Guida alla lettera di presentazione

Nella ricerca di lavoro, una parte fondamentale è racchiusa nei particolari, e nelle operazioni preliminari che si devono fare per presentarsi al meglio alle aziende.

La stesura del curriculum vitae è senza ombra di dubbio uno dei momenti più importanti per la cura della nostra proposizione alle aziende.

Molti però sottovalutano la parte inerente alla creazione di una lettera di presentazione efficace, che possa essere di supporto al cv inviato alle varie aziende.

Questa è principalmente un’usanza e una consuetudine in paesi di lingua inglese ed anglosassoni in genere, ma con la globalizzazione del mercato del lavoro, anche qui in Italia sta diventando una pratica sempre più apprezzata dai selezionatori di personale.

Vediamo allora, per chi non ne ha mai scritta una, e vuole migliorare il proprio appeal verso i potenziali datori di lavoro, quali sono i segreti per scrivere una lettera di presentazione utile ed efficace.

Cos’è una lettera di presentazione

Prima di tutto vediamo di definire precisamente cos’è una lettera di presentazione, passo iniziale e fondamentale per capire poi come scriverne una di ottima fattura.

Bisogna pensare alla lettera di presentazione come al nostro biglietto da visita nei confronti dell’azienda con cui vogliamo collaborare, e alla copertina del nostro curriculum da sottoporre a chi deve leggerlo.

Inoltre la lettera di presentazione ha un’ulteriore importante compito che deve soddisfare: si tratta della spiegazione stringata e discorsiva del nostro CV, avendo la possibilità di dare un taglio meno freddo e nozionistico alle nostre competenze, che nel curriculum vengono forzatamente incluse in schemi rigidi.

Quindi una presentazione da allegare al nostro CV non è altro che un testo con caratteristiche precise, che deve dare una migliore comprensione di quello che può essere l’apporto che potenzialmente potremmo dare all’azienda con cui ci interfacciamo.

Cv e lettera di presentazione per richiesta lavoro

Perché è importante una lettera di presentazione

Come detto il compito primario è quello di chiarire meglio al selezionatore o recruiter di turno la persona che si appresta a valutare. Ma probabilmente la funzione primaria è quella di differenziare la nostra candidatura dalle altre.

Come accennato in precedenza, in Italia anche la sola presentazione di una lettera con queste caratteristiche, darà un vantaggio sostanziale rispetto a chi presenta semplicemente il proprio CV.

Bisogna poi valutare attentamente una questione spesso ignorata: la lettura di un curriculum da parte di un selezionatore o di un responsabile risorse umane di un’azienda, ha lo stesso effetto che potrebbe avere su di noi una delle classiche pubblicità spam che ci passano davanti agli occhi tutti i giorni. Quindi allegare al nostro CV una lettera di presentazione ben fatta è la carta vincente per superare la prima barriera di disinteresse da parte di chi dovrebbe leggere la nostra candidatura.

Come si scrive una lettera di presentazione

Ora che abbiamo definito con precisione cosa sia una lettera di presentazione e quali siano le sue principali finalità possiamo andare a vedere nel dettaglio come costruirne una di efficace.

Vedremo nello specifico come renderla interessante, quali sono gli errori da evitare assolutamente e come strutturare una di queste presentazioni per renderle leggibili e ordinate.

Essere incisivi e distinguersi dalla massa di proposte che giornalmente vengono fatte pervenire al tavolo dei recruiter è fondamentale per avere maggiori possibilità di essere scelti. Quindi avere a disposizione alcuni consigli utili per fare una buona impressione con la propria lettera di presentazione, è un punto di grande vantaggio nell’impostazione della nostra ricerca di lavoro.

Catturare l’attenzione con una lettera di presentazione.

  • Sottolinea le motivazioni

La prima cosa fondamentale è esplicitare i motivi che spingono alla stesura di questa lettera di presentazione. Ed assieme a questi sarebbe perfetto anche specificare perché ci si candida per quella particolare offerta di lavoro. Il tutto con stile conciso e molto diretto.

