Vivere e lavorare in Australia

Andare a vivere e lavorare in Australia è una delle situazione che sono diventate più ricorrenti per i giovani che desiderano espatriare. I motivi sono tanti, e li vedremo tra poco, le cause sono  note in un sistema italiano che garantisce poche possibilità, soprattutto per i profili meno specializzati e formati.

Nonostante le sue rigide regole sull’immigrazione, l’Australia è riuscita ad attrarre un gran numero di giovani che hanno deciso di affrontare questa avventura, sia come concreta possibilità di iniziare una carriera lavorativa, che come semplice esperienza di vita, utile per aumentare il bagaglio di conoscenze.

Vediamo allora una serie di considerazioni utili sul vivere e lavorare in Australia con qualche consiglio pratico per chi volesse intraprendere questa esperienza.

Andare a vivere in Australia

Appena si pensa di andare a vivere in Australia la prima cosa che salta alla mente è quella relativa alle regole sull’immigrazione, che nel continente australe sono da sempre molto ferree ed articolate. Da anni il governo australiano s’impegna per mantenere sotto controllo il flusso migratorio, nonostante la lontananza dell’isola dal resto del mondo e la mancanza di problemi di sovraffollamento (l’Australia è infatti da sempre uno dei paesi con la densità media di popolazione più bassa). Quest’ultimo aspetto è in realtà parzialmente vero, in quanto il continente presenta ampie zone di terreno inutilizzabile ed inadatto agli insediamenti umani, mentre nelle città la popolazione è alta e la densità di abitanti per km quadrato schizza alle stelle.

Rimane comunque il fatto che prima di intraprendere l’esperienza del viaggio in Australia per  lavoro, si deve necessariamente avere chiara la situazione dei visti che permettono il soggiorno. Senza questi si viene respinti senza possibilità d’appello dagli aeroporti, facendo immediato ritorno al proprio paese d’origine.

Per vivere e lavorare sul suolo australiano sono possibili alcuni visti, ognuno con le proprie caratteristiche specifiche:

Student Visa

Questo è un visto specifico per studenti, che viene rilasciato in base alla partecipazione ad alcuni programmi di studio/lavoro. Rispetto ad altri visti che scopriremo in seguito ha alcuni vantaggi fondamentali quali:

  • Non prevede limiti d’età
  • Permette di estendere tale visto anche a familiari a carico
  • Può essere richiesto più di una volta
  • Permette di lavorare per un totale di 20 ore settimanali in modalità part-time e 40 full-time durante il periodo di sospensione dei corsi.
  • Permette deroghe per il numero di ore lavorative in base al tipo di corso di studio. Ad esempio se si sta frequentando un corso che prevede un praticantato o simili, il limite di lavoro orario è abolito.

Il visto si può richiedere direttamente all’ambasciata australiana a Roma, ai centri per l’immigrazione australiani o più semplicemente si può seguire la procedura online disponibile sul sito del governo australiano. Il costo del visto è di circa 535 dollari australiani (327€), 405 dollari australiani per ogni familiare a carico sopra i 18 anni, mentre la cifra si abbassa a 135 AUD per i miniro di 18 anni a cui viene esteso il visto.

Attenzione anche al livello d’inglese minimo, che viene richiesto per la candidatura ai programmi di studio, e alla probabile richiesta da parte dell’immigrazione dei certificati scolastici appositamente tradotti.

