Come intraprendere la carriera diplomatica

19 Settembre 2019 0 Comments

In Italia e nel mondo esistono delle professioni talvolta molto invidiate e ambite. Tuttavia, spesso capita che per tali lavori non ci si candidi nemmeno, o meglio non si riesca a tentare la carriera per cui ci si sarebbe voluti cimentare. E questa eventualità è dovuta al fatto che quel tal mestiere non si avessero sufficienti nozioni circa il percorso scolastico necessario, a chi ci si dovesse rivolgere, cosa bisognasse fare per candidarsi… e via dicendo.

Una di queste professioni, ambita ma al contempo… misteriosa e poco conosciuta, è senza dubbio quella del diplomatico.

Andiamo pertanto a vedere cosa ci sia da sapere per tentare di intraprendere una carriera del genere, dal percorso di studi ad ogni informazione utile allo scopo.

Che cos’è un diplomatico?

Anzitutto, cerchiamo di fare chiarezza sulla nozione principale.

Il diplomatico (conosciuto anche come “agente diplomatico”) è un funzionario di Stato o di una organizzazione intergovernativa che intrattiene relazioni con altri Stati o altre organizzazioni.

E’ un mestiere difficile e delicato, specie negli ultimi anni: tensioni politiche, religiose e minacce belliche continue fanno sì che gli agenti diplomatici abbiano responsabilità enormi e ripetute scelte difficili da compiere.

L’agente diplomatico gode di numerose immunità (come ad esempio l’inarrestabilità, l’inviolabilità della propria corrispondenza, l’esenzione della giurisdizione civile e penale, l’esenzione tributaria) per sé stesso e per la propria famiglia.

E tutte queste particolarità sono ben disciplinate dalla Convenzione di

Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche, il cui testo completo è consultabile sul sito del Ministero della Difesa.

Per tutti questi motivi, l’agente diplomatico gode di uno stipendio molto alto e la sua categoria lavorativa risulta di non semplice accesso.

Vediamo nello specifico quali siano i passi da intraprendere per tentare la carriera diplomatica.

Come diventare diplomatico

test per diventare diplomatico
Aula per esami al ministero degli esteri

L’agente diplomatico è un “dipendente” del Ministero degli Affari Esteri.

Come ogni lavoro statale, per entrare a farne parte è necessaria la selezione tramite un concorso pubblico (che in questo caso ha cadenza annuale). Il concorso diplomatico è pubblicato sul sito ufficiale del Ministero degli affari esteri.

La domanda di ammissione deve pervenire al Ministero degli Affari Esteri entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale.

Quali sono i requisiti per partecipare al concorso del Ministero ?

Per partecipare al suddetto concorso per intraprendere la carriera diplomatica, si devono soddisfare i seguenti criteri:

  • Si deve essere cittadini italiani;
  • Si deve avere un’età non superiore ai 35 anni compiuti;
  • Si deve avere una laurea in Giurisprudenza , o in scienze politiche (relazioni internazionali, studi europei, scienza della politica), economia. Aver conseguito un master di specializzazione sarebbe un elemento favorevole;
  • Si deve avere il pieno godimento dei diritti politici (ovvero, non si devono avere condanne di interdizione ai pubblici uffici);
  • Serve un certificato medico di idoneità.

Come funziona il concorso per diventare diplomatico?

Esistono una serie di complessi esami scritti e orali da dover sostenere per tentare di superare il concorso Ministeriale.

Prima di essi, inoltre, si dovrà sostenere un questionario psico-attitudinale di 60 domande a risposta multipla e una relazione sintetica su un caso concreto di natura internazionale. Il test psico-attitudinale comprende: successioni di numeri, successioni di lettere, di figure e interpretazione dei dati di una tabella e semplici operazioni di calcolo.

Si passerà poi alle prove scritte. Le materie su cui esse possono vertere sono: Storia (moderna e contemporanea), Economia Politica e Politica Economica, Diritto internazionale pubblico, Lingua inglese e una seconda lingua tra il francese, lo spagnolo, il tedesco e il russo.

In terza battuta, si vedranno valutati i propri titoli di studio , per i quali si otterrà un punteggio da sommare ai risultati delle varie prove.

In ultima istanza si passerà alle prove orali, le cui materie, invece, saranno: Diritto internazionale privato, Diritto costituzionale (con accenni ad alcune costituzioni straniere), pubblico e amministrativo italiano, Istituzioni di Diritto Civile, Geografia Politica ed Economica, Storia delle dottrine politiche.

Ogni candidato, nel corso della propria vita, può effettuare tre diversi tentativi di superare il concorso (qualora il primo e il secondo naturalmente fossero andati male); al termine delle tre chance, avrà esaurito la possibilità di diventare agente diplomatico.

Come prepararsi al concorso da diplomatico?

