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Cosa domandarsi prima di accettare un lavoro

Dopo aver scritto e inviato curricula alla ricerca di un lavoro, dopo aver seguito meticolosamente regole e consigli per scrivere un curriculum vincente, dopo aver ottenuto e superato un colloquio di lavoro, è utile sapere quali domande porsi prima di accettare un nuovo lavoro.

Il seguente articolo affronta l’ultimo passo da compiere prima di iniziare una carriera lavorativa.

Sapere quali aspetti considerare prima di accettare un’offerta, quali domande porsi, quando è il caso di negoziare un contratto, è fondamentale al fine di evitare spiacevoli sorprese.

Cosa considerare prima di accettare un lavoro

Nel considerare un’offerta di lavoro, lo stipendio che si percepirà è solo uno dei tanti aspetti da valutare. Il compenso è sicuramente importante e potrebbe essere decisivo, tuttavia è bene conoscere e considerare l’offerta nel suo insieme così da valutare anche altri aspetti in egual modo importanti.

Come sottolineato anche in un articolo dello storico quotidiano britannico, nato nel 1821, il The Guardian, l’euforia che si prova quando si viene selezionati per un nuovo lavoro, non deve portare ad evitare di considerare tutti i dettagli contenuti nel contratto.

Dunque, quali sono le domande più importanti da porsi?

Valutare l’offerta nel suo insieme

Prima di accettare, è bene considerare l’offerta sotto il profilo non solo dello stipendio ma anche valutare la presenza di eventuali benefit e premi produzione, oltre che riuscire quanto più possibile a farsi un’idea sull’ambiente di lavoro e sul numero di ore effettivamente richieste, al di là di quelle indicate nel contratto.

Il consiglio è valutare attentamente i pro e contro, evitando di rispondere immediatamente. Prendersi del tempo per pensare, chiedendo al datore di lavoro quanto tempo si ha prima di dare una risposta è in generale una buona idea. Quando si ha la possibilità di scegliere tra due o più offerte, compilare una lista, contenente i vantaggi e gli svantaggi per ogni posizione lavorativa, può aiutare nel fare la scelta giusta.

Capire quali spese sono coperte dal contratto

È buona prassi verificare in che modo il contratto di lavoro copre le spese sanitarie, quanti giorni prevede di ferie, quali condizioni rispettare per richiedere il congedo in caso di malattia. Ad esempio, non tutti i piani pensionistici previsti nei contratti di lavoro sono uguali. Per questo motivo è necessario considerare attentamente ogni elemento contenuto nel contratto al fine di determinare cosa si è in procinto di sottoscrivere.

Responsabilità e titolo professionale

Le mansioni che si andranno a svolgere e l’inquadratura professionale sono altresì importanti perché permettono di definire quali sono esattamente le richieste che un datore può avanzare nei propri confronti e quali no. È buona prassi verificare attentamente quale ruolo si ricoprirà verificando che questo sia in linea con le proprie aspettative.

Il luogo di lavoro

Quando si invia un’offerta di lavoro per un’azienda che dispone di più sedi e uffici sparsi per il territorio nazionale e all’estero, è buona norma verificare se è necessario trasferirsi oppure se è possibile lavorare presso il luogo di residenza. Ad oggi le possibilità potrebbero essere varie, il contratto di lavoro può prevedere la possibilità di lavorare da remoto o in smart working, diversamente potrebbe essere necessario spostarsi in una nuova città. In quest’ultimo caso è bene valutare la propria disponibilità nel trasferirsi e i conseguenti costi della vita come l’affitto, le utenze, e servizi.

Le ferie

Un aspetto da non sottovalutare è quello di richiedere come sono gestite le ferie all’interno di un’azienda. Probabilmente non si avrà la libertà di prendersi un periodo di vacanza nei giorni desiderati. Se il nuovo lavoro richiede di lavorare nei giorni festivi e prefestivi ad esempio, è un aspetto da considerare e da bilanciare in base alle proprie esigenze.

Opportunità di crescita professionale

Valutare se una nuova posizione lavorativa permette con il tempo di avanzare professionalmente, quali sono le opportunità disponibili, e quali sono le posizioni superiori a quella offerta, è un’analisi indispensabile da fare, utile a comprendere se la propria ambizione è in linea con l’offerta presentata dall’azienda.