Infine per avere il visto è necessario presentare alcuni documenti, valevoli anche per tutti gli altri tipi di permessi:

  • Esito della visita medica
  • Attestazione dell’assicurazione sanitaria
  • Documentazione che attesti il vincolo di parentela con la persona a carico

Working/holiday visa

Il visto working/holiday ha paletti leggermente più stringenti rispetto allo Student, anche se capita di rado di subire tutti i controlli previsti dalle normative. Per accedere a questo visto della durata di 1 anno, si dovrà sottostare alle seguenti condizioni:

  • Avere tra i 18 e 31 anni non compiuti
  • Avere la reale intenzione di trascorre il periodo di lavoro/vacanza sul suolo australiano
  • Avere un minimo di denaro che garantisca la copertura del periodo di permanenza
  • Avere il denaro necessario per acquistare un biglietto aereo di ritorno
  • Non avere familiari minori a carico in nessun momento della propria permanenza nel periodo del visto
  • Non avere mai entrati in Australia con un altro working/holiday
  • Si potrà lavorare con lo stesso datore di lavoro per un massimo di 6 mesi consecutivi

Senza dubbio la parte più controversa è quella relativa alla cifra di cui si deve dimostrare la disponibilità per rimanere nel paese. Le norme prescrivono una cifra minima di 5000AUD (poco più di 3000€), ma su questa cosa i controlli che vengono effettuati sono in realtà meno stringenti di quanto si possa immaginare. Per quello che riguarda l’assicurazione sanitaria, grazie ad un accordo bilaterale tra Italia e Australia, il solo fatto di vedere accettato un working/holiday visa, permette di avere automaticamente 6 mesi di copertura semplicemente con il proprio tesserino sanitario italiano.

Questo visto può avere una durata massima di 24 mesi e può essere rinnovato se viene dimostrata una continuità nel lavoro.

Work visa

I visti di lavoro sono la terza macro-area di permessi per risiedere in Australia. Sono visti che si sviluppano in maniera particolareggiata in base al tipo di professione che si decidere di andare a svolgere nell’isola.

Esistono tre tipologie di visti lavorativi

  • Point Based Skilled visa: una sorta di permesso di soggiorno basato una valutazione attenta del candidato. Vengono effettuati test, sia riguardanti la lingue, che sulla specifica professione che si andrà a svolgere.
  • Employed Sponsored Visa: un visto che prevede la presenza di un datore di lavoro australiano che faccia da sponsor, quindi che garantisca per chi arriva sull’isola.
  • Business Visa: questi sono invece i visti specifici per chi decide di aprire un’attività o di invesitre denaro in Australia.

Le prime due possibilità di visto si basano su liste di lavori aggiornate che si possono applicare al rilascio di questi permessi. In generale tutto il processo di accoglimento delle domande per i visti di lavoro è molto minuzioso e preciso. Questo è dovuto all’impronta decisa voluta dal governo australiano, che ha deciso di salvaguardare la propria occupazione decidendo a priori quali sono le professionalità della quale il paese ha bisogno, favorendo quindi l’ingresso dall’estero solo di determinate categorie di lavoratori.

Lavorare in Australia

Ora che abbiamo chiaro quali sono i paletti da rispettare per provare a lavorare in Australia, vediamo quindi quali sono i lavori più gettonati e ricercati, e quelle che sono le possibilità più interessanti per chi decide di approcciare questa avventura.

Partiamo subito dicendo che molto probabilmente il lavoro che si andrà a trovare sarà di qualifica medio bassa, proprio per le politiche d’immigrazione australiane, che hanno privilegiato nel corso del tempo questo tipo di arrivo di manodopera dai paesi esteri.

Per gli italiani non mancano comunque le opportunità di trovare lavoro in Australia se si cerca con attenzione.

Dove cercare lavoro in Australia?

Per cercare lavoro abbiamo due possibilità principali. La prima e quella anche più raccomandata, è partire con qualcosa di concreto già in mano, in modo da avere anche la tranquillità relativamente al visto di soggiorno. Si possono cercare lavori in Australia attraverso portali specializzati proprio nel filtrare le offerte provenienti dall’isola.

Seek: è il primo e probabilmente più importante sito dedicato alla ricerca di lavoro in Australia. Molto usato anche dalle persone del luogo, è senza dubbio un buon punto di partenza per chi vuole trovare lavoro nell’isola.