  • Evidenzia i tuoi punti forti

Importante è anche la sottolineatura delle qualità e delle skills che si possono portare come valore aggiunto. Cerca di essere anche qui molto esaustivo ma breve, evitando esagerazioni o informazioni false. Questa parte è un’ottima opportunità per elencare in maniera discorsiva e creativa le proprie peculiarità, senza elencarle meccanicamente per punti.

  • Mantenere alta l’attenzione per tutta la lettera

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, essere concisi è fondamentale. Soprattutto per mantenere alta l’attenzione di chi legge senza scoraggiarlo con testi lunghi e difficili. Cerca di strutturare il testo in non più di 12-14 righe. Andare troppo lunghi è assolutamente deleterio e potrebbe portare ad una lettura parziale della propria presentazione.

Errori da evitare nella cover letter

Ecco una lista di errori che possono letteralmente uccidere la tua lettera di presentazione, facendole prendere direttamente la strada del cestino.

  • Eccessivi formalismi generici

Aprire la propria lettera con formule banali e inflazionate come ad esempio “Spett.le ditta” o peggio ancora “Spett.le Azienda” denota due difetti gravi. Per prima cosa la mancanza di inventiva ed impegno. In secondo luogo se si hanno a disposizione il nome dell’incaricato alla selezione o quantomeno dell’azienda interessata, sarebbe di grande aiuto inserire queste informazioni. Questo aspetto, che sembra banale, in realtà è decisamente apprezzato perchè personalizza l’esperienza di lettura della propria presentazione conferendole una marcia in più.

  • Errori ortografici e grammaticali

Niente è peggio che trovarsi di fronte ad una lettera con evidenti errori ortografici e grammaticali. Questo restituisce immediatamente a chi legge un senso di trascuratezza che penalizza fortemente la candidatura oggetto della presentazione. Pertanto è assolutamente obbligatorio rileggere più volte quanto si è scritto, facendosi magari aiutare anche da qualcuno nella correzione finale.

  • Forme esagerate e pompose

Non bisogna nemmeno esagerare con l’auto compiacimento. Anche se si hanno alle spalle esperienze importanti, in posizioni apicali e di responsabilità, è comunque preferibile mantenere un profilo sobrio ed equilibrato, considerando sempre che si parte in posizione di subalternità rispetto a chi ci deve selezionare al momento della presentazione della lettera.

Struttura della presentazione

Visti alcuni consigli utili per la stesura del contenuto vediamo ora come organizzarlo in maniera ordinata per avere un risultato ottimale.

Una struttura definita serve proprio a rendere maggiormente leggibile il testo, rendendolo di facile comprensione. Ecco come strutturare la propria presentazione in maniera efficace, seguendo quattro semplici punti da tenere come riferimento:

  • Intestazione

In questa prima parte è di fondamentale importanza non dimenticare i propri dati, quindi nome e cognome e le informazioni di contatto. Poi chiaramente andrà inserita l’intestazione del destinatario evitando l’errore di eccessivo formalismo descritto precedentemente

  • Introduzione

In questa parte è utile specificare con precisione per quale posizione ci si candida e quali sono le proprie qualità rilevanti ai fini di quella stessa posizione.

  • Corpo

Nel corpo della lettera si sviluppa i motivi che spingono a candidarsi a quella specifica offerta e soprattutto per quella determinata azienda. Essendo la parte centrale è anche quella più importante della lettera, dove veicolare la determinazione e la motivazione che deve favorire la scelta.

  • Conclusione

Infine qualche riga che aiuta ad inquadrare meglio la propria candidatura attraverso la descrizione di punti di forza e soft skills importanti ai fini dell’ottenimento del lavoro.

lavoratore assunto lettera di presentazione

Personalizzare la lettera di presentazione

Come accennato in precedenza la personalizzazione della cover letter da allegare al proprio CV è sicuramente una mossa vincente, che porta benefici innegabili. Oltra alle raccomandazioni riguardo l’intestazione della lettera, ci sono altri modi per rendere ancora più personalizzata una presentazione.

