere e lavorare a Londra è il N.I.N., che funziona come un codice fiscale. Per ottenerlo basterà prendere appuntamento presso un job center, calcolando che l’attesa sarà tendenzialmente di 2 o 3 settimane. In quel lasso di tempo il consiglio è quello di trovare casa e procedere all’apertura del conto corrente, che saranno cose richieste in fase di colloquio per l’ottenimento del N.I.N.

Questo numero identificativo sarà quello necessario al datore di lavoro per il pagamento dei contributi.

Brexit e lavoro: la situazione

Al momento la confusione regna sovrana anche nel governo inglese per quello che riguarda la brexit. La scadenza per l’attuazione dell’uscita inglese dall’unione europea era fissata per Marzo 2019, ma si è conclusa con un nulla di fatto e la fase di trattative è ancora in corso.

Per quello che concerne la situazione dei lavoratori stranieri in Inghilterra attualmente è ancora tutto fermo in attesa della definizione della procedura d’uscita da parte del governo britannico. Molto probabilmente però la situazione dei lavoratori provenienti dall’Unione Europea (quindi anche italiani) sarà equiparata a quella dei soggetti provenienti dai paesi extra U.E.

Pertanto sarà necessario dotarsi di permessi di soggiorno e di lavoro secondo quelle che saranno le regole di flussi migratori imposte dal governo britannico. L’impatto su Londra di questa situazione sarà però molto visibile nelle offerte di lavoro disponibili. Molte società importanti e multinazionali, hanno sedi sviluppate nella capitale inglese, ed in seguito alla brexit saranno costrette a spostare tali uffici in città appartenenti all’unione europea.

Quindi con tutta probabilità assisteremo ad una forte contrazione di offerte di lavoro sopratutto per le mansioni più qualificate. Attenzione quindi a programmare un futuro lavorativo a Londra sulla base di questa instabilità prevista.

Trovare lavoro dopo i 40 anni

Uno degli argomenti più caldi e discussi nel mondo del lavoro è quello di trovare un’occupazione in età più avanzata. Solitamente si parla di questo argomento dopo il superamento dei 40 anni, ma anche il trovare lavoro a 50 anni o magari di più è un cruccio del tutto simile, che interessa milioni di persone accumunate dalla spasmodica ricerca di un lavoro.

Questo fenomeno si è ulteriormente inasprito con l’abbattersi della crisi economica alla fine dello scorso decennio, che ha mandato in crisi migliaia di aziende costrette a restringere in maniera sensibile i propri organici. A farne le spese furono proprio i quarantenni e cinquantenni, che difficilmente potevano riciclarsi in altri ambiti, e crearono così una vera e propria emergenza sociale soprattutto in Italia.

Ma quindi, per chi perde, o magari vuole cambiare lavoro, in età non più giovanissima c’è speranza oppure è tutto perduto. Vediamo come si può analizzare la questione sotto altre prospettive, senza farsi prendere dall’ansia o dallo sconforto.

Dimenticare la vecchia idea di lavoro

Il primo passo per non farsi schiacciare dalla paura della ricerca di un lavoro in età avanzata è quello di modificare radicalmente l’idea che si ha del lavoro.

Difficile per chi ha vissuto tanti anni inserito in un mercato del lavoro che aveva le proprie radici in contesti socio economici totalmente differenti da quelli odierni.

Oggi come oggi chi vuole avere una seconda opportunità nel mondo del lavoro deve cambiare prospettiva e sintonizzarsi con metodologie e concetti più attuali nell’ambito occupazionale.

Anzitutto è necessario adattarsi ad una maggiore flessibilità. Questo concetto è molto importante e trasversale rispetto al mercato del lavoro.

Ovviamente si parla di contratti, che al giorno d’oggi sono molto diversi da quelli vigenti e di uso comune fino a 25/30 anni fa. Scordiamoci l’ingresso immediato a tempo determinato, per adattarci ad una realtà che prevede periodi di adattamento e di prova. O magari anche lunghi periodi di pellegrinaggio tra un’azienda e l’altra fino a trovare l’occasione giusta. L’importante è valutare che questo iter è assolutamente fisiologico nel moderno mercato del lavoro.