Revisionare il contratto di lavoro

Prima di firmare qualsiasi contratto è necessario aver compreso tutti gli aspetti. Firmare un contratto di lavoro, a maggior ragione, non è un’operazione da fare a cuor leggero. Chiedere ad un avvocato di esaminare il contratto quando ci sono degli aspetti poco chiari, può mettere al sicuro da spiacevoli sorprese.

Quali sono le domande da fare prima di accettare

Quando finalmente i curricula e le lettere di presentazione inviate, hanno dato i frutti sperati, la fase di ricerca di un lavoro si può ritenere conclusa. Prima di poter dire di avercela fatta però, come già sottolineato nel capitolo precedente, è importante non farsi prendere dall’euforia e dai facili entusiasmi. Accettare o meno un’offerta di lavoro, è una fase delicata tanto quanto, forse più, rispetto la stesura e l’invio di un curriculum.

Ritrovarsi a svolgere un lavoro che non piace infatti, può essere un’esperienza sgradevole tanto quanto essere disoccupati.
Si riportano le domande da porsi prima di accettare un lavoro, divise per macro-sezioni: Il ruolo che si andrà a ricoprire, stipendio e benefit, la cultura aziendale.

Che tipo di ruolo si avrà all’interno dell’azienda

È importante già durante la fase di colloquio, chiedere al selezionatore o al datore di lavoro, quale ruolo si andrà a ricoprire all’interno della società. In particolare, il consiglio è di non dimenticare di fare le seguenti domande:

  1. La posizione aperta è disponibile da subito?
  2. Come si misura il successo in questo ruolo, in base a quali risultati?
  3. È possibile avere un esempio di una classica giornata lavorativa?
  4. Quali sono le aspettative che si hanno nei propri confronti?

Queste prime quattro domande hanno molteplici scopi, da un lato sono utili a definire se si è adatti o meno per la posizione richiesta, dall’altro si fornisce all’azienda l’idea di essere motivati e scrupolosi.

Quali i valori dell’azienda

Le seguenti domande sono utili per comprendere quali sono i valori su cui poggia l’azienda per la quale si è in procinto di accettare un’offerta di lavoro. Queste domande sono altresì utili per capire, una volta iniziato il lavoro, chi saranno i propri supervisori e le responsabilità.

  1. Chi sono le figure interne all’azienda a cui rivolgersi per avere assistenza?
  2. Quali sono i principali compiti, mansioni e responsabilità?
  3. Con quali figure professionali lavorerò a stretto contatto?
  4. Chi sarà il mio diretto superiore?
  5. Qual è la vision e la mission del team?
  6. Quali sono i traguardi raggiunti da questa divisione?
  7. Quali sono i maggiori problemi che sta affrontando la divisione in questo momento?

Qual è la cultura aziendale

Infine, si riportano alcune domande specifiche per comprendere la cultura aziendale. Non è necessario rivolgere tutte le domande menzionate in questo capitolo, ma è sufficiente scegliere quelle che sembrano maggiormente appropriate al contesto.

È utile ricordare che non c’è niente di male nel rifiutare un lavoro, l’importante è rivolgersi in maniera educata e formale.

  1. È possibile avere qualche informazione aggiuntiva riguardo l’azienda rispetto quanto già riportato sul sito internet?
  2. Qual è la visione aziendale per i prossimi cinque anni?
  3. Quali sono i nuovi prodotti o servizi che verranno introdotti sul mercato?
  4. È possibile visitare gli spazi e gli uffici in cui un lavoratore passa le proprie giornate?
  5. Quali politiche adotta l’azienda per consentire ai dipendenti un corretto equilibrio tra la vita privata e la vita lavorativa?
  6. Qual è la cultura aziendale?
  7. Esistono figure professionali che lavorano da remoto o impegnate in trasferta?
  8. Sono previsti corsi per la formazione e l’aggiornamento del personale?
  9. L’azienda aderisce ad eventi e conferenze del settore?