Adzuna: Questo è un vero e proprio motore di ricerca che filtra le offerte presenti nei vari portali, con una interessante possibilità di far anche valutare il proprio CV

Australian Job Research: Gestito direttamente dal governo australiano, questo sito racogli migliaia di offerte di lavoro certificate.

I lavori comuni in Australia

Se cerchi lavoro ti troverai di fronte a molte proposte di lavoro, ma quando la tua ricerca è finalizzata a trasferirti in Australia sopratutto due macro aree lavorative saranno quelle importanti e dove si concentra la maggior parte dell’offerta.

  • Ristorazione

Soprattutto per lavoratori italiani, il campo della ristorazione fa la parte del leone, raccogliendo una grande quantità di offerte. Concentrate non solo nelle grandi città, ma anche nei luoghi più strettamente turistici, queste offerte sono interessanti perché permettono di avere lavori quasi esclusivamente serali, e con stipendi che paragonati a quelli italiani sono di livello alto.

  • Farm Australiane

Uno dei fenomeni lavorativi che si sono maggiormente sviluppati nel tempo è quello dei periodi lavorativi nelle farm australiane. Queste sono vere e proprie fattorie, dove viene richiesta una manodopera di livello basso, ma la particolarità di queste offerte è nello stipendio di buon livello, legato al fatto che questi contratti prevedono anche il vitto e alloggio nelle farm. Una soluzione perfetta che porta il lavoratore a risolvere due problemi in uno: il lavoro e l’alloggio, cose fondamentali per trasferirsi in Australia e in generale in altre parti del mondo.

Guida al lavoro stagionale

L’esperienza del lavoro stagionale è una delle più formative ed interessanti a livello di opportunità per i giovani che decidono di raggranellare qualche soldo durante il periodo estivo, rinunciando alle vacanze o magari preferendo farle in momenti diversi dell’anno. Inoltre questa tipologia di lavoro, permette di coniugarsi perfettamente con l’attività di studio, soprattutto universitario, che si concentra particolarmente durante gli altri mesi dell’anno.

Insomma il lavoro stagionale è un must per i giovani, ma anche per persone più mature che lavorano in ambiti settoriali, che raggiungono picchi di lavoro nei mesi estivi, come tutto il mondo dell’accoglienza turistica ad esempio.

Vediamo quindi la guida definitiva per la ricerca di lavoro stagionale, con tutto quello che c’è da sapere sotto ogni aspetto possibile.

Quando iniziare a cercare il lavoro stagionale?

Per trovare un lavoro stagionale è utile muoversi con un certo anticipo, per non perdere le opportunità migliori e organizzare al meglio gli eventuali spostamenti fuori dalla propria sede abituale.

Questo si rende necessario anche perché le aziende ed i settori che necessitano maggiormente di lavoro stagionale pianificano le assunzioni con mesi di anticipo, in modo da scegliere con cura i candidati e modalità di assunzione.

Solitamente una prima ricerca per chi decide di intraprendere un lavoro di tipo stagionale avviene già nel mese di gennaio, dove società attive soprattutto nell’ambito turistico hanno già definito obiettivi e strategie per la stagione estiva. Lo stesso discorso si può applicare ai lavori stagionali invernali che prevedono un inizio della ricerca già a partire dai mesi estivi.

Non mancano comunque interessanti opportunità last minute rintracciabili in prossimità della partenza della stagione, anche se queste vanno ricercate su canali di offerta di lavoro specifici per questo tipo di impiego, o comunque in strutture organizzate per la ricerca lavoro.

Dove cercare il lavoro stagionale

Dopo aver visto con quali tempistiche cercare il lavoro stagionale vediamo ora dove indirizzare la propria ricerca per avere risultati migliori.