Data la difficoltà del concorso sopracitato , il Ministero degli Esteri organizza ogni anno a Roma, coadiuvato da alcuni enti, dei corsi che possono aiutare i candidati a meglio sostenere gli esami.

Tra gli altri, gli enti in questione sono la SIOI (Società italiana per l’organizzazione internazionale), la LUISS (Libera Università Internazionale Degli Studi Sociali ), il sito Saranno Magistrati (che contiene tutte le informazioni utili e i consigli per superare il concorso), l’ISPI (Istituto per gli studi di Politica Internazionale).

Quali sono i compiti dell’agente diplomatico?

Aule per riunioni di diplomatici
Aule per riunioni di diplomatici

Una volta entrato nel corpo diplomatico Italiano, l’agente è atteso ad un ruolo manageriale internazionale per cui dovrà far emergere tutte le proprie abilità culturali e relazionali, specie perché con ogni probabilità sarà collocato all’estero.

Concretamente, poi, egli dovrà:

  • rappresentare – all’interno dello Stato in cui è stato collocato – il proprio Paese, proteggendone gli interessi;
  • intraprendere rapporti con la classe politica dello Stato di arrivo, negoziando e familiarizzando con essa;
  • affrontare e trovare il modo di superare le situazioni di crisi;
  • promuovere all’estero l’immagine Italiana, promuovendo le relazioni culturali, economiche e commerciali;
  • elaborare e preparare rapporti dettagliati, coordinando la posizione Italiana rispetto a specifiche problematiche.
  • studiare quali siano i problemi politici e commerciali per poi preparare progetti di cooperazione con i diversi Paesi.

Quali sono le varie tipologie di agente diplomatico?

La figura del diplomatico è regolata dalle norme del Diritto Internazionale, e in base a questo si divide in quattro macro-categorie di appartenenza:

  • L’incaricato d’affari;
  • Il ministro residente;
  • Il ministro plenipotenziario;
  • L’Ambasciatore.

L’incaricato d’affari

Tale figura costituisce il diplomatico di rango minore fra le varie classi possibili.

Generalmente, l’incaricato d’affari può venir posto a comando di una missione diplomatica.

Si relaziona nella maggior parte dei casi con il Ministro degli Affari Esteri. In modo molto semplicistico, possiamo dire che l’incaricato d’affari è una sorta di “ministro” degli Affari Esteri del proprio paese, da egli nominato; a differenza degli ambasciatori, i ministri plenipotenziari o i ministri residenti che invece sono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministero votata dal Consiglio dei Ministri.

Il ministro residente

La figura del ministro residente è attualmente in disuso, mentre in passato era una figura diplomatica particolarmente diffusa. In sostanza, mentre negli Stati considerati più importanti dagli albori della diplomazia si è deciso di costituire un’ambasciata all’interno di essi, per Stati cosiddetti “minori” non vi era l’ambasciata, bensì un ministro che risiedeva in quel tal paese.

Oggi però vi sono ambasciate prevalentemente in ogni Stato, a prescindere che sia più o meno importante.

Il ministro plenipotenziario

Nel diritto internazionale, il ministro plenipotenziario è il secondo diplomatico più importante in assoluto, inferiore solo all’ambasciatore.

Può essere preposto ad una missione diplomatica, e spesso, all’interno di una ambasciata, è il primo consigliere dell’ambasciatore.

In Italia, è nominato direttamente dal Presidente della Repubblica su proposta motivata del Ministero degli Affari Esteri approvata dal Consiglio dei Ministri.

Lo stipendio del ministro plenipotenziario è pubblico e consultabile sul sito del Ministero degli Esteri, e ad oggi sfiora i 100 mila euro annui.

Come si diventa ambasciatore?

E’ la figura più nota tra tutti i diplomatici, nonché la più ambita e conosciuta.

Generalmente l’ambasciatore viene posto a capo di una missione diplomatica perenne presso un altro Stato (coadiuvato dal ministro plenipotenziario) o presso un’organizzazione internazionale.

Anch’egli è è nominato direttamente dal Presidente della Repubblica, sempre su proposta motivata del Ministero degli Affari Esteri approvata dal Consiglio dei Ministri.

Anche lo stipendio dell’ambasciatore è reso noto dal Ministero degli Esteri, che attualmente staziona poco sopra i 120 mila euro annui.

Che differenza c’è tra consoli e agenti diplomatici?

Qualcuno potrebbe obiettare che anche i consoli (o meglio, “agenti consolari”) lavorano nelle ambasciate estere; tutto vero, ma tra i consoli e gli agenti diplomatici la differenza sta nell’inquadramento del diritto che li regola: i primi esercitano infatti attività di carattere amministrativo, regolato dal diritto interno; i secondi, come abbiamo visto, svolgono mansioni di carattere politico regolati dal diritto internazionale.

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