Prima di tutto adottare un trucco che piace molto alle aziende cioè quello di richiamare apertamente gli estremi dell’offerta di lavoro pubblicata. Molto spesso i selezionatori si aspettano di leggere presentazioni di persone che non hanno letto con attenzione l’offerta di lavoro, e dimostrare che si è invece molto attenti a quanto scritto dall’azienda è senza dubbio un punto a favore.

Quindi se nell’annuncio viene richiesta una disponibilità di massima per effettuare delle trasferte, citare apertamente quelle fatte in passato nelle precedenti esperienze, sottolineandole come importanti nella formazione.

Ma questo è solo un esempio, e se ne potrebbero fare centinaia applicabili alle caratteristiche più comuni, come l’utilizzo di programmi specifici, o metodologie particolari. Insomma si tratta di utilizzare le informazioni che l’azienda lascia nella sua offerta a nostro vantaggio in fase di presentazione.

Se possibile un altro trucco per personalizzare la presentazione è quello di citare l’azienda nel corpo, specificando apertamente che si è fatta una piccola “indagine” sui prodotti o i servizi visitando il sito web. Nell’esempio sottostante, una formula che potrebbe essere di grande aiuto e d’impatto per un recruiter intento a leggere la nostra cover letter.

a seguito di interesse per la posizione offerta ho visionato e navigato il vostro sito web (www.xyz.com) e devo riconoscere che sono rimasto colpito dai vostri prodotti/servizi e dai risultati del vostro staff di cui spero poter presto far parte

Con l’adozione di questi semplici accorgimenti si potranno scrivere presentazioni mirate che ci faranno avere un vantaggio sostanziale rispetto chi utilizza degli schemi standard senza prestare troppa attenzione al contesto, e incentrando tutta la lettera solo ed esclusivamente sulla propria figura.

Guida per trovare lavoro a Londra

Nonostante tutta l’incertezza che aleggia sul Regno Unito attualmente, lavorare a Londra è ancora una delle esperienze più ambite e ricercate dai giovani di mezza Europa.

Questo è principalmente dovuto alla natura cosmopolita e tentacolare della capitale inglese, una delle metropoli più grandi al mondo, da sempre foriera di grandi opportunità.

Ma trasferirsi per lavorare a Londra non è una decisione che può essere affrontata a cuor leggero, e serve avere un quadro generale per orientarsi al meglio ed evitare brutte sorprese.

I consigli per chi vuole lavorare all’estero sono talvolta banali e di spiccato buon senso, ma Londra racchiude in sé alcune particolarità che la rendono unica.

Ecco quindi una guida dettagliata con tutto quello che bisogna sapere per vivere e lavorare a Londra.

Il costo della vita a Londra

La prima cosa che si deve sapere riguardo la capitale britannica è che il costo della vita è mediamente più alto rispetto a tutte le altre grandi città europee. Per avere un confronto con l’Italia, si stima che vivere a Londra costi mediamente il 51% in più rispetto a Milano.

Tutta questa differenza è dovuta soprattutto alle spese di alloggio e trasporti, che sono sensibilmente più alte e costringono chi decide di intraprendere l’avventura lavorativa estera a valutare con attenzione già in fase di partenza le proprie finanze. Non si può pensare di espatriare a Londra senza un gruzzoletto di risparmi a fare da cuscinetto, perché probabilmente tra l’arrivo e la ricerca di un lavoro potrebbero passare settimane.

Comunque attualmente ci sono tutti gli strumenti per organizzare ancor prima della partenza un piano dettagliato che ci aiuti a sbarcare a Londra con delle sicurezze già acquisite.