Anzitutto è importante specificare che molte offerte e informazioni utili vengono rilasciate dalle associazioni di categoria dei vari ambiti lavorativi che interessano la tipologia di lavoro stagionale. Oltre a queste un’altra via più istituzionale per la ricerca dell’impiego stagionale, è quella di recarsi presso i centri per l’impiego che molto spesso affiggono in bacheca nei mesi invernali le offerte delle aziende interessate alla manodopera di tipo stagionale.

Alcuni siti istituzionali sono molto utili per ricevere informazioni, spunti e offerte concrete per trovare il tipico lavoretto estivo a tempo. Ma esistono anche portali che garantiscono offerte di lavoro mirate proprio alla condizione di stagionalità dell’impiego.

Di seguito alcuni esempi:

Cliclavoro

Portale direttamente gestito dal ministero del lavoro e delle politiche sociali che raccoglie un buon numero di opportunità d’impiego anche nell’ambito dei lavori stagionali.

Eures

Il sito si definisce come il portale europeo della mobilità professionale e al proprio interno si può offrire e cercare lavoro, anche stagionale e di tutti i tipi.

Portale Europeo per i Giovani

Un sito direttamente patrocinato dall’Unione Europea che fornisce numerose informazioni e supporti per i giovani all’interno dei confini dell’unione. Oltre a questo si trova un database di offerte d’impiego costantemente aggiornato, sulla quale ricercare il proprio lavoro stagionale preferito.

Job in tourism

Sito che consente di selezionare specificatamente offerte di lavoro nell’ambito del turismo, quindi a fortissima vocazione stagionale. All’interno di questo portale italiano, si potranno selezionare le aree geografiche di interesse ed anche le posizioni per le quali s’intende presentare la propria candidatura.

Fotoplus.it

Sito che ricerca continuamente figure di fotografi per le stagioni estive. In pratica l’offerta prevede di svolgere l’attività di fotografo nei villaggi vacanze dando disponibilità di almeno 3 mesi, quindi per tutta la durata della stagione. Un’ottima opportunità per chi decide di fare della propria passone per la fotografia un lavoro retribuito, seppur temporaneo.

Villagecamps

Su questo sito si trovano numerose posizioni aperte per ogni aspetto relativo alle attività nei classici summer camps per ragazzi. Da lavori legati alla ristorazione, a quelli dell’animazione, si può trovare un buon numero di offerte nella categoria lavora con noi, per i campi estivi svolti in alcuni paesi europei come l’Austria, la Francia, Il Portogallo o l’Inghilterra.

Il contratto di lavoro stagionale

Prima di avvicinarsi all’opportunità di un impiego a cadenza stagionale è bene avere chiara anche la normativa che regola i contratti di lavoro per questa specifica tipologia di occupazione.

Il rapporto di lavoro stagionale s’inserisce nella fattispecie più ampia dei contratti a tempo determinato generico, presentando però alcune peculiarità che lo rendono meno vincolante per le aziende e leggermente più flessibile.

Nello specifico un contratto di lavoro stagionale non presenta un limite di durata massima come accade per i classici contratti a tempo determinato (36 mesi con la vecchia normativa, 24 dall’applicazione del decreto dignità). Oltre alla durata temporale altre differenze lo distinguono dall’insieme più grande dei contratti a tempo determinato. Ad esempio viene escluso il periodo di pausa obbligatorio tra un contratto e l’altro, permettendo al lavoratore di avere continuità d’impiego, e non vengono posti limite all’assunzione da parte delle aziende nel numero di lavoratori a tempo determinato con tale contratto.

Esistono ovviamente delle aree d’impiego su cui è possibile applicare questo tipo di contratti, per evitare che ne venga fatto un abuso su impieghi che non necessitano di questa flessibilità. Pertanto tutte le attività stagionali sono segnalate e regolamentate nel D.P.R. n° 1525/1963, in attesa di un decreto ministeriale di cui si è avuta la disposizione oltre tre anni fa, ma che a tutt’oggi non è ancora stato emanato.