Quando bisogna rifiutare un lavoro

A volte è un dovere rifiutare un’offerta di lavoro, i fattori che possono far propendere verso questa scelta possono essere tra i più diversi. L’importante è saper riconoscere i segnali d’allarme e decidere di conseguenza. Dire “no, grazie” e riprendere la ricerca, per quanto possa essere scoraggiante, a volte è la scelta migliore da fare.

Le condizioni contrattuali offerte non sono sufficienti

Quando le proprie richieste in termini di salario non sono soddisfatte, o non si ritiene adeguata la politica aziendale riguardo la gestione delle ferie dei dipendenti, è bene riflettere su come procedere. Iniziare un nuovo lavoro con il piede sbagliato è una pratica assolutamente da evitare.

Il personale interno non comunica un’impressione positiva

Le prime impressioni, possono essere sbagliate, ma quando si percepiscono un ambiente di lavorativo ostile, futuri colleghi particolarmente distanti e stressati, il consiglio è prendere nota della situazione e verificare i punti riportati in questo articolo.

Il datore di lavoro appare arrogante, scontroso o lavativo

I superiori all’interno di un’azienda hanno un ruolo determinante. Possono rappresentare, per un dipendente un modello da cui imparare, ad esempio da loro si può apprendere come gestire carichi di lavoro pesante, o come relazionarsi nei confronti degli altri. Al contrario possono essere persone arroganti e presuntuose, capaci di rendere il posto di lavoro un luogo ostile da cui non si vede l’ora di fuggire via.

La cultura aziendale non è in linea con i propri valori

Non esiste l’ambiente di lavoro ideale, alcuni preferiscono ambienti frenetici, altri preferiscono luoghi tranquilli dove lavorare in serenità. Il modo in cui sono gestite le giornate lavorative da parte di un’azienda è un aspetto determinante da considerare.

L’azienda è troppo lontana da casa propria

Se l’opzione di fare il pendolare è uno scenario sgradito, allora è bene rifiutare un’offerta di lavoro che richiede questo tipo di attività. Andare e tornare dal lavoro, non è pensabile possa rappresentare la parte di giornata più dura da affrontare. Quando non è percorribile l’opzione di trasferirsi in un luogo più vicino all’azienda, impegnarsi ogni giorno in ore di pendolarismo, potrebbe avere gravi ripercussioni sull’umore.

Il lavoro richiede troppe trasferte

Viaggiare può essere un aspetto divertente del proprio lavoro, tuttavia è bene stare attenti al fatto che non diventi la parte principale. Impegnarsi in trasferte lunghe, può avere gravi ripercussioni sui propri livelli di benessere, soprattutto se non si è inclini ad una vita movimentata.

La proposta contrattuale è diversa rispetto a quella pattuita

Proporre un ruolo diverso rispetto a quello per cui si era fatta domanda, è una strategia piuttosto sleale, utilizzata da alcune aziende che spingono un lavoratore a presentare il curriculum per una determinata posizione per poi proporne un’altra, chiaramente, di profilo inferiore. Quando ciò accade è meglio rifiutare, e cercare un’azienda con un’etica migliore.

Non permettono di vedere il posto di lavoro

Accettare un lavoro a scatola chiusa, senza prima aver visto gli uffici e i futuri colleghi, può nascondere delle insidie. Un’azienda che non vuole condividere con i potenziali lavoratori i propri spazi, potrebbe nascondere qualcosa.

L’azienda richiede una risposta immediata

Accettare un nuovo lavoro, non è come pagare una bolletta, è una decisione che ha ripercussioni sulla propria vita, che può determinare il successo o l’insuccesso di una persona. Per questo motivo, quando un’azienda richiede una risposta immediata, bisognerebbe rifiutare la proposta. Se la società è davvero interessata al proprio profilo, sarà ben lieta di aspettare qualche giorno e permettere al potenziale lavoratore di fare tutte le riflessioni che il caso richiede.

Mancanza di crescita professionale

Ogni nuovo lavoro, non è meramente un’attività utile ad aggiornare il proprio curriculum. Quando non sono previste opportunità di crescita professionale, di conoscenza e responsabilità, è giusto essere titubanti. Un’occupazione dovrebbe infatti, garantire la possibilità di aggiungere nuove skills e di acquisire competenze diverse. Anche se la scelta ricade verso una carriera orizzontale, non si dovrebbero mai precludere o sottovalutare le opportunità di crescita.