Altro aspetto fondamentale riguardo la flessibilità è quello relativo ai luoghi e ai tempi del lavoro. Il mutamento del mercato, costringe sempre di più a forme di lavoro itineranti, o magari da remoto presso la propria casa. Per chi è abituato a recarsi in ufficio, o in un qualsiasi luogo di lavoro vicino casa, questo potrebbe essere un trauma. Sarà quindi necessario adattarsi con estrema velocità a i nuovi ritmi e i nuovi doveri lavorativi, accettando anche di spostarsi da casa o di lavorare da remoto, con orari estremamente variabili.

Studiare il mercato e fare formazione e aggiornamento

lavoratore over 50 al computer

Proprio legato al cambio del paradigma nel mercato dell’occupazione, è necessario studiare le nuove frontiere del lavoro. Le domande principali da porsi sono relative alle figure più ricercate dal mercato e cosa vuole il mondo del lavoro odierno. Rispondendo a queste richieste si avrà già una base solida sulla quale pianificare le proprie mosse seguenti.

Questo porterà ad informarsi sulle nuove tendenze e spingerà a chiedersi cosa si può fare per assecondare queste inclinazioni. Ed ovviamente entra in campo l’aspetto della formazione.

Per chi è rimasto tanto tempo ancorato un singolo posto di lavoro diventa fondamentale aumentare le proprie competenze e aggiornare quelle esistenti per rendersi maggiormente appetibile sul mercato.

La formazione del resto al giorno d’oggi fornisce numerose opportunità. Per chi può ci si può sempre iscrivere a master o facoltà universitarie, ma chi volesse spendere di meno può sfruttare le grandi opportunità fornite dalla rete dove si possono trovare corsi d’aggiornamento o di riqualificazione adatti alle proprie esigenze. Piattaforme come Udemy o Life Learning, contengono un’ampia scelta di corsi per tutte le specificità e sono gestibili comodamente da casa e nei tempi più comodi per l’utente.

Questi permetteranno una formazione di buon livello per alcuni degli impieghi richiesti maggiormente dal mercato del lavoro, e possono essere utili da inserire nel proprio curriculum vitae, andando quindi ad ampliare le possibilità di ricerca di un’occupazione.

Allo stesso modo si possono sfruttare questi corsi per aggiornare competenze già presenti nel proprio bagaglio, ma che necessitano di una rinfrescata per essere più attuali e appetibili per le aziende.

Sfruttare l’età a proprio vantaggio

Essere nella condizione di trovare lavoro dopo i 40 anni si traduce molto spesso nel valutare come un fardello tutti gli anni accumulati nel mercato del lavoro. Ma uno dei segreti per riciclarsi al meglio è ribaltare la prospettiva e volgere a proprio vantaggio tutta l’esperienza fatta nel tempo precedente.

Prima di tutto non bisogna lasciarsi influenzare troppo dalla regola che un giovane, che ad un’azienda solitamente costa di meno, sia più allentate come potenziale candidato. Spesso le imprese valutano anche un impatto di costi e benefici durante l’intero ciclo di introduzione del nuovo collaboratore.

Inoltre rispetto ad un lavoratore giovane, uno di quelli che ha passato i 40 anni possiede alcuni vantaggi che spesso vengono sottovalutai proprio dai lavoratori più anziani

Credibilità

Una caratteristica che molte aziende cercano in un futuro collaboratore. L’esperienza accumulata rende maggiormente credibile le candidature di chi ha superato la quarantina, segnando un punto di vantaggio rispetto ai più giovani. Assimilabile a questo concetto c’è anche un fattore di affidabilità maggiore che un quarantenne ispira rispetto ad un prospetto più giovane. Si ha la tendenza da parte delle aziende, a fidarsi maggiormente di figure più mature e con situazioni di vita più stabili, soprattutto in relazione a lavori e progetti di ampio respiro temporale.