Nel D.P.R. del 1963 che interviene fino alla prossima emanazione del decreto, sono inserite tutte le fattispecie del lavoro stagionale, con tutti i limiti però di una norma che ha oramai sulle spalle oltre 50 anni. Infatti al suo interno si possono ancora trovare impieghi oramai desueti, soprattutto nel ambito dei lavori agricoli.

I settori del lavoro stagionale

lavoro stagionale in agricoltura

Ma quali sono quindi i settori principali dove le offerte di lavoro stagionale abbondano, fino ad essere quasi la maggioranza? La logica viene in aiuto, suggerendo che si tratta di aree d’impiego in cui le esigenze temporanee la fanno da padrone, e quindi strettamente legate ad attività che si svolgono prevalentemente d’inverno, ma soprattutto d’estate.

Ecco in breve i settori d’impiego più interessati dove cercare le opportunità di lavoro migliori:

Turistico alberghiero

Ovviamente il settore turistico è assolutamente trainante per quello che riguarda questo genere di lavoro. Le esigenze di flessibilità si rendono necessarie all’arrivo dei picchi stagionali per accogliere le persone che si concedono una vacanza nelle località di mare o montagna, ma non solo.

Tra le professioni più ricercate, e scelte anche dai giovani, vi è quella di animatore turistico, all’interno dei villaggi vacanze, ma anche tutte le attività connesse alle strutture ricettive, come alberghi e campeggi, hanno grande bisogno di forza lavoro durante il periodo sia estivo che invernale. Per accedere a queste posizioni sono necessarie soft skills come un carattere estroverso e la predisposizione a lavorare in gruppo, ma anche hard skills come la conoscenza perfetta delle lingue.

Ristorazione

Strettamente connesso ai picchi turistici vi è il mondo della ristorazione. Pertanto nei periodi estivi ad esempio si avrà una richiesta enorme di camerieri, aiuti cuoco o pizzaioli, e molti giovani decidono di vivere la stagione fuori casa operando in questo campo. Questi picchi di lavoro per le strutture della ristorazione si palesano non solo in località balneari o sciistiche (a seconda della stagione) ma anche nelle città prettamente turistiche come Roma Firenze o Venezia.

Sport

Altra grande opportunità di lavoro stagionale è quella connessa agli sport. Pensiamo ad esempio ai maestri di sci nel periodo invernale. Ma anche nella stagione estiva, molti villaggi o strutture ricettive in genere, prevedono attività da offrire ai propri ospiti a sfondo sportivo. Pertanto ottime opportunità d’impiego si trovano in lavori come l’istruttore di wind surf, o il personal trainer per le attività ginniche da fare in piscina.

Agricoltura

L’altra macro area che attira lavoratori stagionali, oltre a quella del turismo, è senza dubbio l’agricoltura. Come facilmente intuibile qui il periodo non è strettamente connesso alle stagioni, quanto alla cadenza dei vari raccolti, variabile a seconda dei prodotti. Soprattutto per le grandi industrie agricole il bisogno di manodopera per un tempo limitato è fortissimo in prossimità dei raccolti. Quindi molti giovani decidono di lavorare in questo campo, perché richiede un impiego intenso ma limitato nel tempo. Non mancano scomodità e controindicazioni relative al classico lavoro nei campi, ma soprattutto per le esperienze di lavoro estere questa soluzione è molto apprezzata dai più che giovani, che desiderano fare qualche esperienza fuori casa guadagnando anche qualche extra.

Grande distribuzione

La grande distribuzione è un altro campo di applicazione del lavoro stagionale. Questo si rende necessario soprattutto in due periodi specifici, quello estivo, e quello degli acquisti natalizi. Mentre per il secondo la motivazione è ovvia, cioè quella di fronteggiare con una maggiore forza lavoro il picco di clientela natalizia, in estate si rende necessario l’introduzione di una figura stagionale per non intaccare l’operatività degli store durante il periodo di rotazione delle ferie estive.