Per la ricerca dell’alloggio ci si può appoggiare ad esempio al sito Gumtree, che scandaglia il mercato immobiliare alla ricerca delle offerte migliori presenti sul mercato. In questa piattaforma potremo trovare le quotazioni medie per gli affitti divisi per zona, una variabile decisiva per la composizione del prezzo. Ovviamente maggiore è la distanza dal centro città e minori saranno i prezzi di affitto, ma attenzione, contestualmente quelli di trasporto saliranno altrettanto velocemente. Ecco nel dettaglio un riepilogo indicativo, stilato con prezzi medi ricavati dalle informazioni presenti su Gumtree:

  • Zone di Londra 1 e 2: affitto stanza condivisa £500, affitto stanza singola, £650, trasporti £134.8
  • Zona di Londra 3: affitto stanza condivisa £330, affitto stanza singola, £400, trasporti £158.3
  • Zona di Londra 4: affitto stanza condivisa £290, affitto stanza singola, £350, trasporti £194
  • Zona di Londra 5: affitto stanza condivisa £275, affitto stanza singola, £320, trasporti £230.4
  • Zona di Londra 6: affitto stanza condivisa £250, affitto stanza singola, £300, trasporti £246.6

L’unico aspetto dove Londra si dimostra meno cara dell’Italia è quello relativo al cibo, con molte catene di ristorazione che seguono il modello fast food che offrono pranzi e cene a prezzi mediamente più vantaggiosi.

Ma come abbiamo visto la vita è decisamente cara e pertanto il consiglio è quello di partire già con almeno 3000 sterline di fondo (circa 3500€) per essere tranquilli nelle prime settimane.

Consigli per trovare lavoro a Londra

Ora che abbiamo visto le difficoltà e le possibilità nella ricerca di alloggio è il caso di concentrarsi sulla questione centrale: quella della ricerca di lavoro. Anche qui il consiglio base è quello di prepararsi adeguatamente prima, potendo contare su numerose possibilità di consultazione di offerte on line. E ovviamente è di fondamentale importanza anche il modo in cui ci si propone per la ricerca di lavoro.

Impostare un Cv anglosassone

Per la presentazione di curriculum vitae è utile sapere che vi sono delle consuetudini diverse nei paesi anglosassoni. Pertanto non è consigliato limitarsi a tradurre il proprio Cv senza apportare modifiche, anche piccole, alla struttura di base. Vediamo nel dettaglio alcuni consigli per adattare il proprio Curriculum:

  • Evita il formato europeo: I datori di lavoro britannici non amano particolarmente questo schema di curriculum. Cerca di impostare diversamente la struttura dividendo in sezioni le esperienze e gli obiettivi lavorativi
  • Lunghezza del Cv e dati personali: Non presentare un Cv che superi le 2 pagine. E per quello che riguarda i dati personali basteranno nome cognome indirizzo fisico e informazioni di contatto come mail e numero di telefono. Data di nascita e nazionalità non vengono mai prese in considerazione per evitare discriminazioni.
  • Inserisci Summary e Objective: Due semplici paragrafi, di massimo 4 righe dove inserire un riassunto stringato della propria carriera lavorativa e degli obiettivi futuri da raggiungere.
  • Soft skills e lingue: Ultima importante sezione. Qui si dovranno elencare le lingue conosciute (molto importante come qualità essendo Londra una città cosmopolita) e le soft skills, quindi quelle caratteristiche inerenti al carattere del candidato, che sono molto importanti per i datori di lavoro anglosassoni.