Segui il tuo istinto se dice di no

Quando si percepisce qualcosa che non quadra nel nuovo lavoro che si è in procinto di accettare, il consiglio è di fermarsi e riflettere. A volte può essere una buona regola quella di seguire il proprio istinto. Se si è una persona particolarmente restia al cambiamento, rivolgersi ad un amico fidato per un confronto, utile ad interpretare le sensazioni negative può essere particolarmente utile.

Come negoziare un’offerta di lavoro

Dopo aver visto quali aspetti considerare e quali domande farsi prima di accettare un nuovo lavoro, si riporta ora uno strumento da poter utilizzare per far venire incontro le esigenze di un lavoratore con le esigenze aziendali: la negoziazione di un contratto di lavoro.

Negoziare una proposta di lavoro è una vera è propria arte, molte persone infatti, si sentono in soggezione nei confronti di un datore di lavoro, oppure non vogliono perdere l’opportunità offerta, accontentandosi di accettare o rifiutare qualsiasi sia la proposta.

È bene precisare che le posizioni lavorative per le quali non esiste uno spazio per la contrattazione sono poche. Tipicamente la prima esperienza lavorativa non ha spazi per la contrattazione, successivamente le esperienze acquisite, possono essere utilizzate per ottenere un compenso o dei benefici più elevati sul contratto.

Secondo il giornale economico Harvard Business Review, un aspetto sul quale puntare per ottenere migliori condizioni contrattuali è la simpatia. L’abilità consiste nel sostenere le proprie esigenze senza apparire avido o meschino. L’obiettivo durante una contrattazione dovrebbe essere quello di comprendere qual è il margine di trattativa che si ha a disposizione, riuscendo a ottenere il massimo possibile. È utile inoltre capire il contesto, se una grande azienda sta assumendo 20 figure professionali nello stesso ruolo, sarà difficile ottenere un contratto diverso dagli altri, tuttavia potrebbe esserci una certa flessibilità sui bonus o sulle ferie. In generale migliore è la comprensione dell’ambiente circostante, più sarà possibile ottenere condizioni vantaggiose.

Un ulteriore approfondimento inerente alla negoziazione di un contratto di lavoro è stato condotto dalla prof.ssa Elizabeth F. Chapman Stetson e dal prof. Edward W. Miles dell’Università di Atlanta (Georgia)
La ricerca parte dal presupposto che il successo all’interno di un’azienda è dovuto anche dalle capacità di assunzione. Acquisire e mantenere personale di talento infatti, spesso richiede anche impegnarsi nei processi di negoziazione dello stipendio e in generale delle condizioni lavorative.

Negoziare un’offerta di lavoro è una pratica piuttosto frequente che si verifica per ogni tipo di mansione. Gerhart e Rynes (1991) e Stevens, Bavatta e Gist (1993) sostengono che gli uomini riescono a negoziare salari leggermente più alti rispetto alle donne, nonostante Stevens et al. (1993) hanno scoperto che le donne hanno conoscenze più alte in merito alle tattiche da utilizzare nei processi di negoziazione. Tuttavia le loro aspirazioni salariali nelle donne in media sono meno elevate rispetto agli uomini.

Studi condotti da Barron (2003) e Kaman e Hartel (1994) riportano inoltre che le donne, piuttosto che su un compenso elevato sono maggiormente interessate ad aspetti quali: la motivazione e la possibilità di acquisire nuove competenze ed esperienze.

Un esperimento condotto da Leibbrandt e List (2015) su un campione di 2500 individui, ha dimostrato che gli uomini in media tentano di contrattare un’offerta lavorativa molto più rispetto alle donne, anche quando non vi è alcuna indicazione che l’offerta sia negoziabile. Tuttavia, la ricerca precisa come lo scompenso retributivo tra uomini e donne non è certo dovuta alla differente propensione alla contrattazione.

Secondo Marks e Harold (2011) il carattere di un individuo determina la scelta di negoziare o meno un contratto. Le persone avverse al rischio difficilmente avviano trattative per ottenere migliori condizioni.
Seidel et al. (2000) hanno inoltre, scoperto che le minoranze etniche hanno meno possibilità di negoziare con successo un contratto.

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