Referenze

Avere già lavorato, permette di possedere un bagaglio di conoscenze e risultati acquisiti. Queste possono essere utili per contare su delle referenze che sono un importante biglietto da visita quando si affronta una selezione per un nuovo posto di lavoro. Soprattutto in casi di forza maggiore, come nel caso della crisi economica, dove le responsabilità di chi perde il lavoro sono nulle, chiedere ai propri vecchi responsabili una referenza sulle proprie qualità professionali, è senza dubbio una delle carte fondamentali da giocarsi nella ricerca di una nuova occupazione.

Contatti

Come detto l’esperienza pluriennale porta a maturare numerosi contatti in ambito lavorativo. Fare rete con questi contatti è un’attività molto importante anche mentre si lavora, e la sua utilità si esprime al massimo nei periodi di ricerca di un’occupazione. Le vecchie conoscenze possono essere fondamentali per accedere a possibilità lavorative nuove, o semplicemente far girare la voce della disponibilità ad un nuovo impiego. Maggiori sono numericamente questi contatti e migliori saranno le possibilità di sfruttarli. Pertanto il tempo in questo caso gioca a vantaggio di candidati più maturi.

Risultati

Saper documentare e dimostrare i risultati ottenuti nel tempo è una delle cose che maggiormente interessano le aziende alla ricerca di nuovi collaboratori. Anche qui la maggiore esperienza è un fattore positivo, perché banalmente permette di accumulare un maggior numero di risultati di rilievo, da poter sfruttare come trampolino verso la ricerca di un nuovo lavoro.

Comprensione

La capacità di lettura delle situazioni aziendali, dei meccanismi interni ed esterni ad essa, è una qualità che si acquisisce con il tempo. Ecco quindi che questa migliore comprensione si ritrova maggiormente in candidati leggermente più avanti con l’età. Le aziende sono al corrente di questa cosa, e spesso prediligono candidati ultra quarantenni proprio per questo motivo. Rispetto ai giovani la maggiore esperienza nel districarsi in ambito lavorativo può aprire una corsia preferenziale verso un nuovo impiego.

over 50 al lavoro

Conoscere i vantaggi derivanti dalla propria condizione

Come anticipato precedentemente il gran numero di persone in età avanzata che si sono trovate senza lavoro a causa della crisi economica del 2008, ha creato un’emergenza anche a livello sociale. In Italia, per favorire il reinserimento di questi lavoratori sono state messe in pratica delle politiche attive del lavoro che agiscono su più aspetti.

Sgravi contributivi

Una delle prime misure messe in atto è quella dello sgravio contributivo a favore delle aziende che scelgono un lavoratore over 50 da inserire in organico. Questa modalità di bonus fiscale, arriva fino al 50% di abbattimento della contribuzione da versare per un lavoratore in età avanzata e questa caratteristica favorisce non poco la scelta di queste figure. Ovviamente la validità di questo bonus lavoro è ristretta ad un tempo prestabilito, sulla base del tipo di contratto somministrato al lavoratore.

Per un’assunzione agevolata over 50 con contratto a tempo indeterminato lo sgravio fiscale del 50% si applica per una durata di 18 mesi, mentre in caso di contratto a termine il tempo di validità del bonus è di 12 mesi.

Piani di formazione

Molte regioni e provincie, attraverso i loro centri per l’impiego hanno sostenuto sforzi per favorire la formazione e l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori in età avanzata, sul modello dei piani di formazione regionali a favore dei giovani.

Questo si esprime attraverso corsi di specializzazione e formazione totalmente gratuiti e svolti in collaborazione con aziende che in un secondo momento garantiscono anche dei mesi di stage (talvolta retribuito) per favorire l’inserimento del lavoratore in azienda. Questo tipo di politiche è inoltre favorito anche dalla collaborazione con agenzie del lavoro come Adecco o Umana.