Cercare lavoro a Londra

Ora che il curriculum è sistemato potrai dedicarti alla ricerca attiva di lavoro. Ci sono due strade possibili per attivarsi alla ricerca di un’occupazione a Londra. La prima prevede di portare materialmente i Cv presso i posti di lavoro desiderati. Strategia molto classica e seguita soprattutto da chi cerca un’occupazione nel mondo della ristorazione. Come accennato in precedenza ci sono infatti molte catene che hanno continuamente necessità di personale. Ecco alcuni esempi (oltre ai classici Mc Donald e Burger King)

In alternativa a questo metodo potrai cercare lavoro tramite siti internet che offrono soluzioni specifiche per il lavoro estero ed in particolare a Londra. Nel campo della ristorazione e del turismo vi sono in particolare due piattaforme come Bar Zone e Caterer che filtrano appositamente le offerte per il mercato del regno Unito e non sarà complicato trovare una soluzione adatta. In alternativa ci si può sempre appoggiare a siti come Scambieuropei dove trovare molte offerte che esulano dall’ambito della ristorazione. Il supporto di queste piattaforme è davvero importante per chi cerca lavoro a Londra, soprattutto nella fase preliminare, ancora prima della partenza.

Lavorare a Londra senza sapere l’inglese

Una delle domande più classiche per chi vuole intraprendere l’avventura lavorativa a Londra è quella relativa alla lingua. Ovviamente sapere l’inglese è di enorme aiuto e se non abbiamo nemmeno una minima infarinatura linguistica il consiglio è quello di seguire un semplice corso prima di partire. Ma se il nostro livello è appena accettabile, e riusciamo a farci capire e soprattutto a comprendere l’inglese, sarà possibile trovare lavoro senza problemi. I datori di lavoro inglesi sono abituati a persone provenienti da molte parti del mondo, pertanto sanno perfettamente che la conoscenza della lingua non è sempre perfetta e si modulano di conseguenza.

Ovviamente non si può aspirare che ad un lavoro modesto, soprattutto nelle cucine e nella pulizia delle stanze d’albergo. Però sarà possibile per un periodo lavorare e prendere dimestichezza con la lingua allo stesso tempo.

Salario minimo a Londra

Uno degli aspetti che maggiormente spingono verso l’esperienza lavorativa londinese è quello dello stipendio medio che appare senza dubbio più interessante di quello disponibile in Italia.

In Inghilterra annualmente cambia il livello di retribuzione minima riconosciuta e varia a seconda dell’età della persona assunta. Attualmente si attesta a 7,83£ per chi ha più di 25 anni (9,18 € al cambio) e 7,38£ per chi ha tra 21 e 24 anni (8,65€ al cambio).

veduta di londra

Cosa serve per lavorare a Londra

Nonostante la burocrazia non sia minimamente al livello di quella italiana, ci sono comunque delle incombenze e dei documenti da presentare per ottenere un lavoro a Londra.

Vediamo nel dettaglio di cosa dobbiamo occuparci, e cosa viene richiesto in fase di assunzione presso un datore di lavoro britannico.

Numero telefonico britannico

Per farci contattare avremmo bisogno di un numero legato ad un operatore inglese. Si possono spulciare in rete le offerte dei vari operatori tra quelli più comuni in U.K. che sono

Conto corrente britannico

Come per la telefonia sarà necessario avere un conto corrente bancario britannico. Anche qui ci sono molte offerte e la cosa interessante è che, a differenza dell’Italia, non ci saranno imposte di bollo da sostenere e la gestione del conto sarà totalmente gratuita. Per l’apertura del conto sarà necessario avere con sé il passaporto o la carta d’identità, mentre molte banche richiederanno anche un documento che attesti la residenza a Londra come ad esempio un’ultima bolletta o il contratto d’affitto. È consigliabile anche avere una cinquantina di sterline da versare all’atto dell’apertura del conto.

Ecco di seguito gli istituti bancari più utilizzati a Londra per l’apertura di un conto corrente:

N.I.N. National Insurance Number

Il documento fondamentale per vivere e lavorare a Londra è il N.I.N., che funziona come un codice fiscale. Per ottenerlo basterà prendere appuntamento presso un job center, calcolando che l’attesa sarà tendenzialmente di 2 o 3 settimane. In quel lasso di tempo il consiglio è quello di trovare casa e procedere all’apertura del conto corrente, che saranno cose richieste in fase di colloquio per l’ottenimento del N.I.N.

Questo numero identificativo sarà quello necessario al datore di lavoro per il pagamento dei contributi.

Brexit e lavoro: la situazione

Al momento la confusione regna sovrana anche nel governo inglese per quello che riguarda la brexit. La scadenza per l’attuazione dell’uscita inglese dall’unione europea era fissata per Marzo 2019, ma si è conclusa con un nulla di fatto e la fase di trattative è ancora in corso.

Per quello che concerne la situazione dei lavoratori stranieri in Inghilterra attualmente è ancora tutto fermo in attesa della definizione della procedura d’uscita da parte del governo britannico. Molto probabilmente però la situazione dei lavoratori provenienti dall’Unione Europea (quindi anche italiani) sarà equiparata a quella dei soggetti provenienti dai paesi extra U.E.

Pertanto sarà necessario dotarsi di permessi di soggiorno e di lavoro secondo quelle che saranno le regole di flussi migratori imposte dal governo britannico. L’impatto su Londra di questa situazione sarà però molto visibile nelle offerte di lavoro disponibili. Molte società importanti e multinazionali, hanno sedi sviluppate nella capitale inglese, ed in seguito alla brexit saranno costrette a spostare tali uffici in città appartenenti all’unione europea.

Quindi con tutta probabilità assisteremo ad una forte contrazione di offerte di lavoro sopratutto per le mansioni più qualificate. Attenzione quindi a programmare un futuro lavorativo a Londra sulla base di questa instabilità prevista.

Ammazza curriculum: gli errori che ti fanno scartare alle selezioni

Il proprio Curriculum vitae è il biglietto da visita primario che presentiamo ad un potenziale nuovo datore di lavoro. In un mercato sempre più iper competitivo riguardo la ricerca di un’occupazione stabile, anche la corretta stesura di un CV può fare la differenza tra ottenere e non ottenere un lavoro. Questo è dovuto anche al fatto che oramai, tutte le grandi aziende si sono dotate di personale specializzato per la scelta delle persone da assumere, sia con i dirigenti delle risorse umane interni, che attraverso agenzia che svolgono attività di reclutamento di profili professionali per conto terzi.

Quindi sempre più spesso il nostro CV finirà nelle mani di una persona specializzata nel valutarli, e quindi è di fondamentale importanza evitare errori che possono fare scadere la nostra candidatura, ed impedirci di arrivare al posto di lavoro tanto desiderato.

Dunque come fare per presentare sempre un CV in linea con gli standard e le aspettative di chi ricerca personale?

Vediamolo subito, scoprendo quali sono, a detta di chi valuta le candidature, tutte quelle cose che uccidono il nostro curriculum.

errori curriculum

Cosa evitare in un Curriculum vitae

Anzitutto pensiamo alla struttura del nostro curriculum. Questa è una delle caratteristiche importanti perché sancisce il primo impatto della presa in esame del nostro documento di presentazione. Pensare ad un CV che si presenti, caotico, poco chiaro e al contrario povero di informazioni, può portare un recruiter a non prendere nemmeno in esame quello che viene scritto nel nostro curriculum.

Vediamo quindi i punti salienti che penalizzano fortemente un curriculum vitae dal punto di vista dell’impatto grafico e non solo.

La scorretta gestione degli spazi.

Riempire in maniera ordinata e funzionale gli spazi del foglio è il primo passo. Una gestione non corretta di questa caratteristica può portare nei casi più gravi all’esclusione immediata del nostro CV che quindi non passerebbe nemmeno la prima semplice barriera di scrematura.

Chi valuta le candidature di lavoro in maniera professionale ha visto miglia e migliaia di curriculum passare sulla propria scrivania e anche una prima occhiata può aiutare a capire molto, per questi professionisti del settore. Alcuni recruiter visionando i CV confermano come la scorretta gestione degli spazi sia immediatamente un deterrente per continuare la lettura.

Nello specifico lamentano una mancanza di equilibrio in questo specifico aspetto, dichiarando che spesso i candidati utilizzano troppo o al contrario troppo poco spazio bianco.

Nel primo caso si rischia di trovarsi di fronte ad un CV che trasmette immediatamente un senso di povertà d’informazioni, mettendo in cattiva luce il candidato che sembra davvero poter offrire poco.

Il secondo caso è decisamente più comune ma altrettanto errato. Non lasciare alcuno spazio bianco all’interno del nostro documento è uno degli errori che possono uccidere la nostra candidatura sul nascere, trasmettendo immediatamente al chi deve leggere una sensazione di pesantezza e disordine generale. Ancora peggio se per fare stare tutto su una singola pagina magari, riduciamo sensibilmente la misura del font nella parte scritta rendendola meno leggibile e comprensibile.

Si rischia quindi l’effetto definito “muro di testo” che scoraggia immediatamente il lettore. Di conseguenza chi è chiamato a valutare il nostro Cv lo potrebbe cestinare immediatamente anche se quello che vi è scritto potrebbe essere rilevante ai fini della conquista del lavoro in questione.

Altra cosa che penalizza fortemente l’equilibrio visivo del nostro curriculum è utilizzare troppo spazio per le informazioni di contatto. Troppo spesso seno utilizzate quattro righe per indicare l’indirizzo, il numero di telefono e la mail oltre ovviamente al nome. Le righe del nostro CV sono preziose e sprecarne quattro per un’informazione che può stare tranquillamente in una sola singola riga è davvero uno spreco. Se possibile tendiamo anche a rimuovere l’indirizzo, ritenuto scarsamente rilevante, e basterà segnalare mail e contatto telefonico.

Errato utilizzo di tono formale e informale

Se abbiamo fatto tutto in maniera equilibrata il recruiter di turno si appresterà a leggere il nostro CV e quindi quello che vi troverà scritto potrà finalmente essere importante ai fini della selezione. Attenzione però perché un tono poco equilibrato è deleterio, e difficilmente ci farà ottenere il tanto desiderato colloquio di lavoro.

Gli errori gravi sono quelli che si fanno in entrambi i lati rispetto ai toni formali ed informali. E ovviamente ai fini della presentazione non bisogna sottovalutare a chi stiamo proponendo il nostro curriculum.

Il più comune di tutti, e quello più penalizzante, è comunque quello di mantenere un tono eccessivamente formale nella stesura del curriculum vitae. Soprattutto in epoca moderna, dove molte società sono alla ricerca di profili dotati anche delle cosiddette soft skills (quelle cioè che afferiscono alla sfera più umana e della personalità del candidato), presentare un CV eccessivamente formale equivale a dare un generale sensazione di freddezza all’interlocutore chiamato a selezionarci. Evitiamo pertanto forme grammaticali desuete oppure arcaiche, in favore di un linguaggio equilibrato. Questo specialmente nella descrizione delle nostre qualità professionali, dove essere troppo formali oppure esagerati, ci potrebbe mettere in cattiva luce, restituendo l’impressione di una persona rigida e boriosa.

Un esempio pratico è quando si passa ad elencare le esperienze professionali. Spesso per dare un’ulteriore forza alla nostra candidatura, tendiamo ad enfatizzare i ruoli che abbiamo ricoperto. Ma come confermato da molti selezionatori, iniziare la lista delle nostre esperienze con la frase “responsabile di…”, e riportarla in ogni riga delle nostre esperienze, è una cosa dannosa sotto vari aspetti.

Anzitutto dimostra una scarsa fantasia e un po’ di pigrizia nel cercare locuzioni alternative. In secondo luogo, dimostra solo una certa dose di arroganza, anche perché non fornisce alcuna informazione sul valido svolgimento effettivo della mansione in questione. Sembra in pratica una maniera molto formale di elencare una serie di esperienze, dove si vuole sottolineare esclusivamente il livello alto della propria mansione.

Usare modelli troppo comuni

Un gran numero di recruiter lamentano l’utilizzo smodato dei modelli standard di CV presenti online. Troppo spesso chi si propone per un possibile colloqui di lavoro scarica modelli di curriculum preconfezionati, dimostrando una pigrizia di fondo e una scarsa propensione all’inventiva. Infatti questo è particolarmente deleterio quando ci si propone per lavori nell’ambito creativo, o nelle moderne application riguardo i mestieri digitali.

Il modello di curriculum dovrebbe una base sulla quale elaborare una propria versione, altrimenti in caso contrario il rischio è quello di finire nel calderone generale delle proposte senza che la nostra possa evidenziarsi maggiormente.

Questa tendenza è oltremodo deleteria soprattutto quando, per pigrizia o scarsa convinzione, si prepara un CV standard, da inviare per tutte le proposte.

Ogni lavoro possibile ha le proprie caratteristiche e peculiarità, e avere un solo CV a disposizione da inviare meccanicamente per ogni proposta di lavoro non è una strategia che darà frutti sul lungo periodo. Il consiglio per evitare questo rischio è di preparare un modello personale che possa essere flessibile, e facilmente modificabile in base alle diverse richieste che il mercato del lavoro ci propone.

Trascuratezza e poca cura generale

Infine, incredibile a dirsi, uno dei fattori che influiscono negativamente sui CV è la trascuratezza generale che si può dedurre dal documento che presentiamo. Nello specifico questa caratteristica che uccide molti più curriculum di quello che possiamo pensare si riscontra a causa di alcuni banali errori che possiamo elencare di seguito:

  • Errori ortografici: quando una volta terminata la stesura del curriculum non svolgiamo la banale operazione della revisione e correzione della bozza. La cosa trasmette un’approssimazione di fondo che sicuramente non ha un buon impatto sulla presentazione della nostra domanda. Oltre agli errori ortografici, la rilettura e la revisione generale sono utili per scovare errori di battitura brutti da leggere per chi è chiamato a selezionare.
  • Sbagli nell’impaginazione: succede spesso che non vengano allineati i vari elementi della pagina come testo foto o tabelle riassuntive se ve ne sono. Anche la mancata giustificazione delle colonne di testo, riporta immediatamente un senso di disordine e poca cura della pagina, trasmettendo a chi legge un’impressione di negligenza e pigrizia
  • Poca varietà lessicale: Utilizzare sempre le stesse parole, gli stessi termini, per descrivere qualità oppure esperienze. Capita spesso ai recuiter di trovarsi di fronte a curriculum stilati senza un minimo d’impegno da parte di chi è alla ricerca di un lavoro. Oltre a rendere più difficile la lettura anche in questo caso la sensazione trasmessa sarà quella di una persona poco precisa e interessata alla proposta di lavoro, dimostrando di non aver dedicato abbastanza tempo alla preparazione del proprio CV
  • Dimenticanze: non ricordarsi di inserire delle informazioni necessarie è un errore imperdonabile. Capita in maniera più frequente di quello che si possa immaginare che il candidato dimentichi di inserire la parte relativa al trattamento dei dati personali (che rende inservibile il CV per l’azienda e viene immediatamente cestinato) o magari anche informazioni di contatto. Questo agli occhi dei selezionatori significa che la stesura del curriculum per quella specifica offerta non era tra le priorità del candidato, e quindi segna un punto fortemente negativo.
  • Mancati aggiornamenti: talvolta capita ai selezionatori di trovarsi di fronte curriculum magari interessanti, con profili coincidenti a quanto richiesto, che riportano però informazioni obsolete, sia nei contatti che nelle esperienze fino alle normative sulla privacy riportate in calce.